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venerdì 10 novembre 2017

L'umanità affonda a Lampedusa

Da sempre l'isola più bella del Mediterraneo è usata dal governo italiano come luogo in cui sperimentare le politiche in materia di immigrazione. Da sempre i Lampedusani sono trattati come cavie da laboratorio dai vari governi che negli anni si sono succeduti, per verificare fino a dove possa arrivare la sopportazione.





domenica 23 aprile 2017

In memoria della più grande strage del Mediterraneo, per ricordare tutti i migranti che ancora muoiono in mare

Nella notte tra il 17 ed il 18 aprile 2015 circa 800 persone hanno perso la vita nel più grande naufragio avvenuto dal dopoguerra nel Mediterraneo Centrale. Bangladesh, Eritrea, Nigeria, Somalia, sono solo alcuni dei paesi di provenienza di quei migranti partiti dalla Libia nel disperato tentativo di raggiungere l’Europa sulle carrette del mare. 


martedì 14 marzo 2017

Lettera di una madre

Le barbarie subite dalla maggior parte dei migranti che cercano soltanto di vivere una vita dignitosa, creano delle ferite indelebili molto più profonde di quelle fisiche, che si acuiscono con le violenze spesso inferte dal sistema di accoglienza italiano. In tantissimi ci raccontano quotidianamente le esperienze tragiche della Libia, del deserto, della traversata, momenti in cui molti perdono per strada qualcuno. Un viaggio in cui la morte è sempre presente e che crea solchi profondi dentro le anime di queste persone. 

Illustrazione di Francesco Piobbichi

domenica 1 maggio 2016

Giorni di lutto e proteste

Da giorni si susseguono in diversi porti siciliani sbarchi di migranti salvati dalle navi di ong, della Marina italiana o appartenenti alle operazioni di controllo di Frontex. E agli arrivi segue la conta dei morti. Dalla scorsa settimana l'elenco è in continuo aggiornamento: gli ultimi casi si sono registrati nel gruppo soccorso dalla nave tedesca, di cui almeno tre ragazzi non avrebbero retto la traversata, dopo l'ennesima strage avvenuta a circa 70 miglia dalle coste libiche, in cui i sopravvissuti arrivati questa mattina a Lampedusa hanno raccontato che almeno 100 persone sarebbero state inghiottite dal mare, un mare che probabilmente risputerà nei giorni a seguire i corpi che non può più digerire!

giovedì 21 aprile 2016

La strage continua senza memoria


18 aprile 2016. Nel giorno in cui si commemorano i morti della strage del 18 aprile 2015, più di 800 migranti che giacciono ancora in fondo al mare, altre 400 persone nello stesso identico giorno sono state vittime delle politiche migratorie europee.

giovedì 17 settembre 2015

Strage del 3 ottobre a Lampedusa, il Pm chiede 80 anni di carcere per 6 imputati

Sono ancora latitanti Ermias Ghermay e John Mahray, considerati i veri capi del traffico di uomini. Assieme agli imputati, avevano costituito un formidabile sistema che contava su un nucleo centrale diviso tra la Libia e l'Eritrea e su due cellule in Italia: una ad Agrigento, l'altra a Roma

domenica 13 settembre 2015

Pare che si chiamasse Yassin

di Marta Bernardini e Francesco Piobbichi. Mediterranean Hope – Pare che si chiamasse Yassin. Pare che Yassin venisse dall’Eritrea, che fosse stato arrestato senza motivo e chiuso in uno dei tanti lager libici, pare che abbia un bimbo e una moglie in un centro di accoglienza in Svezia e che volesse raggiungerli. Quello che è certo, è che è arrivato senza vita a Lampedusa, dove è stato sepolto pochi giorni fa. Lui sarebbe potuto arrivare qui e avere protezione umanitaria, ne aveva tutti i requisiti, eppure è stato costretto a prendere la strada rischiosa del mare che lo ha portato alla morte. La stessa storia del piccolo Aylan, e di molti altri innocenti morti in questo mare reso assassino dalle leggi degli uomini. La vicenda senza foto di Yassin ve la raccontiamo noi. Lo facciamo come abbiamo fatto per Welela, per dare una dignità a queste persone e per evitare che si perdano nell’oblio. Lo facciamo per dire che un giorno la storia farà i conti con i nostri governanti e le loro scelte politiche.

giovedì 6 agosto 2015

Strage Mediterraneo, l'ultima chiamata prima del silenzio: «Aiuto, siamo in 600 e la sala motore è piena d'acqua»

di SALVO CATALANO. Meridionews – La prima a ricevere l'sos dal peschereccio che poi si è capovolto è stata l'attivista Nawal Soufi. «Ma dopo poco il telefono non squillava più». Medici senza frontiere racconta i soccorsi: «Persone che si aggrappavano disperate a qualunque cosa per salvarsi». E accusa: «Siamo stati chiamati alle 9 ma poi dirottati su un altro intervento, c'è una grave carenza di risorse».

