<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350</id><updated>2012-02-27T16:35:38.520+01:00</updated><category term='Trapani'/><category term='lasaciateCIEntrare'/><category term='CIE'/><category term='tunisini'/><category term='business'/><category term='Cassibile'/><category term='sanatoria truffa'/><category term='pescatori tunisini'/><category term='donne'/><category term='razzismo'/><category term='UNHCR'/><category term='Milo'/><category term='CIE galleggianti'/><category term='CIE Vulpitta'/><category term='Punta Raisi'/><category term='Mineo'/><category term='lavoro stagionale'/><category term='consolato'/><category term='catania'/><category term='minori'/><category term='Chinisia'/><category term='rimpatri tunisia'/><category term='Milazzo'/><category term='Tunisia'/><category term='Salinagrande'/><category term='Pozzallo'/><category term='Lampedusa. minori'/><category term='Palermo donne'/><category term='respingimenti'/><category term='Sant&apos; Angelo in Brolo'/><category term='diritto asilo'/><category term='Palermo'/><category term='Lampedusa'/><category term='cooperative rosse'/><category term='tunisini dispersi'/><category term='centri'/><title type='text'>siciliamigranti</title><subtitle type='html'>siciliamigranti è una finestra sulla situazione dei migranti in Sicilia. E' il blog di un progetto di monitoraggio e pronto intervento in risposta alle politiche migratorie, contingenti ed emergenziali, messe in atto dal governo italiano per gestire l'arrivo dei profughi provenienti dalla regione del Maghreb e dalla Libia.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>153</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-420297852511017831</id><published>2012-02-25T16:32:00.005+01:00</published><updated>2012-02-27T16:33:55.087+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Salinagrande'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Trapani'/><title type='text'>C.A.R.A di Salinagrande e centro Caritas al completo, richiedenti asilo dormono lungo i binari</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Primo giorno di monitoraggio al C.A.R.A. di Salina Grande (TP). Arriviamo verso le diciassette, dopo un incontro organizzativo con le realtà antirazziste del territorio, non troviamo molti migranti fuori dai cancelli. Rispetto all’anno scorso e da quando la gestione del C.A.R.A. è passata alla Cooperativa Badia Grande, la stessa che si occupa anche del C.I.E di Milo, la sorveglianza è più severa ed è quasi impossibile riuscire ad entrare in perlustrazione. I cancelli sono chiusi ed i migranti possono uscire uno alla volta; all'ingresso c'è un posto di guardia gestito da operatori della cooperativa che li identifica e ne permette l'accesso al campo. C’è una sorta di coprifuoco alle ore venti, chi si presenta dopo deve dormire fuori. Già ad una prima occhiata il C.A.R.A. sembra molto affollato, sono visibili diverse persone per ogni stanza, vestiti appesi alle finestre ed un numero di migranti nella terrazza, sul lato destro della struttura, che rientrano poco dopo l’inizio del nostro monitoraggio, non sappiamo se spontaneamente o dietro invito degli operatori. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Nel piazzale interno scorgiamo alcuni minori, circa sei, di età apparente inferiore ai dieci anni, ma non potendo entrare non ci è possibile effettuare più approfonditi riscontri.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Facciamo conoscenza con un paio di giovani ivoriani che hanno fatto richiesta di asilo pochi mesi prima. Parlano francese, non capiscono l’italiano. Ci riferiscono che all’interno del centro c’è una scuola di italiano con lezioni tre volte a settimana che fanno fatica ad imparare. Chiediamo se hanno notato l’eventuale&amp;nbsp; presenza di minori non accompagnati, ci rispondono che ci sono dei ragazzi, ma tutti con le rispettive famiglie. Chiediamo informazioni sulle condizioni di vita nel centro e ci confermano che la struttura è abbastanza affollata, ma tutti, dicono, hanno un letto per dormire.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Si avvicina un gruppo di&amp;nbsp; pakistani, prima due, poi altri due, che parlano inglese, con cui riusciamo a comunicare abbastanza&amp;nbsp; a lungo. Confermano l’affollamento delle stanze. Ci sono inoltre, a loro detta, come spesso accade, problemi relazionali tra nordafricani e sub-sahariani e con la polizia del Centro. (…) Il cibo fornito nel&amp;nbsp; C.A.R.A. sarebbe in quantità accettabile ma povero in varietà e qualità. A fronte di un centinaio di musulmani presenti nel centro non è disponibile carne halal, cioè macellata secondo i dettami del Corano, perciò vengono serviti soprattutto pasta e pesce bollito o in scatola. In alternativa c’è il pollo che però molti non mangiano perché comunque non halal.&amp;nbsp; I giovani pakistani sono arrivati in Italia nell’autunno 2011, a Bari, ed aspettano ancora l’audizione in commissione fissata per tutti a Luglio. La principale lamentela è infatti per i lunghissimi tempi di attesa, anche di un anno per il solo colloquio in Commissione, a quanto pare incrementata dal fatto che alcuni pakistani richiedono il colloquio in lingua Pashto e la Commissione manca di un mediatore linguistico adatto. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;La loro storia appare piuttosto complicata. Scappano dal Pakistan per problemi con le autorità locali, uno di loro in particolare dice di aver subito minacce ed intimidazioni per essere rientrato nel suo paese dopo anni di lavoro all'estero. Facevano parte di un gruppo di trenta migranti arrivati a Bari al termine di un viaggio molto lungo: sono partiti dal Pakistan e sono giunti in Grecia attraverso la Turchia, poi con un'imbarcazione sono arrivati a Bari. Qui sono stati avvertiti da altri pakistani arrivati poco prima che non c'era posto al Centro ed hanno seguito il consiglio di recarsi a Caltanissetta per trovare ospitalità, quindi si sono autonomamente messi in viaggio. Arrivati a Caltanissetta dicono di non essere stati accolti per carenza di spazio, per cinque giorni si sono accampati nella campagna vicino al locale C.A.R.A., nella speranza che si liberassero dei posti,&amp;nbsp; senza riparo, cibo, né acqua, in un periodo di freddo molto intenso. Poi sono stati avvertiti dell'esistenza di Salinagrande da alcuni italiani, forse operatori di Pian Del Lago, e si sono diretti a Trapani. Arrivati a Salinagrande solo sette su trenta hanno trovato accoglienza ed hanno potuto chiedere asilo, gli altri sono tornati a Bari, tre sono rimasti a Trapani in cerca di alloggio.&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Mentre siamo davanti al Centro vediamo spesso passare e fermarsi delle macchine (tre, arrivate a distanza di pochi minuti) con alla guida italiani ed a bordo uno o due migranti, per lo più sub-sahariani, che scendono con gli indumenti evidentemente sporchi di sabbia o terra e rientrano nel Centro. Uno di loro ha un sacco di mandarini che mostra a chi lo saluta, sembra molto stanco ma contento. All'ingresso gli operatori gli chiedono se è andato a raccogliere mandarini, lui risponde di sì ed entra. Poco dopo la scena si ripete prima con due sub-sahariani, poi con un altro africano che ha gli indumenti sporchi di sabbia e calce. Chiediamo ai Pakistani se intorno al C.A.R.A. ci sono facili possibilità di lavoro; ci rispondono che ce ne sono poche e che pagano poco,&amp;nbsp; a volte parte dello stipendio è corrisposto in prodotti agricoli che i migranti possono scambiare o rivendere, ma non conoscendo bene il posto loro non sanno ancora come fare; non hanno neanche idea della possibilità di essere assunti regolarmente e delle limitazioni legate al lavoro per richiedenti asilo.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Gli operatori del C.A.R.A hanno iniziato a guardare insistentemente verso di noi, tanto che i migranti ci chiedono di spostarci e parlare fuori dalla visuale del posto di guardia, ma poi due di loro ci ringraziano della visita, ci salutano e preferiscono rientrare; uno dei due, poco prima di salutarci, ci chiede se abbiamo un giubbotto o una giacca per lui, dispone solo di una tunica di cotone e sente freddo. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Gli altri due pakistani rimangono con noi, uno di loro non può entrare, è un richiedente asilo che non è registrato nel C.A.R.A,&amp;nbsp; perché non vi ha trovato posto. Ci mostra il permesso temporaneo che testimonia la sua condizione. Viene da una città del Nord-Est, continuo teatro di scontri tra Talebani e N.A.T.O, e ci confida di dormire in un cubicolo lungo i binari della stazione. Insiste perché vediamo il luogo in cui si rifugia. Si tratta effettivamente di un minuscolo tugurio tra le sterpaglie, a dieci minuti dal C.A.R.A., in condizioni igieniche pessime, aperto da un lato ed esposto alle intemperie nonché pericolosamente vicino ai binari del treno (meno di due metri e senza protezione). La “small room” come la chiama è una vecchia casetta A.N.A.S. ai bordi dei binari ferroviari nella periferia di Trapani, non ha porta e lui ed altri due ragazzi afghani che vivono con lui si sono inventati un’esile protezione in cartone, che non impedisce alla pioggia battente di allagare tutto; dentro è sporco, umido e freddo, nonostante la bella giornata. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;La condizione di questo pakistano è particolarmente difficile perché è anche malato di reni. Ci racconta di essersi rivolto più e più volte non solo al C.A.R.A&amp;nbsp; per ricevere assistenza ma anche alla Questura ed alla Prefettura, da dove lo hanno indirizzato al locale centro Caritas. Da lì, non essendoci più da tempo posti disponibili, è stato reindirizzato al C.A.R.A.e dal C.A.R.A. alle autorità. Così il richiedente asilo va avanti da quattro mesi, dormendo all’addiaccio, rimpallato da un ufficio all’altro. Pare che nessuno dal suo arrivo in Italia si sia premurato di fargli una visita accurata e si sia accorto della sua patologia renale, tanto meno&amp;nbsp; lo hanno informato sul suo diritto a farsi assistere presso il locale ospedale. Non ha soldi né cibo e sopravvive grazie alla solidarietà di un connazionale che divide con lui il già magro pasto fornito dal C.A.R.A.. Non ha facile accesso all’acqua potabile (dovrebbe bere 1,5-2 litri al giorno di oligominerale per non aggravare la sua patologia) e si arrangia con l’acqua del parco pubblico. Ci confida l’amarezza di chi, fuggito da una situazione di guerra è giunto in Italia per cercare aiuto e si ritrova del tutto abbandonato a sé stesso. Ci riferisce di conoscere almeno altri due richiedenti asilo che vivono nei paraggi, in condizioni analoghe alle sue, e che le istituzioni locali sono informate. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Dopo averci permesso di girare un video sul rifugio ci chiedono di riaccompagnarli al C.A.R.A. in tempo per la mensa. Prima ci fermiamo per comprargli un po’ di cibo. Alla consegna ci ringraziano con affetto, sinceramente, con un po’ di imbarazzo. Noi rispondiamo che lo abbiamo fatto per permettergli di integrare il pasto che il C.A.R.A. fornisce ad uno solo dei due, almeno fino a Lunedì. Vogliamo riaccompagnarli al Centro, ma ci chiedono di essere lasciati poco prima, non vogliono essere visti mentre scendono dalla nostra macchina. Chiediamo se hanno un posto sicuro dove poter riporre il cibo, ci dicono sì. Li lasciamo sulla Statale. In breve siamo di nuovo al C.A.R.A., è già buio, sono circa le diciannove. Davanti alla struttura passa un autobus, la fermata di linea è a pochi metri dall'ingresso. Scendono correndo una ventina di migranti, diretti verso l'entrata, probabilmente corrono temendo di perdere la possibilità di entrare, e la cena. Prima di andar via notiamo un altro migrante, probabilmente pakistano, che si reca lentamente in direzione contraria e si inoltra nella boscaglia, ma scompare prima che riusciamo ad intervistarlo.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Valentina Caviglia e Giorgia Listì&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-420297852511017831?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/420297852511017831'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/420297852511017831'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2012/02/cara-di-salinagrande-e-centro-caritas.html' title='C.A.R.A di Salinagrande e centro Caritas al completo, richiedenti asilo dormono lungo i binari'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-1682645023749080775</id><published>2012-02-24T16:17:00.001+01:00</published><updated>2012-02-27T16:18:41.800+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro stagionale'/><title type='text'>Vittoria, i lavoratori stranieri umiliati e offesi</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Da Antonello Mangano &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;"Lavoriamo di notte come a mezzogiorno". Così ci disse uno dei tunisini di Vittoria. Uno di quelli che ha investito i propri risparmi per diventare un piccolo proprietario. Uno di quelli che è sfuggito al trentennale sistema dello sfruttamento che ha garantito l`oro verde agli italiani e fame agli stranieri. Oggi un articolo di Repubblica accusa i migranti di essere prestanome della mafia. Senza lo straccio di una prova. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;VITTORIA (Rg). 'Lavoriamo di notte come a mezzogiorno. Ho un socio, mio cognato, tunisino anche lui. Coltiviamo pomodori e melanzane. Abbiamo affittato 7mila metri quadri di serre`. Abbiamo incontrato Fouad nel 2010. La sua testimonianza è contenuta nel libro 'Voi li chiamate clandestini`, scritto con Laura Galesi. Una voce tra le tante, che raccontano la comunità tunisina nel ragusano.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Arrivati trent`anni fa, hanno sostenuto l`economia del luogo lavorando duramente nelle serre. Sono stati il motore del boom economico che ha permesso di esportare primizie in tutta Europa. Oggi il loro sudore è un argine contro la crisi. Ai primi arrivati si sono aggiunti tanti altri maghrebini e lavoratori dell`Est. Alcuni ricattabili a causa del permesso di soggiorno, altri disposti a lavorare a cifre molto basse pur di mandare soldi a casa.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Nessuno di loro è stato mai premiato con un contratto di lavoro a tempo indeterminato (qui non c`è lavoro stagionale ma un`attività in serra che dura 12 mesi) o un ringraziamento pubblico. Eppure si tratta di migliaia e migliaia di persone senza le quali l`'oro verde` sarebbe già sparito da un pezzo. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Adesso una surreale inchiesta di Repubblica.it attribuisce alla mafia il 'fenomeno` – in atto da molti anni – dell`acquisto di terreni da parte dei lavoratori stranieri. Una normalissima emancipazione trentennale che diventa invece un misterioso giro di denaro. 'Dove prendono questi capitali gli immigrati? Il sospetto della Guardia di Finanza è che, accanto agli onesti ex braccianti che hanno messo da parte quel poco di guadagno accumulato negli anni, alcuni siano solo prestanome. E, in Sicilia, si sa che spesso è la mafia ad avere capitali da investire`. Un sospetto, una voce, un salto logico audace che diventano un titolo che rimane nella memoria del lettore: 'Crisi, mafia, speculazione. Molti terreni rilevati da extracomunitari con grandi capitali`&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;a href="http://www.terrelibere.org/4455-vittoria-i-lavoratori-stranieri-umiliati-e-offesi" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;http://www.terrelibere.org/4455-vittoria-i-lavoratori-stranieri-umiliati-e-offesi&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-1682645023749080775?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/1682645023749080775'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/1682645023749080775'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2012/02/vittoria-i-lavoratori-stranieri.html' title='Vittoria, i lavoratori stranieri umiliati e offesi'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-8251538800763425113</id><published>2012-02-18T20:17:00.006+01:00</published><updated>2012-02-19T20:24:15.346+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tunisini dispersi'/><title type='text'>Si ricomincia da Roma...</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;dall' &lt;a href="http://bousufi.blogspot.com/2012/02/si-ricomincia-da-roma.html?spref=fb"&gt;Angolo del patriota &lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-O0mCjoh-rZk/T0FMTV8kmII/AAAAAAAAANY/jhHXWIGSYSE/s1600/Roma.JPG" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="150" src="http://2.bp.blogspot.com/-O0mCjoh-rZk/T0FMTV8kmII/AAAAAAAAANY/jhHXWIGSYSE/s200/Roma.JPG" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Dopo ventidue giorni passati a Palermo, la ricerca della delegazione  si sposta a Roma dove questa mattina hanno tentato invano di chiedere  udienza all'ambasciatore della Tunisia Naser Mistiri. Il primo giorno di permanenza a Roma della delegazione delle famiglie  dei scomparsi si è conclusa senza un nulla di fatto, invano questa  mattina hanno chiesto udienza all'ambasciatore tunisino, Naser Mistiri,  impegnato in dei incontri con alcuni ministri italiani. Inizio di  giornata all'insegna del nervosismo e della confusione, dopo che Imed  Soltani , portavoce e membro della delegazione ha ricevuto una  telefonata da Adel Laied, direttore della ONG tunisina '' Front National  De Concorde'', dove quest'ultimo gli comunicava l'annulamento del loro  appuntamento con l'ambasciatore Mistiri per via del sit-in organizzato  da Rebecca Kraiem.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt; Nonostante le tensioni la delegazione è stata ricevuta da Chokri Ltaief,  vice Ambasciatore. Durante l'incontro il vice ambasciatore ha più volte  ribadito la buona volonta dell'ambasciata nella vicenda, affermando che  il governo italiano ha chiesto più volte al governo tunisino l'invio  delle impronte digitali, secondo alcune fonti nella giornata di oggi  sono&amp;nbsp;state inviate&amp;nbsp;17 impronte digitali appartenenti ad alcuni ''  desaparecidos'' minorenni. La delegazione è riuscita a strappare un  appuntamento con l'ambasciatore&amp;nbsp;per martedi mattina, seguirà una  conferenza stampa presso la sede della CGIL e un incontro per  mezzogiorno al Viminale. In seguito all'incontro con il vice  ambasciatore Chokri Ltaief ,le famiglie sono state intervistate dalla  troupe di Rai 3 e presadiretta .Da segnalare anche la presenza di alcuni  membri della comunità tunisina residente a Roma. Previsto un Sabato di  riposo ed un sorta di sit-in a Piazza San Pietro Domenica mattina, il  tutto deciso dalla Rebecca Kraiem dell'associazione G. Verdi.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;a href="http://bousufi.blogspot.com/2012/02/si-ricomincia-da-roma.html?spref=fb"&gt;vedi le foto...&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-8251538800763425113?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/8251538800763425113'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/8251538800763425113'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2012/02/si-ricomincia-da-roma.html' title='Si ricomincia da Roma...'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-O0mCjoh-rZk/T0FMTV8kmII/AAAAAAAAANY/jhHXWIGSYSE/s72-c/Roma.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-5961889172577939648</id><published>2012-02-14T15:33:00.006+01:00</published><updated>2012-02-14T16:08:50.789+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pozzallo'/><title type='text'>Disordini al Centro di Soccorso e Prima Accoglienza di Pozzallo. Parlano i rappresentanti delle forze dell’ordine</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Da Il Clandestino&lt;br /&gt;MODICA. 13 FEBBRAIO – Innanzi al giudice unico Antongiulio Maggiore, sono comparsi l’ispettore Casiraro, l’ispettore Calogero, l’assistente Lazzaro, l’assistente De Prisco e l’assistente Conti, tutti appartenenti al 10° reparto mobile di Catania, il maresciallo Spadaro, del nucleo dei carabinieri di Pozzallo, e il vicebrigadiere Prudenti, della compagnia di Ragusa della guardia di finanza. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Nel corso dell’udienza, sono stati ricostruiti i fatti relativi alla notte del 16 Aprile 2011, quando, all’interno del CSPA (Centro di Soccorso e di Prima Accoglienza) di Pozzallo, scoppiarono dei disordini causati dal tentativo di fuga perpetrato da alcuni degli extracomunitari ospitati. Cinquanta persone scapparono attraverso il secondo ingresso del centro, la cui porta era stata aperta dall’esterno da uno dei fuggitivi, che aveva precedentemente scavalcato la rete di alluminio con l’aiuto dei compagni. Pare che due carabinieri che sorvegliavano l’ingresso, De Marco e Nifosì, non presenti oggi in aula, siano stati travolti e malmenati e che l’ispettore Calogero, intervenuto a dare rinforzo, sia stato ferito alla mano, riportando una frattura del metacarpo, a causa del calcio di un extracomunitario che cercava di scavalcare il recinto. Gli imputati per la rivolta dello scorso aprile, della cui difesa si occupano gli avvocati Franco Rovetto e Paola Ottaviano, sono sette ragazzi somali, sbarcati a Lampedusa all’inizio dello stesso mese e poi trasferiti a Pozzallo. I capi d’imputazione contestati sono resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali e danneggiamento. Dalle testimonianze rese in udienza, però, risulta che nessuno dei sette è stato materialmente riconosciuto nel compiere specifici atti di violenza. Un processo importante quello di oggi perchè per la prima volta, in casi del genere, i rappresentanti delle forze dell’ordine vanno a dibattimento. Di solito, tutto per i migranti si chiude con il patteggiamento e, perciò, con un’ammissione di responsabilità; in questo modo, la condanna penale rimane, costituendo un grave ostacolo per l’ottenimento del permesso di soggiorno. I ragazzi somali imputati, che all’epoca dei fatti di Pozzallo erano richiedenti asilo, hanno poi ottenuto lo status di protezione internazionale. La prossima udienza è prevista per il 9 luglio.&lt;br /&gt;Daniela Sammito&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;a href="http://www.ilclandestino.info/2012/02/13/disordini-al-centro-di-soccorso-e-prima-accoglienza-di-pozzallo-parlano-i-rappresentanti-delle-forze-dellordine/"&gt;vai al sito del "clandestino"&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-5961889172577939648?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/5961889172577939648'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/5961889172577939648'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2012/02/ultimi-post-consorzio-buscema-ai-ferri.html' title='Disordini al Centro di Soccorso e Prima Accoglienza di Pozzallo. Parlano i rappresentanti delle forze dell’ordine'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-3346695027513151140</id><published>2012-02-14T15:19:00.000+01:00</published><updated>2012-02-14T15:19:03.881+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='diritto asilo'/><title type='text'>Pubblicata la ricerca "Il diritto alla protezione"</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;La ricerca "Il Diritto alla Protezione"&amp;nbsp; è un ampio studio sullo stato del sistema asilo in Italia, la cui realizzazione è stata resa possibile grazie al finanziamento di un progetto del Fondo Europeo per i Rifugiati 2008-2013, annualità 2009, azione 2.1.A realizzato da ASGI (capofila), insieme ad A.I.C.C.R.E&amp;nbsp; (Associazione Italiana per il Consiglio dei Comuni e Regioni d'Europa), Caritas Italiana, Communitas Onlus, Ce.S.Pi. (Centro Studi politiche internazionali).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;La ricerca attraverso l'elaborazione e l'incrocio di molti dati di livello nazionale e regionale, nonchè attraverso incontri con un elevato numero di testimoni privilegiati tra attori istituzionali ed associativi (oltre 300) ha cercato di colmare, almeno parzialmente, il gap di studi sul tema del diritto d'asilo asilo che nel nostro paese non ha ancora goduto della dovuta attenzione scientifica e istituzionale. La composizione multidisciplinare dell'equipe di ricerca ha permesso di coniugare l'analisi giuridica della legislazione europea e nazionale, delle prassi applicative e della prevalente giurisprudenza, con l'analisi sociologica dandosi l'obiettivo di&amp;nbsp; individuare i principali nodi problematici sia della procedura di esame delle domande di asilo che del sistema di accoglienza dei richiedenti asilo e dei titolari di protezione internazionale ed umanitaria, fotografando l'effettivo "stato di salute" del sistema d'asilo nel suo complesso.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;La ricerca ha considerato come arco temporale di riferimento il periodo compreso tra il 2008 (assumendo come spartiacque le novità in materia di accoglienza introdotte con il D.lgs 25/08 e con il D.lgs 159/08) e la fine del 2010, in modo da poter tracciare un quadro d'insieme del sistema d'asilo italiano in anni cruciali della sua evoluzione. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;D'altra parte, gli stravolgimenti che hanno segnato la vita politica e sociale del Maghreb nel 2011 hanno prodotto effetti tali nel nostro paese da rendere imprescindibile una qualche integrazione al piano iniziale della ricerca: sono pertanto state quindi prese in esame anche le novità introdotte nel primo semestre del 2011, con le ordinanze di protezione civile ed è stato effettuato un approfondimento sul centro di Mineo.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Ogni capitolo della ricerca si conclude con una sezione dedicata all'esposizione di dettagliate proposte giuridiche per il superamento delle problematiche più o meno gravi riscontrate sulla tematica oggetto del capitolo stesso. Le proposte di riforma vengono suddivise tra interventi che possono essere realizzati a legislazione vigente, correggendo prassi ed applicazioni errate e proposte di modifica della norma primaria o regolamentare. Di particolare pregnanza risulta il capitolo 13, di cui il successivo capitolo 14 è traduzione in lingua inglese, che illustra le principali proposte contenute nei vari capitoli, anche alla luce delle proposte di rifusione delle direttive europee sull'accoglienza e sulle procedure&amp;nbsp; nonché del Regolamento Dublino II e propone un percorso di riforma del sistema asilo in Italia, e del sistema dell'accoglienza in particolare, suddiviso in "azioni di breve termine" e in "azioni di medio termine".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.asgi.it/home_asgi.php?n=2041&amp;amp;l=it"&gt;leggi il rapporto&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-3346695027513151140?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/3346695027513151140'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/3346695027513151140'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2012/02/pubblicata-la-ricerca-il-diritto-alla.html' title='Pubblicata la ricerca &quot;Il diritto alla protezione&quot;'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-8076408799534653020</id><published>2012-02-06T15:16:00.011+01:00</published><updated>2012-02-10T15:18:51.891+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tunisini dispersi'/><title type='text'>La resa dei conti</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;dall'angolo del patriota &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Incontro tra alcuni membri del nuovo governo in Tunisia e la comunità tunisina della Sicilia...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Faccia a faccia molto intenso tra il segretario di stato all'emigrazione  e ai tunisini all'estero, Houcine Jaziri e la comunità tunisina di  Palermo, presente anche il console Abd Rahman Ben Mansour e Osama  Sghaier, rappresentante dei tunisini in Italia all'assemblea costituente  tunisina. &amp;nbsp;Durante il discorso del segretario di stato non sono mancate  le lacrime e le grida delle madri dei dispersi che accusano il neo  governo provvisorio di aver posto nel dimenticatoio i vari ''  desaparecidos'' del mediterraneo, considerati i veri fautori della  rivoluzione tunisina, incontro reso interessante anche dalla &amp;nbsp;presenza  del console Abd Rahman Ben Mansour accusato pesantemente da alcuni  membri della comunità e sopratutto &amp;nbsp;dalla sig.a Rebecca Kraiem per via  della collusione con il regime deposto, feroci accuse con tanto di  elementi che proverebbero la &amp;nbsp;collusione del console con il regime di  Ben Ali. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Alcune delle prove presentate dalla sig.a &amp;nbsp;Kraiem sono &amp;nbsp;la  copertina di un libro in lingua francese pubblicato alcuni anni fa da  Abd Rahman Ben Mansour, ai tempi console di Genova, ed una fotocopia di  un rapporto stillato dal console riguardante un giovane tunisino  residente in Italia, accusato di terrorismo internazionale solo per aver  predicato i precetti dell'islam ad alcuni suoi connazionali. Un  incontro risultato utile per la comunità tunisina in Sicilia in quanto  sono state presentate tutte le problematiche della comunità, tra cui la  cacciata di un funzionario consolare e pezzo grosso del partito di Ben  Ali , l'Rcd ( raggruppamento costituzionale democratico) e  l'allontanamento in maniera definitiva dell'Imam della moschea tunisina  di Palermo Saleh Dinne Houidi, figura divenuta famosa nel capoluogo  siciliano per la sua corruzione.....&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://bousufi.blogspot.com/2012/02/la-resa-dei-conti.html" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;galleria foto...&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-8076408799534653020?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/8076408799534653020'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/8076408799534653020'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2012/02/la-resa-dei-conti.html' title='La resa dei conti'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-8103768677982558592</id><published>2012-02-03T07:37:00.002+01:00</published><updated>2012-02-03T08:05:00.074+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tunisini dispersi'/><title type='text'>La parola agli addolorati: Dove sono i nostri i figli</title><content type='html'>dal blog "Langolo del patriota"&lt;br /&gt;Ennesima giornata di appelli ed interviste per la delegazione dei familiari scomparsi,dopo l'incontro di questa mattina con il console tunisino Abd Rahman Ben Mansour.... Sembra destinato a sciogliersi il nodo delle impronte digitali dei giovaniscomparsi. E' arrivata questa mattina tramite il console tunisino la notizia che aspettavano tutti : Il ministero dell'interno tunisino ha acconsentito l'invio delle impronte digitali in Italia per la verifica, nelle prossime settimane si potrà sapere di più circa la sorte dei giovani '' desaparecidos'' del mediterraneo . Nella mattinata di oggi la delegazione è stata invitata alla sede Rai di Palermo per essere intervistata circa la loro missione di ricerca in Italia, nel frattempo un membro della delegazione ha dichiarato di aver ricevuto una telefonata dal connazionale con la mascella rotta, detenuto in un centro vicino Trapani&amp;nbsp; ''era in lacrime, ci supplicava di farlo tornare&amp;nbsp; in Tunisia, ha detto che dopo la nostra visita è stato picchiato un altra volta''.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei prossimi giorni è prevista una nuova visita della delegazione nei centri di Caltanissetta e Mineo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ricerca continua..... &lt;a href="http://bousufi.blogspot.com/2012/02/ennesima-giornata-di-appelli-ed.html?spref=fb"&gt;vedi la galleria foto&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-8103768677982558592?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/8103768677982558592'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/8103768677982558592'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2012/02/la-parola-agli-addolorati-dove-sono-i.html' title='La parola agli addolorati: Dove sono i nostri i figli'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-5781636622741073091</id><published>2012-02-01T13:36:00.000+01:00</published><updated>2012-02-01T13:36:39.558+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tunisini dispersi'/><title type='text'>I genitori degli scomparsi: "Italia, aiutaci a trovare i nostri figli"</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Sono arrivati il 28 gennaio a Palermo, a cercari i suoi cari dispersi.&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Da "Il Manifesto", Enrico Montalbano e Laura Verduci&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Una delegazione di genitori degli oltre 200 ragazzi tunisini partiti per  l'Italia e poi scomparsi si trova da sabato in Italia: "Vogliamo  capire".&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Da sabato una delegazione composta da sei  persone è arrivata dalla Tunisia in Italia. Sono i parenti di circa 200  ragazzi partiti a marzo su 4 imbarcazioni - il 1 marzo, il 14, e due  barche il 29 - di cui si sono perse le tracce. Alcuni di loro hanno  telefonato, dicendo di essere appena arrivati o di riuscire a vedere la  costa e le navi italiane. Ma poi, più nessun segnale. In quei giorni non  si hanno notizie di naufragi. I loro parenti da mesi manifestano in  Tunisia affinché qualcuno dia loro notizie più certe sulla sorte di  questi ragazzi. Il governo tunisino ha chiesto a quello italiano di  poter avere le impronte di tutte le persone identificate come tunisine  arrivate in Italia in quei giorni. In queste settimane sono in corso  importanti trattative. Intanto, la delegazione è arrivata in Italia con  l'intento di visitare alcuni centri di detenzione per migranti, sperando  di trovare le tracce dei loro figli e dei loro fratelli.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;div class="bodytext"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://www.ilmanifesto.it/attualita/notizie/mricN/6388/"&gt;guarda il video...&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="bodytext"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://www.storiemigranti.org/spip.php?article1008"&gt;leggi l'appello&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-5781636622741073091?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/5781636622741073091'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/5781636622741073091'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2012/02/i-genitori-degli-scomparsi-italia.html' title='I genitori degli scomparsi: &quot;Italia, aiutaci a trovare i nostri figli&quot;'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-8872465509635510673</id><published>2012-01-28T11:01:00.002+01:00</published><updated>2012-01-29T11:05:23.216+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mineo'/><title type='text'>Mineo. Un migrante bengalese denuncia la corruzione nel CARA</title><content type='html'>A dicembre un interprete bengalese aveva chiesto a un connazionale 440  euro. Assicurava l`esito positivo per la richiesta di rifugiato  politico. Sarebbe stato `segnalato` da un poliziotto. Oggi invece la  vittima ha avuto un diniego, nonostante la coraggiosa denuncia. "Adesso  le nostre vite sono in pericolo", dice. "Questo somiglia alla mafia".&lt;br /&gt;Un video di Enrico Montalbano e Laura Verduci su &lt;a href="http://www.terrelibere.org/4440-mineo-un-migrante-bengalese-denuncia-la-corruzione-nel-cara"&gt;terrelibere.org&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOGGER-youtube-video" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" data-thumbnail-src="http://1.gvt0.com/vi/3NoGT1Cfql0/0.jpg"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/3NoGT1Cfql0&amp;fs=1&amp;source=uds" /&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /&gt;&lt;embed width="320" height="266"  src="http://www.youtube.com/v/3NoGT1Cfql0&amp;fs=1&amp;source=uds" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-8872465509635510673?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/8872465509635510673'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/8872465509635510673'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2012/01/mineo-un-migrante-bengalese-denuncia-la.html' title='Mineo. Un migrante bengalese denuncia la corruzione nel CARA'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-6691506202389117978</id><published>2012-01-26T15:26:00.001+01:00</published><updated>2012-01-26T15:26:47.925+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mineo'/><title type='text'>Tutto bene al Villaggio degli Aranci. O no?</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://www.argocatania.org/2012/01/25/tutto-bene-al-villaggio-degli-aranci-o-no/"&gt;da argocatania.org&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;9 ettari, 404 case unifamiliari su due piani. E’ il Villaggio degli aranci, sperduto tra le campagne di Mineo, costruito dalla Pizzarotti spa, affittato agli americani che lo hanno lasciato da più di un anno. L’ex ministro Maroni ha pensato bene di farne un CARA mastodontico, che attualmente accoglie “solo” 1400 persone, in attesa di permesso di soggiorno.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Il filo spinato che lo circonda, quando c’erano gli americani, aveva una funzione protettiva. Adesso la barriera “spinata” ha una funzione inversa, difende l’esterno dal pericolo rappresentato da questi stranieri, descritti da una propaganda “razzista” come potenziali delinquenti, da tenere quindi “separati” e controllati.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Nel Villaggio degli aranci, controllato dalle forze dell’ordine, infatti non si può entrare se non si ha uno speciale permesso.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;E l’integrazione? non era uno degli obiettivi da perseguire? Con quali persone del luogo possono intrattenere relazioni di scambio, umano e culturale?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;“Possono uscire durante il giorno, dalle 8 alle 20, non è vero che siano dei reclusi” ci dice la dottoressa Salvioni, dirigente della Croce Rossa di Milano, che ha gestito tutto il CARA nella fase dell’emetgenza iniziale ed è attualmente responsabile del comparto sanitario. Ma siamo in aperta campagna -ribattiamo- il paese più vicino è a più di 10 kilometri, non parliamo poi delle distanze da Caltagirone e da Catania…&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;“Possono usufruire gratuitamente del pulmino che accompagna a Mineo i bambini in età scolare, presenti nel Cara. Ci sono anche delle auto di servizio che fanno la spola tra il Villaggio e i centri vicini, soprattutto Caltagirone” .