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mercoledì 29 giugno 2016

Migranti, poca acqua e niente soste nei trasferimenti. Un poliziotto: «Se ci sono problemi ci pensiamo noi»


«Dagli autobus non dobbiamo fare scendere nessuno, altrimenti finisce che a tutti viene la pisciarella». È l'ordine di un agente di polizia agli autisti dei 15 bus in partenza dal porto di Catania dopo uno degli ultimi sbarchi nel capoluogo etneo. «È una prassi che si ripete», denuncia Giulia Capitani, di Oxfam Italia.

Foto MeridioNews

giovedì 9 giugno 2016

Servizi pro-rifugiati a Messina. La grande abbuffata


Tutti insieme amorevolmente. Un mixer di buone, meno buone e cattive pratiche di assistenza e sostegno sociale. La maxicoop lucana onnipresente in mezza Italia nella gestione dell’affaire migranti e le piccole cooperative locali riconvertitesi alle emergenze accoglienza. Sacerdoti e operatori della solidarietà vera, imprenditori, agenti immobiliari d’assalto e ipercommercianti con vocazioni transnazionali. Stimati professionisti che dedicano il loro tempo libero al volontariato e meri tecnocrati professionisti del “volontariato”. Avvocati e difensori dei diritti umani e sperimentatori delle moderne pratiche di confinamento, semidetenzione e annullamento di identità e soggettività personali. Associazioni culturali rosse, coop bianche rosa e grigie, alcuni duri e puri e molti altri sin troppo flessibili ed elastici.

mercoledì 23 ottobre 2013

Il grande business dei Centri accoglienza La loro gestione diventa una miniera d'oro

Le inchieste di Repubblica
Cooperative, società nate per l'occasione, ma anche colossi industriali del Nord e multinazionali: ecco chi c'è dietro ai Cara, le strutture dove finiscono i migranti in attesa di asilo. Alcune sono vere e proprie bombe a orologeria, ma nessuno sembra farci caso
ROMA - Il Cspa di contrada Imbriacola, quello dove finiscono i migranti appena sbarcati a Lampedusa, è solo il primo anello del sistema italiano di accoglienza. Nel resto del Paese la situazione è altrettanto grave, come dimostrano gli scontri di Mineo. Un mare di soldi si muove sopra le teste dei richiedenti asilo. Eppure i migranti continuano a vivere in condizioni indegne. I Centri di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) sono fabbriche di posti di lavoro in territori in cui la disoccupazione era la regola già prima della crisi. Gli operatori possono essere persone che lavorano con impegno e con passione. Ma la loro azione da sola è inutile quando è tutto l'ingranaggio che non gira.