mercoledì 15 luglio 2015

Cento morti sulle coste libiche

avvenire.it - Almeno un centinaio di morti sono stati raccolti ieri sulle spiagge e nel mare di Tajoura, in Libia. Tra di loro donne e bambine. I corpi sono stati portati nell’ospedale di Tripoli.

venerdì 10 luglio 2015

Canale di Sicilia, soccorsi quattro barconi
. Morti almeno 12 migranti, 393 tratti in salvo

meridionews.it - All'arrivo della nave della guardia costiera Dattilo un'imbarcazione era semi affondata, recuperati gli altri 106 occupanti. In una diversa operazione ne sono stati salvati altrettanti dalle motovedette partite da Lampedusa. Altri tre mezzi hanno richiesto aiuto

martedì 21 aprile 2015

Scomparire tra i grandi numeri

Sono giunti questa notte al porto di Catania, i superstiti dell’immane tragedia di questi giorni. 950 i dispersi a cui si sommano nuove vittime del naufragioavvenuto nel mar Egeo questa nottee ad altri dispersi al largo delle coste libiche. Le cifre mostruose delle recenti tragedie annunciate lasciano senza parole chi da mesi ed anni di discorsi e false promesse ne ha sentite fin troppe. Ma proprio l’ipocrisia e l’opportunismo delle retoriche ufficiali, rende inevitabile il dar voce alle testimonianze di chi da una profondità storica alle notizie sensazionali del momento.

domenica 19 aprile 2015

Lunedì 20 aprile presidio al porto di Catania

LUNEDI' 20 APRILE ORE 8,00 PRESIDIO AL PORTO DI CATANIA IN OCCASIONE DELL'ARRIVO DELLA NAVE CON I SUPERSTITI E LE SALME DELLA STRAGE NEL @[null:#CANALEDISICILIA]
MERCOLEDI' 22 APRILE ORE 18 PIAZZA STESICORO
MANIFESTAZIONE
Basta con le leggi razziali!
Fortezza Europa vergognati!
Diritto d'asilo europeo Subito!
Siamo tutti nella stessa barca

Nuova strage nel Canale di Sicilia. I soccorritori stimano fino a 700 morti

Si rincorrono e accuse e gli appelli per quella che, con il passare delle ore, potrebbe essere la strage più grande nel Canale di Sicilia. Dopo il rovesciamento, ieri notte, di un barcone di 20 metri con 700 più di persone a bordo, il bilancio dei soccorritori continua ad essere di 28 migranti salvati e 24 cadaveri recuperati dal mare. Secondo alcuni testimoni, sull'imbarcazione partita dall'Egitto e passata dalle coste della Libia per imbarcare i passeggeri sarebbero stati in 950. «Siamo profondamente dispiaciuta per la tragedia, Davanti alla realtà cruda, serve un'azione coraggiosa». Così sulla vicenda la commissione dell'Unione europea, chiamata a gran voce dalla politica nazionale e locale. L'organismo internazionale ha annunciato una riunione congiunta dei ministri degli Esteri e dell'Interno con l'obiettivo di studiare una nuova strategia da adottare a fine maggio.

domenica 2 novembre 2014

Oggi, 2 novembre: Ricordiamo qui, al Cimitero dei Rotoli, i nostri cari defunti. Noi vogliamo ricordare anche altri morti....

Oggi commemoriamo anche 12 migranti, di nazionalità probabilmente eritrea, che hanno trovato
Un sogno spezzato...
la morte in mare e che in questo cimitero giacciono da mesi senza nome  nella nuda terra. Vogliamo portare dei fiori e porre una semplice lapide di legno,  come segno di restituzione di dignità da parte dei cittadini e cittadine palermitani,  e chiedere un cambiamento rapido delle politiche migratorie in Italia e in Europa, perché nessuno più rischi la vita per cercarne una migliore. Perché nessun essere umano è clandestino.

Dal 1988 per raggiungere l'Europa sono morte almeno 21436 persone.  Dal 1994 nel solo canale di Sicilia sono morte oltre 6.200 persone, più della metà (4.790) sono disperse. Il 2011 è stato l'anno peggiore: tra morti e dispersi, sono scomparse almeno 1.800 persone, 150 al mese, 5 al giorno. Il mondo trabocca di guerre: l’Iraq, la Siria, Gaza, la Libia. 

venerdì 3 ottobre 2014

Dal Mediterraneo alla Svizzera. Il nostro tre ottobre.