&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;La risposta ci convince poco. Un pulmino per mezza giornata e qualche automobile ci sembrano sproporzionati a risolvere il problema della mobilità di un così alto numero di persone. Non è infatti un caso che si vedano stranieri, per lo più a piccoli gruppi, che camminano lungo la strada.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;“Hanno anche la possibilità di prendere gli autobus di linea, perchè da quando la gestione è passata alla Provincia percepiscono una “diaria” di 3 euro e 50 al giorno.” Non in denaro, però. La somma viene caricata su una scheda con la quale gli ospiti del Cara possono fare gli acquisti al bazar interno del Centro (sigarette, bevande, biscotti, schede telefoniche, biglietti dell’autobus e marche da bollo).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Facciamo un po’ di conti. Una corsa costa circa cinque euro, otto per andata e ritorno. Un abbonamento settimanale (dieci corse) intorno ai 25 euro. Il pullman si potrà anche prendere, ma con il contagocce. Ci sono infatti le altre spese, innanzi tutto quelle per la pratica per il permesso di soggiorno, che tra bollettino postale, bolli per i documenti e fotografie viene a costare 105 euro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Per lo più restano quindi al Centro, senza fare nulla. Aspettano. Il colloquio con la commissione, la pratica di opposizione al diniego, la sentenza del tribunale. “Se non fanno nulla la colpa non è del consorzio Sisifo. Sono stati proposti dei corsi di ceramica, ma non vengono frequentati. Anche la scuola di italiano per gli adulti viene seguita in modo saltuario, a periodi”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Non conosciamo la competenza degli istruttori e non vogliamo metterla in discussione, non sappiamo se si è cercato di andare incontro ad esigenze e sensibilità diverse dalle nostre, ma certo qualcosa non quadra, se le persone preferiscono, e nello stesso tempo soffrono, il non fare nulla. Quanto alla ceramica, per esempio, abbiamo saputo che tra gli ospiti c’è un ceramista. Sarà stato coinvolto nel progetto di formazione proposto, o il corso era organizzato per “sistemare” qualche amico dei gestori?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;“Non si presentano agli appuntamenti, non sono abituati a rispettare gli impegni”. Sarà, forse per qualcuno è vero, ma tra gli ospiti ci sono anche persone che hanno studiato, che hanno lavorato. Non siamo in presenza di una “massa” uniforme, come invece vengono per lo più presentati. “I meno acculturali sono gli Africani, soprattutto quelli provenienti dal Mali o dal Burkina Faso”. I paesi più poveri, pensiamo. “Poi ci sono anche quelli che vengono dalla Costa d’Avorio e dalla Nigeria”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;“La cooperativa Sol.Calatino ha individuato una possibilità interessante, ci dice la Salvioni, alcuni tirocini retribuiti“. Con 500 euro al mese gli stranieri lavorano e imparano un mestiere: cuoco, barista, giardiniere. Ci chiediamo se la retribuzione sia adeguata. E poi quante persone riguarda questa proposta? Pochissime, rispetto al numero degli ospiti. Possono essere presentate come risolutive risposte così limitate?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Tre casi di donne con bambini sono stati risolti con inserimento nello SPRAR, a Ragusa, Padova Roma. Anche qui, un’enorme sproporzione. Gocce in un mare di incertezza. Riemerge il problema di fondo, l’errore di mettere insieme troppe persone, di etnie così diverse e in stato di isolamento.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Chi riceve il permesso di soggiorno prima doveva andar via dal Centro, da due mesi a questa parte può restare, in attesa di una collocazione nello SPRAR o in attesa del terzo ordine di giudizio oppure se ha trovato un lavoro in loco. Ma la maggior parte va altrove, spesso all’estero a ricongiungersi con le “colonie” locali di connazionali. Gli Afgani vanno prevalentemente in Germania, gli Eritrei in Olanda e gli Iracheni in Svezia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Visto che non hanno contanti a disposizione, se li procurano. Rivendono i loro “crediti” ad altri ospiti, o vanno a lavorare nelle campagne circostanti, a “tirare su i carciofi” per cinque euro. I fenomeni illegali, dal caporalato alla prostituzione, ci sono, lo sanno tutti. Sono così difficili da individuare? Qualcuno è stato arrestato per reati di altro tipo, ma si tratta di casi isolati.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;A proposito del servizio sanitario apprendiamo che c’è un ambulatorio, che funziona ogni giorno dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20. E’ tenuto da un medico, che garantisce la continuità, ma ne è previsto un altro per le urgenze, più il personale infermieristico. Le visite specialistiche si prenotano nei paesi limitrofi, a Caltagirone o in qualche ospedale di Catania. Due pediatri dell’ASP garantiscono il servizio per i circa 100 bambini presenti nel Centro, che “sono stati tutti vaccinati”, ci viene detto con soddisfazione. L’occupazione del nostro personale sanitario è garantita.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;L’efficienza del servizio offerto andrebbe valutata meglio nel concreto, e qualcuno si chiede ancora se fosse davvero inevitabile la morte di un giovane pakistano di 36 anni, verificatasi a novembre.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Le prestazioni ambulatoriali giornaliere sono circa 250, di cui però solo una ventina sono visite mediche. Per lo più vengono forniti i farmaci. Per tutti infatti vige una regola: i medicinali si assumano sul posto. All’ora stabilità i pazienti si presentano (non sempre) e ricevono la somministrazione, sia quella legata ad un malessere occasionale, sia quella stabilita da una terapia protratta. Chiediamo la motivazione di questa scelta. Si prevengono così gli abusi, ci viene risposto. Abusi legati ad un uso improprio del farmaco, o forse -chissà- anche timore che dei farmaci si possa fare mercato. Ma sono davvero così inaffidabili questi stranieri?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Scarsa puntualità e scarso rispetto degli impegni, difficoltà a gestirsi. E’ una rappresentazione veritiera degli ospiti nel Centro? Molti di loro avranno anche oggettive difficoltà ad inserirsi in regole estranee al loro orizzonte, ma bisogna evitare, dopo aver creato una situazione difficile da gestire, di scaricare su di loro la responsabilità delle scelte sbagliate fatte a monte.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-6691506202389117978?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/6691506202389117978'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/6691506202389117978'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2012/01/tutto-ene-al-villaggio-degli-aranci-o.html' title='Tutto bene al Villaggio degli Aranci. O no?'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-4726142428424519917</id><published>2012-01-20T13:53:00.003+01:00</published><updated>2012-01-23T13:55:56.352+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mineo'/><title type='text'>La sospensione dell’esistenza nel Campo di Mineo</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;di Antonio Mazzeo &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Inferno a cinque stelle. Prigione dorata. Lager di lusso. Un non luogo per annullare identità, annientare speranze, perpetuare dipendenze e sofferenze. Lo hanno descritto così gli attivisti dei diritti umani e alcuni giornalisti. Il prossimo mese di marzo, il Centro di accoglienza per richiedenti asilo (CARA) di Mineo, elaborazione neorazzista e segregazionista del governo Berlusconi-Maroni, supererà il primo anno di vita. Oltre cinquemila persone, cinquemila volti, cinquemila corpi, cinquemila vissuti di donne, uomini, bambine e bambini, hanno già attraversato i suoi cancelli. Diritti negati. Diritti violati. Per tutti loro, il CARA è solo il campo, il loro campo. Un’immagine riproduttrice di precarietà e sospensione delle esistenze. La peggiore esperienza di “accoglienza” della storia d’Italia. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Scelgono di parlare di “vite-da-campo” o “prison yard”, le ricercatrici Glenda Garelli e Martina Tazzioli, autrici del rapporto Esistenze sospese e resistenze al CARA di Mineo, appena pubblicato da “Storie Migranti”, il sito-archivio sulla migrazione coordinato da Federica Sossi, docente di Estetica all’Università degli studi di Bergamo. “Quello che Mineo ha prodotto è un regime al tempo stesso di sospensione e fissazione allo spazio”, scrivono Garelli e Tazzioli. “Un lavoro istituzionale e gestionale che blocca la vita delle persone nell’attesa e nell’isolamento: i tempi eterni di lavoro delle commissioni territoriali per valutare la domanda di protezione internazionale, l’isolamento geografico del mega-CARA, la scarsità di collegamenti con le cittadine limitrofe, l’assenza di programmi di seconda accoglienza e inserimento sociale, sono alcuni degli elementi che hanno organizzato la sospensione delle vite delle persone che vi sono passate o che tuttora vi abitano”. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Per le due ricercatrici di “Storie Migranti”, vanno però riconosciute e legittimate le “strategie di resistenza” al regime di sospensione dell’esistenza, messe in atto all’interno del campo siciliano. “Gli abitanti del CARA – scrivono - hanno improvvisato reti di sostegno e commerci informali, talvolta contestando frontalmente la gestione delle loro vite: blocchi stradali contro l’inerzia di questura e commissioni territoriali, internet caffè improvvisati per comunicare con l’esterno, reti di rivendita e smercio dei prodotti passati dalla gestione del CARA, controllo dei circuiti di distribuzione dei vestiti, ecc.”. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Quelle degli abitanti del campo di Mineo sono giornate scandite da pratiche di identificazione e registrazione. “Sono minimo sette le volte al giorno, in cui i migranti devono mostrare la carta di identificazione (per i tre pasti, in uscita e in entrata, per ricevere credito, per acquistare prodotti al bazar e, una volta al mese, per ricevere vestiti e il kit di prodotti per l’igiene personale e la casa), in un mix in cui le funzioni di accoglienza, monetarizzazione, e di controllo sfumano l’una nell’altra rafforzandosi a vicenda”. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;“Storie Migranti” ricorda come dall’istituzione del CARA sino all’ottobre 2011, ai richiedenti asilo sia stato negato il “contributo per piccole spese personali” che la Protezione Civile istituisce come obbligatorio nel Piano nazionale per la gestione della cosiddetta “emergenza umanitaria Nord Africa”. Si è dovuto attendere l’arrivo del nuovo ente gestore (un’associazione temporanea di&amp;nbsp; consorzi di cooperative più una srl, capofila la siciliana “Sisifo” di LegaCoop) perché venisse introdotto un pocket money giornaliero del valore di 3,5 euro. Ma, sottolineano Glenda Garelli e Martina Tazzioli, “la somma non viene corrisposta in contante ma attraverso un credito caricato sulla carta di identificazione”. Il denaro virtuale può essere speso solo all’interno del bazar del CARA, collocato vicino alla mensa collettiva e all’ufficio dell’ente gestore. Uno spaccio aperto appena tre ore al giorno: per le donne dalle 10 alle 11,30 del mattino; per gli uomini dalle 3 alle 5,30. Possono sfruttare entrambe le fasce orarie solo le persone in possesso della “carta famiglia”. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;In verità al bazar c’è veramente poco da acquistare. Sigarette “Marlboro” a 4,9 euro a pacchetto, carte telefoniche “Telecom Welcome” per chiamate all’estero del valore di 5 euro, marche da bollo per documenti. “Il sistema del credito caricato sul tesserino di identificazione produce una vero e proprio circuito di economia informale”, spiegano le ricercatrici. “Sigarette e schede telefoniche vengono rivendute all’interno o all’esterno del CARA per produrre contante, con una conseguente diminuzione del valore reale del pocket money giornaliero. Le “Marlboro” vengono rivendute per un valore di 2,5-3 euro, con una perdita di 2,4-1,9 euro a pacchetto; le schede non producono mai più di 2 euro. Proprio queste ultime rappresentano motivo di frustrazione: la maggior parte dei richiedenti asilo a Mineo possiede un telefono cellulare con contratto “Wind”, mentre le carte “Welcome” funzionano da cellulare “Tim”, da telefono fisso, o da cabina telefonica (solo quattro telefoni pubblici nel CARA per più di 1.600 persone)”. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;A concorrere al drammatico logoramento psicologico dei richiedenti asilo, la segregazione e l’isolamento del centro rispetto alla realtà urbana di Catania (distante oltre 40 Km) e al piccolo comune collinare di Mineo (a 11 km). Il bus che collegava gratuitamente il campo al paese, solo una volta al giorno, è stato sospeso per le vacanze natalizie e non è stato ancora ripreso. Agli “ospiti” non resta che un “paesaggio che immobilizza e svuota le esistenze”, “una prigione di arance che circonda il campo e in un certo modo rimarca la sua distanza da ogni altro luogo”, scrivono Garelli e Tazzioli. “Arance, arance e ancora arance, ti senti dentro una prigione di arance”, il lamento e l’angoscia di alcune donne intervistate. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Secondo i richiedenti asilo, gli alimenti distribuiti continuano ad essere di pessima qualità. “Molti raccontano di avvelenamenti da cibo (con ricoveri ospedalieri a Caltagirone) o di problemi all’apparato digestivo dovuti alla tipologia di dieta somministrata, agli ingredienti o alle precarie tecniche di conservazione del cibo. Si mangia tre volte al giorno, colazione dalle ore 7 alle 9, pranzo 12-14, cena 18-20. Sotto la gestione della Croce Rossa, i richiedenti asilo mangiavano sempre pasta e solo una volta la settimana un piatto a base di pollo. Ora il pollo viene servito il mercoledì e la domenica; oltre la pasta viene offerto anche il riso; continuano però a scarseggiare frutta e verdura fresche”. Per sopravvivere alle file estenuanti in mensa e alla routine alimentare, molte persone si sono organizzate con fornelli elettrici in casa e cucinano autonomamente. “Per quanto vietato dalle regole formali del centro di Mineo, non è difficile far entrare generi alimentari deperibili e anche vino”, scrivono le ricercatrici. “I richiedenti asilo denunciano altresì la scarsità dei prodotti per l’igiene personale. Le donne lamentano la parca fornitura di assorbenti igienici (una confezione da 12 assorbenti al mese), un problema che diventa critico anche perché molte intervistate raccontano di cicli prolungati, di 6-8 giorni. Gli uomini, d’altra parte, sottolineano che una sola lametta Bic usa e getta al mese non è sufficiente e alcuni chiedono anche creme idratanti”. Inutilmente. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Il report di “Storie Migranti” conferma poi quanto già denunciato dagli avvocati e dai giuristi delle associazioni di volontariato e antirazziste: l’estrema lentezza del lavoro delle Commissioni territoriali chiamate a valutare le richieste d’asilo. Ritardi che, l’estate e l’autunno scorso, hanno costretto i rifugiati a inscenare manifestazioni di protesta e bloccare le grandi arterie stradali che scorrono accanto al CARA. “La maggior parte delle persone con cui abbiamo parlato aveva sostenuto l’audizione per la richiesta di protezione internazionale, incontrando commissioni composte da un solo commissario e da un traduttore e trovandosi di fronte a continue interruzioni per pause sigaretta, telefonata o per andare in bagno che il commissario e il traduttore imponevano alle storie che i richiedenti tentavano di articolare”, scrivono le ricercatrici. “La scarsa attenzione riservata alla singolarità delle storie, funziona come chiave di volta del regime di scarto messo in atto dalle commissioni, che incuranti delle storie e dei vissuti di guerra, fanno in ultima analisi del Paese di nascita la discriminante principale della concessione di protezione internazionale”. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;I richiedenti asilo lamentano la “scarsa professionalità della commissione” e il “non essere in linea con gli standard” di competenza richiesti dal loro ruolo. “Vengono fatte le domande sbagliate”, ripetono. I commissari insisterebbero solo sui motivi per cui le persone hanno abbandonato i paesi di origine, non solo ignorando il fenomeno delle migrazioni intra-africane ma anche rifiutando esplicitamente di sentire le ragioni per cui coloro che si trovava per lavoro in Libia hanno dovuto lasciare il paese”. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;“L’attenzione della commissione tende a concentrarsi sulle date e a tralasciare il contenuto delle storie”, aggiungono Glenda Garelli e Tiziana Tazzioli. “Vengono commessi errori di trascrizione (in particolare rispetto ai nomi delle persone) che risultano incontestabili: quando i richiedenti asilo suggeriscono la giusta trascrizione del loro nome non vengono ascoltati. Una persona ha raccontato addirittura di dinieghi avvenuti perché il nome dato dalle persone sarebbe diverso da quello registrato a terminale”. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Richiedenti asilo e difensori dei diritti umani mettono profondamente in discussione anche la professionalità di certi traduttori. L’impressione generale è che “venga tradotta in italiano solo una minima parte di quello che i richiedenti raccontano, che alcuni traduttori siano razzisti e re-interpretino le storie delle persone, e che ci siano problemi di comprensione anche in inglese e francese (mancano mediatori per le lingue native). La sensazione degli intervistati è che il grande numero di dinieghi sia dovuto al fatto che le loro storie non sono state tradotte adeguatamente e/o ascoltate con attenzione”. E così migliaia di donne e uomini continuano ad essere detenuti nella prigione di arance, arance e solo arance. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Trovi il testo originale&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;a href="http://antoniomazzeoblog.blogspot.com/" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;qui....&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-4726142428424519917?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/4726142428424519917'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/4726142428424519917'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2012/01/la-sospensione-dellesistenza-nel-campo.html' title='La sospensione dell’esistenza nel Campo di Mineo'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-4142365243040903270</id><published>2012-01-19T11:43:00.000+01:00</published><updated>2012-01-19T11:43:50.326+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mineo'/><title type='text'>Esistenze sospese e resistenze al CARA di Mineo</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;a cura di Glenda Garelli e Martina Tazzioli per storiemigranti&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Il 18 marzo 2011 viene inaugurato a Mineo, in provincia di Catania, il Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo, nell’ambito dello “stato di emergenza sul territorio nazionale” dichiarato dall’allora governo Berlusconi in risposta alle migrazioni verso l’Europa dai paesi del Nord Africa in rivolta e dalla guerra in Libia. Secondo il disegno governativo, il “Villaggio della Solidarieta’” di Mineo doveva produrre un modello made in Italy dell’accoglienza europea, riciclando in centro per richiedenti asilo la gated community costruita sul modello di un sobborgo americano per i militari statunitensi e che, allo scadere del contratto nel 2011, sarebbe stata lasciata vuota. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Le “cinque stelle” del residence trasformato in CARA, le sue 404 villette immerse in un paesaggio di aranceti, hanno fatto breccia in questi mesi sui siti ministeriali e nelle dichiarazioni degli osservatori e dei parlamentari UE. Sguardi da lontano sull’esperienza del CARA di Mineo che intercettavano, selettivamente e compiaciuti, edifici e paesaggio, tralasciando invece le vite che li abitano e ignorando il loro sfilacciarsi in questa sospensione protratta. Agli amministratori del calatino veniva chiesto di fare lo stesso, di ignorare queste persone quando, tavolo tecnico dopo tavolo tecnico, la squadra dell’ex ministro Maroni raccomandava di non parlare di “prigione dorata” e prometteva ricompense dal fondo PonSicurezza per le “esternalità” subite dai i 15 comuni dell’area. &lt;br /&gt;Attivisti e giornalisti che hanno lavorato su Mineo hanno invece documentato la segregazione dei richiedenti asilo in un “inferno a cinque stelle”, un “non luogo”, una “prigione dorata”, un “lager di lusso” e le violazioni dei diritti delle oltre 5.000 persone che sono passate per il CARA di Mineo da marzo 2011. I richiedenti asilo e i rifugiati che vivono a Mineo lo chiamano “campo”, restituendo la precarietà delle loro “vite-da-campo” in questa esperienza di “accoglienza” italiana o “prison yard”, come precisa uno di loro, a indicare la cattura delle esistenze che questa sospensione produce. &lt;br /&gt;Questo contributo si presenta come una raccolta e al tempo stesso una cronistoria di dati e racconti che documentano le strategie di resistenza dei migranti, le violazioni del potere, l’economia informale, le proteste, i controlli, che nella quotidianità costituiscono lo spazio emergenziale del CARA di Mineo: dal menu della mensa ai cicli mestruali saltati di molte abitanti del CARA, dall’orario dei bus per Catania al tempo che ci si impiega per raggiungere a piedi la fermata, dai paradossi del “pocket money” agli avvelenamenti da cibo, dalle infinite pause sigaretta dei commissari durante le audizioni all’assenza di mediatori culturali in grado di tradurre le storie dei migranti; dalla sconcertante gamma di prodotti offerta dal bazar interno al campo, ai prodotti che entrano ed escono informalmente, solo per fare alcuni esempi &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;report 12 pagine:&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.storiemigranti.org/IMG/pdf/report.pdf"&gt;leggi il report...&lt;/a&gt;&amp;nbsp; http://www.storiemigranti.org/IMG/pdf/report.pdf&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-4142365243040903270?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/4142365243040903270'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/4142365243040903270'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2012/01/esistenze-sospese-e-resistenze-al-cara.html' title='Esistenze sospese e resistenze al CARA di Mineo'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-3850290479042943811</id><published>2012-01-11T12:53:00.000+01:00</published><updated>2012-01-11T12:53:21.853+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lampedusa'/><title type='text'>Elogio Pd dei lager modello di Lampedusa</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Di Antonio Mazzeo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;A Lampedusa i due fatiscenti centri di “soccorso e prima assistenza” per migranti sono vuoti dal 28 settembre 2011, quando manu militari vennero deportati in Tunisia o nei grandi CIE d’Italia gli ultimi ospiti-detenuti. Un indegno modello di accoglienza, fatto di quotidiane sopraffazioni e scientifica deprivazione di identità e soggettività, che adesso i deputati del Partito democratico chiedono di rilanciare, riaprendo le strutture-ghetto per affidarle all’ente gestore del passato, fiore all’occhiello di Lega Coop Sicilia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Con un’interrogazione indirizzata al Ministro dell’Interno, sette parlamentari siciliani del Pd (primo firmatario l’on. Angelo Capodicasa, ex Presidente della Regione ed ex viceministro all’Infrastrutture dell’ultimo governo Prodi), sostengono che la chiusura del centro potrebbe “causare anche un problema di carattere internazionale in vista di ulteriori sbarchi che potrebbero interessare l’isola delle Pelagie”. “Lampedusa – aggiungono i sette - è divenuta di fatto, anche per l’abnegazione e la sensibilità dei suoi abitanti, e sopportando oneri sociali e d’immagine non indifferenti, area di prima accoglienza pronta ad ospitare le decine di migliaia di disperati che attraversano il Canale di Sicilia”. All’uopo, era stata destinata una struttura (CSPA), gestita “egregiamente” ed ininterrottamente dal giugno 2007 da LampedusAccoglienza, società nella disponibilità del consorzio di cooperative siciliane “Sisifo”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Nell’interrogazione vengono elencati alcuni gravi atti intimidatori verificatisi recentemente a Lampedusa ai danni del centro di primo soccorso e dell’ente gestore. “In data 20 settembre 2011, quando già da tempo sull’isola si respirava un’aria pesante per effetto dei mancati trasferimenti degli immigrati, è stato incendiato un padiglione del CSPA mentre erano presenti oltre 1.500 ospiti; nonostante fosse andato distrutto ciò non ha pregiudicato lo svolgimento dell’attività, in quanto i luoghi sono stati messi in sicurezza e recintati; inspiegabilmente i lavori sono stati interrotti, pregiudicando, stavolta sì, l’accoglienza anche se limitata a 440 posti”. Tre giorni dopo veniva incendiata l’auto dell’amministratore delegato di LampedusAccoglienza, Cono Galipò. Tra l’11 e il 13 novembre veniva appiccato il fuoco ad un furgone ed un pullman della società, mentre il 2 dicembre veniva distrutto un magazzino di oltre 500 mq dove LampedusAccoglienza aveva stipato “indumenti e materiale di cucina per un valore stimabile in circa 300.000 euro”. Il 18 dicembre, infine, veniva danneggiata l’auto del direttore del centro. “La situazione riguardante l’ordine pubblico a Lampedusa è grave”, scrivono i parlamentari, invocando l’intervento del Governo per “garantire lo svolgimento sereno dell’attività di chi ha espletato con impegno e dedizione il proprio lavoro, a volte in condizioni proibitive, nell’esclusivo interesse del popolo Italiano”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Attentati di matrice razzista, riconducibili al clima di caccia al migrante e limpieza social scatenati con la compiacenza di imprenditori e politici xenofobi, utilizzati però dal Pd siciliano per elogiare un modello di gestione dell’“accoglienza” stigmatizzato da più parti per la sua disumanità, le sue caratteristiche repressive e i suoi insostenibili costi umani e finanziari. “Nell’interrogazione non si parla invece delle pesanti e pubbliche responsabilità del sindaco De Rubeis, che andrebbe perseguito per istigazione all’odio razziale per le ronde e le aggressioni contro i migranti”, commenta Alfonso Di Stefano della Rete antirazzista siciliana. “Ancora più gravi le responsabilità dell’ex ministro Maroni, che con premeditazione ha costruito nel febbraio scorso l’emergenza Lampedusa, allarmando l’opinione pubblica sull’invasione di 1.500.000 migranti, quando in sei mesi ne sono arrivati 50.000. Se un’interrogazione andava fatta era per revocare la delirante scelta del precedente governo di dichiarare l’isola porto non sicuro o per denunciare le vergognose condizioni di segregazione dei richiedenti asilo nel megaCara di Mineo, il cui ente gestore è lo stesso consorzio di cooperative interessato al megabusiness di Lampedusa”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;“Il CPSA aveva come suo principale scopo quello di assistere le persone appena arrivate e trasferirle nell’arco di 48 ore sul territorio italiano”, ricordano gli operatori volontari dell’ARCI che hanno potuto fare ingresso nel centro di Lampedusa solo dopo il giugno 2011. “In realtà è stata una struttura di reclusione, dove non era consentita l’uscita e l’entrata libera, i migranti non potevano spostarsi liberamente, confinati in parti residenziali chiuse da inferriate e cancelli e da filo spinato. Le forze di polizia si muovevano all’interno armate e in casi di tensione in tenuta anti sommossa. I trasferimenti in altri centri avvenivano lentamente, obbligando i migranti a permanenze che variavano, per i maggiorenni da 15 giorni a un mese e per i minorenni per periodi ancora più lunghi, fino a un mese e mezzo”. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;La privazione della libertà personale dei migranti in quello che è stato a tutti gli effetti un centro d’identificazione ed espulsione, non era legittimata da provvedimenti giurisdizionali, né giustificata da situazioni di emergenza. “Coloro che sono stati detenuti e respinti in Tunisia, a partire dal 6 aprile 2011, per quanto risulta da numerose testimonianze e notizie di stampa, non hanno mai potuto comunicare con un avvocato o con un giudice, né tantomeno con un membro della commissione per il riconoscimento dello status di rifugiato, né hanno ricevuto alcun tipo di comunicazione scritta sui motivi del loro trattenimento né sulla durata dello stesso o sulle possibilità di difesa o di esercizio dei propri diritti”, ha denunciato il prof. Fulvio Vassallo Paleologo dell’Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;“A Lampedusa il Governo ha violato l’art. 13 della Costituzione italiana e l’art. 5 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo”, incalza l’avvocata Carmen Cordaro, referente CIE e frontiere dell’ARCI. “Si tratta di macroscopiche violazioni del diritto fondamentale alla libertà personale. Nei fatti sono rimasti inattuati il diritto a ricevere assistenza legale e, più in generale, il diritto di difesa di cui all’art. 24 della Costituzione”. È un report di tre esperti volontari legali dell’associazione, Francesca Cancellaro, Luca Masera e Stefano Zirulia, a descrivere le disumane condizioni di vita all’interno del centro di contrada Imbriacola. “Nella zona della gabbie, all’interno delle quali sono trattenuti i migranti adulti, le temperature sono elevatissime. Le camere sono riempite di letti a castello con materassi sintetici di gommapiuma, l’aria risulta irrespirabile sin dal primo mattino, sia in ragione dell’elevata concentrazione umana, sia a causa della tipologia di edificio e dell’assenza di aria condizionata”. Elevatissimi gli stress psicologici a cui erano sottoposti gli “ospiti”. “Decine e decine di ragazzi tra i venti e i trent’anni sono costretti a trascorrere lunghissime e torride giornate stando immobili, rannicchiati in striscioline d’ombra”, prosegue il report. “I migranti sono impossibilitati a svolgere semplici attività e gli unici svaghi concessi sono il pallone, e talvolta le carte da gioco. Non sono ammesse né radio né televisioni. Le telefonate sono contingentate, in quanto a ciascuno viene consegnata una tessera telefonica ogni dieci giorni, della durata di appena sei minuti. Per il resto sono vietati la carta, e dunque i libri e i giornali, per il rischio di incendi, e le penne, per il rischio di autolesionismo”. Ciononostante, a Lampedusa è accaduto di tutto: “persone hanno mangiato pezzi di neon o una lametta o si sono ferite con tagli nelle braccia; altri hanno minacciato di buttarsi dalle scale o dal tetto o hanno provato ad impiccarsi”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Deleterie le condizioni igieniche e sanitarie. I bagni, insufficienti, erano luridi e la spazzatura veniva depositata dappertutto e portata via solo dopo diversi giorni. “A molti migranti con problemi di salute è stato negato l’accesso diretto all’infermeria”, raccontano i volontari dell’ARCI. “I posti letto a disposizione erano pochi e non c’era un servizio infermieristico che passasse per le camerate. Si poteva assistere a migranti che portavano di peso connazionali in infermeria o all’autoambulanza. C’era una carenza sistematica di materiale medico e medicinali. Ad un migrante è stato fasciato un braccio con delle bende e un pezzo di cartone al posto di un tutore rigido”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Di scarsissima qualità era il cibo distribuito. “Di solito veniva data la pasta a pranzo e il riso a cena conditi con alimenti in scatola. I secondi erano o polpette o scaloppine di varia natura fritta. Alle volte uova sode. I contorni variavano dalle patate ai legumi. Non abbiamo mai visto dare verdura fresca e/o di stagione. La frutta era quasi sempre una mela e in alternativa era distribuito un succo di frutta. Venivano utilizzati cibi precotti o scatolame. Benché la maggior parte delle persone erano mussulmane non ci risulta che la carne fosse Halal”. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Ancora più drammatiche le condizioni detentive per i bambini e gli adolescenti stranieri (a fine agosto a Lampedusa erano in tutto 225, 111 nel CPSA di Contrada Imbriacola, 114 nella ex base Loran della Guardia coste USA). “La loro permanenza nell’isola è stata un calvario”, dichiara l’assistente sociale Maria Billè. “I minori sono stati abbandonati per settimane senza potere uscire dalle strutture o ricevere visite, se non delle Ong autorizzate dal ministero e dal Prefetto. Per nessuno di loro è stato nominato un tutore come imposto dalla legge italiana né è stata disposta alcuna forma di affidamento. Non risulta che siano state avviate le procedure di segnalazione al Giudice tutelare e alla competente Procura dei minori per l’adozione tempestiva dei provvedimenti dovuti per prestare tutela ed assistenza. Questi minori avevano affrontato tutti viaggi drammatici e rischiosissimi ed esprimevano evidenti segni di sofferenza e disagio psicologico”. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;“Ho avuto modo di constatare le precarie e indecenti condizioni igienico sanitarie in cui vivevano i minori non accompagnati ospitati nella ex base Loran”, ha raccontato Giuseppina Cassarà (Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti - INMP), medico internista a Lampedusa dal 22 al 28 agosto 2011. “La struttura è fatiscente, assolutamente non idonea ad assicurare un’accoglienza dignitosa per ragazzi minorenni che necessitano di tutela socio-sanitaria e giuridica”, aggiunge la dott.ssa Cassarà. “Nelle stanze al piano inferiore, adibite all’ospitalità delle ragazze, i materassi di gommapiuma luridi e malconci, sono buttati sul pavimento senza coprimaterasso o lenzuola se non quelle di carta, però non vengono cambiate e rifornite quotidianamente ma periodicamente”. La struttura era deficitaria di acqua corrente e priva di cabine telefoniche ed i minori “riuscivano a telefonare solo facendo code lunghissime per utilizzare dei cellulari forniti da LampedusAccoglienza”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Nel superaffollato centro di Contrada Imbriacola, invece, i minori erano costretti a dividere gli spazi con gli adulti, in contrasto con quanto previsto dalle leggi e dai regolamenti. “Durante l’illegittima permanenza nel CSPA, i bambini e i ragazzi migranti sono stati esposti giornalmente alla violenza derivata dall’esasperazione delle oltre 500 persone rinchiuse e in costante attesa di trasferimento”, ha denunciato Federica Giannotta, responsabile del progetto FARO di Terre des Hommes, per l’assistenza giuridico-legale dei minori a Lampedusa. “Abbiamo ripetutamente segnalato alle autorità competenti la promiscuità in cui si trovavano minori, famiglie con bambini e altre categorie vulnerabili come disabili, malati e richiedenti asilo, spesso presenti nelle zone chiuse dei centri in cui le organizzazioni umanitarie non potevano entrare, invece che in reparti loro dedicati e adeguati alle loro esigenze”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Le immane sofferenze patite dai minori stranieri a Lampedusa erano state al centro di un’interrogazione presentata il 14 luglio 2011 da Anna Maria Serafini ed altri 38 senatori Pd. “La condizione psicologica ed emotiva dei minori trattenuti nei due Centri è decisamente peggiorata”, scrivevano i parlamentari. “La prolungata e incomprensibile detenzione, l’impossibilità di comunicare con l’esterno, la mancanza di spazi e di opportunità ricreative, lo stress dell’esperienza vissuta, senza un sostegno psicologico e medico, stanno generando nei bambini un forte senso di esasperazione e depressione e questo stato emotivo è la ragione delle recenti manifestazioni e proteste e degli atti autolesionistici verificatisi in entrambi i Centri”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;“All’arrivo di nuovi sbarchi, interi gruppi di minori sono costretti ad abbandonare le camere a loro assegnate per fare posto ai nuovi arrivati e a dormire per terra, al freddo, tra vespe e zanzare”, aggiungevano i senatori. “Preoccupano sempre più le pessime ed inaccettabili condizioni igienico-sanitarie: bagni sporchi e inaccessibili, camere buie, senza finestre e sporche con letti ricoperti da lenzuola di plastica su materassi sporchi e bucati; il cibo non è buono ed è maleodorante e i bambini si rifiutano di mangiarlo”. I centri venivano così bollati come “inadeguati” per la prima accoglienza e, di conseguenza, si chiedeva a Berlusconi e Maroni di “garantire ai minori la minima permanenza sull’isola, limitata al primo soccorso, realizzando il loro trasferimento nei centri in Italia in un tempo massimo di 48 ore”. Oggi, i cugini Pd-deputati la pensano diversamente. I centri di Lampedusa sono stati un paradiso e vanno riaperti. Restituendone le chiavi alle coop “rosse” del business migranti Spa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-3850290479042943811?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/3850290479042943811'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/3850290479042943811'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2012/01/elogio-pd-dei-lager-modello-di.html' title='Elogio Pd dei lager modello di Lampedusa'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-7251762496737857762</id><published>2012-01-08T16:59:00.001+01:00</published><updated>2012-02-03T08:45:18.028+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mineo'/><title type='text'>CARA Mineo</title><content type='html'>"Il 18 dicembre scorso, durante la manifestazione regionale antirazzista,  siamo entrati al Centro d'accoglienza di Mineo, il più grande d'Europa,  intorno al quale gravitano forti interessi economici e politici del  calatino e non solo. Nel video le interviste a Ianni Maccarrone,  presidente del CARA, Antonio Mazzeo, Alfonso Di Stefano e le opinioni di  alcuni migranti."&lt;br /&gt;Un video di Enrico Montalbano e Laura Verduci, Palermo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;object class="BLOGGER-youtube-video" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" data-thumbnail-src="http://1.gvt0.com/vi/kp0oFRspYtk/0.jpg" height="266" width="320"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/kp0oFRspYtk&amp;fs=1&amp;source=uds" /&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /&gt;&lt;embed width="320" height="266"  src="http://www.youtube.com/v/kp0oFRspYtk&amp;fs=1&amp;source=uds" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-7251762496737857762?