“Le cose andranno meglio, perché tra poco mi trasferiranno”. A. viene dal Ghana ed ha 18 anni e pochi mesi. Da un anno vive in uno dei grandi centri di prima accoglienza per minori non accompagnati del catanese, di cui ci ha chiesto di non fare il nome. Qui l’abbiamo incontrato a giugno dell’anno scorso. Allora era molto diverso da come si presenta ora. È stato un anno di insofferenze, incomprensioni, tentativi di dialogo e piccole “conquiste”. Una di queste è stata l’iscrizione a scuola per cui A. si è battuto fin dall'inizio con una decina di altri ragazzi del centro. È stato proprio in occasione di una di queste “proteste” a suon di lettere inviate a responsabili e ad amministratori, che l’abbiamo incontrato.
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