di Pinuccia Rustico e Mattia Lento
Il 3 ottobre di quest’anno ricorre un tragico anniversario. Esattamente un anno fa 368 persone hanno perso la vita in uno dei naufragi peggiori della storia contemporanea del Mediterraneo. Un peschereccio partito dalla Libia con a bordo persone provenienti dal corno d’Africa è colato a picco a poche centinaia di metri dalla costa di Lampedusa e a niente sono valsi i soccorsi della guardia costiera italiana arrivati, per alcuni, con colpevole ritardo.
Il 3 ottobre è però solo una delle tante ricorrenze possibili: un’altra data da non dimenticare è quella dell’11 Ottobre del 2013; anche quest’anno, il 19 febbraio, il 12 maggio, il 30 giugno, il 19 luglio, il 2 e il 28 agosto, abbiamo avuto decine di morti in mare, addirittura 800 nelle acque libiche e maltesi nella sola seconda settimana di settembre. Non c’è niente da commemorare perché la tragedia continua, ogni giorno.

giovedì 2 ottobre 2014

Sulla rotta della vergogna, il naufragio di Lampedusa un anno dopo

da Repubblica
Il documentario sui naufragi di migranti dopo la strage di Lampedusa del 3 ottobre 2013 in cui morirono 363 persone. Immagini, come quelle dell’hangar della morte, che appartengono alla memoria collettiva. Nonostante i numerosi salvataggi in mare realizzati grazie all’operazione Mare Nostrum, il numero dei morti nel Canale di Sicilia quest’anno è aumentato. Dal tre ottobre scorso a oggi risultano infatti oltre tremila migranti dispersi in mare. Qui sono ripercorsi gli ultimi e più significativi naufragi dopo quella tremenda strage. Con uno sguardo alle storie che, chi era presente in quei tragici eventi, non potrà mai dimenticare. Il diportista che ha salvato 47 vite, il falegname che realizza le croci con il legno dei barconi, il pianto delle donne eritree a Porto Empodocle, la colletta per una degna sepoltura nel paesino di San Biagio Platani, fino ai naufragi più recenti
Video
(di Alessandro Puglia, montaggio di Orazio Cristaldi)

lunedì 15 settembre 2014

L’OIM: SAREBBERO 500 I DISPERSI DEL NAUFRAGIO AL LARGO DI MALTA

15 settembre -  Sarebbero circa 500 i dispersi del naufragio avvenuto la scorsa settimana a 300 miglia al largo di Malta, e a causare l'incidente sarebbero stati gli stessi trafficanti, che - da una seconda imbarcazione - avrebbero di proposito  fatto colare a picco il barcone con a bordo i migranti, con i quali era nato un violento scontro.
A raccontare questa terribile storia agli operatori dell'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) in Sicilia sono stati i due sopravvissuti di nazionalità palestinese, due ragazzi fuggiti da Gaza e andati in Egitto a inizio settembre, soccorsi in alto mare dal mercantile panamense “Pegasus” e portati a Pozzallo due giorni fa.

domenica 24 agosto 2014

Tragedia a Sud di Lampedusa: naufraga gommone, diciotto morti. Oltre 70 migranti in salvo. I cadaveri saranno portati a Pozzallo

Repubblica.it - Nuova tragedia nel Mediterraneo, dopo quella di ieri al largo della Libia: gli uomini della Marina Militare impegnati nell'operazione Mare Nostrum hanno recuperato a sud di Lampedusa i cadaveri di 18 migranti, tutti uomini, che erano a bordo di un gommone. Sull'imbarcazione altre 73 persone che sono state salvate. Il gommone era stato avvistato nel corso della notte da nave Sirio, che si è diretta nella zona per prestare i soccorsi. L'imbarcazione era in balia del mare, probabilmente a causa di un problema al motore. Quando gli uomini della Marina l'hanno raggiunta, hanno tratto in salvo 73 migranti e scoperto che a bordo c'erano anche 18 cadaveri.

lunedì 4 agosto 2014

Le vite spezzate che non fanno notizia

E' meglio nascondere alcuni dati. E’ meglio che la gente non sappia la verità. E’ meglio fare propaganda.
La comunicazione, un'arma pericolosa, oggi è nelle mani di chi controlla il mondo, di chi può decidere il destino, se far vivere o morire, decidere quale vita sia importante e quale no!
E si grida all’invasione, all’emergenza, ad epidemie causate da malattie che riapparirebbero a causa dei migranti che approdano sulle nostre coste.

mercoledì 23 luglio 2014

Naufragio, a Pozzallo i funerali dei 48 migranti

GDS.it - La città di Pozzallo si stringe attorno alle 45 bare dei migranti morti durante la traversata in mare dello scorso primo luglio. Sono stati celebrati i funerali anche di altri tre migranti, morti per annegamento lo scorso 7 giugno.«Un giorno di tristezza per tutta la città, la provincia di Ragusa e per l'Italia - dice il sindaco Luigi Ammatuna - oggi salutiamo questi uomini con il dolore nel cuore, sperando che queste tragiche morti finiscano qui perchè voglio essere il sindaco della vita, non della morte».