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/7251762496737857762'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/7251762496737857762'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2012/01/il-18-dicembre-scorso-durante-la.html' title='CARA Mineo'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-5559387627405345561</id><published>2011-12-30T21:58:00.001+01:00</published><updated>2011-12-30T21:59:28.790+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rimpatri tunisia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tunisini'/><title type='text'>LA RIMPATRIATA DEI NON RIMPATRIATI</title><content type='html'>Sommersi e salvati della Tunisia nella sala d'attesa del loro Consolato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quattro fogli appesi al muro. Ecco quel che resta al Consolato tunisino di Roma dei migranti tunisini dispersi tra febbraio e marzo. Dispersi in mare perchè non sono mai arrivati? Forse in Francia, perchè in Italia non sono registrati e sono passati direttamente in Europa? Forse in giro altrove senza aver dato più notizie? E le famiglie hanno inviato i nomi delle persone che cercavano allora, da aprile in poi, e che alcuni cercano ancora. Nessun dato ufficiale di ritrovamenti nè tantomeno ricerche fa seguito a quegli A4 al muro.&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Le date segnate sulla lista sono le più varie, in quei due mesi di arrivi continui: storie di persone non più rintracciabili; la lista è abbastanza vecchia, e non ci sono aggiornamenti, sul muro buio del consolato; così che forse guardando quattro pagine di nomi si può sperare che qualcuno abbia chiamato per dire di essere arrivato. Ma le belle notizie non trovano spazio su quelle pareti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sono le uniche quattro pagine appese al muro, appena sotto se ne trovano altre: e sono molte di più. Sono le liste dei tunisini presenti in tutti i Centri di Identificazione ed Espulsione d'Italia. La lista è aggiornata a settembre 2011, fax mandati da Trapani a Torino passando per Bari e Bologna, e Roma: Ponte Galeria. Forse è aggiornata a settembre, prima dell'incendio del centro a Lampedusa e quindi di chiusura dello stesso, perchè dopo quella data nelle navi-prigioni dove per qualche giorno hanno sostato i tunisini il fax non si poteva inviare. E per loro dalla nave-CIE il passaggio è stato diretto all'aeroporto di Carthage.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scorro i nomi delle persone internate nei diversi angoli del belpaese. Sapevo che Sayfuluddine era finito in via Corelli a Milano da dove chiamava per essere tirato fuori, chiedendo di un avvocato, chiedendo notizie del falco con cui era arrivato, parlando delle facili percosse in cui gli esuberanti del centro facilmente si imbattevano. "Marta, ma questo non è un centro" come io lo chiamavo per abitudine "questa è una prigione a tutti gli effetti". Ma non ci sarebbe stato neanche un mese in prigione, il 5 ottobre era stato già rimpatriato. Ma quelle liste non ne parlano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Continuo a scorrere i nomi delle persone e ritrovo quel Muhammad Amin che voleva farmi credere di essere minore: lo riconosco dal cognome e dalla data di nascita, 23.01.91,la vera data di nascita. Qualcuno della sua falsa dichiarazione come minore ne avrò fatto una battaglia per sbatterlo a Milo (il centro di identificazione ed espulsione di Trapani) senza riserve, come tutti i veri maggiorenni. Da rimpatriare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma nella sala di attesa del consolato, dove i nomi dei connazionali dal destino sconosciuto o avverso sono su carta stampata appesi a un muro, i tunisini rimasti in Italia si rincontrano. Sembrano proprio scampati dalla morte o dalla sventura nera, qualcuno lo è proprio da poco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mounia è uscita venti giorni fa dal CIE Ponte Galeria dopo quattro mesi di reclusione, e dopo quattro mesi l'articolo 18 le permette di essere regolare per i prossimi sei mesi in Italia e vivere in una casa famiglia con altre donne strappate come lei alla serenità, dopo il divorzio in Tunisia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Sei libera" le han detto.&lt;br /&gt;"Cosa?" Dopo quattro mesi le sembrava di non conoscere più questa parola.&lt;br /&gt;"Che cosa significa libera?"&lt;br /&gt;Puoi andare sei libera vattene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quella sala d'attesa Mounia rincontra casualmente Atraf: non si vedevano dai tempi di Ponte Galeria, quando lei le ha prestato il cellulare per chiamare in Tunisia, la telefonata per dire alla mamma a Mounastir di inviare la carta d'identità e poter dimostrare tramite attestazione consolare di essere veramente minore. A Linosa, arrivato nei giorni caotici dell'incendio a Lampedusa, giorni in cui nessuna organizzazione monitorava gli sbarchi, non gli avevan creduto. Neanche ad Agrigento in ospedale si poteva attestare si trattasse di un minore, in effetti è troppo a lto e robusto per sembrarlo. Ecco come un minore finisce in un centro di identificazione ed espulsione, rinchiuso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E grazie alle telefonate dal cellullare di Mounia arrivò il fax della mamma di Atraf: ho veramente 17 anni e ho lasciato la Tunisia dopo che è morto mio padre. Ed adesso sono libero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La rimpatriata tra tunisini non finisce: Ibrahim si chiama anche 5 aprile. Il giorno in cui è arrivato è anche il giorno dell'intesa tra Tunis e Roma, data a partire dalla quale tutti i tunisini non hanno più avuto il permesso per motivi umanitari in Italia, insomma quelli del 5 aprile, fiuuh, sono salvi per un pelo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche lui ritrova un minore, di quelli che non hanno assaggiato la galera, piuttosto hanno conosciuto i lunghi trasferimenti sulle navi, quelli che da Lampedusa ad aprile conducevano chissà dove. Ora Shihab vive a Frosinone, da Sidi bu Sid a Frosinone, i 18 anni li ha compiuti ma partecipando ad una gara nazionale di boxer spera che la comunità dove si trova lo aiuti a rinnovare il permesso. A restare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perchè minori donne giovani uomini non chiedono che di poter restare. E di loro nel 2011 se ne è parlato abbastanza. Da quando la rivoluzione ha lasciato che abbanndonassero le proprie frontiere a quando il centro di Lampedusa bruciava. Adesso sembrano tutti scomparsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcuni lo sono davvero, altri sono in preda ad una scadenza o ad un rinnovo, alcuni si godono un permesso acquisito, infine altri sono stati rispediti a casa, anche perchè nessun nuovo business o accordo emergenziali faceva sì che si tenessero sul territorio italiano adesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le liste dei consolati si impolverano, si impoveriscono di nuovo le loro storie: sono dispersi. O passati dall'accoglienza all'italiana alla stradina di casa che avevano lasciato: ma le loro vite e queste tracce di&lt;br /&gt;Italia sull'altra sponda del Mediterraneo sono tutt'altro che sommerse, sebbene finora non siano state salvate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marta Bellingreri&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non tutti i nomi sono reali, quelli dei minori sono fittizi.&lt;br /&gt;Firma l'appello di storie migranti per i&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.storiemigranti.org/spip.php?article"&gt;migranti tunisini dispersi&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-5559387627405345561?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/5559387627405345561'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/5559387627405345561'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/12/la-rimpatriata-dei-non-rimpatriati.html' title='LA RIMPATRIATA DEI NON RIMPATRIATI'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-7674872581862415545</id><published>2011-12-23T13:12:00.002+01:00</published><updated>2012-01-17T11:24:54.563+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mineo'/><title type='text'>18 Dicembre 2011: Manifestazione regionale di fronte al CARA di Mineo</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Alla manifestazione organizzata dalla Rete antirazzista catanese hanno aderito diverse associazioni siciliane, tra queste: Oficina rebelde, Cobas, qui mineo, Centro Astalli Catania, Forum Antirazzista di Palermo, movimento NO MOUS, Storie Migranti. Durante la manifestazione si sono alternati momenti conviviali e di musica ad altri di confronto e denuncia con i migranti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Aperto nel marzo scorso sfruttando il pretesto di un'emergenza migratoria creata ad hoc per giustificare grandi operazioni economiche, il Centro d'Accoglienza per Richiedenti Asilo (CARA) di Mineo (CT) costituisce uno dei luoghi dove si palesa l'intreccio tra interessi economici e politici afferma Antonio Mazzeo, giornalista nel suo articolo Il CARA di Mineo vergogna italiana: "Uno dei terreni di scontro è stato proprio quello relativo all’accaparramento dei favori delle coop locali. C’è da scommettere che con il business Mineo, il presidente della provincia ha sicuramente tolto un bel pacchetto di voti al governatore della Sicilia."&amp;nbsp; Per ogni immigrato lo Stato versa agli enti gestori 25 euro pro capite diario, considerando la capienza del centro (il più grande d'Europa!) è semplice intuire quante realtà, consorzi, ditte, abbiamo interesse ad avventarsi su un piatto così ricco.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Nel centro vivono quasi 1400&amp;nbsp; immigrati tra magrebini, subsahariani, bangla, pakistani. Uomini e donne in condizione di promiscuità, diverse famiglie, nessun minore non accompagnato (gli ultimi&amp;nbsp; arrivati, dei somali, sono fuggiti mese scorso). &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Attualmente al centro arrivano migranti da diversi "centri" della Sicilia. Nei mesi di luglio e agosto (del 17 agosto l'ultimo sbarco dalla libia, escludendo gli ultimi due avvenuti tra novembre e dicembre) i potenziali richiedenti asilo sono stati allogiati in strutture alberghiere in assenza di qualsiasi assistenza legale. Adesso sembra si stia procedendo allo svuotamento di quei centri per far confluire i migranti al CARA di Mineo. Solo nell'ultima settimana sono arrivate 40 persone.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;A marzo invece, oltre i tunisini provenienti da Lampedusa, al centro sono stati trasferiti persone che avevano già fatto iniziato le procedure in altri Cara in Italia. Una scelta illogica dal punto di vista della gestione dell'emergenza: è assurdo spostare delle persone con delle procedure già in corso verso la Sicilia, e sottrarre dei posti a migranti appena arrivati. Questo deve far pensare.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;All'interno del centro c'è una Commissione Territoriale (prima erano due) che, secondo la rete antirazzista catanese, complice dell'Ente Gestore Sisifo (dal 18 Ottobre, prima c'era la Croce Rossa) emette molti dinieghi. Inoltre i migranti denunciano l'assenza di interpreti dalle loro lingue e i tentativi di corruzione da parte di alcuni interpreti: &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sicilia/2011/12/13/visualizza_new.html_12951793.html" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;leggi qui&lt;/a&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Non solo, dei migranti che hanno denunciato un interprete del bangladesh (vedi la notizia al link sopra) hanno raccontato di avere TUTTI ricevuto IL DINIEGO. Inoltre le commissioni territoriali (anche quella di Siracusa) invece di velocizzare le procedure per le richieste d'asilo, indugiano sui tempi di valutazione delle domande e respingono la maggior parte delle richieste constringendo gli immigrati a restare nel centro un periodo ulteriore in attesa dell'appello. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Inoltre è DA VERIFICARE PERCHé MOLTI IMMIGRATI CHE HANNO GIà RICEVUTO LO STATUS DI RIFUGIATO CONTINUANO A VIVERE NEL CENTRO D'ACCOGLIENZA.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;La condizione di isolamento geografico (Mineo che è il paese più vicino dista 11 km in salita!)&amp;nbsp; e lo stato di sospensione giuridica deterioriano e incidono negativamente sulle vite e lo stato psicologico dei migranti;&amp;nbsp; diverse le manifestazioni da parte degli stessi ma la situazione non si sblocca e il CARA, da luogo che per regolamento dovrebbe accogliere gli "ospiti" (che epiteto!) per un periodo non superiore ai 35 giorni, diventa un enorme centro di detenzione arbitraria.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Laura Verduci per il Forum Antirazzista di Palermo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-7674872581862415545?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/7674872581862415545'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/7674872581862415545'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/12/18-dicembre-2011-manifestazione.html' title='18 Dicembre 2011: Manifestazione regionale di fronte al CARA di Mineo'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-4296540945428501475</id><published>2011-12-22T12:00:00.000+01:00</published><updated>2012-01-04T12:01:58.783+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mineo'/><title type='text'>Il C.A.R.A. di MINEO - intervista con Antonio Mazzeo</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOGGER-youtube-video" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" data-thumbnail-src="http://3.gvt0.com/vi/wGaWnf9EtOs/0.jpg"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/wGaWnf9EtOs&amp;fs=1&amp;source=uds" /&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /&gt;&lt;embed width="320" height="266"  src="http://www.youtube.com/v/wGaWnf9EtOs&amp;fs=1&amp;source=uds" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-4296540945428501475?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/4296540945428501475'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/4296540945428501475'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/12/il-cara-di-mineo-intervista-con-antonio.html' title='Il C.A.R.A. di MINEO - intervista con Antonio Mazzeo'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-1042859567165052438</id><published>2011-12-20T12:10:00.003+01:00</published><updated>2012-01-05T12:28:48.705+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='catania'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sanatoria truffa'/><title type='text'>Manifestazione dei migranti contro la sanatoria truffa - Catania, 16/12/2011</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;Manifestazione dei migranti contro la sanatoria truffa. Nel 2009 il governo vara una sanatoria per gli stranieri che lavorano come colf o badanti, escludendo  tutti gli altri lavoratori e favorendo il mercato nero di vendita di  documenti falsi e di prestanomi per il permesso di soggiorno. Dopo oltre 2 anni sono centinaia le pratiche inevase o rigettate con motivazioni pretestuose. Corteo  e presidio davanti alla prefettura organizzato da: Coordinamento  immigrati contro la sanatoria truffa, Rete Antirazzista Catanese, Rete  catanese 15ottobre.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&amp;nbsp;&lt;object class="BLOGGER-youtube-video" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" data-thumbnail-src="http://3.gvt0.com/vi/62kLbsShlVc/0.jpg" height="266" width="320"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/62kLbsShlVc&amp;fs=1&amp;source=uds" /&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /&gt;&lt;embed width="320" height="266"  src="http://www.youtube.com/v/62kLbsShlVc&amp;fs=1&amp;source=uds" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-1042859567165052438?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/1042859567165052438'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/1042859567165052438'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/12/manifestazione-dei-migranti-contro-la.html' title='Manifestazione dei migranti contro la sanatoria truffa - Catania, 16/12/2011'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-716789217905198107</id><published>2011-12-19T11:50:00.000+01:00</published><updated>2012-01-04T12:03:44.790+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mineo'/><title type='text'>18 dicembre 2011 - giornata di azione globale contro il razzismo - MINEO</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;object class="BLOGGER-youtube-video" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" data-thumbnail-src="http://0.gvt0.com/vi/l0fkJKUrqpg/0.jpg" height="266" width="320"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/l0fkJKUrqpg&amp;fs=1&amp;source=uds" /&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /&gt;&lt;embed width="320" height="266"  src="http://www.youtube.com/v/l0fkJKUrqpg&amp;fs=1&amp;source=uds" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;Video delle azioni al megaC.A.R.A di Mineo, Sicilia&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-716789217905198107?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/716789217905198107'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/716789217905198107'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/12/18-dicembre-2011-giornata-di-azione.html' title='18 dicembre 2011 - giornata di azione globale contro il razzismo - MINEO'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-4216885002126802777</id><published>2011-12-15T12:07:00.000+01:00</published><updated>2011-12-15T12:07:25.434+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lampedusa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='razzismo'/><title type='text'>Pensavo di trovare in Italia uno spazio di vita</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;di Giacomo Sferlazzo, Askavusa (Lampedusa) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;«&amp;nbsp; [...] Pensavo di trovare in Italia uno spazio di vita, una ventata di civiltà, un'accoglienza che mi permettesse di vivere in pace e di coltivare il sogno di un domani senza barriere né pregiudizi. Invece sono deluso. Avere la pelle nera in questo paese è un limite alla convivenza civile. Il razzismo è anche qui: è fatto di prepotenze, di soprusi, di violenze quotidiane con chi non chiede altro che solidarietà e rispetto. Noi del terzo mondo stiamo contribuendo allo sviluppo del vostro paese, ma sembra che ciò non abbia alcun peso. Prima o poi qualcuno di noi verrà ammazzato ed allora ci si accorgerà che esistiamo&amp;nbsp; »&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;(Jerry Essan Masslo)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;L’omicidio di Jerry Masslo (24/08/1989) che tra le altre cose fu la causa che portò&amp;nbsp; a varare in tempi record il Decreto Legge 30 dicembre n. 416, recante norme urgenti sulla condizione dello straniero, convertito poi nella Legge n. 39 del 1990: la legge Martelli, fu un evento che mobilitò migliaia di persone ed aprì un dibattito vero e serio sui diritti degli stranieri in Italia, da allora alcune cose sono cambiate, ma in questi ultimi anni la situazione rispetto al razzismo ed alla violenza nei confronti del diverso è peggiorata in maniera vistosa.&amp;nbsp; Alcuni casi emblematici che sono saliti alla ribalta come la strage di Castelvolturno&amp;nbsp; del 18 settembre 2008, o Rosarno nel gennaio del 2010, quando gruppi di migranti sfruttati e sottopagati venivano feriti con un arma a aria compressa, e dopo le loro proteste scattava “La caccia al nero”,&amp;nbsp; in quei giorni l’allora ministro dell’interno Roberto Maroni dichiarava : «In questi anni è stata tollerata l'immigrazione clandestina che ha alimentato la criminalità e ha generato situazioni di forte degrado» individuando come sempre il problema in chi aveva subito da anni sfruttamento e maltrattamento, e non nella diffusa illegalità di quel territorio e dell’assenza dello stato in alcune zone d’Italia,&amp;nbsp; Rosarno è un comune sciolto per infiltrazioni mafiose nel 2008 dove ci sono pochissime piazze e luoghi di ritrovo. Episodi che si ricollegano agli scontri tra un gruppo di Lampedusani e i migranti nel settembre del 2011 e su cui tornerò dopo. Episodi che si ricollegano agli ultimi fatti di Torino e Firenze, ma molti altri ce ne sono stati, e sembra che sia un crescendo che viene accompagnato da una inadeguata risposta da parte delle istituzioni e che la società civile e i gruppi antirazzisti spesso si trovano a dovere contrastare da soli, in situazioni che sono al limite e in certi casi, come quelli citati sopra, in comunità silenziose e assoggettate al potere criminale.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Da qui ritorno a Lampedusa, isola in cui noi viviamo e da cui siamo stati (Askavusa) nel bene e nel male in prima fila, non solo nell’accoglienza, quando ne abbiamo avuto la possibilità, ma nel contrasto a quelle forme di razzismo che abbiamo visto emergere in una parte della popolazione locale. Lampedusa oggi più che mai, credo sia il polso dell’Italia, da qui un osservatore attento può guardare i mali e le cose belle dello stivale compressi in circa 25 km quadrati. L’immigrazione è uno dei temi centrali che l’Italia e l’Europa sono state costrette ad affrontare, e Lampedusa ne è stata uno dei punti focali. La porta d’Europa, l’isola dove si venera la Madonna di Porto Salvo, che ha una storia antichissima e che è legata in maniera indissolubile al mediterraneo, oggi&amp;nbsp; è “Porto non sicuro”. Come è potuto accadere ?&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Cerco di essere breve perché la questione è articolata :&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Dopo vent’anni in cui i migranti passavano da Lampedusa restando al massimo qualche giorno e che qualcuno chiamava “Modello Lampedusa” ,ma che andava anche quello migliorato in molte aspetti,&amp;nbsp; nel 2009 il ministro dell’interno Maroni con il governo Berlusconi, decide di fare di Lampedusa un luogo di detenzione,&amp;nbsp; sbandierando come soluzione del “Problema immigrazione” gli accordi con i dittatori Gheddafi e Ben Alì, che avrebbero fatto rispettare a suon di milioni di euro, applicando i respingimenti, pratica questa che l’Europa aveva condannato e che in quei giorni gli stessi che a Lampedusa hanno poi aggredito i migranti tunisini, salutavano con gioia. Nel 2011 poi si arriva alla follia più totale lasciando a Lampedusa migliaia di ragazzi tunisini per le strade di Lampedusa, senza alcuna assistenza, l’unica presenza dello Stato era repressiva, ma tutto reggeva sulle spalle di molti lampedusani, che in quell’occasione mostrarono lo straordinario patrimonio che la gente di mare si porta dentro, con generosità e amore si riuscì a sostenere una situazione insostenibile che durò per tre lunghissimi mesi, anche in quell’occasione gli stessi che applaudivano ai respingimenti, dicevano che stavamo sbagliando tutto, che “Troppo buoni si passa a troppo stupidi”, e rievocavano la “Cattiveria” che predicava Maroni il quale usava parole come “Invasione, esodo”. I dati che riporterà l’IOM ci raccontano che fino al 14 settembre 2011 da Lampedusa erano passati circa settantamila migranti mentre la&amp;nbsp; Tunisia della post-rivoluzione e senza tanti allarmismi ne accoglieva circa 300 mila, 220.000 in Egitto, 80.000 in Nigeria, 50.000 in Ciad.&amp;nbsp; Scampati quei tre mesi senza incidenti rilevanti, anzi dimostrando una capacità da parte di molti lampedusani di cose incredibili e di una solidarietà smisurata, con un gesto da mago Berlusconi fa sparire dall’isola tutti i migranti,&amp;nbsp; in quell’occasione quelli che applaudivano ai respingimenti, quelli&amp;nbsp; che invocavano la cattiveria, impediscono di protestare con violenza e sotto gli occhi delle “Forze dell’ordine” un gruppo di persone, che in maniera civile voleva mostrare il proprio dissenso nei confronti del presidente del consiglio che si era recato sull’isola. Dopo di ciò nei mesi estivi il centro di Imbriacola diventa un lager, molti minori restano in situazioni disumane nell’altro centro a ponente (Ex base Loran) senza potere uscire, senza potere essere visitati da chi voleva farlo. Quando denunciavamo la situazione, nessuno voleva ascoltare, anzi bisognava non parlarne più, l’importante era che non si vedessero per strada, come succede adesso, cosi quando a settembre un gruppo di tunisini all’interno del centro comincio a fare lo sciopero della fame, a praticare autolesioni ,&amp;nbsp; a protestare, tutti sapevano, ma nessuno , nessuno fece niente. All’indomani della visita dell’ex ministro La russa al centro di Imbriacola, il 18 settembre, in cui lo stesso dichiarava “I clandestini a Lampedusa stanno bene”, talmente stavano bene che per festeggiare bruciano un padiglione del centro.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;I ragazzi tunisini escono per le strade e si mettono vicino ad una pompa di benzina, li vicino ci sono due bombole del gas fuori&amp;nbsp; da un ristorante , nessuno delle forze dell’ordine ha il buon senso di levarle dalla portata dei migranti, due tunisini infatti prendono con facilità una bombola minacciando di farsi saltare in aria davanti al distributore,&amp;nbsp; un gruppo di Lampedusani che era appostato nelle vicinanze si scaglia sul gruppo di tunisini con mazze e pietre che avevano in precedenza preparato, anche di questo nessuno se ne era accorto ? E insieme alle forze dell’ordine le danno di santa ragione ai tunisini. Da allora Lampedusa è stata dichiarata porto non sicuro, e molti di quelli che erano li a colpire i più deboli della catena, quei lampedusani&amp;nbsp; favorevoli ai respingimenti, ai CIE etc , il 22 settembre erano&amp;nbsp; a portare in processione la statua della “Madonna di Porto Salvo”.&amp;nbsp; Nell’ultimo mese sono state incendiate due vetture della società che gestisce il centro,&amp;nbsp; dopo la visita di una delegazione di parlamentari europei, che ha dichiarato che Lampedusa deve ritornare al suo ruolo di isola di salvezza, è stato bruciato un deposito del centro di accoglienza. Su questi fatti chiedo di riflettere le autorità se hanno coscienza, si è affermato un metodo, come risoluzione dei problemi, questo metodo è la violenza, che non viene punita, non viene condannata, ma anzi viene premiata. Se Lampedusa avesse avuto maggiore rispetto da parte delle istituzioni a tutti i livelli, se fosse stata tutelata la comunità locale garantendone e facendo rispettare diritti e doveri, se fosse passato il dialogo come metodo invece che le scelte del governo imposte con atti di forza e poi ripreso a modello di comportamento da alcuni lampedusani, se l’illegalità diffusa e la prepotenza fossero state fermate e non prese come un modello “Nazionale” di comportamento, Lampedusa non sarebbe Porto non sicuro, ma un laboratorio di accoglienza e integrazione, e quando dico che Lampedusa è il polso dell’Italia, affermo anche : che ciò che è valido a Lampedusa è valido nella buona parte del paese.Ovvio che a noi ci piacerebbe che la gente si muovesse in libertà, con voli di linea o con navi di linea, ma questo al momento sembra impossibile. Ci vuole una condanna secca alla violenza, ma come può uno stato che lascia produrre armi, che è uno dei maggiori produttori di&amp;nbsp; mine antiuomo, che fa la guerra, che ha pezzi di stato collusi con la criminalità, fare questo ed essere credibile ? Bisogna assolutamente ripristinare il metodo democratico ed il dialogo come forma di mediazione, ma senza l’esempio ed il supporto delle istituzioni questo sarà molto difficile. La società civile ha un ruolo importantissimo in questo,&amp;nbsp; può essere uno stimolo enorme. Io credo che si debba e si possa cominciare da Lampedusa, ripristinando quella sua funzione di primo soccorso e accoglienza, ma garantendo in maniera definitiva il massimo di tre giorni per i migranti che transitano sull’isola e l’apertura del centro alla comunità lampedusana che possa instaurare un rapporto umano con i migranti. Per fare questo c’è bisogno di condannare fermamente le violenze che sono avvenute e stanno avvenendo nel nostro paese ed aprire una nuova stagione di integrazione e dialogo, affermando la non violenza come uno dei principi cardini della nostra società. Ma c’è bisogno anche di un lavoro preventivo nelle scuole, nei luoghi pubblici, nei comportamenti e nelle affermazioni di chi rappresenta politicamente gli elettori.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Speriamo che come la morte di Masslo anche la morte di questi nostri fratelli del Senegal possa servire almeno ad aprire gli occhi di molte persone e tradursi in norme culturali e legali. Speriamo che i lampedusani tutti possano riflettere sul ruolo importante che Lampedusa ha avuto e può avere per la prima accoglienza e contro ogni forma di razzismo, che la nostra comunità possa tornare a parlare e capirsi. Credo sempre che si possa cambiare, che gli uomini possano migliorare la propria condizione, cosi come va condannata la violenza, va promosso il dialogo, con tutti, in specie con chi ha vedute diverse dalle nostre.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Ci stringiamo con i Rom di Torino , con i Senegalesi di Firenze, con i collettivi dei migranti di Napoli che si stanno organizzando, con i lavoratori di Nardò&amp;nbsp; e con tutti coloro che sono minoranze non tutelate e maltrattate, mostriamo la nostra vicinanza e il nostro affetto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-4216885002126802777?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/4216885002126802777'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/4216885002126802777'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/12/pensavo-di-trovare-in-italia-uno-spazio.html' title='Pensavo di trovare in Italia uno spazio di vita'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-6007113907502734804</id><published>2011-12-14T12:01:00.000+01:00</published><updated>2011-12-15T12:04:33.230+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CIE'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Milo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Trapani'/><title type='text'>Ancora autolesionismo al Cie di Milo. Fuga al Vulpitta</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Gabriele del Grande, tratto da&amp;nbsp;&lt;a href="http://fortresseurope.blogspot.com/"&gt;fortress europe&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Ali si è tagliato le vene, Ahmed ha ingoiato tre bottiglie di shampoo, e  Redha si è fatto la corda. I nomi sono di fantasia, per rispettare la  loro richiesta di anonimato. Le storie invece sono dannatamente vere. E  dannatamente banali. Cronache di ordinaria amministrazione nei gironi  infernali del centro di identificazione e espulsione (Cie) di &lt;/span&gt;&lt;a href="http://fortresseurope.blogspot.com/search/label/Cie%20Milo" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Milo&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;,  a Trapani. Dove ieri pomeriggio nel settore "B" è andata in scena  l'ennesima serie di gesti autolesionistici e tentati suicidi.  Protagonisti tre tunisini, due dei quali residenti in Italia da molti  anni. Tutto è cominciato dopo pranzo, quando Ali si è ingoiato una vite  di ferro e un pezzo di vetro, e poi si è messo a tagliarsi le vene. Come  se mutilarsi fosse rimasto l'unico e ultimo modo per comunicare il  proprio dissenso e il proprio desiderio di libertà. Poche ore dopo,  nello stesso settore un altro tunisino ha strappato un lenzuolo e si è  fatto la corda per impiccarsi. L'hanno fermato appena in tempo i  compagni, prima che infilasse la testa nel nodo e saltasse nel vuoto. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Fa parte dei pochi, pare siano tre o quattro in tutto a Milo, ai quali è  stata prorogata la detenzione oltre i sei mesi, come effetto della &lt;/span&gt;&lt;a href="http://fortresseurope.blogspot.com/2011/08/e-legge-18-mesi-nei-cie-per-i-senza.html" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;nuova legge&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;.  Il terzo ad aver scelto la via dell'autolesionismo è un altro tunisino,  finito in infermeria con il contenuto di tre bottigliette di shampoo  nello stomaco. Nessuno dei tre però ha impietosito il personale. E nel  giro di poco sono tornati tutti in cella senza passare dal pronto  soccorso. Vero è che il Cie di Milo è stato &lt;/span&gt;&lt;a href="http://fortresseurope.blogspot.com/2011/07/trapani-inaugura-il-cie-di-milo.html" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;inaugurato soltanto la scorsa estate&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;,  ma operatori sociali e agenti delle forze dell'ordine sembrano avere  già fatto l'abitudine al sangue. Il che la dice lunga sulla frequenza  dei gesti di autolesionismo nel nuovo Cie trapanese di massima  sicurezza, gestito dalla stessa cooperativa Insieme - del consorzio  Connecting People - che ha in mano gli altri due Cie della città di  Trapani: il &lt;/span&gt;&lt;a href="http://fortresseurope.blogspot.com/search/label/Cie%20Trapani" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Serraino Vulpitta&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt; e quello di &lt;/span&gt;&lt;a href="http://fortresseurope.blogspot.com/search/label/Cie%20Chinisia" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Chinisia&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;  (chiuso dalla scorsa estate, dopo l'apertura di Milo). La conferma di  quanto sia divenuta insostenibile la situazione a Milo ci arriva da  altri due detenuti, con cui abbiamo avuto modo di parlare questa  settimana, e dai quali abbiamo appreso della rivolta con fuga dal  Serraino Vulpitta.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=3241646156276244350&amp;amp;postID=6007113907502734804&amp;amp;from=pencil" name="more" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Il primo è un ragazzo di Hay Zuhur, quartiere  popolare di Tunisi, finito al Cie di Roma due mesi e mezzo fa, dopo aver  scontato una condanna di due anni di carcere per spaccio, e da lì  trasferito a Milo. Fuori ha un bambino di un anno e mezzo. Vive in una  comunità con la madre, lei è italiana. Non si vedono da prima del suo  arresto. A fine pena non vedeva l'ora di riabbracciarla. E invece adesso  non pensa ad altro che ai 18 mesi che dovrà trascorrere nella gabbia.  Ci racconta che ogni giorno succede qualcosa. Chi si taglia, chi si fa  la corda, chi protesta per il cibo o per il freddo. Anche a Trapani come  altrove sequestrano le scarpe ai reclusi per ridurre i pericoli di fuga  e li tengono in ciabatte anche d'inverno.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt; Un suo connazionale, anche lui recluso al Cie ma in un altro settore,  conferma ma specifica che i guai peggiori li passano quelli che provano a  scappare e che protestano. Con loro la polizia è molto violenta, ci  dice chiedendoci di mantenere l'anonimato. Anche perché le botte lui le  ha viste con i suoi occhi. Su un suo compagno di cella. Un ragazzo  algerino. Preso a sberle in faccia davanti agli altri reclusi perché  trovato in possesso di un lametta durante una perquisizione. Il fatto  risale a un paio di settimane fa. Ma è accaduto nell'altro Cie di  Trapani. Il Serraino Vulpitta. Dopo una fuga rocambolesca di cui fino ad  oggi non avevamo avuto notizia. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt; La tecnica è quella &lt;/span&gt;&lt;a href="http://fortresseurope.blogspot.com/2011/09/metal-detector.html" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;torinese&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;.  Ovvero fare entrare delle lime e segare le sbarre della gabbia. Ci  hanno lavorato parecchi giorni, ma alla fine, secondo quello che ci  hanno raccontato i detenuti del Vulpitta trasferiti a Milo nei giorni  scorsi, la fuga è riuscita. Dal Vulpitta sarebbero riusciti a scappare  14 ragazzi, tutti tunisini, mentre altri 4 sarebbero stati ripresi dalle  forze dell'ordine. E portati a Milo con almeno 16 dei 32 reclusi del  Vulpitta. Tra loro ci sarebbero sia ragazzi tunisini sbarcati nelle  settimane scorse nel trapanese, sia ragazzi lasciati a terra  all'aeroporto di Palermo durante le operazioni di rimpatrio sui charter  per la Tunisia, perché non identificati dal consolato tunisino di  Palermo.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt; Ragazzi come L., un trentenne tunisino che dopo 10 anni a Firenze si  trova da ormai 4 mesi rinchiuso in un Cie. Prima Bari, ora Milo, dopo  che il Consolato tunisino non l'ha identificato all'aeroporto di  Palermo. Significa che non sarà espulso, ovvero che passerà altri 14  mesi in gabbia prima di tornare libero. Spera solo di non fare la fine  dell'altro tunisino, quello che al Cie di Milo sta sempre in botta da  psicofarmaco, dopo che l'hanno espulso per errore in Algeria, e da  Algeri l'hanno rimandato in Italia, e ormai sono 9 mesi che non vede un  bambino, una piazza e la riva del mare. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-6007113907502734804?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/6007113907502734804'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/6007113907502734804'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/12/ancora-autolesionismo-al-cie-di-milo.html' title='Ancora autolesionismo al Cie di Milo. Fuga al Vulpitta'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-5327434674180505175</id><published>2011-12-12T15:43:00.000+01:00</published><updated>2011-12-12T15:43:24.595+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mineo'/><title type='text'>Business Mineo. Gli affari del lager</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;di Antonio Mazzeo &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Chiuso, isolato e gigantesco: così a prima vista si presenta a Mineo il campo di concentrazione, vanto di Berlusconi e Maroni. Ma è anche un coacervo di affari, cooperative e consorzi su cui si giocano milioni e milioni di euri e migliaia e migliaia di voti...&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;“Il centro di Mineo, in provincia di Catania, si configura come una sorta di non-luogo dove le persone conducono la loro quotidianità in una condizione di apatia e rassegnazione. L’idea stessa di poter gestire delle macro-strutture ove segregare migliaia di persone è un progetto irrazionale che produce disagio, alimenta circuiti di violenza ed è fonte di spreco di denaro pubblico”.