Le inchieste di RepubblicaCooperative, società nate per l'occasione, ma anche colossi industriali del Nord e multinazionali: ecco chi c'è dietro ai Cara, le strutture dove finiscono i migranti in attesa di asilo. Alcune sono vere e proprie bombe a orologeria, ma nessuno sembra farci caso
ROMA - Il Cspa di contrada Imbriacola, quello dove finiscono i migranti appena sbarcati a Lampedusa, è solo il primo anello del sistema italiano di accoglienza. Nel resto del Paese la situazione è altrettanto grave, come dimostrano gli scontri di Mineo. Un mare di soldi si muove sopra le teste dei richiedenti asilo. Eppure i migranti continuano a vivere in condizioni indegne. I Centri di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) sono fabbriche di posti di lavoro in territori in cui la disoccupazione era la regola già prima della crisi. Gli operatori possono essere persone che lavorano con impegno e con passione. Ma la loro azione da sola è inutile quando è tutto l'ingranaggio che non gira.