L’8 maggio un gruppo di migranti sbarcati a Pozzallo informa le autorità della scomparsa di almeno 40 compagni di viaggio, imbarcati sul loro stesso gommone. Nei giorni successivi salirà a 230 il numero delle probabili vittime di due naufragi verificatisi al largo delle coste libiche. Lunedì 15 maggio la nave Diciotti della Guardia Costiera Italiana giunge al porto di Trapani con 484 migranti a bordo e 7 salme.
siciliamigranti è una finestra sulla situazione dei migranti in Sicilia. E' il blog di un progetto di monitoraggio e pronto intervento in risposta alle politiche migratorie, contingenti ed emergenziali, messe in atto dal governo italiano per gestire l'arrivo dei profughi provenienti dalla regione del Maghreb e dalla Libia.
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sabato 20 maggio 2017
Un mare di impunità
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lunedì 1 maggio 2017
Giorni di populismo giudiziario. Cosa si vuole nascondere dietro la criminalizzazione della solidarietà
A-dif.org - La polemica sulle esternazioni del procuratore di Catania Zuccaro sulle connivenze tra ONG e trafficanti di esseri umani sta raggiungendo i più alti vertici istituzionali. Non è bastato che venisse dimostrato come la fonte stessa delle prime insinuazioni, l’agenzia Europea Frontex, fosse stata largamente fraintesa e poi le abbia sostanzialmente ritrattate. Come ha osservato l’ex Presidente del Consiglio Enrico Letta, se si tratta di contrastare fattori di attrazione (pull factor), che non si traduce certo nella contestazione di un reato, lo stesso attacco rivolto oggi alle ONG venne sferrato da Frontex, alla fine del 2014, contro l’operazione Mare Nostrum ed i vertici della Marina e della Guardia Costiera italiana.
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giovedì 2 marzo 2017
Per non restare in silenzio
Pozzallo, Augusta, Catania, Lampedusa, Palermo: in Sicilia continuano gli arrivi via mare dalla Libia. Al largo delle coste si susseguono soccorsi, naufragi e morte. Migranti morti nei camion frigo che li trasportavano come merce, quali sono diventati, dalle regioni desertiche fino alla costa libica, da dove probabilmente avrebbero tentato la traversata verso l’Italia. Quelli ritrovati e menzionati dalla cronaca una settimana fa sono solo una minima percentuale delle migliaia che vengono trafficati ogni giorno, e che giunti in Italia cercano di spiegarci l’orrore che hanno visto, rimanendo troppo spesso inascoltati.
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| L'arrivo della nave Golfo Azzurro al porto di Pozzallo |
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martedì 15 novembre 2016
Merce di scambio: sopravvivere in un sistema che respinge
La storia di A. si ripete in molti altri luoghi della Sicilia e non vede coinvolti solo minori ma anche donne e uomini presenti sul territorio da diversi mesi e “respinti” dagli stessi centri che dovrebbero accoglierli. Nelle ultime settimane al porto di Catania sono arrivati più di mille migranti, ben 850 solo domenica a bordo della nave Bourbon Argos e pochi giorni prima altri 288 insieme a 20 salme.
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lunedì 30 maggio 2016
Sbarchi in Sicilia Orientale: chi arriva è testimone di una strage continua
La settimana che è appena finita viene additata come “da dimenticare” dalle tv e dai quotidiani su cui si susseguono date e numeri di migranti sbarcati, morti e dispersi. Ci chiediamo come si possa invece continuare ad ignorare e non avere memoria delle migliaia di profughi che da anni muoiono cercando di raggiungere l’Europa. In meno di sette giorni ci sono stati ben tre naufragi, con 70 vittime accertate ma più di 700 dispersi e la possibilità di istituire canali sicuri per chi fugge non viene ancora considerata. Si prova davvero rabbia e vergogna a far parte di una comunità tanto disumana e impegnata solo a proteggere gli interessi e i confini della Fortezza Europa.
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| Foto Lucia Borghi |
sabato 28 maggio 2016
Porto Empedocle e Lampedusa: il risultato è promiscuità
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Gli arrivi in queste ore si moltiplicano e il sistema , a fine maggio, è già al collasso,nonostante i numeri non siano maggiori rispetto a quelli dello scorso anno. Tantissimi continuano a morire e tanti continuano ad arrivare, salvati da morte certa, come abbiamo visto dalle tristi immagini riprese dalla Marina militare italiana.
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giovedì 21 aprile 2016
La strage continua senza memoria
18 aprile 2016. Nel giorno in cui si commemorano i morti della strage del 18 aprile 2015, più di 800 migranti che giacciono ancora in fondo al mare, altre 400 persone nello stesso identico giorno sono state vittime delle politiche migratorie europee.
mercoledì 19 agosto 2015
Denti, foto, tatuaggi: “Così diamo un nome ai migranti morti in mare”
da Redattore Sociale
MILANO – I primi in Europa. Nessun altro Paese membro dell'Unione ha affidato ad un prefetto il ruolo di dare un nome ai cadaveri non identificati. Non solo di chi perde la vita in Italia, ma anche di chi muore cercando di raggiungerla. A svolgere questo difficile compito dal 30 dicembre 2013 è Vittorio Piscitelli, ex prefetto di Reggio Calabria. "Sarebbe importante che anche la Commissione europea adottasse una figura simile – afferma -. Siamo ancora un continente dove le persone scompaiono". Soprattutto quando s'imbarcano dalle coste del Nord Africa e si dirigono a Nord.