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Ne è certo il giurista Fulvio Vassallo dell’Università di Palermo, uno dei massimi esperti di politiche migratorie in Italia. Quello che nei disegni del duo Berlusconi-Maroni doveva essere il centro d’eccellenza per ospitare i richiedenti asilo scampati alle guerre in Africa e Medio oriente è l’esempio più emblematico della cultura xenofoba e apertamente discriminatoria delle classi dirigenti nazionali. L’ex residence dei militari USA della base di Sigonella, riconvertito a lager di “lusso” per migranti, ha reso invisibili le vite di migliaia di persone, annullando percorsi di sofferenza e di speranza. Mineo è innanzitutto un laboratorio sperimentale per nuove pratiche di deportazione e carcerazione degli “altri” e dei “diversi”. Ma è anche lo strumento per affermare il modello dell’Emergenza migranti S.p.A., business multimilionario per i maggiori consorzi di cooperative “sociali”, rosse e bianche del meridione d’Italia.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;“Per ragioni legate alla sua ubicazione e per il fatto di inserirsi quale corpo estraneo nel già fragile tessuto socio-economico, Mineo rappresenta una struttura ad alto rischio di involuzione verso una realtà-ghetto completamente isolata dall’esterno, dove possono facilmente prodursi gravi fenomeni di marginalità e degrado sociale”, denuncia una recente inchiesta sul sistema nazionale d’asilo condotta dall’ASGI (Associazione Studi Giuridici Immigrazione), in collaborazione con CeSPI, Caritas e Consorzio Communitas. La gestione del centro, affidata sino alla scorsa estate (con trattativa privata) alla Croce Rossa italiana, è stata improntata “solo ed esclusivamente sull’emergenza”, senza l’attivazione strutturata e sistematica dei servizi e degli standard di accoglienza previsti dalla legge. “Per le sue caratteristiche di particolare isolamento e gigantismo, Mineo appare costituirsi ancor più di altri luoghi come un centro sospeso ed indefinito, sempre potenzialmente esplosivo”, commenta l’avvocata Paola Ottaviano dell’AGSI. Drammatico l’SOS degli “ospiti” della struttura. “Nel campo non è possibile vivere dignitosamente”, afferma John W., nigeriano. “Il cibo è di pessima qualità, ci sono difficoltà di comunicazione con i legali, carenza di mediatori culturali e impossibilità a raggiungere il centro abitato ad una decina di chilometri di distanza. Molti di noi sono stati vittime di maltrattamenti e insulti razzisti da parte delle forze dell’ordine e di alcuni operatori. E ci chiamano spesso scimmie nere”. Disperazione e rabbia sono i sentimenti più diffusi. A fine giugno, un team di Medici Senza Frontiere ha denunciato che c’erano già stati a Mineo sette tentativi di suicidio. “Tra i richiedenti asilo emergono con sempre più evidenza depressione, isolamento, solitudine e confusione”, dicono i medici. “La sensazione di abbandono cresce anche perché si dilatano a dismisura i tempi delle procedure burocratiche per la protezione internazionale. C’è chi attende da tempi remoti di essere sentito dalle sottocommissioni territoriali che devono valutare le richieste d’asilo”. Scoppiano spontanee le proteste e in più occasioni sono stati inscenati blocchi stradali. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Le autorità sono state costrette ad accelerare le audizioni (sino a 10 al giorno), ma per la Rete antirazzista catanese che sta fornendo sostegno legale e politico ai migranti, la situazione “è ancora confusa, gli interpreti non sono sufficientemente preparati e consapevoli della gravità dei problemi trattati e le commissioni procedono inesorabili, con alte percentuali di dinieghi”. Asfissiante è il livello di militarizzazione a cui è sottoposto il centro. Polizia, carabinieri e militari dell’Esercito lo presidiano 24 ore al giorno, mentre hanno illimitata libertà di azione gli agenti di Frontex, l’agenzia europea per il controllo delle frontiere, che nell’ambito dell’operazione Hermes 2011, raccolgono informazioni riservate tra i migranti facendosi passare come giornalisti. Agli operatori dell’informazione veri, invece, una circolare dell’ex ministro Maroni impedisce l’ingresso in tutti i centri d’accoglienza d’Italia. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Dal 18 ottobre, la gestione del CARA è passata ad un’associazione temporanea guidata dal Consorzio di cooperative Sisifo di Palermo, aderente a Legacoop. Per 24,96 euro pro capite al giorno, deve fornire ai duemila ospiti pasti, vestiario e kit per l’igiene personale e assicurare i servizi di mediazione linguistica, sostegno socio–psicologico, attività ricreative, sportive e culturali, insegnamento della lingua italiana. Un business enorme, 1.497.600 euro al mese, grazie ad una gara d’appalto assai poco trasparente, svoltasi in meno di quindici giorni ad agosto. Invece del bando ad evidenza pubblica, il soggetto attuatore (la Provincia di Catania, caso unico in Italia dove l’affidamento dei CARA è attribuito alle Prefetture o alla Protezione civile), ha invitato solo alcune coop a presentare le offerte, avvalendosi del decreto legge “emergenziale” del 13 maggio 2011 che consente la procedura anche per bandi superiori al milione di euro. Invitando “Sisifo” non si è andati certo per il sottile. Nelle maglie della recente inchiesta giudiziaria sulla mala gestione dei servizi sociali in Sicilia, sono infatti finiti il rappresentante della cooperativa Città del Sole di Catania, Antonino Novello, membro del Cda del Consorzio e dirigente regionale LegaCoop e Nunzio Parrinello, consigliere provinciale a Catania con l’MPA e presidente della “Luigi Sturzo onlus” di Catania, socia Sisifo. Al momento del bando per Mineo, sul vicepresidente generale del consorzio, Cono Galipò (amministratore delegato della società che ha gestito per anni i due centri detentivi per migranti di Lampedusa) pendeva invece una richiesta di rinvio a giudizio per “truffa aggravata e continuata” per la gestione del centro per richiedenti asilo di Sant’Angelo di Brolo (Me), attivo dal settembre 2008 al maggio 2010. Secondo gli inquirenti, Galipò avrebbe trattenuto gli “ospiti” nonostante fossero stati rilasciati da tempo i relativi permessi di soggiorno, procurando a Sisifo un “illecito profitto” stimato in 468.280 euro + IVA.. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Poco sembra essere mutato con il passaggio delle consegne CRI-Sisifo. “Il vitto continua ad essere poco gradito ai migranti”, dichiara Alfonso Di Stefano della Rete antirazzista. “Attorno al CARA aumentano i posti di blocco dell’esercito per sequestrare gli alimenti acquistati all’esterno. I trasporti continuano a non funzionare ed il denaro dato, appena cinque euro ogni due giorni, può essere speso solo dentro la rivendita del centro. Riceviamo segnalazioni sulle cattive condizioni di salute di molti ospiti, mentre resta scarsa l’assistenza sanitaria, specie alle donne incinte. I legali sono costretti a lunghe attese ai cancelli prima di potere entrare e assistere gli ospiti per le loro richieste d’asilo”.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Dell’associazione temporanea CaraMineo, fanno pure parte il Consorzio Sol.Co Calatino di Caltagirone e le coop romane La Cascina (Legacoop) e Domus Caritatis. Nonostante fossero state invitate a presentare un’offerta, nessuna si era fatta viva alla gara. Sisifo, generosamente, ha pensato però di condividere con loro l’affaire “accoglienza”. L’affidamento alle coop locali e in particolare a Sol.Co. (partecipazioni societarie di Sol.Co. Catania e del Banco di Credito Cooperativo “Luigi Sturzo” di Caltagirone) era stato perorato dal presidente dell’Associazione Generale Cooperative Italiane (AGCI), Rosario Altieri. “Nel rinnovarLe il nostro sostegno riguardo alle iniziative intraprese a Mineo, ove Ella riterrà opportuno, Le assicuriamo il supporto delle numerose cooperative sociali, aderenti alla nostra associazione, attive nel territorio della provincia di Catania…”, recita una sua missiva al ministro dell’interno Maroni, il 14 marzo 2011. Ancora più decisivo il pressing pro-associate Sol.Co. del presidente della provincia di Catania, Giuseppe Castiglione, coordinatore regionale del Pdl. Grande amico di Angelino Alfano, il politico ha subito l’onta dell’arresto nel 1998 per turbativa d’asta nell’ambito dell’inchiesta per le tangenti all’Ospedale Garibaldi di Catania. Condannato in primo grado a dieci mesi di carcere insieme al suocero Giuseppe Firrarello (senatore di Forza Italia), nel novembre 2004, Castiglione è stato assolto in appello “perché il fatto non sussiste”. Da allora, il suo ruolo-guida della politica etnea è stato secondo solo all’antagonista Raffaele Lombardo. Uno dei terreni di scontro è stato proprio quello relativo all’accaparramento dei favori delle coop locali. C’è da scommettere che con il business Mineo, il presidente della provincia ha sicuramente tolto un bel pacchetto di voti al governatore della Sicilia. Articolo pubblicato in I Siciliani giovani, numero 0, dicembre 2011&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-5327434674180505175?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/5327434674180505175'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/5327434674180505175'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/12/business-mineo-gli-affari-del-lager.html' title='Business Mineo. Gli affari del lager'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-1138910156222821265</id><published>2011-11-30T11:01:00.000+01:00</published><updated>2011-11-30T11:01:24.086+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mineo'/><title type='text'>Report da Mineo sull’ispezione dei parlamentari europei nel megaCara</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Domenica pomeriggio, in concomitanza con l’ispezione degli europarlamentari, ci siamo recati nel piazzale di fronte al villaggio degli aranci; dopo l’esperienza alquanto negativa del 25 luglio scorso con la delegazione di parlamentari per la campagna LasciateCiEntrare, speravamo che stavolta l’ispezione dei parlamentari europei potesse servire ad accendere i riflettori sulle innumerevoli ingiustizie che da mesi quotidianamente vivono circa 1500 richiedenti asilo, incoraggiati in ciò dai contatti intercorsi con la segreteria di Rita Borsellino e dalla consistente documentazione inviata.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;In fondo la permanenza degli “ospiti” se fosse stata idilliaca non avrebbe dato luogo a 5 rivolte (10 maggio, 6 e 20 giugno, 27 luglio e l’ultima proprio il 7 novembre ), nonostante centinaia di trasferimenti “volontari” in altri Cara dei protagonisti delle proteste.&lt;br /&gt;La delegazione ha giustamente denunciato la vergogna del “porto non sicuro” di Lampedusa, sadica scelta dell’ex ministro Maroni per soddisfare i deliri xenofobi del sindaco De Rubeis ; ma se la bussola della delegazione fossero stati i diritti umani dei migranti, le dichiarazioni di qualche europarlamentare sull’ “albergo a 5 stelle” per il Cie di Trapani, a 12 anni dal rogo del Serraino Vulpitta e dai 6 migranti deceduti, sono almeno irresponsabili. &lt;br /&gt;Chiediamo e, con la nostra continua attività di fronte al megaCara di Mineo, pensiamo di averne il diritto, che, quando alcuni europarlamentari si degnano di fare un monitoraggio sulle condizioni dei migranti, per non fare una inutile e dispendiosa (visto che sono retribuiti grazie anche ai nostri voti) passerella, dovrebbero, dopo essersi documentati preventivamente (e questo almeno per Mineo è stato fatto), cercare il confronto diretto con i migranti. Noi avevamo proposto che l’incontro con i richiedenti asilo avvenisse fuori dal megaCara per evitare i prevedibili condizionamenti . Ne sanno qualcosa i legali che riscontrano sempre nuovi ostacoli per seguire i propri assistiti, ne sanno ancor più i migranti che subiscono frequenti intimidazioni per aver parlato con noi, visto che da mesi siamo responsabili della distribuzione di vestiti, di dizionari, di alcuni incontri musicali interetnici , di assistenza sanitaria (grazie ai medici della LILA) e della Solidarietà alle loro lotte.&lt;br /&gt;Il presidente Castiglione “soggetto attuatore” e le cooperative del CaraMineo, dovrebbero sapere che non hanno a che fare con oggetti parcheggiati a tempo indefinito (i richiedenti asilo trascorsi 35 giorni, se non vengono esaminati dalla commissione, possono richiedere il permesso di soggiorno di 3 mesi e lasciare il Cara), ma con soggetti vittime di storie tragiche, che hanno urgente bisogno di costruirsi un futuro per sé ed i propri familiari; invece la presenza dei richiedenti asilo serve per dilatare le spese del megaCara, fonte di business per gli amici degli amici e risparmiare proprio sulle vittime. Solo dal 16 ottobre (dopo ben 7 mesi) ci si è accorti che i richiedenti asilo hanno diritto ad un minuscolo contributo economico giornaliero, ma si costringe i migranti a spendere i pochi euro solo all’interno, molti non riescono a racimolare il denaro per le marche da bollo per i permessi di soggiorno e sprecano così tempo prezioso soggiornando inutilmente all’interno. Il motivo centrale delle proteste è stato sempre l’incertezza dei tempi per l’esame della Commissione (fino all’estate scorsa ne operavano 2), con uno scadente servizio d’interpretariato e su queste inadempienze anziché valorizzare l’apporto dei legali che difendono i richiedenti asilo, li si considera ostacoli da boicottare.&lt;br /&gt;La recente morte del trentaseienne pakistano Alì Mujahid e le denuncie delle responsabilità della Croce Rossa da parte dei connazionali dovrebbe far meglio riflettere chi si riempe la bocca di “accoglienza” e non basta certo la nuova gestione del consorzio Sisifo della Lega Coop, per garantire il rispetto dei diritti umani nel più grande centro di segregazione per richiedenti asilo d’Europa, del quale richiediamo l’immediata chiusura.&lt;br /&gt;Tornando all’ispezione sabato abbiamo visto entrare nel megaCara alle 14 il bus degli europarlamentari ed uscire dopo meno di 2 ore, ignorando alcuni giornalisti presenti ed i migranti usciti; un’altra occasione perduta e più che “un’altra storia” un’ennesima inutile passerella di superficiali politicanti.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Rete Antirazzista Catanese&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-1138910156222821265?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/1138910156222821265'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/1138910156222821265'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/11/report-da-mineo-sullispezione-dei.html' title='Report da Mineo sull’ispezione dei parlamentari europei nel megaCara'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-400961745532052867</id><published>2011-11-25T11:50:00.001+01:00</published><updated>2012-01-10T12:25:48.880+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='minori'/><title type='text'>Ma quali minori</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Ovvero: quando a 16 anni dormi per strada e quando a 26 dichiari di averne 16.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Per non dormirci più per strada.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Di Marta Bellingreri&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Dopo che ci han dormito abbastanza tempo, anni a volte, per la strada e per le campagne del Sud Italia, migranti di varia provenienza si autodenunciano alla polizia come "minori" per levarsi di dosso quell'odore. L'odore della Stazione Termini che alcuni cittadini e passanti di Roma lamentano essere "insopportabile ormai". Forse lo è di più per chi se lo ritrova addosso. E per chi in tre anni non ha avuto uno straccio di documento, sebbene scappasse dalla guerra. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Il quadro in Italia dei cosiddetti Minori Stranieri Non Accompagnati è molto più ampio e critico di quanto statistiche e comunicati dichiarano e aggiornano.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Potremmo cominciare da Murad. Che minore lo è stato fino ad una settimana fa. E che adesso quindi è un adulto, sempre non accompagnato, ma non più inseribile nelle strutture di accoglienza per minori. E che in quanto tunisino rischia un'espulsione. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Eppure il 14 settembre a Lampedusa ne aveva 17 di anni. In due mesi di attesa e procedure in corso, di cui poco ha compreso, è prevalso ancora l'istinto di andare e di emigrare: "sono venuto in Italia per lavorare". L'allontanamento dalla struttura temporanea di accoglienza in Sicilia lo ha portato insieme al compagno Masur, minore anche lui, ma che minore ci resta per altri undici mesi, in ostacoli inaspettati. Prima di tutto il treno dal quale per due giorni sono saliti e scesi non possedendo un titolo di viaggio. Poi la strada, quella dove si ritrovano a dormire diversi minori ultimamente. E dove ritrovano anche un compagno di viaggio, di Lampedusa, di casa. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Stesso paese, Sidi Bu Zid, à l'origine; stesso passaggio, comune a più di venticinquemila tunisini nel 2011, Lampedusa; stessa struttura-ponte, i luoghi più vari e di diverse gestioni dove dal luglio di quest'anno sono stati posteggiati i minori in attesa delle pratiche legali e di una futura collocazione, insomma una stessa casa "temporanea": l' entroterra siculo.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Ma i tre compagni ritrovatisi alla stazione Termini sono costretti a separarsi: è solo il diciottesimo compleanno di Murad a deciderlo. I due minori, quelli veri, quelli ancora sulla carta minori, scoprono che la strada non fa per loro, hanno paura. A 16 anni Salah ha dormito una settimana accanto a connazionali le cui abitudini non lo entusiasmavano. Avranno in comune la nazionalità e la voglia di partire, ma a Salah non va di riscaldarsi con tutto quell'alcool. Masur se ne accorge in una sola sera: si è pentito di essere fuggito, ma lo ha fatto perché voleva cercare fortuna, lasciare il Sud Italia per la capitale, come molti siciliani e migranti fanno regolarmente da un secolo.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Senza sapere in partenza che la polizia lo avrebbe acciuffato e rilasciato, e che il clima notturno nella capitale non è rassicurante. Così ci chiedono di poter tornare. Tornare al Sud dove sanno che saranno riaccolti, perché sono minori, minori veri. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Al neo diciottenne deve restare addosso per qualche giorno ancora l'odore della stazione. E per adulti sans papiers&amp;nbsp; a Roma tutto è stracolmo, le richieste sono il doppio della possibilità di accoglienza, il circuito umanitario delle chiese o i dormitori dei centri sociali hanno ancora Rosarno 2010 scolpito. Insomma, a Roma si dorme per strada aspettando un'altra emergenza: l'emergenza freddo. Ossia attorno all'8 dicembre quando sei già morto di freddo i posti si moltiplicano e forse anzichè vagare potrai non rischiare la vita. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Le statistiche servono molto, è possibile per esempio risalire al numero di minori soprattutto tunisini che si sono allontanati dalle strutture di accoglienza temporanea. Ci si chiede spesso perché e non basta rispondere che spesso le strutture sono carenti ed isolate, che si mangiano tutti i giorni gli stessi pasti, che mancano progetti educativi e talvolta le figure professionali adatte a seguire i minori. Bisognerebbe anche considerare l'impazienza di poter seguire il proprio progetto migratorio che la burocrazia, la lentezza e l'assurdità del sistema legislativo e di accoglienza in Italia scardina. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Così alla fine di questa voglia di viaggiare o semplicemente voglia di rivedere persone della tua famiglia in Italia e in Francia ti rimane un grande punto interrogativo se nel frattempo hai compiuto 18 anni. E a quel punto puoi solo assaggiare la sopraggiunta clandestinità.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;C'è chi l'ha assaggiata per anni e non era mai arrivato in Italia come minore. Infatti c'è chi al sopraggiunto diniego di protezione internazionale, non ha nessun strumento per avviare un ricorso, per esempio. Intanto la campagna chiama: Foggia, Rosarno, Nardò e a fine stagione tutto ricomincia. Chi siamo noi? All'improvviso diverse centinaia di africani si scoprono minori. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Solo perché così possono rientrare in un sistema di emergenze che di anno in anno almeno i minori non li lascia per strada. Tranne quelli che ci si ritrovano sempre. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Insomma, se vieni dal Mali o dalla Guinea Conakry, e non hai mai pensato di mentire finora, è giunta l'ora di commettere un altro reato, oltre a quello di clandestinità: dichiarare false generalità rispetto alla tua data di nascita. Il vecchio trucco che il passaparola tra tunisini ha fatto sì che si muovessero liberamente, ma poi clandestinamente, in Europa altre centinaia di uomini. Il trucco che a Lampedusa funzionava e che molti tunisini hanno utilizzato: dichiararsi minore per non essere rimpatriato. Ma ai cosiddetti subsahariani invece la voce del vecchio trucco è arrivata molto in ritardo. Hanno dai 20 ai 30 anni e al Pronto soccorso la loro età presunta è 17 : quella che dichiarano. Fino a quando poi dalla misurazione del polso e dei peli pubici si passerà ai raggi X all'ospedale militare. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;E allora quelli che furono richiedenti asilo e sono ora minori africani dovranno rendere conto del loro reato. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;I nomi dei ragazzi sono fittizi. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Masur e Salah sono stati riaccolti dalla struttura di accoglienza come MSNA (minori stranieri non accompagnati) precedentemente soggiornanti nella stessa S.A.T. (Struttura di accoglienza temporanea). &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;In queste ore la stessa , dopo che il soggetto attuatore delle strutture-ponte dell'emergenza Lampedusa aveva risposto che in quanto adulto il neo diciottenne non poteva venire riaccolto, si prende carico informalmente di Murad che così è ritornato in Sicilia, dopo una settimana di ricerca di un posto letto e di un'assistenza legale per il suo caso a Roma. E che tutto aveva, tranne la faccia di un adulto.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Quando gli adulti , anche se arrivati come minori, non possono fare la loro strada da soli, le strutture non li riprendono e Save the Children risponde che di adulti loro non si occupano, noi che cosa rispondiamo? Che cosa rispondono i cittadini e le cittadine italiane alle continue emergenze e ad un sistema che induce a mentire limitando e limando la libertà e dignità di centinania di uomini?&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Dei "minori" di vari paesi dell'Africa subsahariana, attualmente non si sa che cosa sarà del loro percorso legale, ma le procedure sono in corso come per minori al momento un letto e più di un pasto caldo al giorno ce l'hanno. Anche se è la solita pasta al sugo. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-400961745532052867?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/400961745532052867'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/400961745532052867'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/11/ma-quali-minori.html' title='Ma quali minori'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-1172764070289057505</id><published>2011-11-04T11:35:00.000+01:00</published><updated>2011-11-04T11:35:08.571+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mineo'/><title type='text'>Riprendiamo le mobilitazioni per i diritti dei migranti del megaCara di Mineo</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Con oltre un mese di ritardo è iniziata la nuova gestione del megaCara di Mineo da parte del consorzio di cooperative Sisifo, aderente alla Lega Coop, vincitore della gara d’appalto lo scorso agosto. Malgrado alcuni miglioramenti – come la diaria di 3,5 € al giorno per migrante - i drammatici problemi che da mesi denunciamo sostanzialmente persistono:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;- Le commissioni esaminano le domande a rilento con un pessimo servizio d’interpretariato e con un alto numero di sommari dinieghi;&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;- per oltre 6 mesi i richiedenti asilo sono stati privati del contributo economico, riconosciuto in tutti gli altri CARA d’Italia, e bisogna richiedere gli arretrati; sarebbe vergognoso risparmiare sulla loro pelle, quando si dilapida denaro pubblico per pagare l’affitto a privati (Pizzarotti spa di Parma)&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;- molti di voi non hanno potuto usufruire del permesso di soggiorno accordato perché non hanno i 110 euro richiesti. La&amp;nbsp; permanenza prolungata nel CARA intanto arricchisce l’ente gestore.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;- da settimane il servizio dei bus per Mineo è stato sospeso, mentre invece andavano potenziate le corse gratuite (chi ha autorizzato la ditta Simili a richiedere 2€ per andare a Mineo?)&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;-&amp;nbsp; viene impedito di cucinare nelle case e perfino nei barbecue esterni. Con la vergognosa passata gestione della mensa, la Croce Rossa percepiva 170.000 euro al giorno (praticamente circa 10 euro al giorno per migrante).&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Sin da marzo ininterrottamente abbiamo promosso numerose attività (sportello legale, distribuzione di dizionari e vestiti, animazione musicale, incontri interetnici e da luglio, grazie ai medici della Lila, assistenza sanitaria), ma l’attenzione dei media è stata finora quasi inesistente. Questa non è&amp;nbsp; accoglienza! Moltiplicando, invece, i progetti SPRAR nei paesi del calatino ed in tutta la Sicilia, con costi molto più ridotti, si favorirebbe una reale inserimento sociale dei migranti, così come da anni avviene a Riace ed in alcuni paesi della Locride, ma il governo preferisce “favorire” acquiescenti associazioni pseudo umanitarie, le cui truffe nel business della reclusione/ “accoglienza” sono sempre più evidenti.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;DOMENICA 6 Novembre dalle ore 10 nel piazzale di fronte al CARA di Mineo INCONTRO INTERETNICO (sarà presente un camper con i medici della LILA)&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;CHIUDERE IL VILLAGGIO DELLA&amp;nbsp; “SOLIDARIETA'” IN TEMPI RAPIDI E' POSSIBILE E PER I MIGRANTI E’ NECESSARIO!&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Rete Antirazzista Catanese &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-1172764070289057505?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/1172764070289057505'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/1172764070289057505'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/11/riprendiamo-le-mobilitazioni-per-i.html' title='Riprendiamo le mobilitazioni per i diritti dei migranti del megaCara di Mineo'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-1986569269296322471</id><published>2011-11-02T16:46:00.001+01:00</published><updated>2011-11-02T16:46:40.039+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rimpatri tunisia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tunisia'/><title type='text'>Il limbo dei rimpatriati.</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Un reportage di Alessio Genovese per Borderline Sicilia.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;A Tunisi è il 20 ottobre, il paese si sta preparando alle prime elezioni libere con gioia e preoccupazione. Alle 7 del mattino le strade sono già piene di pendolari e lavoratori. La stazione dei micro-bus di Mansuf Bay&amp;nbsp; è piena di gente che viene e va da ogni parte del paese. Sono pendolari e commercianti che portano le merci più&amp;nbsp; improbabili in giro per il il paese. Dalla folla mi sento chiamare, "Abu Ali, Abu Ali il giornalista". E' Karim, uno dei 1300 tunisini che erano a Lampedusa il 20 settembre, quando il centro di contrada Imbriacola prese fuoco. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Ha ancora addosso i pantaloni e le scarpe che gli hanno dato al suo arrivo sull'isola. Ha il sorriso stampato sul volto e mi chiede se mi ricordo di lui. Erano tanti, troppi per ricordarmi di tutti, ma Karim è uno di quelli che non ha ancora la barba sul volto. Me lo ricordo, era tra i 300 che hanno passato la notte alla stazione di benzina dell'isola, tra quelli che sono stati pestati e aggrediti brutalmente dai lampedusani. Era con Ali Aiadi, il suo amico di sempre, un ragazzino di appena 18 anni partito ad agosto con lui da Ben Arous uno dei quartieri più popolari di Tunisi. Mi abbraccia come se fossimo amici da anni. "Come&amp;nbsp; stai? Da quanto tempo sei in Tunisia?" mi chiede stringendomi la mano "vieni con me io sto partendo adesso". Non capisco, "vieni e fai il viaggio con noi, così riprendi tutto". &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Eccolo lì Karim in tenuta da Harraqa con il sacco di plastica e con un cellulare in mano pronto a riprendere tutto. Dai suoi occhi trapela il sogno di una immagine di cartolina romana degli anni '50. L'idea che l'Italia assomigli ad un film di Fellini in bianco e nero. I rumori della stazione coprono la sua voce non ancora formata, a mala pena la sento. Capisco che non sta scherzando e che è li per prendere il primo bus per Sousa dove ha appuntamento con i passeur che lo porteranno a Sfax. Mi chiedo e gli chiedo che senso abbia rifare il viaggio sapendo quello che gli aspetta una volta in Italia. Ride Karim, si guarda in torno e mi dice che quattro sui zii sono in Italia da più di 20 anni e che dopo la morte del padre è lui che deve mantenere la madre e le tre sorelle più piccole e che con i lavori che trova in Tunisia non ci riesce. "Quello che è successo a Lampedusa non capiterà più" mi assicura "adesso si parte per la Sicilia, metteremo piede direttamente sulla terra ferma e poi ognuno per la sua strada, io andrò da mio zio a Catania". &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;La determinazione di Karim mi stupisce. Il sogno che sta vivendo non gli fa vedere la realtà per quella che è oppure si aspetta un dono dalla vita ed è convinto che sarà l'Italia? Ci salutiamo il mio bus sta partendo per Sidi Bouzid e il suo per Sousa. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Tutto il giorno penso alle poche parole che mi ha detto quel ragazzo sbarbato alla stazione di Mansuf Bay. Se quello che dice è vero, se è vero che lui sta andando ad incontrarsi con dei passeur significa che la "agence de voyage", così i trafficanti chiamano l'organizzazione dei passaggi, sta preparando dei viaggi verso l'Italia, la Sicilia. E' ottobre avanzato, il mare è in burrasca e la Sicilia è lontana troppo lontana per non essere un rischio. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Incontro Sofien sulla Avenue Bourguiba, è lui a riconoscermi. Il suo volto non me lo ricordavo proprio. Inizialmente ho dubitato di lui, pensavo fosse uno di quei ragazzi che fanno il fermo ai turisti sulla strada del passeggio cittadino. Ha lo sguardo triste e ha bevuto qualche birra. "Tu sei il giornalista che era a Lampedusa con noi" insiste "ti abbiamo protetto noi quando hanno provato a toglierti la macchina fotografica dalle mani". Comincio a crederci. Mi fa vedere il tesserino che gli hanno dato al suo arrivo sull'isola, il 10 settembre&amp;nbsp; l'ultima di barche 5 barche arrivate nello stesso giorno, lui il num. 33. Sullo stesso legno c'erano 124 persone, un neonato, un bimbo di due anni e una donna incinta. "Siamo rimasti 25 ore in mare prima di arrivare a Lampedusa", la sua delusione è evidente, "abbiamo visto la morte. La barca era vecchia e i bambini hanno pianto per tutto il viaggio. Adesso che faccio ho perso tutto quello che avevo per fare il viaggio ed eccomi qui, in Tunisia a non fare niente". &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Sofien è arrabbiato con il destino che lo ha fatto tornare indietro, si alza il pantalone fino al ginocchio e mi fa vedere una ferita. "Ci colpivano alle ginocchia per non farci scappare, sono passati 20 giorni e ancora non riesco a camminare bene. E poi tutti quei giorni seduti su una sedia nel salone di una nave da crociera. Eravamo in 500, non potevamo andare in giro, fumare ci era proibito ed eravamo seguiti a vista da due poliziotti, anche al bagno". Gli chiedo cosa stesse facendo adesso, che stesse progettando per il suo futuro. "Niente, che devo fare? La mia famiglia sta bene ma io mi sento un idiota a stare con loro. Ho 28 anni e vorrei vivere la mia vita, vedere il mondo, trovare un buon lavoro e magari pensare a sposarmi. Cerco di fare un po di soldi e riparto. Ci riproverò altre 100 volte fino a quando non funzionerà, se avessi un po di soldi ripartirei adesso".&amp;nbsp; Gli occhi di Sofien sono pieni di delusione ma non prova rabbia nei confronti degli italiani, continua a pensare che la sua vita sarebbe migliore in Italia. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Gli chiedo di chiamare il passeur che lo fece partire a settembre per capire se stanno preparando delle partenze nei prossimi giorni. L'informazione è d'oro ma non ancora confermata. La notte delle elezioni ci saranno delle partenze, ancora una volta dicono che la destinazione sarà la Sicilia, l'isola grande. Sofien non ha i soldi per partire ma chiede tutte le informazioni del caso al passeur. Il viaggio questa volta costa di più, la traversata è più lunga, i rischi maggiori e quindi più soldi. Dopo questa telefonata Sofien ne fa un'altra. Chiama i ragazzi che erano a Lampedusa con lui, partiti insieme da Jabal el Ahmar e tornati insieme su un aero di linea per l'aeroporto di Carthage. Tutti si dicono pronti a ripartire domani. "La vita è una e una è la morte, non possiamo vivere pensando di riuscire a sfuggire al confronto con la morte" mi dice Jarboh un amico di Sofien "andremo li dove la testa ci dice di andare". &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Dopo tutto quello che hanno vissuto, questi ragazzi continuano a pensare all'Italia e all'Europa. Hanno visto il volto repressivo della "accoglienza Italia" sulla loro pelle, i loro diritti negati, i loro corpi picchiati e non ci hanno creduto. L'Europa è un'altra cosa. "Non è il paradiso, ma sono sicuro che lì riesco a mettere un po di soldi da parte e vivere meglio" mi dice Muhammad. Anche lui era a Lampedusa e anche lui non pensa che a tornare. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Nonostante sia inverno inoltrato la "agence de voyage" dei trafficanti di uomini in Tunisia è sempre al lavoro. "Fino a quando ci sarà la domanda ci sarà l'offerta", mi dice H. un passeur di Tunisi, "è logica di mercato, noi soddisfiamo la richiesta di questi ragazzi, non si esaurirà domani ne dopodomani". &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Non saranno le politiche repressive del Governo italiano e di quello tunisino a fermare i Harraqa. Per capirlo basta fare un giro nei quartieri della capitale e nelle zone più depresse del paese. Ancora oggi, tutti parlano e pianificano il viaggio. L'unico risultato tangibile della "lotta all'immigrazione" sembra essere piuttosto la giustificazione dell'esistenza delle organizzazioni criminali che traggono un vantaggio economico enorme dal controllo del traffico di uomini verso l'Italia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-1986569269296322471?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/1986569269296322471'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/1986569269296322471'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/11/il-limbo-dei-rimpatriati.html' title='Il limbo dei rimpatriati.'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-7782650260138223397</id><published>2011-11-02T16:33:00.003+01:00</published><updated>2011-11-02T16:37:31.440+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lampedusa'/><title type='text'>L'isola che non c'è</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-HXVXl3gCfgE/TrFiRYqN1zI/AAAAAAAAAHI/lITXO8HFLVI/s1600/DSC02282.JPG" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-xeNcvgw7c_4/TrFjqxpoY8I/AAAAAAAAAHg/pE_JSmnkzW8/s1600/DSC02282.JPG" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="133" src="http://4.bp.blogspot.com/-xeNcvgw7c_4/TrFjqxpoY8I/AAAAAAAAAHg/pE_JSmnkzW8/s200/DSC02282.JPG" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Troviamo l’isola molto tranquilla, però una tranquillità inquietante. Da una parte è arrivato l’autunno, pochissimi turisti per il ponte del 1. novembre, dall’altro sono evidenti i segni lasciati dalla pessima stagione estiva. L’isola non sembra tranquilla ma abbandonata: ovunque si trovano avvisi di vendita di case, di negozi, di ristoranti. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-s9VwbeKSn-k/TrFjNxhSaII/AAAAAAAAAHY/EH1d1SZnktc/s1600/DSC02282.JPG" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Gli stessi lampedusani ci hanno confermato che questa situazione si è aggravata nell’ultimo mese anche a causa della rivolta dei tunisini/maghrebini e dell’incendio del centro di Contrada Imbriacola. Alcuni lasciano trapelare dubbi su come lo Stato ha gestito le emergenze. Anche le chiusure estive dei locali e i massici controlli delle forze dell’ordine sembrano ai lampedusani giochi di potere tra diverse realtà politiche ed istituzionali di cui gli stessi isolani sono state pedine. Allo stesso tempo si sfogano accusando i media di aver causato la rovina della stagione turistica. “Adesso è tutto tranquillo, ma se tornano i giornalisti potrei ammazzarli. È tutta colpa loro. Hanno cercato di mostrare e vendere solo immagini di morte e disperazione.” Questo ce lo conferma un altro signore: “Mi chiedevano dove poter andare per fotografare i morti. I miei amici del nord Italia avevano deciso di non venire più a causa delle immagini che sono state pubblicate. Ma noi non abbiamo visto nessun migrante per le strade eccetto durante l’emergenza in primavera e la rivolta dello scorso settembre al porto”. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;La rivolta di settembre al porto di Lampedusa ha lasciato fortissimi segni. Alcuni lampedusani orgogliosi di essere stati accoglienti e di aver assistito i migranti sbarcati ammettono di aver avuto paura e di aver vissuto momenti di grande tensione quando alcuni maghrebini hanno minacciato di far esplodere delle bombole di gas nei pressi della pompa di benzina. Capiscono le ragioni della rivolta ma non condannano le reazioni violente di alcuni concittadini che hanno aggredito non solo i maghrebini ma anche che coloro che cercavano di mediare. (Certo, non si capisce come potessero trovarsi a portata di mano tutte queste bombole in presenza delle forze dell’ordine…)&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Surreale la situazione nei pressi dei centri di contrada Imbriacola e della ex-base Loran. Luoghi, che prima non erano accessibili adesso sono abbandonati. Ecco come appare contrada Imbriacola dopo l’incendio del 20 settembre:&amp;nbsp; vedi la foto. