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lunedì 10 novembre 2014

Bambini migranti? Trattati come pacchi postali

Da L'Espresso
Foto di Marta Bellingreri
Solo negli ultimi mesi sono giunti in Italia 12mila minori non accompagnati. Dovrebbero essere tutelati, ma sono prigionieri della burocrazia. Quattro maliani sono stati reinviati in Sicilia da un sindaco lombardo secondo il quale "mica devo stare davanti alla televisione a cuccarsi i soldi". E nell'isola le situazioni difficili sono molte
DI MARTA BELLINGRERI E ANTONELLO MANGANO




venerdì 7 novembre 2014

Visita al centro “Le Zagare” di Melilli: quando l’emergenza ostacola l’accoglienza

Il centro “Le Zagare” di Melilli, nei pressi di Siracusa, ha svolto negli ultimi mesi un ruolo fondamentale nell’accoglienza dei migranti sbarcati nel siracusano. Aperto dall’aprile 2014 con un accordo con la Prefettura come centro di prima accoglienza, ha ospitato centinaia di nuclei familiari e donne sole, inviati principalmente dopo lo sbarco dai porti di Augusta e Catania. Dalla metà del mese di ottobre, in concomitanza dello svuotamento delle ex Scuole Verdi di Augusta, “Le Zagare”hanno accolto anche i minori non accompagnati lì presenti, insieme ai nuovi arrivati con i recenti sbarchi, per cui oggi vi sono alloggiati 23 componenti di nuclei familiari, donne e 110 minori.

mercoledì 15 ottobre 2014

La vergogna normalizzata: cronache dalla Sicilia orientale

Reportage dai centri di "accoglienza" siciliani (luglio-settembre 2014)

Da Meltingpot
Di Davide Carnemolla
E’ appena passato il 3 ottobre con le iniziative che molti attivisti hanno organizzato seguendo i princìpi della Carta di Lampedusa e le rivendicazioni contenute nell’appello “Il nostro 3 ottobre”
Un 3 ottobre arrivato dopo mesi che hanno visto morire migliaia di migranti nel tentativo di attraversare il Mediterraneo. I numeri del più grande cimitero del mondo crescono sempre di più e solo nel 2014 sono morte almeno 3000 persone. Ma per chi riesce sopravvivere ed a toccare terra non si prospettano affatto tempi felici. La convinzione (o la speranza) di poter avere dei diritti e un’esistenza dignitosa è presto soffocata da una realtà fatta di un mix variabile ma tremendamente costante di abbandono e segregazione. E il tutto accompagnato da campagne mediatiche e politiche di stampo xenofobo e da un’enorme macchina del business che in Italia, e in Sicilia in particolare, riempie le tasche di consorzi, cooperative, associazioni e aziende sparse in tutto il territorio dell’isola. E la situazione potrà solo peggiorare vista l’imminente partenza del mega-programma repressivo-militare Mos Maiorum-Triton e la circolare ministeriale che impone la schedatura di tutti i migranti arrivati in Italia.

mercoledì 1 ottobre 2014

Augusta, giovani vite alla deriva in un comune che annaspa

“Stiamo facendo il possibile con i mezzi che abbiamo”: una frase che sento ripetere al porto di Augusta, mentre centinaia di migranti toccano a piedi nudi la banchina, e subito un operatore della Protezione Civile corre a consegnare loro un paio di ciabatte; un ritornello che le Forze dell’ordine e gli impiegati comunali ripropongono continuamente, quasi a volersi scusare per il fatto che centinaia di minori debbano vivere in una ex scuola fatiscente per mesi, senza poter avere un’istruzione e la protezione che spetta loro di diritto. Sì, perché Augusta, comune di 34.610 abitanti in provincia di Siracusa, sciolto nel marzo 2013 per infiltrazioni mafiose, e attualmente commissariato, sta lottando per stare a galla, tra centinaia di arrivi via mare e una percentuale di persone malate di cancro ai polmoni del 20% superiore rispetto alle altre zone della Sicilia, a causa dell’ingente numero di raffinerie di cui la costa è cosparsa.