MILANO – I primi in Europa. Nessun altro Paese membro dell'Unione ha affidato ad un prefetto il ruolo di dare un nome ai cadaveri non identificati. Non solo di chi perde la vita in Italia, ma anche di chi muore cercando di raggiungerla. A svolgere questo difficile compito dal 30 dicembre 2013 è Vittorio Piscitelli, ex prefetto di Reggio Calabria. "Sarebbe importante che anche la Commissione europea adottasse una figura simile – afferma -. Siamo ancora un continente dove le persone scompaiono". Soprattutto quando s'imbarcano dalle coste del Nord Africa e si dirigono a Nord.
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martedì 14 aprile 2015
Da gennaio a marzo 500 morti, 30 volte più del 2014
Meridionews - La polizia ha raccolto la straziante testimonianza di alcuni disperati giunti a Pozzallo. E contestano il reato di omicidio al presunto scafista, che è stato arrestato. Intanto nella notte la Guardia costiera ha condotto nei porti di Trapani e Palermo più di mille persone, tra cui le nove salme del naufragio di ieri a largo della Libia
venerdì 10 ottobre 2014
Inside Italy: «Se l’operazione Mos Maiorum fosse arrivata a Siracusa»
dal blog di Gianluca Solera
Se passate per Siracusa, io l’ho fatto partecipando a Oltremare Festival, andate alla fonte Aretusa, dove, sull’isola di Ortigia su cui è stata edificata la città, sgorga una sorgente sotterranea che si butta a mare. Acqua fresca che d’improvviso si confonde con le acque salate, e dove crescono stupendi steli di papiro. I poeti nei secoli hanno vagheggiato davanti a queste chiare e dolci acque che d’improvviso si mescolano con il Mediterraneo. In tempi di crescente rarefazione delle risorse idriche, è quasi un miracolo ammirare ancora la fonte appoggiandosi al belvedere. Pare che il papireto di Siracusa – alla fonte Aretusa e sul fiume Ciane – sia insieme a quello del fiume catanese Fiumefreddo l’unico presente in Europa. Un pezzo dell’ecosistema del Nilo che ha attraversato il mare: è meraviglioso pensarlo.
Se passate per Siracusa, io l’ho fatto partecipando a Oltremare Festival, andate alla fonte Aretusa, dove, sull’isola di Ortigia su cui è stata edificata la città, sgorga una sorgente sotterranea che si butta a mare. Acqua fresca che d’improvviso si confonde con le acque salate, e dove crescono stupendi steli di papiro. I poeti nei secoli hanno vagheggiato davanti a queste chiare e dolci acque che d’improvviso si mescolano con il Mediterraneo. In tempi di crescente rarefazione delle risorse idriche, è quasi un miracolo ammirare ancora la fonte appoggiandosi al belvedere. Pare che il papireto di Siracusa – alla fonte Aretusa e sul fiume Ciane – sia insieme a quello del fiume catanese Fiumefreddo l’unico presente in Europa. Un pezzo dell’ecosistema del Nilo che ha attraversato il mare: è meraviglioso pensarlo.
mercoledì 8 ottobre 2014
“Watch The Med Alarm Phone” - Un telefono di allarme contro i morti in mare. Una rete transnazionale di allarme a partire dal 10 Ottobre 2014 in caso di pericolo in mare e respingimenti
Comunicato stampa
"Il nostro progetto non è la soluzione, ma un passo d’emergenza".
Il Mar Mediterraneo nel 2014 resta un enorme cimitero per rifugiati e migranti. Nei primi nove mesi dell’anno ci sono state oltre 3.000 morti registrate. Negli ultimi anni, in nessun’altra parte del mondo un maggior numero di persone è morto mentre fuggiva. Nonostante ciò, i dipartimenti dell’Unione Europea responsabili hanno deciso il 27 Agosto 2014 di ritirare l’operazione marittima di salvataggio italiana Mare Nostrum e gradualmente sostituirla con operazioni di deterrenza condotte da Frontex nelle acque costiere dell’UE. Questo fa concludere che le massicce morti nel Mar Mediterraneo assumeranno dimensioni anche più gravi.
Una rete transnazionale di attivisti dei diritti umani non può più tollerare questa situazione inaccettabile. Dalla fine di settembre, a Tunisi, Palermo, Strasburgo, Vienna, Berlino e molte altre città, circa 50 attivisti hanno testato un telefono collettivo di emergenza per i boat-people. Il telefono di allarme è attivo giorno e notte con una squadra multilingua pronta all’ascolto.
"Il nostro progetto non è la soluzione, ma un passo d’emergenza".
Il Mar Mediterraneo nel 2014 resta un enorme cimitero per rifugiati e migranti. Nei primi nove mesi dell’anno ci sono state oltre 3.000 morti registrate. Negli ultimi anni, in nessun’altra parte del mondo un maggior numero di persone è morto mentre fuggiva. Nonostante ciò, i dipartimenti dell’Unione Europea responsabili hanno deciso il 27 Agosto 2014 di ritirare l’operazione marittima di salvataggio italiana Mare Nostrum e gradualmente sostituirla con operazioni di deterrenza condotte da Frontex nelle acque costiere dell’UE. Questo fa concludere che le massicce morti nel Mar Mediterraneo assumeranno dimensioni anche più gravi.
Una rete transnazionale di attivisti dei diritti umani non può più tollerare questa situazione inaccettabile. Dalla fine di settembre, a Tunisi, Palermo, Strasburgo, Vienna, Berlino e molte altre città, circa 50 attivisti hanno testato un telefono collettivo di emergenza per i boat-people. Il telefono di allarme è attivo giorno e notte con una squadra multilingua pronta all’ascolto.
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