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Il centro è stato svuotato e chiuso. Non ci sono tracce di lavori di ristrutturazione in corso anche se alcuni lampedusani sono convinti che gli sbarchi dalla Libia riprenderanno presto.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Notizie dai nostri amici di Askavusa: procedono i lavori sul museo dell’immigrazione e come Forum Antirazzista abbiamo garantito piena disponibilità per sostenere il progetto.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;(http://www.mariotrave.com/projects/civilians/2011/10/16/askavusa-lampedusa/)&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Roberta Priori e Judith Gleitze, Forum Antirazzista di Palermo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-7782650260138223397?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/7782650260138223397'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/7782650260138223397'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/11/lisola-che-non-ce.html' title='L&apos;isola che non c&apos;è'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-xeNcvgw7c_4/TrFjqxpoY8I/AAAAAAAAAHg/pE_JSmnkzW8/s72-c/DSC02282.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-7841401743314193043</id><published>2011-10-23T15:07:00.005+02:00</published><updated>2011-10-25T15:17:42.093+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mineo'/><title type='text'>Mineo: Avviato il dialogo tra gli agricoltori e gli ospiti del “Villaggio della Solidarietà”</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Sabato 22 otto­bre 2011 la Rete Anti­raz­zi­sta Cata­nese ha dimo­strato  ancora una volta la lun­gi­mi­ranza del pro­prio ope­rato costante  e&amp;nbsp;per­ti­nace: nel corso dei mesi gli incon­tri inte­ret­nici  orga­niz­zati perio­di­ca­mente dalla Rete Anti­raz­zi­sta Cata­nese  sono stati l’unico appun­ta­mento rima­sto in piedi dopo le effi­mere  orge media­ti­che e&amp;nbsp;hanno costi­tuito l’insostituibile base per l’avvio  del dia­logo costrut­tivo che si è&amp;nbsp;rea­liz­zato in que­sta occa­sione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Davanti al “Vil­lag­gio della Soli­da­rietà” i&amp;nbsp;rap­pre­sen­tanti del  Comi­tato spon­ta­neo degli agri­col­tori hanno incon­trato una  dele­ga­zione degli ospiti del Vil­lag­gio rap­pre­sen­ta­tiva delle  etnie più nume­rose. Il por­ta­voce di chi lavora nelle  cam­pa­gne — Sig. Coco — ha dato pub­blica let­tura di un mes­sag­gio  che è&amp;nbsp;stato pron­ta­mente tra­dotto in varie lin­gue dagli atti­vi­sti  della Rete Anti­raz­zi­sta Cata­nese. Il mes­sag­gio esor­tava gli  ospiti del Vil­lag­gio a&amp;nbsp;non dan­neg­giare le col­ti­va­zioni delle  cam­pa­gne cir­co­stanti com­pro­met­tendo il lavoro e&amp;nbsp;la pos­si­bi­lità  di vita che viene dall’agricoltura; inol­tre è&amp;nbsp;stato annun­ciato che,  in segno di soli­da­rietà e&amp;nbsp;di com­pren­sione per le dif­fi­coltà che  tut­tora afflig­gono gli ospiti del Vil­lag­gio, a&amp;nbsp;tempo debito in  rela­zione al periodo di rac­colta ver­ranno effet­tuate distri­bu­zioni  gra­tuite a&amp;nbsp;loro van­tag­gio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Sod­di­sfa­zione per l’esito dell’iniziativa è&amp;nbsp;stata espressa dal  Con­si­gliere comu­nale di Mineo — capo­gruppo de “La Svolta” — dott.  Ric­cardo Favara, che in qua­lità di impren­di­tore agru­mi­colo ha fin  dall’inizio preso parte attiva alle perio­di­che riu­nioni del Comi­tato  spon­ta­neo degli agri­col­tori, che si incon­trano rego­lar­mente  ormai da mesi ogni mer­co­ledì pome­rig­gio nei pressi dell’edicola di  Sant’Agrippina al bivio per Mineo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Appare chiaro a&amp;nbsp;chi scrive che, su que­sto come su altri temi rile­vanti  per la vita delle comu­nità cala­tine, accanto all’attesa di rispo­ste  sod­di­sfa­centi dalle isti­tu­zioni è&amp;nbsp;neces­sa­rio uno spi­rito di  ini­zia­tiva che opera senza dele­ghe e&amp;nbsp;cam­mina sulle gambe di quanti  sono diret­ta­mente inte­res­sati a&amp;nbsp;cer­care le vie pos­si­bili per  l’attenuazione o&amp;nbsp;la solu­zione dei disagi.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Un commento:&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="comment-content"&gt;Vor­remmo sot­to­li­neare anche che  i&amp;nbsp;migranti pre­senti all’incontro hanno imme­dia­ta­mente rispo­sto agli  agri­col­tori garan­tendo che avreb­bero fatto di tutto per far  rispet­tare i&amp;nbsp;patti, scu­san­dosi per ciò che era acca­duto in  pre­ce­denza e&amp;nbsp;rin­gra­ziando gli agri­col­tori per la loro pre­senza  e&amp;nbsp;la loro disponibilità. Grande diplo­ma­zia e&amp;nbsp;cor­te­sia da entrambe le parti che si spera si  evol­verà in un sin­cero rap­porto di fidu­cia e&amp;nbsp;collaborazione. Chi sfrut­tato da una parte, chi dall’altra uniti (si spera) nell’accoglienza e&amp;nbsp;nel rispetto, per un futuro di dignità e&amp;nbsp;lavoro. Gra­zie&lt;br /&gt;&lt;a href="http://quimineo.netsons.org/?p=9409"&gt;vedi testo originale...&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-7841401743314193043?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/7841401743314193043'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/7841401743314193043'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/10/mineo-avviato-il-dialogo-tra-gli.html' title='Mineo: Avviato il dialogo tra gli agricoltori e gli ospiti del “Villaggio della Solidarietà”'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-1747816508440760783</id><published>2011-10-20T09:44:00.000+02:00</published><updated>2011-10-20T09:44:40.407+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mineo'/><title type='text'>Riprendiamo le mobilitazioni per i diritti dei migranti del megaCara di Mineo</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Da oltre un mese tutti sono stati in attesa del cambio gestione del centro, visto che dall’1/9 settembre sarebbe dovuto subentrare il consorzio di cooperative sociali, “Sisifo”, aderente alla Lega Coop, vincitore della gara d’appalto lo scorso agosto. Ma solo da alcuni giorni sta iniziando il cambio gestione (finora il costo giornaliero della cucina, di pessima qualità, ha fruttato alla Croce rossa 17.000 euro, quasi 10 euro per migrante ). Il potente consorzio “rosso” può contare su fatturati multimilionari grazie all’offerta, fatta alla Regione Sicilia e agli enti locali, di un ampio ventaglio di interventi socio-assistenziali a favore di diversamente abili, minori, anziani, tossicodipendenti. Speriamo che i migranti con questo cambio gestione non finiscano dalla padella alla brace!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Intanto i drammatici problemi che da mesi denunciamo sostanzialmente persistono e peggiorano:&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;--- I richiedenti asilo hanno diritto nello schema di capitolato per i Cara ad un contributo di 5 euro ogni 2 giorni più a schede telefoniche, collegamenti ad internet e sigarette, invece nel megaCara di Mineo, sin dall’inizio, a marzo non è stato mai dato alcunché. La condizione d’indigenza pertanto è cresciuta. Vedremo se con la nuova gestione il problema verrà al più presto risolto, dando, come di diritto ai migranti, anche i contributi economici arretrati. Sarebbe vergognoso che, dopo che si dilapida allegramente denaro pubblico (vedi affitto alla SPA Pizzarotti di Parma), ci si riduca a risparmiare proprio sulla pelle dei migranti. Conosciamo inoltre casi di migranti, che non hanno potuto usufruire da molte settimane del permesso di soggiorno accordato perché non hanno i 110 euro richiesti.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;---Il collegamento con Mineo con bus navetta della ditta Simili per mesi costava ai migranti un biglietto A/R di 2 euro, ma la maggioranza non avendo denaro è stata costretta a raggiungere Mineo a piedi (20 Km andata e ritorno). Per alcune settimane c’è stato disponibile solo un bus di 50 posti, che ha costretto i migranti a lunghe file e la stragrande maggioranza (a Mineo sono oltre 1800 i richiedenti asilo) rimaneva a piedi; da 2 settimane anziché aumentare i collegamenti, anche l’unica corsa per Mineo è stata sospesa.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;---Le commissioni esaminano le domande a rilento con un pessimo servizio d’interpretariato e con sommari dinieghi; l’ordine cronologico di arrivo in Italia non è stato mai rispettato e nelle scorse settimane alcune centinaia di richiedenti sono stati trasferiti addirittura in Lombardia&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;---Mentre inizia la nuova gestione, pubblicizzata dal soggetto attuatore on. Castiglione come esempio di efficienza e trasparenza, a Mineo è iniziato il freddo autunnale ed ancora non si provvede al cambio d’indumenti più adeguati.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Da mesi denunciamo che questa scellerata esperienza del megaCara di Mineo, in attuazione delle disumane politiche governative, nei fatti moltiplica, anziché prevenire, le emergenze. Mentre da mesi si lascia i richiedenti asilo senza quel po’ di denaro (previsto per legge), c’è chi tenta di cavalcare la protesta fra gli agricoltori creando l’allarme sicurezza, che sta contagiando anche le amministrazioni comunali circostanti. Il cerchio si chiude con l’indifferenza dei media nel monitorare le quotidiane violazioni dei diritti umani dei migranti, senza tentare di comunicare con loro e con le associazioni solidali. Sin da marzo ininterrottamente abbiamo promosso numerose attività (sportello legale, distribuzione di dizionari e vestiti, animazione musicale, incontri interetnici e da luglio, grazie ai medici della Lila, assistenza sanitaria), ma l’attenzione dei media è stata finora quasi inesistente.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Come Rete Antirazzista Catanese, insieme a varie realtà solidali, sin dall’inizio di questa dispendiosa e clientelare avventura abbiamo proposto che la strada di una reale accoglienza (non certo quella in atto con finanziamenti a pioggia a neonate associazioni locali, lottizzate in maniera bipartisan) è diametralmente opposta a quella di un centro di segregazione lontano dai centri abitati: moltiplicando i progetti SPRAR nei paesi del calatino ed in tutta la Sicilia, con costi molto più ridotti, si favorirebbe una reale inserimento sociale dei migranti, così come da anni avviene a Riace ed in alcuni paesi della Locride, ma il governo preferisce “favorire” acquiescenti associazioni pseudo umanitarie, le cui truffe nel business della reclusione/”accoglienza” sono sempre più evidenti. In questi mesi invece si sono scaricate sulla pelle dei migranti (di 37 nazionalità) l’incapacità e l’impossibilità di gestire un megaCara, esasperando le tensioni per poi reprimerle militarizzando il calatino e dilapidando così ingenti risorse pubbliche quando invece si tagliano le spese sociali (scuola,sanità…).&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;SABATO 22 ottobre &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;dalle ore 17 nel piazzale di fronte al CARA di Mineo&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;INCONTRO INTERETNICO &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;(sarà presente un camper con i medici della LILA)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-1747816508440760783?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/1747816508440760783'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/1747816508440760783'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/10/riprendiamo-le-mobilitazioni-per-i.html' title='Riprendiamo le mobilitazioni per i diritti dei migranti del megaCara di Mineo'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-6853417626423031579</id><published>2011-10-16T12:24:00.002+02:00</published><updated>2011-10-20T12:26:48.401+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lampedusa'/><title type='text'>Report da Lampedusa 16-19 ottobre 2011</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Attualmente a Lampedusa si respira un clima ostile da parte della gente  dell'isola. Per alcuni, l'aver dichiarato l'isola porto non sicuro è un  fatto positivo che può prevenire probabili momenti di scontro e  tensione. Alcuni lampedusani pensano che i tunisini non torneranno  perchè hanno imparato la lezione, e che l'utilizzo delle navi prigione  sia stato un atto di giustizia da parte dello stato italiano. Inoltre,  alcuni lampedusani stanno diffondendo la tesi secondo cui le  organizzazioni umanitarie oltre ad essere la causa dei disordini e delle  risse, sono anche l'unica causa dell'arrivo dei barconi sull'isola.  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Molti sono convinti che leorganizzazioni umanitarie gestiscano la  distribuzione del cibo all'interno del centro. Tra i lampedusani si  sentono testimonianze in cui c'è una grande confusione tra&amp;nbsp; cose vere e  cose non vere, tra luoghi comuni e dati di fatto; e ciò è sicuramente  dovuto anche alla grande stanchezza e alla frustrazione di molti. &lt;br /&gt;Il turismo è andato male a giugno e luglio, ma bene ad agosto e  settembre. In questo periodo arrivano ancora turisti del nord Italia. &lt;br /&gt;I ristoratori e gli albergatori sono&amp;nbsp; in attesa dei pagamenti da parte  del Ministero degli Interni. &lt;br /&gt;C'è un'atmosfera intrisa di rancore. Sui muri vicino il molo Favarolo e  la Stazione Marittima durante le risse del 22 e 23 settembre erano state  scritte frasi come&amp;nbsp; "Lampedusa libera, andate via". Adesso sono state  cancellate da alcuni cittadini. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Acnur e Oim&amp;nbsp; sull'isola insieme alla Croce Rossa sono le uniche  organizzazioni presenti al momento sull'isola. &lt;/span&gt; &lt;span style="font-size: small;"&gt;Molti dei dipendenti di LampedusAccoglienza adesso sono disoccupati e  non percepiscono stipendi da 4 mesi. Il centro di Contrada Imbriacola attualmente non può ospitare più di 200  persone. 3 padiglioni sono inagibili. Dopo il 23 ottobre (data delle  elezioni in Tunisia) si deciderà se farlo ricominciare a funzionare. E'  comunque ancora presente la Squadra mobile. Alla Loran non è iniziato alcun lavoro di manutenzione. &lt;br /&gt;Intanto in mare c'è molto movimento di motovedette ed elicotteri.&amp;nbsp;  Infatti, essendo alla vigilia delle elezioni, molti tunisini pensano che  in questi giorni ci saranno meno pattugliamenti in mare, e quindi si  riuscirà a partire più facilmente. Trai pescatori gira la voce di un  barcone con 200 tunisini a bordo, probabilmente respinto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forum antirazzista di Palermo &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-6853417626423031579?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/6853417626423031579'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/6853417626423031579'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/10/report-da-lampedusa-16-19-ottobre-2011.html' title='Report da Lampedusa 16-19 ottobre 2011'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-4925153710843439830</id><published>2011-10-10T13:07:00.006+02:00</published><updated>2012-01-09T15:15:40.719+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lampedusa'/><title type='text'>Report Lampedusa 10-12 ottobre 2011</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Sono arrivata sabato a Lampedusa. E’ giornata di sbarchi. 7 dalle 10 alle 22. Un totale di circa 600 persone, che aggiunte alle 500 circa già presenti nei due centri fanno 1100 persone rinchiuse, in attesa di identificazione e trasferimento nei CIE o di rimpatrio. Domenica si è verificato un ulteriore sbarco alle 4 del mattino e uno di 36 persone a Linosa. Si tratta in questi ultimi sbarchi esclusivamente di tunisini. Poche donne e minori. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;In questo modo, dato lo status dei tunisini che non hanno accesso alla procedura d’asilo, i centri lampedusani si sono tacitamente trasformati in CIE. La rivolta di qualche giorno fa è rientrata, ma le condizioni interne al centro restano disagiate, per il numero di migranti, per un generale atteggiamento rigido nei confronti in particolare dei tunisini e per le solite inefficienze dell’ente gestore che nascondono in parte la volontà di umiliare e spezzare questa gente e in parte l’esclusivo interesse a minimizzare i costi e massimizzare il profitto. La condizione delle donne e delle ragazze (minori nigeriane e tunisine) è particolarmente vulnerabile per via della promiscuità all’interno del centro. Sembra molto probabile che queste vengano indotte a prestazioni sessuali in cambio di protezione o di favori. In generale l’isola si è svuotata di turisti. I lampedusani lamentano continuamente la brevità e scarsezza della stagione turistica. I più illuminati danno almeno parte della colpa all’assenza politica che non è stata capace di calmierare i prezzi dei voli (in particolare da Milano). Molti se la prendono con i giornalisti. La troupe cinematografica tedesca che era con me è stata aggredita e insultata da un gruppetto di ragazzine (16-17 anni) quando ha cercato di filmare uno sbarco. Loro pensavano che le ragazze non volessero essere riprese, invece erano inviperite contro i giornalisti che rovinano l’immagine dell’isola e mettono a rischio la loro sussistenza. In altri (non rari) casi si sostiene la tesi contro i clandestini: “Ne va della mia sopravvivenza contro la mia. Se ne vedo uno, io ci sparo” (un lampedusano in aereoporto). E’ diffusa l’opinione che mentre gli africani (sub-sahariani) sono brava gente in difficoltà, i tunisini sono in massima parte ex-galeotti senza scrupoli e pericolosi. La troupe dei tedeschi è ancora sull’isola per una settimana e può esserci utile per aggiornamenti e monitoraggio.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Alice Pugliese per il Forum Antirazzista di Palermo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-4925153710843439830?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/4925153710843439830'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/4925153710843439830'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/10/report-lampedusa-10-12-settembre-2011.html' title='Report Lampedusa 10-12 ottobre 2011'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-53339949671675577</id><published>2011-10-10T08:45:00.010+02:00</published><updated>2011-10-21T08:48:55.869+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='donne'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Palermo donne'/><title type='text'>Le chiamavano le lampedusane. Sempre in dolce attesa</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;da Marta Bellingreri&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;A maggio le chiamavano le lampedusane. Le donne gravide sbarcate a Lampedusa e trasferite all’ospedale Civico di Palermo. Adesso in ospedale non ci sono più da tempo, perchè i bambini sono nati in quei mesi, maggio e giugno, quando le abbiamo incontrate per la prima volta: Le chiamano le lampedusane. Ma loro restano sempre in dolce attesa.Non è una nuova gravidanza in corso a farle attendere da allora. Ma il percorso è proprio un lungo travaglio. Si tratta dell’ attesa della commissione per il riconoscimento o il diniego dello status di rifugiato o del permesso per motivi umanitari. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Ma il travaglio del parto è ancor più doloroso perchè ancora non tutte queste donne si sono ricongiunte ai mariti. Da allora, dallo sbarco a Lampedusa. Da allora, dal parto, mariti che non hanno visto i loro figli nati in Italia. Mogli che allattano senza una carezza del padre. Per fortuna non Hemi, lei il marito ce l’ha accanto dal 10 giugno, ad un mese dallo sbarco si sono ritrovati, lui è stato trasferito da Lampedusa dopo un mese che la moglie era intanto già in ospedale. Per fortuna che è arrivato perché Hemi il bambino l’ha perso, proprio quel 10 giugno in cui l’ha visto nascere, le è stato comunicato anche il decesso. Ed in quel momento da Lampedusa arrivava il padre.&lt;br /&gt;Neanche questo padre allora ha visto il figlio. Lo ha solo accompagnato tre giorni dopo insieme alla moglie ad un cimitero sconosciuto di una città appena conosciuta, Palermo. Conosciuta per circostanze indimenticabili, delle buone ragioni per poterla odiare, per volerne fuggire. Forse però Hemi e suo marito non odiano Palermo. Ci tornano volentieri quando hanno dei soldi da parte per comprare quello che a Trapani non trovano: i capelli finti da attaccare e tutto l’hair style dei negozi nigeriani nella capitale siciliana. A Palermo ci sono tornati per incontrarci dopo tre mesi. Ma questa volta i soldi non li avevano. Come avrei potuto pagarle il biglietto dell’autobus? Ci ho messo un pò a capirlo, ma era più semplice di quanto pensassi: “You buy the credit, I sell the credit”. Semplicemente comprando una ricarica telefonica e inviandole il numero di questa ricarica, che lei si sarebbe venduta al centro dove abita, per avere i soldi in contanti e comprare i biglietti dell’autobus e venire a Palermo. Per chi avesse dei dubbi su come i migranti si procurano i soldi. A volte basta solo regalare una ricarica telefonica. E l’autobus è arrivato.&lt;br /&gt;L’ultima volta che avevo visto Hemy aveva la speranza di vedere presto il marito e aspettava il bambino concepito in Libia che già aveva attraversato il Mediterraneo. Adesso ha il marito accanto ma il piccolo Prince ha avuto solo poche ore di vita. Hemy e suo marito hanno avuto dalla commissione solo un anno di protezione internazionale, “si sono sprecati” l’ avvocato ha commentato. Ma basterà quell’anno per la nuova vita di Hemy e all’avvocato per scoprire le cause del decesso che ad Hemy all’ospedale non sono state comunicate? Hemy sì torna a Palermo e vorrebbe capire, soprattutto vorrebbe andare a trovare Prince, in un cimitero che non sa dove sia.&lt;br /&gt;A Bless invece i neonati non mancano perché lei ne aveva partoriti due, i famosi gemelli nati al Civico. Nelle campagne della provincia palermitana, aria pura e fresca, l’ideale per due bambini…senza papà. Se ne occupano le prefetture, e sembra siano ancora più lente delle commissioni, che nessuno dei due ha mai incontrato, perché ancora il marito è a Milano. Storie di ordinaria attesa in Italia, quando poi a rimetterci sono dei richiedenti asilo senza accesso ancora alle loro richieste, senza famiglia, nella dolce attesa della dolce vita italiana.&lt;br /&gt;Joyce è a Napoli all’Hotel Garden. A due passi dalla stazione centrale in un discreto hotel adibito da mesi ormai all’accoglienza, pagati dal Ministero per posteggiare dei nigeriani e dei pakistani. Che da maggio però non hanno uno straccio di foglio in mano per dire che oltre all’hotel Garden ci sono delle tracce della loro presenza. Al contrario di Bless, che la domanda pare proprio non l’abbia mai potuta fare, tanto ha due gemelli in braccio e non c’è fretta, i rifugiati al garden del frastuono napoletano hanno incontrato le commissioni. Due settimane fa. Solo i mariti però. E ovviamente il responso deve ancora arrivare. Ma le commissioni sono state gentili e li hanno ascoltati. Ma nella lista degli eventi drammatici che dalla Nigeria alla Libia lo hanno portato in Italia, tutto ovviamente da raccontare alla commissione, Elas, il marito di Joyce, non ha ancora digerito il più recente. Non era in Libia ma era ancora durante la guerra. Addirittura durante due guerre: la guerra in Libia e la guerra ai migranti che contemporaneamente si consumava a danno di esseri umani rinchiusi in un centro a poche miglia dalla coste libiche, nell’isola più famosa in Italia e tra le rotte, la Lambadusa. Elas racconta di aver passato un mese e una settimana al di là di un cancello oltre il quale non poteva incontrare nessuno. Ricorda solo il nome di una persona in quel mese e mezzo: Daria. L’Italia è un waiting country per Elas. Quel mese lo era per vedere un dottore nel centro predisposto alla sua accoglienza. Dopo tre ore forse arrivava.Oggi lo è per vedere riconosciuta la sua presenza su questo suolo che scappando ha toccato per primo. Dopo quanto mesi?&lt;br /&gt;Al Garden ci sono numerose sorprese: ero andata a trovare Joyce, vedere Grice, la figliola partorita al Civico qualche giorno dopo averla conosciuta, conoscere il marito che a maggio era ancora a Lampedusa. Ma è lì che incontro Fayza, la pakistana vicina di stanza. Lei era sbarcata una settimana ed aveva già partorito. Ma ai tempi si sentiva ancora più sola che le nigeriane che speravano almeno in un improvvisato inglese italiano per poter esaudire qualche richiesta. Fayza, l’urdu (la lingua del Pakistan) ed il neonato Edres erano davvero la triade dell’incomunicabilità, anche perchè Fayza non aveva voglia di sorridere a nessuno. Adesso Fayza si sforza di dire qualche parola in italiano, ha accanto il marito, la suocera, il nipote. Scopro di aver parlato più volte al telefono col marito di Fayza, ma senza sapere che fosse in qualche modo collegato a quella pakistana priva di sorriso all’ospedale Civico. Il marito di Fayza è anche lo zio di Hamza, un timido sedicenne sbarcato con loro il 19 maggio, ma che a Lampedusa ci sarebbe rimasto fino a metà luglio. Proprio per la sua richiesta era di essere trasferito vicino allo zio. Due mesi privato della libertà personale per aver fatto una richiesta. Lo zio ha anche registrato il numero come “Lampedusa”, mentre per me era lo zio di Hamza. Scopro anche che la suocera si è fatta la traversata insieme a tutti questi familiari il 19 maggio, è un’anziana signora pakistana più ambientata a Napoli che qualsiasi altro richiedente asilo: forse perché era già invecchiata in un altro paese e non qui aspettando.&lt;br /&gt;Hemy, Bless, Joyce, Fayza, Jummy sono donne in attesa. Chi col marito ma senza figlio, chi senza marito ma con due gemelli, chi con la ferita ancora aperta dell’umiliazione di una detenzione non meritata, chi invece attende circondato e vicino a tutti i familiari con cui era salpato. L’unica delle condizioni per cui un’attesa del genere in un paese straniero possa essere dolce.&lt;br /&gt;I nomi delle donne e dei mariti sono fittizi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://ciss.wordpress.com/2011/10/10/le-chiamavano-le-lampedusane-sempre-in-dolce-attesa/#more-1603"&gt;vedi testo originale...&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-53339949671675577?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/53339949671675577'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/53339949671675577'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/10/le-chiamavano-le-lampedusane-sempre-in.html' title='Le chiamavano le lampedusane. Sempre in dolce attesa'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-6832403513158238748</id><published>2011-10-03T19:07:00.003+02:00</published><updated>2011-10-19T19:08:01.037+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lampedusa'/><title type='text'>Report da Lampedusa 3.10.-6.10.2011</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;In questi giorni gli abitanti di Lampedusa stanno a poco a poco ritrovando la pace perduta e la vita sull’isola ha ripreso a trascorrere tranquilla. Molti si interrogano su quanto è successo, sulle proprie colpe e ragioni e su quelle degli altri, ma soprattutto ci si interroga sul futuro. Molti sono convinti che la tregua non durerà a lungo. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Il Centro di Imbriacola è ancora distrutto, dei tre edifici principali uno è da demolire, gli altri due hanno subito gravi danni, non sappiamo se rimediabili. In ogni caso i lavori per la ricostruzione non sono ancora iniziati, forse inizieranno nei prossimi giorni. Il Centro in questi giorni è rimasto completamente vuoto, ha solo accolto i tunisini del peschereccio che aveva avuto difficoltà in mare il primo ottobre, ed era stato soccorso proprio mentre si concludeva il Festival di Baglioni. Credo abbiano lasciato l’isola per ritornare nelle loro case il giorno seguente, dopo aver mangiato e riposato al Centro. Per il resto abbiamo saputo che una piccola imbarcazione con 29 tunisini dovrebbe essere arrivata a Linosa la notte tra il 5 e il 6 ottobre, mentre un’altra imbarcazione con molti immigrati è stata avvistata dalla guardia costiera e trainata fino a Porto Empedocle. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Le indagini sull’incendio al Centro Imbriacola proseguono, finora quattro persone sono in stato di arresto e sappiamo che uno dei tunisini che ha iniziato a dare fuoco all’edificio era arrivato il giorno precedente, fatto alquanto curioso. In ogni caso era già da dieci giorni che circolava la voce che qualcuno voleva dare fuoco al Centro. Inoltre, con gli ultimi arrivi di agosto il Centro si era riempito a differenza dei precedenti mesi di gente poco raccomandabile. Ultimamente i migranti stanno denunciando con maggiore disinvoltura e precisione il fenomeno degli scafisti e dei viaggi della morte. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Da quanto ci hanno raccontato, sembra che diversi mediatori e volontari operanti in questi mesi a Lampedusa fossero piuttosto pigri e spesso accadeva che i migranti ricevessero notizie infondate, magari solo per essere calmati. Altre volte i mediatori sono stati minacciati di lesioni dagli stessi migranti, magari perché ritenuti spie della polizia. Fuori dal CIE, non di rado capitava di divenire bersaglio di personaggi palesemente razzisti e capaci di usare solo il linguaggio della violenza.&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Abbiamo conosciuto l’operatore umanitario Alexander George, che dopo 8 mesi sta ancora lottando con la burocrazia per lasciare Lampedusa con un’imbarcazione necessaria al suo progetto, “Kayak per la vita”, dopo che quella con la quale era partito dalla Tunisia ha avuto problemi (per maggiori informazioni www.ocean71.com oppure scrivi a kayakxlavita@hotmail.com). Alexander ci ha raccontato che vuole arrivare a Bruxelles con una proposta di legge condivisa dalle forze antirazziste, propone di unire a tutti i livelli le forze in campo che si battono per una legge sui migranti più giusta e per l’accoglienza e vuole mettersi in contatto con i promotori del viaggio della Flotilla diretta in Tunisia. Alexander mi ha riferito di essere rimasto molto colpito dal livello di xenofobia presente in Sicilia, a suo avviso più radicato che in altre terre, forse perché intrecciato con la subcultura mafiosa attaccata alla “roba” e al controllo del territorio “cosa nostra”, o forse perché si tratta di un’isola per cui si teme il contatto con le culture diverse. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Abbiamo anche cercato di capire cosa pensano oggi gli arabi presenti sull’isola di Lampedusa. Un mediatore italo-marocchino con cui abbiamo fatto amicizia ci ha affermato che, a suo avviso, l’accoglienza che gli abitanti dell’isola hanno mostrato ai tunisini nei mesi di marzo e aprile è stata impareggiabile. Lui è rimasto davvero commosso da tanta generosità e ritiene che tale livello di umanità difficilmente si riesca a trovare in altri posti. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Un commerciante tunisino ci racconta invece dei rapporti decennali tra famiglie tunisine e lampedusane, rapporti che a volte sono anche di parentela.&amp;nbsp; Si dispiace perché non sa chi votare alle prossime elezioni in quanto non conosce nessuno di tutti questi partiti che si sono presentati. Si offre anche di aiutarci nel caso in cui volessimo andare in Tunisia a documentare quanto succede o a promuovere scambi culturali.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;Un ragazzo tunisino che è stato accolto come rifugiato, ci dice invece di voler andare via da Lampedusa, dove non vuole più tornare se non per rivedere gli amici che qui abitano e lo hanno aiutato. Vuole andare in Francia o in Germania per fare un po’ di soldi e poi ritornare in Tunisia dove ha progetti d’impresa. Condanna il comportamento di molte donne che a suo avviso si prendono troppa libertà con gli uomini e spera che nel suo paese in futuro ci saranno pene più severe per chi ruba così come è scritto nel Corano.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Discordanti i giudizi che hanno sulla guerra in Libia. C’è chi ritiene che la cosa importante sia tenere lontani USA e Israele e pensa che l’intervento armato della Francia finisca per avvantaggiare l’economia tunisina, nonostante si definisca anticapitalista; e c’è chi invece ritiene tutta l’operazione una forma di occupazione.&amp;nbsp; Hanno comunque fiducia in un sistema politico più giusto nel prossimo futuro, magari vicino al sistema turco, e credono che la Tunisia diventerà più ricca. Si compiacciono tutti del fatto che il fratello della moglie di Ben ‘Alī sia stato arrestato a Bari, e ritengono la famiglia Trabelsi, ovvero quella della moglie di Ben ‘Alī, la maggiore colpevole della corruzione del paese. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Daniela Caldarella&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-6832403513158238748?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/6832403513158238748'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/6832403513158238748'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/10/report-da-lampedusa-310-6102011.html' title='Report da Lampedusa 3.10.-6.10.2011'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-3786075227169385021</id><published>2011-09-30T19:02:00.007+02:00</published><updated>2011-10-19T19:04:28.061+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lampedusa'/><title type='text'>Report da Lampedusa 30.9. -2.10.2011</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Da ieri molti turisti sono andati via e noi stiamo cercando di capire meglio quali sono le esigenze di Askavusa e dei lampedusani in generale. Abbiamo parlato con l&lt;/span&gt;’&lt;span lang="IT"&gt;associazione Askavusa la quale ci ha raccontato meglio dell’intenzione dell’associazione di lanciare un nuovo festival per Capodanno (dal 28/12 al 2/01) all’interno della Campagna “Io vado a Lampedusa” per attirare turismo responsabile per l’inverno, puntando su un grosso concerto, sul cibo tradizionale e a km zero, appoggiandosi alle brigate di solidarietà. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Attualmente ci sono ancora molti dubbi sulla fattibilità dell’idea, ma è questa la manifestazione per la quale l’associazione vorrebbe maggiore aiuto perché permetterebbe loro di ottenere un risultato concretamente positivo per l’isola. Askavusa dal 2005 si è impegnata per ottenere fondi per un museo permanente delle migrazioni che puntava a valorizzare in senso storico ed artistico i relitti delle imbarcazioni usate dai migranti e gli oggetti ritrovati. L’Assessorato ai beni culturali di Lampedusa non solo non gli ha mai dato una risposta ma ha addirittura copiato le idee del progetto consegnato da Giacomo Sferlazzo (nel 2008 credo) presentando un nuovo progetto in una villa privata di Roma per un museo delle migrazioni che non coinvolgerebbe Askavusa ma altri soggetti e artisti di altre parti del mondo. Il progetto è già finanziato da Consiglio dei ministri, Regione Sicilia e forse altri enti.&amp;nbsp; Giacomo ha saputo per caso di ciò, si è recato alla presentazione e ha denunciato come stanno le cose, che l’Assessore sta espropriando i lampedusani di un progetto importante per le potenzialità degli abitanti, e che lui può dimostrare quello che dice in modo preciso e puntuale. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;È&lt;span lang="IT"&gt; possibile vedere il video su Facebook di questa presentazione. L’associazione intende procedere per vie legali per riprendersi la titolarità del progetto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Inoltre i ragazzi pagano 400 euro al mese per la sede e lamentano l’assoluta mancanza di politiche di aggregazione per i giovani, spazi sociali e luoghi per attività ricreative. Spesso i giovani perdono il loro tempo alla macchinette dei video giochi, per la strada e inoltre l’unico liceo presente ha delle parti inagibili e gli studenti devono fare turni serali per seguire le lezioni. I ragazzi di Askavusa vogliono allestire una sala prove per musicisti e stanno discutendo di quale spazio prendersi per realizzarla. In passato hanno già provato a chiedere aiuto al Comune, hanno anche raccolto delle firme (ad esempio per una pista di skateboard) ma le loro richieste non sono mai state prese in considerazione. Inoltre non ci sono neanche agevolazioni per proseguire fuori gli studi o per accedere ai servizi della sanità nazionale (partorire è ad esempio molto costoso).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Il festival di O’Scià si è concluso, i lampedusani hanno dimostrato anche quest’anno di essere molto riconoscenti nei confronti di Baglioni e degli organizzatori. Tuttavia i riferimenti al fenomeno migratorio e a quanto è successo sono stati molto superficiali e scarsi. Baglioni ha commentato il difficile periodo vissuto dall’isola dicendo che ha avuto il merito di far riscoprire alla comunità lampedusana il senso dello stare uniti per affrontare le difficoltà, del rispetto verso il prossimo, della fratellanza verso tutti gli esseri umani; un attore ha letto un discorso di Martin Luther King e in un video Franco Battiato ha letto alcuni versi di un poeta arabo di Sicilia, Ibn Hamd&lt;/span&gt;†&lt;span lang="IT"&gt;s, vissuto nel XI secolo. Tanti artisti hanno espresso la loro vicinanza ai lampedusani, e hanno elogiato l’isola dicendo che rende orgogliosi di essere italiani. L’elogio dei lampedusani è stato il tema principale della festa, insieme ai continui riferimenti alle differenze tra Nord e Sud. Si è fatto riferimento un minimo alle condizioni dei paesi sfortunati del mondo, ai paesi in guerra e all’accoglienza ma molti ragazzi lamentano che un festival organizzato per i migranti e l’intercultura dedichi così poco spazio al tema.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Mentre il festival terminava si notavano le sirene delle auto dei carabinieri suonare e cominciava a circolare la voce di nuovi sbarchi di clandestini, come ogni volta che le sirene iniziavano a suonare. Soprattutto i più anziani&amp;nbsp; sono preoccupati e convinti che questa gente alla fine finisca per fame a rubare. In realtà si trattava di un peschereccio tunisino che ha avuto difficoltà in mare ed è stato soccorso. Me lo conferma un mediatore culturale di Save The Children, che mi assicura che il centro è completamente vuoto. Solo il 29 (o il 28 non sono sicura), 22 migranti tunisini sono sbarcati a Linosa e, dopo essere rimasti un po’ al campo sportivo, sono stati trasferiti in altri centri. Anche l’operatore di Save The Children è stato a maggio con un progetto nei campi profughi tra Libia e Tunisia e lì ha incontrato gli stessi compagni che aveva conosciuto cinque anni prima nel suo viaggio dall’Eritrea in Europa. Loro purtroppo non ce l’avevano fatta ed erano ancora lì. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Ho conosciuto anche un ragazzo tunisino arrivato a gennaio che ora gode di protezione umanitaria. Il parroco lo ha aiutato e ora vende e produce ceramica. Lui sostiene Ghannouci e faceva parte di un&amp;nbsp; partito che non sono riuscita ad identificare. A quanto pare il parroco nelle sue omelie ha condannato le violenze dei giorni scorsi e elogia spesso l’accoglienza, purtroppo hanno rubato due volte in chiesa e si sospetta che ciò sia avvenuto per ripicca.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Daniela Caldarella per il Forum Antirazzista di Palermo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-3786075227169385021?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/3786075227169385021'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/3786075227169385021'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/09/report-da-lampedusa-309-2102011.html' title='Report da Lampedusa 30.9. -2.10.2011'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-2699483522052144549</id><published>2011-09-29T17:56:00.000+02:00</published><updated>2011-10-19T17:58:19.877+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lampedusa'/><title type='text'>Report da Lampedusa - 28 settembre 2011</title><content type='html'>In questi giorni non si sono verificati sbarchi come previsto e la situazione agli occhi dei turisti è piuttosto tranquilla. Solo la presenza delle forze dell’ordine ancora numerosa ricorda ciò che è accaduto nei giorni precedenti.&amp;nbsp;La prima sera abbiamo incontrato un’operatrice dell’Arci, insieme ad un mediatore culturale, il quale ci ha raccontato quello che ha visto negli ultimi due mesi a Lampedusa. L’operatore ha visitato il Centro di c.da Imbriacola e l’ex base Loran e sostiene che le condizioni di detenzione non fossero così cattive.&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Il problema, secondo lui, è la negazione del diritto a spostarsi liberamente e la detenzione ingiusta di coloro che intraprendono i viaggi, ma per quanto riguarda il trattamento all’interno dei centri ci ha raccontato che i bagni erano proporzionati al numero di persone (ci diceva che ogni 50 persone c’erano circa 15 bagni funzionanti), che il cibo era buono tanto che lui mangiava spesso nella mensa con loro, che si è cercato di venire incontro alle esigenze del Ramadan, che le sigarette erano abbondanti. Ci dice che in Tunisia gli italiani non sono più visti con simpatia a causa di quello che stanno subendo i loro connazionali emigranti e sembra che per vendetta siano stati danneggiati dei ristoranti italiani a Tunisi. A suo dire, i tunisini che sono arrivati quest’anno in Italia sono tutti migranti economici. Lui non ha quasi mai sentito storie convincenti di tunisini che in questo momento rischiano la vita per motivi politici (molti di loro secondo lui inventano storie incredibili) o per lo meno ritiene sia molto raro. Sostiene che i suoi connazionali da tempo residenti in Italia temono che i nuovi arrivi possano rovinare la loro immagine presso la società italiana e per questo non protestano più di tanto. Sostiene, ancora, che non si sia trattato di un incidente, come qualcuno afferma, ma secondo lui era un’azione premeditata perché diversi ragazzi avevano le scarpe da tennis e il sacchetto con le loro cose in mano, come se fossero pronti per andare via. In ogni caso non si sarebbe dovuto utilizzare la violenza per ottenere un diritto fondamentale come quello della libertà.&lt;br /&gt;Sentiamo in giro che poco prima dell’incendio i mediatori del centro sarebbero stati minacciati, dicendo che se non succedeva niente avrebbero fatto qualcosa di grosso; che al momento dell’incendio c’erano persone che dormivano e handicappati. Una volta fuori dal centro, la gente racconta che &amp;nbsp;qualcuno abbia teso una sorta di trappola ai tunisini lasciando un negozio aperto con al suo interno tante bombole di gas in bella vista … ma queste sono solo supposizioni. Ci raccontano ancora che percosse subite dai tunisini sono state pesanti.&lt;br /&gt;Siamo stati al Festival entrambe le sere, l’affluenza di pubblico come gli altri anni è incredibile. Infatti gli aerei erano strapieni di gente proveniente soprattutto dalla Sicilia, ma anche dal nord Italia. Quasi nessuno straniero. Venditori e artigiani, presenti in numero minore rispetto agli altri anni, lamentano il fatto che nessuno spende un centesimo e qualcuno sostiene che è il festival dove girano meno soldi della loro vita. La prima sera si esibiscono famosi cantanti italiani, nessun messaggio di tipo sociale viene lanciato dal palco, se non una poesia letta da Beppe Fiorello sull’accoglienza e la fratellanza. Secondo un ragazzo toscano la poesia era piuttosto banale, non viene dato spazio a gruppi musicali del resto del Mediterraneo, mentre sarebbe stato logico fare conoscere la musica tunisina, puntare sullo scambio culturale, che quest’anno sembra del tutto assente, magari organizzando anche qualche incontro interessante. Si anima nella voce perché, dice, quello che è successo, le percosse, i sassi lanciati addosso ai tunisini, il ragazzo che è morto (sembra che a Lampedusa si sia diffusa la notizia che il ragazzo in coma sia morto), sono fatti troppo gravi perché durante il Festival non si spendano parole chiare e precise su questo. Tuttavia la sera successiva, dopo i cantanti popolari usciti dai programmi di Maria De Filippi e le parole di Baglioni sulla poesia, l’umanità e “il nuovo giorno che arriverà domani”, si esibisce Edoardo Bennato il quale ha scelto un repertorio di canzoni impegnate sulla guerra, i migranti, i potenti della Terra, accompagnate sul maxi schermo da immagini davvero molto crude su sbarchi, bombardamenti, barconi con immigrati sofferenti a bordo, manifestazioni nel mondo arabo e nell’Asia. La gente comincia ad andare via (è già passata la mezzanotte), ma molta gente rimane ed applaude le sue parole. Sembra che si respiri un senso di colpa collettivo e sentimenti di tristezza diffusa. Alla fine dei concerti una scritta gigante ricorda che la manifestazione è organizzata con il patrocinio della Presidenza del Consiglio, dei Ministeri, della Regione … ma anche dell’UNHCR.&lt;br /&gt;La prima sera abbiamo anche parlato con Annalisa di Askavusa, la quale ci ha raccontato che per ora la situazione per l’associazione è difficile, i Lampedusani guardano con occhi torvi i ragazzi dell’associazione i quali preferiscono non organizzare nuove iniziative ma rimanere un po’ nell’ombra. Mi dice che dopo che Ilaria è andata in Tunisia ( per girare un documentario sulle elezioni) i ragazzi cercano di tenere aperto il centro ogni mattina ma è un po’ difficile perché lavorano. Hanno comunque intenzione di organizzare un museo permanente delle migrazioni, lanciare delle iniziative di richiamo per dicembre. Sanno della Flotilla diretta in Tunisia e aspettano che passi anche da Lampedusa.&lt;br /&gt;Abbiamo incontrato anche un operatore dell’OIM che ci ha informati che continueranno ad avere una casa nel prossimo futuro a Lampedusa perché convinti che anche dopo O’Scià sia importante vedere che succede.&lt;br /&gt;Molti si fermano a parlare con noi di quello che è successo quest’anno a Lampedusa. Un ragazzo siciliano pensa che ci sia una regia dietro tutto questo che punta a fare scappare via gli autoctoni dall’isola per poter comprare case e immobili a prezzi convenienti. Un uomo lampedusano è stanco delle parole, di essere preso in giro, pensa che tutti i suoi concittadini, ma anche tutti gli italiani, non dovrebbero più pagare le tasse per mandare a casa chi ci governa. Il centro del paese la mattina è pieno di gente, c’è chi parla dei carabinieri che hanno lasciato gli hotel, ma comunque si vede ancora la presenza delle forze dell’ordine sull’isola.&lt;br /&gt;Una giornalista di Radio Popolare di Milano ha provato a entrare nella Base Loran. Inizialmente un giovane in divisa l’ha accolta, si è messo a disposizione per informazioni e le proponeva di lasciare il numero di telefono (…), poi però un superiore l’ha cacciata via e ha rimproverato il ragazzo.&lt;br /&gt;Daniela Caldarella&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-2699483522052144549?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/2699483522052144549'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/2699483522052144549'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/09/report-da-lampedusa-28-settembre-2011.html' title='Report da Lampedusa - 28 settembre 2011'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-3317055262632545122</id><published>2011-09-28T19:23:00.000+02:00</published><updated>2011-09-28T19:23:38.664+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lampedusa'/><title type='text'>La battaglia di Lampedusa, seconda parte</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;In questi giorni abbiamo seguito i fatti di Lampedusa in apprensione per la sorte delle centinaia di tunisini trattenuti illegalmente, massacrati brutalmente e ingiustamente rimpatriati in Tunisia. E' da mesi che le cose vanno avanti così nella totale indifferenza degli italiani e nell'inettitudine dei media, bravi a coprire la notizia del giorno senza mai guardare all'origine dei fatti e alle conseguenze che potrebbero avere. Quello che si è visto a Lampedusa non è normale, almeno per un paese democratico e civile.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;L'ostilità nei confronti di giornalisti ed attivisti dimostrata dalle forze dell'ordine è sintomo di un sistema malato in cui nessuno controlla più il controllore. La rabbia dei Lampedusani tramutata in odio verso gli immigrati è, invece, l'inizio di una guerra che si combatterà all'interno delle stesse civiltà. Perché non esiste una civiltà tunisina e una civiltà Lampedusana, esiste un unica civiltà mediterranea. In nessun altro posto come a Lampedusa si percepisce quanto la guerra di civiltà sia un artificio della comunicazione attuale. L'inasprimento dei toni della politica, che svuota di significato il dibattito prolungandolo all'infinito, ci ha completamenti distolti dall'andazzo generale. A questo stato delle cose quelli che ne traggono vantaggio sono sempre i soliti. Politicanti affannati e affaristi dell'ultima ora che saranno giudicati sul tavolo della storia. Altrove, quelli che qui sembrano le vittime della storia, stanno alzando la testa e lottando per riappropriarsi delle loro libertà. Forse è vero, forse i tunisini che sbarcano a Lampedusa stanno combattendo una battaglia. Hanno deciso di affrontare il nemico a mani nude, con i loro corpi e a viso scoperto. La loro è una battaglia culturale. Abbattere una definizione, un concetto: l'idea di frontiera così per come la conosciamo noi oggi. Forse ignari di quello che fanno, stanno attaccando l'essenza stessa della modernità e dello stato di diritto. Non è la guerra invocata dal sindaco di Lampedusa, Dino De Rubeis. Non è così che "salveranno" Lampedusa i Lampedusani. Non è da loro che si devono difendere. Roma, governo e ministero, redazioni di Tg e di giornali. Sono loro che hanno creato un clima di guerra e di paura nei confronti dell'Altro. Lampedusa è "l'estremo lembo dell'Italia in armi" così recita il monumento ai caduti che sovrasta il porto dell'isola. La frontiera che diventa confino, militarizzata fino ai denti. Campo di prova e di esercitazione per la guerra che verrà dopo. Quella che combatteranno contro di noi, i contagiati dall'allergia della primavera araba. Quelli stanchi di vivere senza prospettive per il futuro in un paese mediocre. Quelli che dal Sud vanno al Nord e da li poi vanno all'Estero. I giovani che restano giovani fino a cinquanta anni e quelli che vivono di stage e volontariato. Cosa succederebbe se ci lasciassero parlare con loro? Cosa accadrebbe se venissimo a capire che le nostre storie sono come quelle dei giovani tunisini? Di cosa hanno paura?&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Lampedusa in questi giorni era &amp;nbsp;l'esempio di cosa potrebbe accadere in Italia tra un attimo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Abbiamo visto &amp;nbsp;gli uomini della G.d.F. andare in giro vestiti con delle uniformi piuttosto trendy. C'era la T-shirt con la scritta sulla manica destra "G8 2001, io c'ero" e quella con un particolare in più sul retro della maglietta "Mercenari".&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Ai giornalisti è stato vietato di svolgere correttamente il loro lavoro. Lampedusani e forze dell'ordine hanno evitato che parlassero con i circa 300 tunisini in sit-in pacifico nei pressi del paese, minacciando, intimidendo e addirittura picchiando cameraman e fotografi. Le immagini che sono circolate sono passate per un doppio controllo prima e dopo i fatti. Gli unici che hanno scattato e filmato tutto sono i poliziotti. La selezione certosina ha eliminato la parte dove si vedevano volti e modi dei picchiatori Lampedusani. Non si sono viste le scene dove c'erano uomini con l'uniforme della "Lampedusa Accoglienza", la cooperativa che fornisce servizi all'interno del centro di Contrada Imbriacola, che picchiavano con mazze, ferri e pietre i tunisini. E le redazioni dei giornali che cercavano e volevano soltanto le immagini più cruente, "quelle dove i tunisini hanno caricato i Lampedusani", "quella dove c'è il ragazzo con l'accendino in mano che ha tentato di fare esplodere le bombole". Immagini che non potevano esserci perché i fatti sono andati in un altro modo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;A Lampedusa dopo le cariche del 21 settembre abbiamo visto partire i tunisini con evidenti segni di percosse e violenze. Li abbiamo visti in fila indiana con due poliziotti che li accompagnavano verso un aereo e poi verso una nave. Nessuno ha avuto la possibilità di chiedergli come si fossero rotti le gambe o le braccia. Tutto insabbiato, i trasferimenti sono andati avanti e anche i rimpatri. Le irregolarità e gli abusi subiti non avranno seguito. Almeno questo è quanto pensano le talpe miopi che ci governano e quelle che seguono gli ordini, senza preoccuparsi più delle leggi. Non sanno che quello che è successo a Lampedusa non solo non porrà fine agli sbarchi, i porti della Tunisia sono pieni di persone che aspettano di partire, ma c'è il serio rischio che si innesti una spirale di violenza contro gli italiani in Tunisia. Cosa accadrebbe se anche loro, i tunisini, cominciassero ad odiarci attaccando a vista? Le ditte, le imprese e gli italiani residenti in Tunisia, le centinaia di famiglie di origini siciliane del quartiere della Petit Sicile a la-Goulette cosa staranno dicendo ai vicini di casa, colleghi e dipendenti tunisini? Può l'Italia permettersi tutto questo? Lo spreco di soldi e le conseguenze che potrebbe avere questa politica di gestione dell'immigrazione nei rapporti tra i paesi ci dovrebbero fare riflettere di più sul lungo periodo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Il compito di un giornalista è quello di raccontare i fatti, parlare con la gente, andare a vedere con i propri occhi, e restare umani. Soltanto così abbiamo potuto conoscere Mahdi. Uno studente di 19 anni all'ultimo anno di scientifico. Mehdi si fa largo tra la folla e si avvicina sorridendo e ripete un paio di volte: "choose a number, choose a number" … (il giochetto fa così: scegli un numero e moltiplicalo per due. Sommagli X e dividi per due, a questo punto sottrai il numero che hai scelto all'inizio e il risultato sarà 1/2 di X). Mehdi ha un fratello che lavora e vive da anni a Legnano dove vive con la famiglia, la sorella vive da quindici anni a Nizza. Sogna di andare in a stare con la sorella e potersi iscrivere alla facoltà di Matematica. Giura che se lo rimpatrieranno in Tunisia tenterà di tornare in Europa altre 100 volte. Questa la sua battaglia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Alessio Genovese&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-3317055262632545122?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/3317055262632545122'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/3317055262632545122'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/09/la-battaglia-di-lampedusa-seconda-parte.html' title='La battaglia di Lampedusa, seconda parte'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-8479120790799654840</id><published>2011-09-28T12:37:00.001+02:00</published><updated>2011-09-28T16:44:15.873+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CIE'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CIE galleggianti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tunisini'/><title type='text'>Ritirata strategica del ministero del'interno che sposta a Porto Empedocle la nave prigione Moby Vincent con 120 deportati</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;La "Moby Vincent" è partita per Porto Empedocle. 6 giorni stava al porto di Palermo, con più di 200 migranti, soprattutto tunisini, a bordo. Ieri alcuni cittadini hanno consegnato un esposto alla Procura di Palermo. Entro giornata la nave veniva spostata. Ora è attraccata al molo di Porto Empedocle, il molo dove stava anche la Cap Anamur 7 anni fa. Vicino si gtrova anche la "Moby Fantasy" che è tornata dalla Sardegna. Entro ieri sono stati espulsi 100 tunisini dall'aeroporto di Palermo, con due voli della Mistral Air e della Dubrovnik Air.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; Sulla Moby Vincent e sull'Audacia si trovavano 5 minori e una donna. Non si da che fine hanno fatto, finora la questura e la prefettura die Agrigento non rispondono alle chiamate delle organizzazioni. Qui un commento di di Fulvio Vassallo Paleologo, Palermo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: small;"&gt;Si apprende dal GR Radio regionale che la nave prigione Moby Vincent sarebbe stata fatta salpare dal porto di Palermo e starebbe attraccando in queste ore a Porto Empedocle, vicino Agrigento, dove i migranti “dovrebbero” essere trasferiti in una tensostruttura.&lt;br /&gt;Così, forse, sarà più facile per la Questura di Agrigento adottare provvedimenti di respingimento differito e di trattenimento, oppure sarà solo l'ennesima tappa per un ulteriore trasferimento verso il Centro di Prima Accoglienza e Soccorso di Pozzallo.&lt;br /&gt;Se la nave prigione Moby Vincent resterà attraccata al molo di Porto Empedocle costituirà un “centro di raccolta” per eventuali nuovi sbarchi che si dovessero verificare nelle prossime settimane, dopo la dichiarazione di Lampedusa, da parte del ministero dell'interno, come “porto non sicuro” In realtà la scelta del ministero dell'interno, chetrasferisce la Moby Vincent con 120 persone ancora a bordo a Porto Empedocle, costituisce un ulteriore aggravamento delle gravi violazioni procedurali perpetrate ai danni dei migranti detenuti a bordo delle navi prigione. Si tenta forse di dare una legittimazione a questa scandalosa operazione, coinvolgendo le organizzazioni umanitarie presenti ad Agrigento, quando la maggior parte dei migranti è stata illegittimamente respinta verso la Tunisia.&lt;br /&gt;Ci auguriamo che nessuno fornisca alibi alle scelte del ministro Maroni che sta esibendo davanti a tutta l'Europa la vera portata discriminatoria della politica italiana in materia di immigrazione. Con la dislocazione della Moby Vincent a Porto Empedocle la mappa delle navi prigione è ormai chiara, stanno a Cagliari, a Porto Empedocle e a Palermo, dove probabilmente la nave Audacia sarà svuotata entro pochi giorni con gli ultimi rimpatri verso la Tunisia.&amp;nbsp; Si è creato così un nuovo sistema di CIE galleggianti, mentre i Centri di identificazione ed espulsione scoppiano a causa delle proteste che ne hanno compromesso le strutture , e per effetto della scelta del governo di portare a 18 mesi la detenzione amministrativa degli immigrati irregolari da espellere. Una vera pena e non una misura rivolta all'esecuzione delle espulsioni, come richiedeva l'Unione Europea. Tutti i cittadini e le associazioni che si sono battuti contro la detenzione irregolare dei migranti a bordo delle navi prigione moltiplicheranno i loro sforzi per essere presenti nei porti nei quali queste navi saranno ormeggiate e per denunciare pubblicamente l'assenza di provvedimenti formali e delle più elementari garanzie di difesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fulvio Vassallo Paleologo &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-8479120790799654840?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/8479120790799654840'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/8479120790799654840'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/09/ritirata-strategica-del-ministero.html' title='Ritirata strategica del ministero del&apos;interno che sposta a Porto Empedocle la nave prigione Moby Vincent con 120 deportati'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-6940089430302258557</id><published>2011-09-27T17:33:00.003+02:00</published><updated>2011-09-29T12:00:58.113+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CIE'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CIE galleggianti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tunisini'/><title type='text'>Cie galleggianti: arriva l'esposto, aperta un'inchiesta</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://fortresseurope.blogspot.com/2011/09/cie-galleggianti-arriva-lesposto-aperta.html"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;object class="BLOGGER-youtube-video" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" data-thumbnail-src="http://3.gvt0.com/vi/u39cKlm1SWM/0.jpg" height="266" width="320"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/u39cKlm1SWM&amp;fs=1&amp;source=uds" /&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /&gt;&lt;embed width="320" height="266"  src="http://www.youtube.com/v/u39cKlm1SWM&amp;fs=1&amp;source=uds" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Video di Enrico Montalbano&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;La Procura di Palermo ha aperto un'indagine sui &lt;a href="http://fortresseurope.blogspot.com/2011/09/cie-galleggianti.html"&gt;Cie galleggianti&lt;/a&gt;,  ovvero le due navi che ancora stazionano nel porto di Palermo con circa  trecento tunisini a bordo, da settimane illegalmente detenuti. La  decisione del procuratore aggiunto Leonardo Agueci, che coordina  l'indagine, e' arrivata dopo la presentazione di un esposto presentato  questa mattina da alcuni esponenti del movimento antirazzista  palermitano. Tra i nomi dei firmatari della denuncia ci sono quelli del  professor Fulvio Vassallo Paleologo (giurista e membro dell'Asgi),  Judith Gleitze (di &lt;a href="http://siciliamigranti.blogspot.com/"&gt;Borderline Sicilia&lt;/a&gt;,  che in questi mesi ha costantemente monitorato la situazione a  Lampedusa) e poi Pietro Milazzo (Cgil Sicilia) e Anna Bucca (Arci).&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;L'esposto segnala che i tunisini reclusi sulle navi nel porto di Palermo  sono illegalmente privati della liberta' personale, senza diritto di  difesa e senza la convalida di un giudice. E chiede di fare chiarezza  sulla presenza dei sei minori a bordo e di una donna incinta, come &lt;a href="http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2011/27-settembre-2011/emergenza-migranti-protestaal-porto-contro-navi-mistero-1901652383860.shtml"&gt;denunciato ieri pomeriggio&lt;/a&gt;  dalla parlamentare del Pd Alessandra Siragusa e dal deputato regionale  dei democratici Pino Apprendi, dopo la visita sui Cie galleggianti, a  margine della &lt;a href="http://youtu.be/u39cKlm1SWM"&gt;manifestazione al porto dei movimenti antirazzisti palermitani&lt;/a&gt;.  Di seguito riportiamo uno stralcio dell'esposto, in cui si chiede di  fare chiarezza anche sui pestaggi avvenuti a Lampedusa ai danni di un  attivista canadese e di recluso tunisino ancora in coma all'ospedale di  Palermo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=3241646156276244350&amp;amp;postID=6940089430302258557&amp;amp;from=pencil" name="more"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;Estratto dell'esposto alla Procura della  Repubblica di Palermo sulle violazioni commesse ai danni dei tunisini  reclusi sui Cie galleggianti &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: center;"&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;"Si  chiede che la Procura della Repubblica voglia verificare i fatti esposti  e accertare se abbiano luogo ipotesi di reato; in particolare, se i  cittadini stranieri trattenuti a bordo delle tre navi, AUDACIA, MOBY  FANTASY e MOBY VINCENT si siano trovati, ovvero si trovino, in una  condizione di &lt;b&gt;illecita limitazione della libertà personale&lt;/b&gt; ovvero se sussistano i presupposti per l'ipotesi di reato di &lt;b&gt;violenza privata&lt;/b&gt;; se nei loro confronti siano stati &lt;b&gt;adottati e notificati provvedimenti amministrativi &lt;/b&gt;che  giustifichino tale privazione della libertà personale da parte delle  autorità di polizia e se tali provvedimenti restrittivi siano stati  sottoposti tempestivamente al &lt;b&gt;vaglio giurisdizionale&lt;/b&gt;  nei termini imposti dalla vigente normativa interna e europea; se  sussista, in relazione alle date dei provvedimenti indicati, con  particolare attenzione alle date di emissione e di notifica degli  stessi, l'ipotesi di &lt;b&gt;reato ex art. 476 del Codice penale&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;falsità materiale&lt;/b&gt;  commessa dal Pubblico Ufficiale in atti pubblici; se sussistano ipotesi  di reati in relazione alle condotte poste in essere in aperto contrasto  con l'esercizio del &lt;b&gt;diritto di difesa&lt;/b&gt;, manifestamente limitato quando non del tutto negato; se esistano ipotesi di reato per la &lt;b&gt;illecita detenzione di minori&lt;/b&gt; di cui non si è certi se accompagnati o meno; se esistono ipotesi di reato per le &lt;b&gt;percosse&lt;/b&gt; ricevute dal cittadino straniero &lt;b&gt;Naji Hsen&lt;/b&gt; ancora ricoverato presso l'ospedale di Palermo e per &lt;b&gt;l'operatore umanitario Alexander Georges&lt;/b&gt; colpiti da ignoti nell'isola di Lampedusa, nei giorni successivi al rogo nella struttura di Contrada Imbriacola".&amp;nbsp; (sulla pagina facebook del giurista Vassallo Paleologo &lt;a href="http://www.facebook.com/#%21/notes/fulvio-vassallo/trattenimenti-amministrativi-e-navi-centri-di-raccolta-esposto-presentato-alla-p/10150330470826926"&gt;si puo' scaricare il testo completo dell'esposto&lt;/a&gt; e adattarlo a situazione analoghe di illegittima detenzione in altre parti d'Italia)&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intanto il ministro dell'Interno Roberto Maroni, che questa mattina e'  intervenuto in un'audizione alla commissione parlamentare infanzia, ha  fatto sapere che Lampedusa e' stata dichiarata "porto non sicuro". Il  che significa che fino a contrordine i naufraghi soccorsi in mare  saranno sbarcati in altri porti, verosimilmente a Porto Empedocle, in  provincia di Agrigento, come accaduto la settimana scorsa il giorno dopo  i pestaggi. Maroni ha anche fornito i dettagli del nuovo accordo con la  Tunisia, che prevede 10 voli settimanali da 50 passeggeri l'uno, contro  i due voli settimanali da 30 posti l'uno che prevedeva l'accordo di  aprile. Ma il 23 ottobre in Tunisia si vota per l'assemblea costituente e  bisognera' vedere se il nuovo esecutivo confermera' l'accordo. &lt;/span&gt; &lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel che e' certo e' che i vertici della compagnia di navigazione Moby  hanno fatto sapere che il ministero dell'Interno ha pagato&amp;nbsp;il noleggio  delle navi che oggi funzionano come Cie galleggianti, fino al 31  dicembre. E visto che nei Cie si susseguono con una frequenza senza  precedenti fughe e rivolte, non c'e' da escludere che quello di Palermo  sia solo un esperimento di cui vedremo presto le repliche. Anche per  questo e' importante che la magistratura dica la sua. &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-6940089430302258557?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/6940089430302258557'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/6940089430302258557'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/09/cie-galleggianti-arriva-lesposto-aperta.html' title='Cie galleggianti: arriva l&apos;esposto, aperta un&apos;inchiesta'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-448802893632348746</id><published>2011-09-24T18:39:00.000+02:00</published><updated>2011-09-24T18:39:19.067+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lampedusa. minori'/><title type='text'>Linosa: nuova frontiera?</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;A Lampedusa dopo il coinvolgimento di alcuni lavoratori di Lampedusa Accoglienza alle manifestazioni di violenza contro i Tunisini, l'altro ieri ignoti hanno incendiato l'automobile privata di Galipò. E' confermato che i circa 170 Tunisini trasferiti, l'altro ieri da Lampedusa (tranne due donne e due minori), e ieri da Linosa , sono stati identificati sul molo a Porto Empedocle e&amp;nbsp; portati succesivamente con dei bus al porto di Palermo per essere reclusi sulle navi/CIE, senza ricevere alcuna assistenza né informativa dalle organizzazioni di Praesidum. Nel corso dei primi trasferimenti sulle navi/CIE circa 50 richiedenti asilo sono stati collocati presso il CARA di Caltanissetta (28) e probabilmente presso il centro di Foggia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;In tutto sulle navi/CIE attraccate al porto di Palermo dovrebbero esserci circa 600 Tunisini. Oggi uno dei ragazzi reclusi sulle navi a seguito di lesioni è stato trasferito presso una struttura ospedaliera del capoluogo.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Oggi a Lampedusa la situazione sembra di calma, dopo gli scontri dei giorni scorsi dei quali sono stati autori diversi Lampedusani, mai fermati, nè tantomeno arrestati dalle forze dell'ordine, che a detta dei testimoni (abbiamo anche alcune immagini) sarebbero stati al massimo "redarguiti" dai carabinieri.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;L'ex base Loran che nelle scorse ore era stata svuotata dai minori stranieri non accompagnati, trasferiti alcuni in Sicilia con il traghetto e l'aliscafo (circa 20), altri alloggiati temporaneamente a Cala Creta presso alcune villette di un complesso residenziale alberghiero, sono stati risistemati in giornata presso l'ex&amp;nbsp; base Nato. Si tratta di circa 40 minori. In queste ore è previsto un altro trasferimento con destinazione Porto Empedocle.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;A freddo iniziano a sorgere i primi interrogativi (molti dei quali in realtà erano sorti a caldo nella mente di saggi Lampedusani, e non solo): come mai dopo l'incendio al centro di c.da Imbriacola la polizia ha permesso ai Tunisini di barricarsi per un giorno intero preso il distributore di benzina, non provvedendo allo sgombero immediato (come poi è stato) dei migranti, i quali hanno avuto la "possibilità" di procurarsi (come??) delle bombole del gas e creare tensione e terrore tra la popolazione locale?&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Molti testimoni affermano che i Lampedusani che hanno partecipato alle ronde "punitive" fossero degli inviati di De Rubeis. Il dato certo è che il sindaco dell'isola non soltanto era presente alle efferate manifestazioni di odio razziale, ma fomentava alla violenza i presenti.Un nostro volontario ci ha raccontato lo stupore e lo sdegno dei Tunisni dinnanzi al comportamento dei primo cittadino in quell'occasione.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Ma la notizia che ci arriva all'orecchio ieri sera riguarda gli sbarchi a Linosa. Questi continuano, sono veri sbarchi e c'è chi tra i pescatori dell'isola racconta di imbarcazioni "straniere" che di giorno sarebbero attraccate a circa 6 miglia dalla costa per poi raggiungere la terraferma di notte per scaricare i migranti.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Non sappiamo quale altri scenari si apriranno, ma è certo che gli arrivi non potranno essere fermati in questo modo.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Germana Graceffo &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Borderline Sicilia&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-448802893632348746?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/448802893632348746'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/448802893632348746'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/09/linosa-nuova-frontiera.html' title='Linosa: nuova frontiera?'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-1232852823700228721</id><published>2011-09-24T12:47:00.003+02:00</published><updated>2011-09-24T18:50:54.095+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Palermo'/><title type='text'>CENTINAIA DI PERSONE DETENUTE ILLEGALMENTE SULLE NAVI ANCORATE AL PORTO DI PALERMO.</title><content type='html'>L’Associazione Borderline Sicilia Onlus esprime profonda indignazione per l’ennesima violazione di legge e per la totale negazione dei più elementari diritti umani, a partire dal diritto di difesa e di controllo giurisdizionale sulla libertà personale, a cui stiamo assistendo in queste ore, con il trattenimento arbitrario di centinaia di cittadini tunisini all’interno di navi prigione ancorate nel porto di Palermo. Si tratta infatti di detenzione e privazione della libertà personale operate in modo del tutto illegale, senza alcuna convalida da parte dell’autorità giudiziaria, e per di più a bordo di navi che hanno assunto le funzioni di Centri di identificazione ed espulsione galleggianti.&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt; Questo è solo l’ultimo, e il più grave, degli episodi susseguitisi dall’inizio del 2011, mesi in cui la gestione degli arrivi dei migranti a Lampedusa da parte del governo, è stata preordinata e finalizzata al verificarsi di episodi esplosivi come l’incendio del centro di contrada Imbriacola e le successive violenze scatenatesi nell’isola il 21 settembre scorso.&lt;br /&gt;La proclamazione dello stato d’emergenza e la conseguente decretazione d’urgenza, hanno fatto sì che in questi mesi si derogasse alle garanzie fondamentali previste dalla Costituzione e dall’ordinamento giuridico, e si utilizzassero forme di detenzione in strutture improvvisate e inaccessibili alla stampa e alle associazioni, mettendo in atto un vero e proprio stato d’eccezione. Il concentramento forzato in non luoghi, di persone che non hanno commesso alcun reato, riportano a episodi che la storia in Europa avrebbe dovuto cancellare e che invece continuano a ripetersi sotto i nostri occhi.&lt;br /&gt;A Lampedusa, usata e sfruttata da interessi che poco hanno a che fare con i Lampedusani, non si è fatto altro che soffiare sul fuoco per provocare questo stato di esasperazione e violenza che ha dato vita a scene di cui un paese civile dovrebbe vergognarsi. E la risposta delle istituzioni a ciò che è stato colpevolmente causato dalle stesse è un’altra gravissima sospensione dello stato di diritto che non può essere in alcun modo accettato.&lt;br /&gt;Chiediamo che tutti i cittadini tunisini trattenuti nelle navi vengano fatti immediatamente scendere e trasferiti in strutture che corrispondano a quanto previsto dalla legge per i casi di allontanamento forzato, che coloro che sono stati trattenuti illecitamente, prima a Lampedusa e poi sulle navi, per più di 96 ore vengano rimessi in libertà, che si ponga fine alle procedure di rimpatri collettivi e sommari in violazione delle norme di diritto interno e internazionale. E chiediamo che si provveda al più presto al collocamento, nelle strutture idonee e secondo le procedure stabilite dalla legge italiana, di tutti i minori non accompagnati che per mesi sono stati tenuti a Lampedusa in condizioni disumane, appellandoci anche alle organizzazioni umanitarie affinchè facciano valere il proprio ruolo e le proprie funzioni e soprattutto la propria indipendenza. Nessuno si illuda che nascondendo i corpi del reato, spostando le navi in zone inaccessibili, impedendo ai migranti qualunque contatto, si possano nascondere le gravi responsabilità scaturite dai fatti di questi giorni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domenica 25 settembre ore 17 al porto di Palermo -molo S. Lucia- presidio contro la segregazione e la deportazione dei migranti tunisini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Contatti: borderlinesicilia@libero.it&amp;nbsp; +39 348 3363054&amp;nbsp;&amp;nbsp; +39 340 9802196&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-1232852823700228721?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/1232852823700228721'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/1232852823700228721'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/09/centinaia-di-persone-detenute.html' title='CENTINAIA DI PERSONE DETENUTE ILLEGALMENTE SULLE NAVI ANCORATE AL PORTO DI PALERMO.'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-636401014636002534</id><published>2011-09-24T11:03:00.006+02:00</published><updated>2011-09-25T11:05:45.197+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lampedusa'/><title type='text'>Lettera da Lampedusa</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;di Giacomo Sferlazzo&lt;br /&gt;Oggi è uno dei giorni più brutti che io abbia mai vissuto, la speranza di una Lampedusa faro della solidarietà del diritto e dell’umanità si è talmente affievolita che ormai sembra solo una fantasia retorica, quell’umanità che tanto ci aveva fatto sperare e che era stata troppo presto mitizzata era come avevamo detto in altre occasioni "Poca", perché non accompagnata da una coscienza politica e sociale.&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Oggi a Lampedusa si è compiuto il piano del governo e dell’amministrazione locale, quello che per molti anni non era riuscito, oggi ha avuto compimento, arrivare allo scontro tra Lampedusani e migranti, in questo caso tunisini. Era da tempo che tutti quelli che dovevano sapere, erano a conoscenza dello stato di degrado e di nervosismo che nel centro di Lampedusa si viveva quotidianamente, molti lo avevano detto, ed era prevedibile che lasciare i ragazzi tunisini in quelle condizioni e in più essendo a conoscenza che i rimpatri erano lo scopo finale della loro attesa, avrebbe causato una grande rivolta, e cosi è stato. Il problema è sempre lo stesso dall’inizio dell’anno, la mancanza di trasferimenti da Lampedusa al resto d’Italia, anche questo si sapeva, ma tutti facevano finta di niente, tutti facevano finta che la vita del centro fosse tranquilla, l’importante e che i migranti non si vedano per la strada, l’importante e che i turisti non vedano, come oggi ,l’importante è che mostriate le immagini della festa della madonna di Porto Salvo,la Lampedusa bella, la Lampedusa vacanziera, quello che è accaduto è già passato, non bisogna parlarne, questo modo di fare viene da una mentalità mafiosa dell’omertà e del silenzio, ed è il culmine dei comportamenti di un gruppo di persone e di una amministrazione che ha fatto dell’illegalità la propria bandiera, il peggio che nessuna istituzione ha mai arginato questa prassi del malaffare, dell’illecito, anzi sembra essere premiata, lo stato è veramente assente a Lampedusa, c’è un aria da far west da molto tempo, ognuno fa quello che vuole, i più prepotenti minacciano, corrompono e si fanno corrompere. L’unico valore che accomuna una parte di lampedusani che non so quantificare, è la stagione estiva che tradotto significa lo sfruttamento del territorio per fare soldi, ma il mondo e la storia vanno oltre una stagione turistica da salvare, vanno oltre la visione ristretta dei piccoli imprenditori, e quelli che dovevano essere i compagni di una lotta contro le angherie e le violenze che i potenti di tutto il mondo stanno facendo alle masse sono diventati il problema, i nemici da uccidere, da annegare , da buttare in mezzo al rogo , mentre Berlusconi al suo arrivo sull’isola viene acclamato da una folla violenta che impedisce a chi non è d’accordo di manifestare contro la politica del governo, ed anche in queste ore i miei amici, che oggi più che mai voglio chiamare compagni, vengono minacciati da una folla imbestialita, che ha perso ogni direzione "C’è ne pure per quelli di Askavusa se si mettono in mezzo", intanto la Lega ringrazia, il sindaco che dice i tunisini essere tutti delinquenti ha enormi responsabilità per quanto sta accadendo, e ogni persona che sta usando la violenza ha enormi responsabilità.&lt;br /&gt;Queste persone sono le stesse che hanno applaudito Crialese e che facevano a gara a complimentarsi dopo la proiezione di Terraferma, sono quelle che applaudono i cantanti che vengono a cantare per la solidarietà durante la manifestazione O scià, sono quelli che fanno a gara per potere ospitare i VIP che invita Baglioni facendo lauti guadagni, Baglioni stesso che viene finanziato da chi sta provocando questo enorme disastro e che dice di fare O scià per sensibilizzare la popolazione rispetto ai temi dell’integrazione dovrebbe condannare chi ha usato la violenza e non premiare chi ha partecipato ai pestaggi rifiutandosi di lavorare con questa gente, perche le canzoni , le parole non valgono a niente se non sono seguite dai fatti, Le parole non valgono a niente se non sono seguite dai fatti, Le persone che dicono buttateli in mare, bruciateli, sono tutti delinquenti magari oggi portavano in spalla la statua della madonna di porto salvo, , io non ho molta fede, ma il fatto che quello che sta accadendo in concomitanza con la festa della patrona dell’isola, che è anche un simbolo di convivenza pacifica mi fa pensare molto.&lt;br /&gt;Queste persone che si dice vogliano buttare giù “La porta d’Europa” il monumento di Mimmo Paladino sono più vicini a quegli estremisti islamici che distruggono le opere d’arte in nome di un fanatismo religioso che in realtà è il segno di un ignoranza mostruosa. Quello che mi preoccupa è che nella violenza si possa vedere il modo di risolvere questioni che la politica non ha saputo o voluto affrontare e risolvere, i tunisini si trovano costretti a protestare violentemente perché inascoltati e rinchiusi in condizioni disumane, i lampedusani immaturi cadono nel tranello del governo e aizzati dalle dichiarazioni del sindaco trovano nella violenza non solo una valvola di sfogo ma un metodo per affermare una rabbia da troppo repressa, non per affermare idee, attenzione, perché nella testa di queste persone non credo ci siano idee chiare, ma per affermare una supremazia, un controllo del territorio, ed anche questo è tipico dell’agire mafioso. Dividere l’umanità è quello che i potenti da sempre cercano di attuare, facendo leva sulle paure e l’ignoranza, ed è quello che sta accadendo a Lampedusa, una massa stordita che crede che la risoluzione del problema sia uccidere i Tunisini e non fare arrivare più nessun migrante sull’isola.&lt;br /&gt;Da sempre è stato detto che il ruolo di Lampedusa rispetto all’immigrazione deve essere di primo soccorso e accoglienza che più di un numero di migranti Lampedusa non può accogliere, ma questo non è mai stato accolto dal governo, e oggi è il governo ad avere la prima colpa di quello che sta accadendo, dopo il governo vengono tutti quei lampedusani che si sono fatti trascinare in questa pozza di fango. Oggi abbiamo perso tutti, e abbiamo perso molto, Lampedusa che il posto che più amo in assoluto, oggi mi sembra come una casa da abbandonare, come un luogo senza più speranza, come un luogo destinato all’odio e alla violenza, un luogo dove l’egoismo e l’ignoranza hanno avuto la meglio, e questo viene da lontano, il solo fatto di avere un amministrazione con questo sindaco e con una vicesindaco leghista dice tanto, spero che i molti lampedusani che in passato hanno saputo dimostrare solidarietà non vengano travolti da tutta questa cattiveria, che ormai da troppo veniva alimentata. Spero che i ragazzi tunisini possano trovare un posto migliore dove vivere di Lampedusa e dell’Italia.&lt;br /&gt;Non voglio rinunciare alla speranza di un mondo più giusto, non voglio rinunciare alla speranza di un dialogo tra i popoli, tra i più deboli tra gli ultimi, credo in assoluta che il primo sforzo di tutte le persone che hanno una coscienza maggiore sia quello di alimentare il dibattito non solo sull’immigrazione ma su tutto quello che sta accadendo nel mondo, di rimettere la scuola e la conoscenza al centro della vita della collettività, la conoscenza diretta per prima cosa, il dialogo come strumento e come fine il bene comune. Non di un popolo , non di una classe ma dell’umanità&lt;br /&gt;Per questo chiediamo che vengano aboliti i CIE in Italia.&lt;br /&gt;Che venga scritta una nuova legge sull’immigrazione e l’integrazione&lt;br /&gt;Che le società civili europee e nord africane costruiscano una rete diretta per il dialogo e la cooperazione.&lt;br /&gt;Che l’istruzione e la cultura vengano messe ai primi posti nelle agende politiche.&lt;br /&gt;Con enorme sofferenza e speranza .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giacomo Sferlazzo, un lampedusano.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-636401014636002534?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/636401014636002534'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/636401014636002534'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/09/lettera-da-lampedusa.html' title='Lettera da Lampedusa'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-1627565401452553274</id><published>2011-09-23T13:52:00.002+02:00</published><updated>2011-09-25T13:54:08.725+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lampedusa. minori'/><title type='text'>Lampedusa - il centro bruciava già</title><content type='html'>&lt;div class="moz-text-html" lang="x-western"&gt;&lt;div class="ii gt" id=":xd"&gt;&lt;div id=":xc"&gt; &lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; margin-bottom: 0cm;"&gt;  &lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% rgb(255, 255, 255);"&gt;di Marta Bellingreri&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; margin-bottom: 0cm;"&gt;  &lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% rgb(255, 255, 255);"&gt;Tornano i riflettori su Lampedusa prima che a tornare sia stato Baglioni: come una giornata di numerosi sbarchi, come per una protesta significativa, come per dei tunisini in fuga…infine l'incendio. Quello che chi lavorava sull'isola si aspettava da almeno un mese, esattamente dal 21 agosto, con il respingimento in mare di 104 tunisini, dei quali solo 7 sono stati fatti sbarcare.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt; &lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% rgb(255, 255, 255);"&gt;Da allora sono ripresi costantemente sbarchi di tunisini, trasferimenti nei CIE o rimpatri. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% rgb(255, 255, 255);"&gt;Ci si aspettava che scoppiasse da tempo, le fiamme sono state alimentate lentamente, l'incendio è il fatto eclatante , ma nella quotidianità l'ingiustizia silente ha bruciato le persone, le speranze , la libertà.&lt;/span&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% rgb(255, 255, 255);"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% rgb(255, 255, 255);"&gt;Il centro per me bruciava da tempo, da quando ci ho messo piede la prima volta il 15 giugno, il centro per me brucia quando non si capisce perchè stare un mese in carcere senza aver compiuto reati, il centro brucia quando i minori che scappano per andarsi a fare un bagno vengono ripescati in acqua dalla polizia in tenuta antisommossa, pur essendo quei minori privati della libertà personale e trattenuti illegalmente per un mese; il centro brucia quando nonostante le denunce fai la fila per il cibo insieme alla persona che ti ha accoltellato durante il viaggio in mare; il centro brucia quando un neonato per errore viene lavato con&amp;nbsp; acqua calda e ustionato; il centro brucia quando perfino i mediatori vengono strattonati perché "pensavo fossi un tunisino"; bruciavano le ferite delle punture di zanzare e insetti, bruciavano sulla pelle le scottature dei tunisini in mare prese durante le ore cocenti del giorno, che per qualche operatore del centro erano le ore di chi "si fa a' gita, si pigghia u panino a mattina e arriva la sera e voli manciari"; il centro brucia e poi puzza di mafia, ma le ceneri di quest'ingiustizia non volano via come il vento. Il centro bruciava sempre, ma adesso c'è la visibilità e la triste scusa per dire che ci sono dei colpevoli chiamati oggi tunisini. Ma tanti altri posti dovrebbero allora bruciare. Le giornate del 20 e del 21 settembre sono state ovviamente un disastro, ma un disatro aspettato, nel centro che ora dicono che non c'è. Almeno in parte carbonizzato, la parte funzionante non danneggiata ha ospitato ancora uomini e donne tunisini , ma forse da questa sera non ce ne saranno più. Adesso il centro galleggia, è una nave CIE già sperimentata come idea nei mesi passati, ma le fiamme non si spengono.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% rgb(255, 255, 255);"&gt;Quando è scoppiato l'incendio, hanno portato via subito i disabili, tra cui quel paraplegico del 21 agosto appunto ancora trattenuto nel centro dove si dovrebbe sostare 48 ore; un altro sulla sedie a rotelle e due con le stampelle, mentre chi aveva le proprie gambe e il proprio sacco in mano scappava, superando il fumo nero che avanzava. I minori e famiglie con bambini erano già da una settimana nell'altro centro e in appartamenti a Cala Creta. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% rgb(255, 255, 255);"&gt;L'aver insistito costantemente per il trasferimento di famiglie e minori, se non dall'isola come auspicato, almeno dal Centro, è una prova di come la situazione fosse esplosiva e molto prevedibile. Nelle proteste pacifiche del 29 agosto, 5 e 7 settembre, momenti di tensione si alternavano a momenti di fruttuosa discussione ed informazione, racconti di storie che al centro, separati dai cancelli che chiudevano nel gabbio gli adulti, non si potevano sempre fare, per chi come me passava la maggior parte del tempo con minori, anch'essi spesso esasperati e in fuga. Ma già alcuni dicevano che avrebbero bruciato il centro. Senza libertà, chiusi in un gabbio da un mese, con notizie di rimpatri e CIE per 18 mesi, che cos'altro puoi pensare? &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% rgb(255, 255, 255);"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% rgb(255, 255, 255);"&gt;Nessun ferito, tutti intossicati. POi toccava ai lampedusani sfogarsi:  picchiare,  girare con le mazze,  schiaffeggiare operatori, mediatori e giornalisti così come tunisini, almeno per loro non c'è il distinguo razziale. Cittadini dell'isola, frenati solo dal ritorno di quella apparente e silente calma della Madonna di Porto Salvo, patrona dell'isola, e dall'assenza &amp;nbsp;di tunisini per strada perché quando non ci sono, allora neanche i problemi sussistono. Ma i lampedusani restano intossicati perchè la Madonna di Porto Salvo questa volta non gliela lava la coscienza, dato che in quel porto non avrà più nessuno da salvare. &lt;/span&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% rgb(255, 255, 255);"&gt;Deportazioni, rimpatri di massa, trasferimenti insensati non risolvono la domanda che la Tunisia e il sud del mondo ci pongono da tempo e dato che non abbiamo saputo mai rispondere, vengono direttamente a porgerla, sbarcando. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-1627565401452553274?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/1627565401452553274'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/1627565401452553274'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/09/lampedusa-il-centro-bruciava-gia.html' title='Lampedusa - il centro bruciava già'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-2920092363836792404</id><published>2011-09-22T16:49:00.002+02:00</published><updated>2011-09-22T16:58:01.472+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lampedusa'/><title type='text'>Lampedusa - report di Alessio Genovese</title><content type='html'>&lt;div class="post-body entry-content" dir="ltr" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Lui è uno dei migliori fotogiornalisti italiani. Si chiama Alessio  Genovese e a differenza di molti altri colleghi parla correntemente arabo, il  che gli ha permesso di passare&amp;nbsp;le ultime 48 ore insieme ai tunisini  sull'isola di Lampedusa. Gli abbiamo chiesto di raccontarci per scritto quello  che ha visto. Questa è la sua testimonianza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="post-body entry-content" dir="ltr" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=3241646156276244350&amp;amp;postID=2920092363836792404&amp;amp;from=pencil" name="more"&gt;&lt;/a&gt;A Lampedusa guerra ai tunisini e ai  giornalisti &lt;i&gt;di &lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.alessiogenovese.com/"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: #2288bb;"&gt;Alessio Genovese&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Ce li avevano descritti  come dei criminali, ex galeotti in fuga dalla Tunisia per non saldare i conti  con la giustizia. Fino alla giornata di ieri erano numeri che si aggiungevano  alle migliaia di immigrati in arrivo dal Nord Africa. Negli ultimi mesi governo  e forze dell'ordine hanno tentato di vietarci di comunicare con loro. Il diritto  di cronaca e di informazione si era arrestato davanti alle continue  intimidazioni e agli ostacoli messi apposta tra i giornalisti e loro. Oggi fanno  notizia, sono i 1300 tunisini detenuti speciali di un sistema che ha paura loro.  Sono diventati per 24 ore i paladini del diritto d'informazione in questa Italia  in cui tutti si arrendono alle circostanze troppo in fretta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo il  rogo del 20 settembre si sono riversati per le strade di Lampedusa. Il centro di  prima accoglienza dell'isola, il CPA di contrada Imbriacola, ha bruciato per  ore. Il fumo si è alzato dalla Guantanamo in mezzo al Mediterraneo dove erano  rinchiusi costringendo le forze dell'ordine ad aprire le porte. A quel punto  tutti hanno pensato una sola cosa, Libertà. Si vedevano correre smarriti per  Lampedusa. Ci sono stati poco a capire che dall'isola non si scappa e a quel  punto si sono divisi. Da subito si è avvertivo che i lampedusani erano nervosi.  Quelli che si avvicinavano a loro non erano i soliti curiosi, stavano cercando  di capire l'entità della fuga e di capire in che modo reagire. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Volevano  riappropriarsi della loro isola. Già dalle prime ore la tensione era alle  stelle. "Lampedusa non vi vuole, andate via bestie" gridavano ai migranti  impauriti e non sono mancati toni pesanti anche nei confronti delle forze  dell'ordine, "se voi non siete in grado di cacciarli ci pensiamo noi". Ad  aumentare la tensione ci ha pensato il sindaco dell'Isola, Dino De Rubeis, che  ha pubblicamente dichiarato che a Lampedusa c'è la guerra affermando che i  lampedusani avrebbero saputo risolvere il problema e difendere l'isola.  Lampedusa per loro era sotto attacco dei tunisini. Erano loro il nemico a cui  fare la guerra non la politica menefreghista del governo che ha deciso di  convertire l'isola in una galera. Per loro sono stati quei volti senza nome e  senza barba arrivati sull'isola dopo essere stati soccorsi in mare a  compromettere l'immagine del posto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Già nella notte del 20 settembre la  maggior parte degli immigrati era stata riportata nel piazzale del CPA. Fuori,  liberi si fa per dire, erano soltanto in 300 che avevano trovato rifugio nel  piazzale antistante il porto commerciale dell'isola, dove c'è anche una pompa di  benzina. La notte è trascorsa tranquilla. I tunisini hanno pregato al tramonto  la preghiera rituale e hanno vegliato per tutta la notte. Nessuno gli ha portato  da mangiare o da bere. Forze dell'ordine e lampedusani non li hanno persi di  vista un attimo facendo attenzione che non entrassero giornalisti o attivisti a  parlare con loro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ieri mattina all'alba la giornata è iniziata con le  prime voci sui respingimenti. I compagni che erano stati trasferiti, prima e  dopo il rogo, hanno avvertito di essere stati rimpatriati in Tunisia. A quel  punto anche tunisini hanno cominciato a preoccuparsi. Qualcuno di loro ha  tentato di portare avanti delle trattative per essere trasferiti a mezzo nave e  non con gli aerei. Al quel punto tutti insieme hanno cominciato a gridare  "Journalist, Journalist". Chiedevano la presenza di giornalisti e di mezzi di  informazione con cui poter parlare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma dall'altro lato c'erano loro, i  lampedusani, a bloccare i pochi giornalisti presenti sull'isola. Per due volte  la troupe di Tg Sky è stata aggredita e al cameraman del Tg3 regionale, che  tentava di avvicinarsi al piazzale, hanno rotto la telecamera. Qualcuno degli  immigrati è riuscito a trovare delle lenzuola e della vernice per fare degli  striscioni. Su uno c'era scritto "Freedom, Libertà" e sull'altro "Scusa  Lampedusa". Ma quei messaggi non sono mai arrivati a nessuno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Verso le  dieci del mattino il sindaco De Rubeis ha visitato il piazzale. Ha parlato un po  con i lampedusani presenti e con le forze dell'ordine e poi si è diretto al  piazzale per parlare con i tunisini. Sicuramente ha dimostrato di non avere  paura di loro. Gli ha ribadito di non essere i ben venuti sull'isola e che  sarebbero stati cacciati con la forza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il panico si è diffuso tra i  tunisini. Molti hanno avuto paura che sarebbero stati ammazzati dai siciliani  mafiosi. E' stato allora che hanno pensato di radunarsi all'interno della pompa  di benzina sperando di non esser caricati. "Se ci sparano addosso salteremo in  aria tutti", di questo ne erano convinti. L'incomprensione non aiuta, e le forze  dell'ordine hanno pensato che gli immigrati volessero fare esplodere il  distributore. Uomini in tenuta anti-sommossa hanno chiuso l'accesso al piazzale  bloccando le quattro strade che ci arrivano. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I lampedusani si sono presi  di coraggio e si sono avvicinati ancora di più. Per più di un ora un cordone di  poliziotti ha evitato che i lampedusani aggredissero gli immigrati. Verso le  undici del mattino la situazione è degenerata. Un paio di immigrati tunisini  hanno cominciato a rispondere alle provocazioni e al lancio di pietre. Altri  hanno trovato delle bombole di gas e le hanno cominciate a mostrare ai  poliziotti minacciando di fare saltare tutto in aria se li avessero aggrediti.  Uno di loro continuava a gridare in italiano "ce ne andiamo, ma le botte no". Ma  la carica a quel punto era scontata. I poliziotti hanno caricato da tutte e  quattro le parti e anche i lampedusani si sono buttati nella mischia armati di  bastoni e ferri. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La violenza dell'aggressione è stata indescrivibile.  Uomini della Lampedusa Accoglienza hanno partecipato al linciaggio. Erano in  prima fila a picchiare e sputare sui tunisini. Gli immigrati si sono dati alla  fuga gettandosi dal muretto della pompa di benzina. I colpi arrivavano da tutte  le parti. Un gruppo di abitanti del posto tiravano pietre sugli immigrati dal  tetto di una casa. In quel momento non c'erano giornalisti o attivisti presenti,  erano stati tutti allontanati per evitare che vedessero. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un gruppetto di  5-6 immigrati feriti si era riparato nell'angolo della pompa di benzina.  Chiunque passasse di li gli ha sputato addosso insultandoli e minacciandoli. Tra  di loro di loro una persona anziana. L'avevamo notato la notte prima, quando era  possibile scoprire i nomi e le storie di quei volti. Muhammed E. ha 48 anni. Ha  vissuto e lavorato per 18 anni a Padova fino al giorno in cui si è infortunato  sul lavoro. Dal '97 è in causa con la EDIL MET srl e il suo avvocato ha smesso  di seguirlo dal 2001 quando andò in convalescenza in Tunisia. Per negligenza del  datore di lavoro è caduto da una impalcatura e gli hanno asportato la milza e un  testicolo. Veniva in Italia per riprendersi la sua vita. La notte prima, quando  quei volti avevano un nome, ci aveva chiesto di potere parlare con un  responsabile del Governo. Adesso Muhammad ha del sangue che gli esce dalla testa  e ha gli occhi pieni di paura. Il suo sogno di una vita migliore in Italia muore  a Lampedusa.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="post-body entry-content" dir="ltr" style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: x-small;"&gt;&lt;i&gt;di Alessio Genovese&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=wqV4yXOL900&amp;amp;feature=share%20%20"&gt;video...&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=dLWC9mKGxfk&amp;amp;feature=share"&gt;video...&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-2920092363836792404?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/2920092363836792404'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/2920092363836792404'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/09/lampedusa-report-di-alessio-genovese.html' title='Lampedusa - report di Alessio Genovese'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-726607625022978429</id><published>2011-09-22T12:06:00.000+02:00</published><updated>2011-09-22T12:06:31.439+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pescatori tunisini'/><title type='text'>Dopo quattro anni di processo: Assoluzione per i due  comandanti tunisini che hanno salvato 44 naufraghi</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;La sezione siciliana dell’ASGI e la ONLUS Borderline Sicilia esprimono soddisfazione per la sentenza di assoluzione in appello nei confronti dei due comandanti dei pescherecci tunisini che nel 2007 finirono sotto processo dopo essere stati arrestati al loro arrivo a Lampedusa per avere tratto in salvo 44 naufraghi nel Canale di Sicilia. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;All’esito della requisitoria, nella quale il procuratore delle Repubblica Umberto De Giglio chiedeva l’assoluzione di Abdelbasset Zenzeri ed Abdelkarim Bayoudh ritenendo illogico il giudizio di assoluzione soltanto parziale pronunciato dal Tribunale di Agrigento in primo grado, la 3° sezione della Corte di Appello di Palermo ha riformato la sentenza di primo grado, assolvendo i due comandanti perché il fatto non costituisce reato in quanto nell’azione di salvataggio ricorreva un evidente stato di necessità. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Le associazioni si augurano che dannosi e paradossali processi come quello che ha coinvolto i sette pescatori tunisini non vengano più avviati, a garanzia dello stato di diritto e delle convenzioni del mare. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Riteniamo, infatti, che nessuno debba essere incriminato per avere adempiuto ad un obbligo di legge, oltre che ad un dovere etico. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Infine le associazioni si congratulano per l’eccellente lavoro dei due difensori di fiducia, gli avvocati Leonardo Marino e Giacomo La Russa, che hanno creduto nell’innocenza degli imputati e lavorato per più di quattro anni perché fosse fatto finalmente giustizia, in stretta collaborazione con le associazioni antirazziste che fin dal principio hanno manifestato tutta la loro solidarietà ai sette pescatori di Teboulba. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Contatti:&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Asgi – sezione Sicilia: Avv. Leonardo Marino: +39-328-6296334&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Borderline Sicilia Onlus: +39-340-980 21 96 borderlinesicilia@libero.it&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-726607625022978429?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/726607625022978429'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/726607625022978429'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/09/dopo-quattro-anni-di-processo.html' title='Dopo quattro anni di processo: Assoluzione per i due  comandanti tunisini che hanno salvato 44 naufraghi'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-5045662958496788301</id><published>2011-09-20T19:39:00.003+02:00</published><updated>2011-09-20T19:48:34.592+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lampedusa'/><title type='text'>Incendio a Lampedusa</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Oggi un padiglione al centro di Contrada Imbriacola ha preso fuoco. A causa del maestrale il fumo è arrivato anche in cerntro città. Circa 800 si sono sparsi in piccoli gruppi tra il molo commerciale ed il  molo Favaloro. Un paio di lampedusani nella zona del porto ha tentato di  linciare tunisini e polizziotti presenti sul posto. Un Lampedusano ha dichiarato ad un giornalista che i Tunisini hanno dato  fuoco perchè sono stufi di stare rinchiusi, così come sono stanchi i  Lampedusani di questa situazione. Gli altri Tunisini sono rimasti in prossimità del centro di contrada  Imbriacola. Non è vero quello che dice il sindaco de Rubeis che tutti i migranti si dirigono verso via Roma in centro. Vedete su: &lt;a href="http://videochat.corriere.it/index_H2401.shtml"&gt;http://videochat.corriere.it/index_H2401.shtml&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-5045662958496788301?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/5045662958496788301'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/5045662958496788301'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/09/incendio-lampedusa.html' title='Incendio a Lampedusa'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-3616116704935491857</id><published>2011-09-18T09:02:00.002+02:00</published><updated>2011-10-21T09:03:59.136+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mineo'/><title type='text'>Che aria tira nel megaCara di Mineo?</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Trascorso il caldo mese di Ramadan a Mineo la situazione all’esterno sembrerebbe tranquilla (anche in seguito al trasferimento “volontario” in altri Cara di oltre 400 richiedenti asilo, che avevano partecipato alle combattive proteste nei mesi scorsi). Tutti sono in attesa del cambio gestione del centro, visto che dall’1/9 settembre il consorzio di cooperative sociali, aderente alla Lega Coop, Sisifo ha vinto la gara d’appalto, ma ancora molti servizi (come la cucina, il cui costo giornaliero è di euro 17.000 al giorno, quasi 10 euro al giorno per migrante ) sono ancora gestiti dalla CRI. Su questo consorzio vorremmo sottolineare alcune questioni, già denunciate dal giornalista Antonio Mazzeo:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;---Il consorzio “ha dato origine a LampedusaAccoglienza, la società a responsabilità limitata che dal giugno 2007 gestisce il Centro di soccorso e prima accoglienza (CSPA) di contrada Imbriacola, a Lampedusa. Si tratta della struttura-lager dove vengono stipati in condizioni semidetentive i migranti in fuga dalle guerre e dalle crisi socio-economiche che imperversano nel continente africano. Quindici chilometri più distante sorge l’ex base militare USA “Loran”, convertita in albergo-prigione per oltre duecento adolescenti, anch’esso gestito dal personale della Srl in mano a Sisifo. Il potente consorzio “rosso” può contare su fatturati multimilionari grazie all’offerta, fatta alla Regione Sicilia e agli enti locali, di un ampio ventaglio di interventi sanitari e socio-assistenziali a favore di diversamente abili, minori, anziani, tossicodipendenti e malati terminali. Un radicamento sul territorio che consente di mobilitare, all’occorrenza, clientele e pacchetti di voti a favore di politici di centro destra e centro sinistra. Uno di essi, Nunzio Parrinello, eletto alla Provincia di Catania nelle file degli “autonomisti” del governatore Lombardo, è finito nelle maglie della recentissima inchiesta giudiziaria sulla mala gestione dei servizi sociali nella Sicilia orientale, insieme a una settantina tra amministratori, funzionari e operatori del privato assistenziale. Secondo l’accusa ci sarebbero stati una serie di appalti truccati nella gestione di alcuni servizi, a favore dei soggetti più svantaggiati. Gli affidamenti avvenivano sempre per trattativa privata e con sovrafatturazioni che consentivano ampi margini di “guadagno” a sodali e intermediari. &lt;br /&gt;Tra gli indagati del maxi scandalo compare pure il rappresentante legale della cooperativa Città del Sole di Catania, Antonino Novello, membro del Cda del Consorzio Sisifo e dirigente regionale LegaCoop. Consigliere regionale dell’Unione italiana ciechi, Novello è stato un fedele sostenitore delle campagne di tesseramento del Psi (area Salvo Andò, ex ministro della Difesa). Guai in vista pure per il vicepresidente di Sisifo e odierno amministratore delegato di LampedusaAccoglienza, Cono Galipò. La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Patti ne ha chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di truffa aggravata e continuata per la gestione del centro per richiedenti asilo di Sant’Angelo di Brolo (Me). Secondo gli inquirenti, Galipò avrebbe trattenuto gli ospiti nel centro dopo il rilascio dei permessi di soggiorno, procurando al consorzio Sisifo un “illecito profitto” stimato in 468.280 euro + Iva. L’udienza preliminare è fissata per il prossimo 18 ottobre” (Articolo pubblicato in Left – Avvenimenti, n. 36 del 16 settembre 2011). &lt;br /&gt;Speriamo che i migranti con questo cambio gestione, visti questi guai giudiziari, non finiscano dalla padella alla brace! Intanto&amp;nbsp; i drammatici problemi che da mesi denunciamo sostanzialmente persistono:&lt;br /&gt;--- I richiedenti asilo hanno diritto nello schema di capitolato per i Cara ad un contributo di 5 euro ogni 2 giorni più a schede telefoniche, collegamenti ad internet e sigarette, invece nel megaCara di Mineo, sin dall’inizio a marzo non è stato mai dato alcunché, la condizione d’indigenza pertanto è cresciuta, vedremo se con la nuova gestione il problema verrà al più presto risolto; ciò non toglie che tutti i richiedenti asilo, a partire dal primo giorno di “accoglienza”, avrebbero diritto a ricevere i contributi economici arretrati . Sarebbe vergognoso che, dopo che si dilapida allegramente denaro pubblico (vedi affitto alla Pizzarotti), ci si riduca a risparmiare proprio sulla pelle dei migranti. Conosciamo casi di migranti, che non hanno potuto usufruire da molte settimane del permesso di soggiorno perché non hanno il denaro per pagarselo, ma intanto rimangono inutilmente nel centro sprecando tempo prezioso per ricongiungersi con i familiari e cercare un lavoro.&lt;br /&gt;---Il collegamento con bus navetta con Mineo finalmente non è più a pagamento; la ditta Simili per mesi ha fatto pagare ai migranti un biglietto A/R di 2 euro, ma la maggioranza non avendo denaro è stata costretta a raggiungere Mineo a piedi. Adesso c’è un bus di 50 posti, sempre della ditta Simili, che parte la mattina e ritorna da Mineo alle 12, senza corse pomeridiane; quest’unico bus costringe i migranti a lunghe file e la stragrande maggioranza (a Mineo sono oltre 1800 i richiedenti asilo) rimane a piedi ; perché non si aumentano i collegamenti con corse anche il pomeriggio? Potenziando le corse si evita sia il viaggio a piedi e si previene la possibilità che qualcuno prenda qualche prodotto dei terreni circostanti.&lt;br /&gt;Da mesi denunciamo che questa scellerata esperienza del megaCara di Mineo, in attuazione delle disumane politiche governative, nei fatti moltiplica, anziché prevenire, le emergenze. Quando da mesi si lascia i richiedenti asilo senza quel po’ di denaro (previsto per legge) , i partiti xenofobi&amp;nbsp; cominciano a cavalcare la protesta fra gli agricoltori creando l’allarme sicurezza, che sta contagiando anche le amministrazioni comunali circostanti. Il cerchio si chiude con l’indifferenza dei media nel monitorare le quotidiane violazioni dei diritti umani dei migranti, senza tentare di comunicare con loro e con le associazioni solidali. Sin da marzo ininterrottamente abbiamo promosso numerose attività (sportello legale, distribuzione di dizionari e vestiti, animazione musicale, incontri interetnici e da luglio, grazie ai medici della Lila, assistenza sanitaria), ma l’attenzione dei media è stata quasi inesistente, tranne quando il 25/7 nella giornata LasciateCI Entrare è entrata una frettolosa e superficiale delegazione di parlamentari.&lt;br /&gt;Come Rete Antirazzista Catanese, insieme a varie realtà solidali,&amp;nbsp; sin dall’inizio di questa dispendiosa e clientelare&amp;nbsp; avventura abbiamo proposto che la strada di una reale accoglienza è diametralmente opposta a quella di un centro di segregazione lontano dai centri abitati;&amp;nbsp; moltiplicando i progetti SPRAR nei paesi del calatino ed in tutta la Sicilia, con costi molto più ridotti, si favorirebbe una reale inserimento sociale dei migranti, così come da anni avviene a Riace ed in alcuni paesi della Locride; invece in questi mesi si sono scaricate&amp;nbsp; sulla pelle dei migranti (di 37 nazionalità) l’incapacità e l’impossibilità di gestire un megaCara , creando ed esasperando le tensioni per poi reprimerle militarmente ed innescare così fratricide guerre fra poveri nel calatino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CHIUDERE IL VILLAGGIO DELLA « SOLIDARIETA' » IN TEMPI RAPIDI E' POSSIBILE E PER I MIGRANTI E’ NECESSARIO!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Rete Antirazzista Catanese&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-3616116704935491857?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/3616116704935491857'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/3616116704935491857'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/09/che-aria-tira-nel-megacara-di-mineo.html' title='Che aria tira nel megaCara di Mineo?'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-6006813386669814508</id><published>2011-09-16T09:10:00.000+02:00</published><updated>2012-01-09T12:18:53.928+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cooperative rosse'/><title type='text'>Le Cooperative rosse fanno cassa sui migranti</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;di Antonio Mazzeo &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Il consorzio Sisifo controlla la struttura lager di Lampedusa e fornisce servizi socio assistenziali in tutta la Sicilia. Un monopolista nel settore con qualche guaio giudiziario. Mineo ma non solo. Quella del mega centro d’accoglienza per richiedenti asilo in provincia di Catania non è certo l’unica fatica di Sisifo nel lucroso campo dell’“emergenza” migranti. Il consorzio, costituito da 25 cooperative sociali siciliane aderenti a LegaCoop, ha infatti dato origine a LampedusaAccoglienza, la società a responsabilità limitata che dal giugno 2007 gestisce il Centro di soccorso e prima accoglienza (CSPA) di contrada Imbriacola, a Lampedusa. Si tratta della struttura-lager dove vengono stipati in condizioni semidetentive i migranti in fuga dalle guerre e dalle crisi socio-economiche che imperversano nel continente africano. Quindici chilometri più distante sorge l’ex base militare USA “Loran”, convertita in albergo-prigione per oltre duecento adolescenti, anch’esso gestito dal personale della Srl in mano a Sisifo. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Dall’agosto 2010 anche il CSPA di Cagliari-Elmas, un centro ricavato all’interno della zona militare dello scalo aeroportuale, è finito sotto il controllo del consorzio siciliano. Sempre in ambito emergenza immigrati Spa, Sisifo coordina il progetto di accoglienza di una decina di profughi nella ex caserma dei carabinieri di Castroreale (Me) e, grazie all’aderente cooperativa Azione Sociale, la Casa del Mudar di Barcellona Pozzo di Gotto dove sono ospitati alcuni minori di origine tunisina. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Il potente consorzio “rosso” può contare su fatturati multimilionari grazie all’offerta, fatta alla Regione Sicilia e agli enti locali, di un ampio ventaglio di interventi sanitari e socio-assistenziali a favore di diversamente abili, minori, anziani, tossicodipendenti e malati terminali. Un radicamento sul territorio che consente di mobilitare, all’occorrenza, clientele e pacchetti di voti a favore di politici di centro destra e centro sinistra. Uno di essi, Nunzio Parrinello, eletto alla Provincia di Catania nelle file degli “autonomisti” del governatore Lombardo, è finito nelle maglie della recentissima inchiesta giudiziaria sulla mala gestione dei servizi sociali nella Sicilia orientale, insieme a una settantina tra amministratori, funzionari e operatori del privato assistenziale. Secondo l’accusa ci sarebbero stati una serie di appalti truccati nella gestione di alcuni servizi, a favore dei soggetti più svantaggiati. Gli affidamenti avvenivano sempre per trattativa privata e con sovrafatturazioni che consentivano ampi margini di “guadagno” a sodali e intermediari. Tra i “servizi” sotto indagine, quello di telesoccorso affidato dal distretto sociosanitario alla cooperativa “Luigi Sturzo onlus” di Catania, socia Sisifo, presieduta da Parrinello. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Tra gli indagati del maxi scandalo compare pure il rappresentante legale della cooperativa Città del Sole di Catania, Antonino Novello, membro del Cda del Consorzio Sisifo e dirigente regionale LegaCoop. Consigliere regionale dell’Unione italiana ciechi, Novello è stato un fedele sostenitore delle campagne di tesseramento del Psi (area Salvo Andò, ex ministro della Difesa). Nonostante lo scivolone giudiziario è stato nominato coordinatore del progetto Ue-Città del Sole per la formazione e l’inserimento lavorativo dei detenuti delle direzioni penitenziarie di Catania e Giarre.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Guai in vista pure per il vicepresidente di Sisifo e odierno amministratore delegato di LampedusaAccoglienza, Cono Galipò. La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Patti ne ha chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di truffa aggravata e continuata per la gestione del centro per richiedenti asilo di Sant’Angelo di Brolo (Me), attivo dal settembre 2008 al maggio 2010. Secondo gli inquirenti, Galipò avrebbe trattenuto gli ospiti nel centro dopo il rilascio dei permessi di soggiorno, procurando al consorzio Sisifo un “illecito profitto” stimato in 468.280 euro + Iva. L’udienza preliminare è fissata per il prossimo 18 ottobre.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Articolo pubblicato in Left – Avvenimenti, n. 36 del 16 settembre 2011&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-6006813386669814508?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/6006813386669814508'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/6006813386669814508'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/09/le-cooperative-rosse-fanno-cassa-sui.html' title='Le Cooperative rosse fanno cassa sui migranti'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-7471903367669933152</id><published>2011-09-13T13:41:00.001+02:00</published><updated>2011-09-15T13:46:14.246+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lampedusa'/><title type='text'>Report Lampedusa 10-12 settembre 2011</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Sabato 10 settembre è giornata di sbarchi. 7 dalle ore 10 alle 22. Un totale di circa 600 persone, che aggiunte alle 500 circa già presenti nei due centri fanno 1100 persone rinchiuse, in attesa di identificazione e trasferimento nei CIE o di rimpatrio. Domenica si è verificato un ulteriore sbarco alle 4 del mattino e uno di 36 persone a Linosa.&amp;nbsp;Si tratta in questi ultimi sbarchi esclusivamente di tunisini. Poche donne e minori. In questo modo, dato lo status dei tunisini che non hanno accesso alla procedura d’asilo, i centri lampedusani si sono tacitamente trasformati in CIE.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;La rivolta di qualche giorno fa è rientrata, ma le condizioni interne al centro restano disagiate, per il numero di migranti, per un generale atteggiamento rigido nei confronti in particolare dei tunisini e per le solite inefficienze dell’ente gestore che nascondono in parte la volontà di umiliare e spezzare questa gente e in parte l’esclusivo interesse a minimizzare i costi e massimizzare il profitto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;La condizione delle donne e delle ragazze (minori nigeriane e tunisine) è particolarmente vulnerabile per via della promiscuità all’interno del centro. Sembra molto probabile che queste vengano indotte a prestazioni sessuali in cambio di protezione o di favori.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;In generale l’isola si è svuotata di turisti. I lampedusani lamentano continuamente la brevità e scarsezza della stagione turistica. I più illuminati danno almeno parte della colpa all’assenza politica che non è stata capace di calmierare i prezzi dei voli (in particolare da Milano).&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;Molti se la prendono con i giornalisti. La troupe cinematografica tedesca che era con me è stata aggredita e insultata da un gruppetto di ragazzine (16-17 anni) quando ha cercato di filmare uno sbarco. Loro pensavano che le ragazze non volessero essere riprese, invece erano inviperite contro i giornalisti che rovinano l’immagine dell’isola e mettono a rischio la loro sussistenza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;In altri (non rari) casi si sostiene la tesi contro i clandestini: “Ne va della mia sopravvivenza contro la mia. Se ne vedo uno, io ci sparo” (un lampedusano in aereoporto). E’ diffusa l’opinione che mentre gli africani (sub-sahariani) sono brava gente in difficoltà, i tunisini sono in massima parte ex-galeotti senza scrupoli e pericolosi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;Alice Pugliese&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-7471903367669933152?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/7471903367669933152'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/7471903367669933152'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/09/report-lampedusa-10-12-settembre-2011.html' title='Report Lampedusa 10-12 settembre 2011'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-3886419132822853036</id><published>2011-09-09T16:47:00.001+02:00</published><updated>2011-09-09T16:48:03.522+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mineo'/><title type='text'>Mineo, incontro interetnico il 10 settembre</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;SABATO 10 settembre di fronte al villaggio degli aranci INCONTRO INTERETNICO dalle 17,30 ( sarà presente il camper della LILA con alcuni medici ). &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Dopo la deportazione in altri Cara italiani, effettuata in agosto, di oltre 400 migranti ritenuti pericolosi per l'ordine all'interno del megaCara di Mineo perchè i più determinati a difendere i propri diritti, sono arrivati nei giorni scorsi oltre 300 nuovi richiedenti asilo, fuggiti dalla guerra in Libia e provenienti da Lampedusa. Le commissioni, dopo le ferie, riprendono le audizioni (circa10 al giorno), ma dopo mesi di snervante attesa la situazione è ancora alquanto confusa, gli interpreti non sono sufficientemente preparati e consapevoli della gravità dei problemi trattati e le commissioni procedono inesorabili, con alte percentuali di dinieghi .&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Dall’1/9 l’intera gestione dei servizi è passata al consorzio di cooperative sociali Sisifo, che ha vinto la gara d’appalto nel periodo di ferragosto con una velocità impressionante; dopo mesi di confusa gestione del megaCara (finora non si è rispettato lo schema di capitolato in vigore in tutti gli altri Cara d’Italia) .&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Come Rete Antirazzista Catanese, insieme a varie realtà solidali, sin dall’inizio di questa dispendiosa, clientelare e disumana avventura abbiamo proposto che la strada di una reale accoglienza è diametralmente opposta a quella di un centro di segregazione lontano dai centri abitati; moltiplicando i progetti SPRAR nei paesi del calatino ed in tutta la Sicilia, con costi molto più ridotti si favorirebbe una reale inserimento sociale dei migranti, così come da anni avviene a Riace ed in alcuni paesi della Locride; invece in questi mesi si sono scaricate sulla pelle di oltre 2000 migranti (di 37 nazionalità) l’incapacità e l’impossibilità di gestire un megaCara , creando ed esasperando le tensioni per poi reprimerle militarmente ed innescare così fratricide guerre fra poveri nel calatino.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;CHIUDERE IL VILLAGGIO DELLA « SOLIDARIETA' » IN TEMPI RAPIDI E' POSSIBILE E PER I MIGRANTI E’ NECESSARIO!&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Rete Antirazzista Catanese&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-3886419132822853036?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/3886419132822853036'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/3886419132822853036'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/09/mineo-incotro-interetnico-il-10.html' title='Mineo, incontro interetnico il 10 settembre'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-5967224623736695330</id><published>2011-09-08T16:39:00.008+02:00</published><updated>2011-09-09T16:41:06.733+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lampedusa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='respingimenti'/><title type='text'>Lampedusa, da mesi respingimenti</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Di Antonello Mangano per terrelibere&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Da mesi l`Italia effettua respingimenti in mare tra Lampedusa e Tunisia. Un salvataggio diventa respingimento dopo una telefonata. Un profugo saharawi potrà chiedere asilo solo perché si è gettato in mare rompendosi una gamba. Un tunisino viene fatto sbarcare perché si è portato da casa la carrozzina. Il governo rischia la condanna a Strasburgo per i respingimenti del 2009. Maroni si vanta delle espulsioni. E a Lampedusa le notizie sono censurate e l`isola è blindata. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;LAMPEDUSA (AG) - “Abbiamo scritto alle autorità competenti esprimendo preoccupazione per l`avvenuto respingimento. La nostra posizione rimane la stessa: no ai respingimenti`, ci dice Laura Boldrini, portavoce dell`ACNUR, l`agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di rifugiati. “Chiediamo semplicemente l`accesso al territorio, la procedura di identificazione, l`accesso alla procedura di asilo e – in caso negativo – il provvedimento di respingimento`. La richiesta è molto chiara: “Chiediamo solo l`applicazione della legge. Anche se sappiamo che i tunisini sono spesso migranti economici, l`esame deve comunque essere individuale poiché la legge non ammette provvedimenti collettivi di allontanamento dal territorio`.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Qualche giorno fa un singolare episodio a Lampedusa ha svelato che l`Italia ha ripreso la pratica illegale dei respingimenti collettivi. Una motovedetta della Finanza entra in porto e riprende il mare a tutta velocità. Sul molo un cordone di polizia tiene indietro gli operatori delle associazioni umanitarie, con l`eccezione di un medico dell`Ordine di Malta che sale sui natanti e constata che ci sono sette persone in precarie condizioni fisiche.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;In mare aperto, centoquattro migranti venivano invece trasferiti a bordo di una motovedetta tunisina. Tra i sette malati, due donne, un minore, un uomo in barella e un paraplegico, partito direttamente con la carrozzina. Un evento di soccorso – la barca era in avaria e imbarcava acqua – che diventa un respingimento dopo un ordine che arriva dal Viminale. Perché si tratta di pratiche illegali? Uno straniero ha il diritto di accedere alla pratica dell`asilo, poi sarà la commissione italiana a decidere se accordarlo o meno. Il nostro governo è già sotto processo per i respingimenti del 2009, quando i profughi delle guerre del Corno d`Africa furono ricacciati in Libia in seguito agli accordi tra Berlusconi e Gheddafi. Il procedimento è in pieno svolgimento per violazione della Convenzione di Ginevra e della Convenzione europea dei diritti dell`uomo. Si attende la sentenza. Anche in questo caso sono stati stipulati accordi bilaterali, ma con il governo provvisorio tunisino, mai legittimato dalle urne. I tunisini sono ritenuti “migranti economici`, dunque non potrebbero accedere all`asilo. Ma per legge l`esame deve avvenire sulla base della storia individuale e non per provenienza etnica. E poi non è detto che su una barca che viene dalla Tunisia ci siano solo tunisini. Nel corso del respingimento citato, infatti, un uomo si è gettato in mare durante il trasbordo, appena ha capito che stava per tornare indietro. Nella caduta si è ferito alla caviglia. E` stato soccorso e l`unità della Marina Militare è rientrata alle cinque del mattino. Il profugo ha poi dichiarato di essere saharawi, dunque è un potenziale richiedente asilo che potrà accedere alla procedura solo perché è sfuggito al respingimento tuffandosi in piena notte. Il popolo del Sahara occidentale lotta per l`indipendenza già dalla decolonizzazione spagnola ed è perseguitato dal Marocco che non riconosce il piccolo stato tra deserto e oceano Atlantico.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Una pratica in atto da mesi&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Per tutti gli altri il diritto di chiedere asilo è stato cancellato da uno sguardo. Il personale che partecipa ai soccorsi ci spiega cosa succede in questi casi. Se arrivano ordini dall`alto si procede al respingimento. “Quanto arrivano da ovest supponiamo che siano tunisini. Dalla carnagione si riesce intuitivamente a capire se sono maghrebini. Distinguiamo i tratti somatici dei somali da quelli dei tunisini`. Ma come riconoscere un saharawi? La vera identificazione si può fare solo a terra. E così un`occhiata – o una telefonata in ritardo - decide il destino delle persone.Tutte le fonti interpellate – dagli operatori umanitari ai testimoni, fino ai protagonisti del soccorso – ci confermano il contrasto tra leggi del mare (l`obbligo di salvare vite umane) e ordini “romani`, in questo caso giunti con un ritardo che ha permesso almeno di sbarcare i migranti visibilmente malati. E` palpabile la tensione tra il dovere di obbedire e l`etica di uomini che hanno scelto come mestiere il salvataggio in mare. Il respingimento del 21 agosto non è un caso isolato. Da mesi viene attuata questa politica. La barca viene solitamente individuata dai pattugliatori che quotidianamente scandagliano il mare. Un lavoro costante che coinvolge le unità della Finanza, della Capitaneria e quelle della Marina Militare in missione presso le coste tunisine (due navi a rotazione e un aereo Atlantic). I comunicati ufficiali dello Stato maggiore della Difesa parlano genericamente di “sorveglianza per l`emergenza immigrazione in applicazione dell`intesa italo-tunisina`. Se ci sono segnali di pericolo (nave alla deriva o che imbarca acqua) si attiva la procedura SAR (Search and Rescue), per cui i migranti vengono soccorsi. In caso contrario, si trasbordano i migranti sulle navi della Marina e quindi sulle motovedette tunisine. “Non saprei dire quanto i respingimenti frenano il flusso di tunisini`, ci dicono. “Dal Ministero dell`Interno ci sono delle questioni di ordine pubblico. Se prevedono che queste persone non devono venire, perché ci sono dei motivi sopra di me, solitamente ci danno delle indicazioni`. Ordini che permettono a Maroni – come avvenuto qualche giorno fa al Meeting di Rimini – di vantarsi dei numeri (13 mila rimpatri in 6 mesi, ma i dati sono evidentemente falsati dai respingimenti) e presentarsi alla base leghista come freno all`immigrazione. Dal primo al 21 agosto sono sbarcate a Lampedusa 4.637 persone dalla rotta libica e appena 497 dalla Tunisia. Con condizioni meteomare ideali e una distanza di poche miglia, si tratta di un numero ridicolo. Lo scorso due agosto il Parlamento ha approvato un decreto proposto da Maroni che permette la detenzione in un CIE (Centri di identificazione) fino a un anno e mezzo. Dunque, per conoscere l`identità di un migrante possono bastare pochi minuti in mezzo al mare e un`occhiata. Oppure servono 18 mesi in una struttura detentiva e una sequenza interminabile di documenti che viaggiano dai consolati. Molti “ospiti` dei CIE hanno subito condanne penali, dunque dovrebbero essere già abbondantemente identificati. E invece vengono ulteriormente trattenuti.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;L`isola blindata&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;A Lampedusa sono arrivati e arrivano centinaia di giornalisti da tutto il mondo. La ricerca e la verifica delle notizie, nel corso del tempo, è diventata sempre più difficile. E` praticamente impossibile parlare coi migranti, rinchiusi nella vallone del centro di accoglienza, da cui teoricamente potrebbero uscire. La struttura è protetta dai corpi militari e da un check point come fosse la più segreta delle basi militari. Nei centri per migranti non si entra in seguito alla circolare di marzo che permette l`ingresso solo alle associazioni umanitarie. “Stanno rinchiusi perché così le procedure sono più rapide. Non abbiamo niente da nascondere`, ci dicono i responsabili degli enti gestori. Sta di fatto che nessuno sa cosa succede dall`altra parte delle sbarre e vengono fuori solo le notizie più gravi, come la sassaiola di ieri messa in atto dai tunisini che si oppongono al rimpatrio. I migranti erano usciti dal centro e avevano inscenato una protesta al molo. Sono stati riaccompagnati dentro, dove hanno continuato la rivolta. Nell`isola nessuno rilascia dichiarazioni, né tra i corpi militari né tra le organizzazioni umanitarie. Tutti parlano a livello informale, anche per ore, e poi ci rimandano all`ufficio stampa nazionale, l`unico abilitato a parlare. Gli effetti possono essere curiosi. Da Roma, l`ufficio stampa della Guardia di Finanza conferma il respingimento ma smentisce la manovra al porto, che però è confermata dalle riprese effettuate dagli inviati di Sky e dalle foto di un free lance. “Io le dico quello che so da Roma... So quello che è stato riportato dai miei colleghi...`. Quelli che in loco hanno visto non possono parlare, coloro che sono abilitati a parlare non hanno potuto vedere. A Lampedusa la verità è nascosta da una ragione di Stato che si confonde con gli interessi di pochi politici. La legalità è sospesa e sono in vigore le procedure di emergenza. Decine di camionette militari e posti di blocco garantiscono la tranquillità dei turisti lombardi e veneti e l`invisibilità dei migranti. I militari sorvegliano persino il deposito dei barconi degli immigrati. Le convenzioni internazionali vengono violate. E finora nessuno trova niente da ridire, fatta eccezione per un comunicato dell`Arci e per la protesta dell`Acnur che riportiamo per la prima volta. &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.terrelibere.org/4327-lampedusa-da-mesi-respingimenti-in-mare-ecco-come-litalia-viola-le-leggi-internazionali" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;vai a terrelibere...&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-5967224623736695330?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/5967224623736695330'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/5967224623736695330'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/09/lampedusa-da-mesi-respingimenti.html' title='Lampedusa, da mesi respingimenti'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-3385715611761093118</id><published>2011-09-06T22:47:00.000+02:00</published><updated>2011-09-06T22:47:30.809+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lampedusa'/><title type='text'>Il Falco ed il bambino</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Alessandra Ballerini, avvocato di Terre des Hommes, racconta da Lampedusa&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Il Falco è arrivato sull'Isola dalla Tunisia, appoggiato sul braccio del suo compagno di viaggio (nonché proprietario ed addestratore), un pò provato ma in buona salute. Il bambino, un fagotto di tre mesi, è sbarcato a Lampedusa il 6 agosto, insieme ai genitori, al fratellino di 16 mesi ed alla sorella di sette anni.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt; Omar, il bambino, scappava con la famiglia dalla guerra in Libia, la terra dove i suoi genitori avevano deciso di rifugiarsi dopo essere fuggiti dal Darfur e dal Ciad. Ci sono vite, ci sono famiglie, che non fanno che scappare. Soffrire e scappare. Omar, il bambino, ha navigato 50 ore prima di approdare sull'Isola e nel viaggio ha visto 300 tra uomini e donne pregare ed imprecare, ha visto corpi incastrati e calpestati e ha visto il sangue. Ha visto accoltellare il padre e ha visto i suoi aggressori tentare di ucciderlo con pugni e lame fino a quando un elicottero non ha illuminato la barca e uomini in divisa li hanno condotti in salvo. Il Falco è di specie protetta, Falco pellegrino. Un rapace fiero e prezioso e perfettamente addestrato dal giovane tunisino che lo porta con sè. Il Falco, appena arrivato al centro di Contrada Imbriacola (dove stanno rinchiusi e ammassati un migliaio di profughi) è stato accudito e curato: a lui è stata dedicata una stanza personale, per lui è stato procurato cibo speciale, perchè non avesse a patire neppre un attimo nella sua nuova dimora. Omar, il bambino, dorme da 30 giorni su un materasso di gommapiuma buttato per terra, in una stanza condivisa con altri compagni di sventura. Omar è un neonato sudanese profugo dalla Libia, dovrebbe, come neonato e come profugo, appartenere anche lui ad almeno due categorie protette. Ma non è un rapace. Per il Falco si è cercata e trovata in pochissime ore una collocazione adeguata, perchè è evidente che contrada Imbriacola non è luogo adatto neppure per farci dormire un rapace. E così, in men che non si dica, viene immediatamente disposto il suo trasferimento in una "residenza protetta" perchè neanche una piuma risenta della detenzione nel Cpsa. Il Falco viene preso in consegna da mani esperte e strappato dal braccio del suo giovane amico (e legittimo proprietario) tunisino. Il ragazzo resta così solo e disperato, rinchiuso a Contrada Imbriacola. Lui è un profugo tunisino, non appartiene evidentemente a nessuna specie protetta e dunque non merita nè una degna accoglienza nè tantomento la libertà. Non solo, essendo stato privato della compagnia del rapace non gode nepure di riflesso dei benefici e dei privilegi che venivano concessi al Falco: e così si scorda la stanza e viene ributtato in mezzo alle centinaia di altri profughi nel "gabbio" per adulti dentro il gabbione di Contrada Imbriacola. E lì si aggira, orfano del Falco, chiedendone a tutti notizie. La polizia, per tranquillizzarlo, gli ha raccontato che se riuscirà a prendere un permesso di soggiorno, il Falco (la cui posizione sul suolo Italico è già stata perfettamente regolarizzata) gli verrà restituto. MI chiede se è vero e come mai al numero di telefono della nuova dimora del rapace non risponde nessuno. Provo a chiamare anch'io: nessuna risposta. Mi arrovvello pensando ad una fantasiosa ipotesi di ricongiungimento Falco (regolarmente soggiornante) con tunisino (irregolare, trattenuto in attesa di espulsione). Ma temo di non trovare molti precedenti di giurisprudenza in materia. Omar, il bambino, oggi festeggia il suo primo mese di detenzione in Contrada Imbriacola, tra poliziotti, sporcizia e insetti. Ho scritto e segnalato l'llegittima detenzione di questo neonato e della sua famiglia a tutte le autorità ma non ho ottenuto nessuna risposta. Neppure quando il piccolo, prelevato in piena notte da un'operatrice della Lampedusa Accoglienza che aveva deciso (senza chiedere il consenso della madre) di fare un bagnetto al neonato, è rimasto gravemente ustionato dall'acqua bollente sulla gambina destra, qualcuno ha pensato che il Centro, la gabbia, fosse un luogo non dattato non solo ad un rapace ma neanche ad un neonato. Omar, il bambino, resta lì, nella gabbia.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;La madre mi fissa a lungo, mi chiede quando finirà la loro prigionia: è stanca ed è arrabbiata. Vuole prendersi cura dei suoi figli fuori da lì. E ha paura. Paura che i figli si ammalino o vengano feriti in una dell molte rivolte che settimanalmente scoppiano nel Centro. Paura dei lanci di sassi, dei manganelli e delle lamette con cui spesso i profughi, anche minorenni, si lacerano il corpo per protesta, nella vana speranza di suscitare un pò di compassione. E paura degli scafisti che avevano cercato di uccidere suo marito e che fino a pochi giorni fa erano rinchiusi nella stessa gabbia. Omar, il neonato, per sua fortuna non è in grado di riconoscerli, ma i suoi fratellini quando hanno visto di nuovo gli uomini cattivi che avevano fatto male al loro papà sono scappati via in singhiozzi. Consegno a Kadija, la madre di Omar, tutte le lettere che ho scritto per loro e le spiego che un procuratore, un uomo per bene, si sta occupando di loro, che tra le altre cose sono anche vittime e testimoni di reati gravissimi e dunque anche per questo andrebbero protetti. La rassicuro che presto, se Dio vuole, Insciallah, verranno trasferiti. Le piace che le parlo schietta, che non le mento promettendole certezze che non posseggo. E mi ripete, Insciallah, se Dio vuole. E così tocca a Dio anche farsi carico delle illegalità e della disorganizzazione di Contrada Imbriacola e tutto quello che ci gira intorno. Stanotte il Falco dormirà sonni tranquilli, dopo aver mangiato cibo selezionato, ed essere stato visitato e coccolato da mani esperte e affettuose, soffrendo forse solo un poco per la nostalgia del ragazzo che l'ha allevato. Stanotte Omar, il bambino, dovrà combattere contro il prurito di una piaga da ustione, contro le punture di insetti, il lancio di sassi e lame e le urla degli altri prigionieri. Prossima vita, Omar, se nasce profugo, gli conviene nascere rapace.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Alessandra Ballerini&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-3385715611761093118?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/3385715611761093118'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/3385715611761093118'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/09/il-falco-ed-il-bambino.html' title='Il Falco ed il bambino'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-881477176286646439</id><published>2011-08-29T16:42:00.001+02:00</published><updated>2011-08-30T16:43:34.762+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mineo'/><title type='text'>Lettera aperta degli ospiti del CARA di Mineo</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;ITALIANI, Vi preghiamo di credere che gli immigrati scampati dai proiettili e dalle bombe nel conflitto libico, la cosiddetta guerra di Libia, sono adesso il bersaglio delle ingiuste politiche europee che stanno privando i neri africani e i bengalesi degli universali diritti umani e che sfruttano il lavoro fisico e intellettuale dei migranti. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Le eroiche battaglie di migliaia e migliaia di richiedenti asilo hanno denunciato il fatto che chi chiedeva pieni diritti e libertà veniva ingiustamente recluso in stabilimenti di pena, chiamati centri di detenzione. Siamo delle persone che hanno visto in faccia la morte, per andare in Libia, che hanno visto morire i loro parenti e amici, i figli, i fratelli e le sorelle. Le persone morte nel mare davanti a noi sono troppe per poterne parlare : Libici che uccidevano tutti i neri africani (anche gli stessi libici dalla pelle nera), giorno e notte, in tutto il paese. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Ora siamo in Italia dove scopriamo che il nostro avvenire rappresenta un fastidioso problema. Le nostre mogli e i nostri bambini soffrono nei "campi" : non abbiamo nessun cibo decente, ne buoni medici, non disponiamo di soldi, ne di un servizio di trasporto. Potrete vedere delle persone, anche donne incinte, recarsi dal Campo a Mineo paese per comprare o elemosinare abiti per vestirsi. Non abbiamo soldi, sigarette, carte telefoniche per comunicare con amici e parenti. La polizia è violenta, tutto è proibito o lesinato. Le persone sono detenute per sei, sette, dieci mesi senza esame della Commissione. Quando la domanda di un nero africano ha avuto esito negativo la Commissione propone degli avvocati di sua fiducia: perchè non dovremmo essere noi a sceglierci, fuori dal Campo, i nostri avvocati? Loro hanno solo dieci avvocati per più di 3.500 persone: per quante persone lavorerà un avvocato? E quando accadrà di vedere l'ultima persona lasciare il campo di detenzione? Noi non siamo cattivi soggetti, ma solo persone che vogliono lavorare per il proprio sostentamento. La sostanza di ciò di cui le Nazioni Unite dovrebbero essere messe al corrente è che qui si consumano dei crimini contro l'umanità, affinchè si abbandonino le politiche securitarie, create ad arte per far credere che le migrazioni costituiscano un problema e una minaccia. Ci auguriamo che gli Italiani e l'Unione Europea possano comprendere che sì, certamente l'immigrazione può comportare dei problemi, ma è lontana dall'essere una calamità per la nazione in cui viviamo e risiediamo. Vorremmo essere bene accolti, che i nostri diritti venissere rispettati e che ci fossero dati i documenti (veri documenti) per muoverci nelle città e lavorare per noi stessi. E' da quando siamo detenuti nei campi di prigionia che le nostre mogli, i nostri bambini, i genitori, i parenti chiedono invano il nostro aiuto. Questo per il fatto che prima , in Libia, ci eravamo assunti delle responsabilità e perciò lavoravamo sodo per aiutarli e ricordarci di loro. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Questo documento rappresenta tutte le persone, provenienti dalla guerra di Libia, presenti in tutti i campi italiani ed è stato scritto nel campo di Mineo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;NOTA BENE : I cosiddetti lavoratori dell'ONU di questo campo non sono di alcuna utilità per gli immigrati e per questo chiediamo alle Nazioni Unite di rimuoverli, al più presto, e mandare nuove persone.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-881477176286646439?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/881477176286646439'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/881477176286646439'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/08/lettera-aperta-degli-ospiti-del-cara-di.html' title='Lettera aperta degli ospiti del CARA di Mineo'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-895318225916291235</id><published>2011-08-29T13:18:00.002+02:00</published><updated>2011-08-30T13:22:16.466+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lampedusa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='respingimenti'/><title type='text'>I respingimenti in mare continuano: quello che Maroni non dice</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Un articolo di Raffaela Cosentino - Per frenare l’arrivo di tunisini a Lampedusa il governo italiano attua da mesi operazioni di respingimento in mare, violando i diritti umani e le convenzioni internazionali. Il respingimento collettivo di 104 migranti avvenuto una settimana fa non è un caso isolato. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Lo rivelano, dopo quell’episodio, fonti che partecipano alle operazioni di soccorso in mare e che chiedono di restare anonime. I respingimenti fanno parte degli accordi italo–tunisini e finora non erano stati svelati all’opinione pubblica. Le unità navali della marina avvistano le barche di migranti che si dirigono a Lampedusa da ovest, seguendo la “rotta tunisina”. Le imbarcazioni sono chiamate anche “target” in gergo militare. Avvistato il target, l’unità della marina militare italiana avvisa il comando della guardia di finanza che è preposta alla difesa delle frontiere e al controllo dell’immigrazione irregolare. A quel punto si coordinano tra loro per sorvegliare le imbarcazioni cariche di migranti, verificandone la rotta, la velocità e le condizioni di navigazione. Quando si ritiene che la barca sia partita dalla Tunisia, viene raggiunta dalle motovedette o dall’unità della marina militare. I migranti vengono imbarcati sulla nave italiana e poi trasbordati di nuovo su una motovedetta tunisina. “E’ già successo perché rientra negli accordi bilaterali” spiegano le nostre fonti. L’identificazione in mare è sommaria. L’elemento fondamentale è la rotta a ovest di Lampedusa, l’altro aspetto su cui si basa il respingimento sono i tratti somatici. Dalla carnagione dei migranti, i militari intuiscono a occhio se sono arabi, somali o subsahariani. Un’identificazione collettiva che non permette di valutare se sulla barca ci sono potenziali richiedenti asilo, visto che la domanda di protezione internazionale avviene su base individuale e riguarda la storia personale di chi fa richiesta. Come dimostrerebbe il fatto che uno dei migranti respinti il 21 agosto, arrivato a Lampedusa dopo essersi gettato in mare e ferito a una caviglia per evitare il rimpatrio, avrebbe dichiarato di essere un Saharawi, quindi un potenziale richiedente asilo. L’identificazione veloce fatta in mezzo al Mediterraneo stride anche con il decreto del governo approvato il 2 agosto dal Parlamento, secondo cui possono servire fino a 18 mesi per identificare un immigrato recluso in un Cie. Non è la prima volta che l’Italia respinge in mare dei migranti. Nel 2009 questo tipo di operazioni, frutto del patto con l’allora alleato Gheddafi, suscitarono reazioni internazionali di condanna. A Strasburgo, l’Italia è sotto processo alla Corte europea dei diritti dell’uomo, dopo la denuncia di 13 somali e 11 eritrei respinti in Libia il 6 maggio del 2009. Dopo l’ultima udienza del 22 giugno scorso si attende la sentenza. La differenza è che ora i respingimenti sono “fantasma” e si fanno in silenzio. Dal primo al 21 agosto, data del primo respingimento di cui si è avuta notizia, sono sbarcate a Lampedusa 4.637 persone provenienti dalla guerra in Libia e 497 dalla Tunisia. Ma queste ultime avrebbero potuto essere molte di più, se non fossero state intercettate in mare e consegnate alle motovedette tunisine. Nel Mediterraneo, a largo di Lampedusa, dove migliaia di vite umane sono state salvate quest’anno dai soccorritori della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza, un numero imprecisato di altri migranti, provenienti dalla rotta tunisina, non ha neppure visto le coste dell’Europa perché è stato bloccato prima. Il tratto di mare fra Lampedusa, Malta e il nord Africa è sorvegliato palmo a palmo. I finanzieri hanno schierati tre pattugliatori, tre guardia coste e un’unità veloce. Ognuna copre una fascia oraria e un raggio d’azione tra le 18 e le 24 ore di navigazione. Gli elicotteri della guardia di finanza e della guardia costiera si alternano nelle missioni aeree quotidiane. In prossimità delle acque tunisine pattugliano un aereo Atlantic e due navi della Marina militare. I comunicati ufficiali dello Stato maggiore della Difesa parlano di semplice “sorveglianza per l’emergenza immigrazione in applicazione dell’intesa italo-tunisina” ma in realtà la procedura collaudata in questi mesi va ben oltre. Diverso il caso delle operazioni di soccorso, coordinate dalla Capitaneria di Porto, chiamate Sar “Save and Rescue”. Se la barca è in difficoltà, finanzieri e uomini della guardia costiera intervengono per salvare i migranti dal naufragio e li trasferiscono al molo Favaloro di Lampedusa per essere assistiti dal personale sanitario. Ma il 21 agosto, anche un intervento Sar si è trasformato in un respingimento. L’ordine è arrivato direttamente dal ministero dell’Interno che decide caso per caso se i migranti devono essere respinti. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;i style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Raffaella Cosentino è una giornalista professionista. Collabora con Redattore Sociale, La Repubblica. Il suo ultimo libro Quattro centesimi x cinque pallottole. Vi raccontiamo i giornalisti tra minacce e sfruttamento è recensito su Corriere Immigrazione.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-895318225916291235?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/895318225916291235'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/895318225916291235'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/08/i-respingimenti-in-mare-continuano.html' title='I respingimenti in mare continuano: quello che Maroni non dice'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-1701203311373602673</id><published>2011-08-28T16:21:00.007+02:00</published><updated>2011-08-30T16:23:16.480+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lampedusa'/><title type='text'>Diario di Lampedusa</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Antonello Mangano - Possiamo lasciare la porta aperta, dicono i turisti lombardi. L`isola è sicura, non si vede neanche un immigrato. Infatti sono rinchiusi in luoghi sperduti, isolati da tutto e tutti. Solo i ragazzi di Askausa tengono viva la memoria dei naufragi e fanno proposte politiche come il corridoio umanitario che permetta ai profughi delle guerre di arrivare in maniera sicura. “Questo è vero giornalismo`. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Al Caffé del Porto hanno ritagliato un`intera pagina della “Gazzetta di Parma`, hanno aggiunto il commento col pennarello e l`hanno incollata alla vetrata. “Tranquillità e ordine, immigrati invisibili`, racconta la giornalista emiliana. Un messaggio ai turisti del Nord. Quest`isola è un paradiso, non incontrerete neanche un tunisino, ma “Infradito e profumi africani`, come titola il giornale. I turisti milanesi confermano. Tramonti infuocati con le palme in controluce, cene a base di cous cous, dammusi con le cupolette e vento caldo. Siamo alla stessa latitudine di Kairouan, Tunisi e Algeri sono molto più a nord. “A chisti ci piace l`Africa ma senza l`africani`, commenta una volontaria. “Dormiamo la sera con le finestre e la porta di casa aperte` - racconta una coppia di Monza al giornale di Parma. “L`isola è sicura come nessun altro luogo. Siamo qui da 10 giorni e dai telegiornali abbiamo appreso che sono sbarcati 2000 immigrati, noi non abbiamo visto nulla, nemmeno un clandestino, niente. Questo è il vero scoop`. Infatti. Per non infastidire i turisti lombardi, i migranti vengono immediatamente caricati sui pullman e portati a Contrada Imbriacola, in fondo a una vallata a metà tra Matera e l`inferno dantesco. Invisibili, se non arrampicandosi da una strada secondaria e provando a scorgerli dall`alto. I minori non accompagnati, invece, vengono portati all`estremo opposto dell`isola, nell`ex base Nato chiamata Loran, un posto sperduto circondato dal filo spinato e affiancato da un curioso cimitero di barche. Anche Ben Alì faceva in questo modo. Il suo era fascismo turistico. La polizia ripuliva le strade da scocciatori e oppositori e i turisti potevano godersi il viaggio. I cani di Lampedusa possono fare il bagno. In un altro posto li chiameresti randagi, qui sono semplicemente liberi. Vagano senza padrone, dormono e la sera vanno in spiaggia quando è sgombra di turisti. Nessuno li disturba e loro non disturbano nessuno. Ai cani è concesso quello che a un ragazzo africano è negato. Non può fare una passeggiata e un tuffo in una cala dall`acqua cristallina. Altrimenti la coppia di Monza avrà paura e non lascerà la porta aperta, come quando c`era il duce. All`isola dei conigli, riserva naturale, un cartello avverte che è vietato arrampicarsi perché il calpestio dell`uomo potrebbe disturbare la lucertola algerina, rara specie africana che non si trova da nessuna parte in Europa. Se invece di un rettile arriva qui un essere umano algerino, non viene protetto ma caricato su un mezzo militare e riportato nel vallone dantesco del centro di “accoglienza`. Girando l`angolo da via Roma si vede Peppino Impastato. Il suo volto è stato dipinto sulla facciata della sede dell`associazione Askausa. Un gruppo di ragazzi che ha avviato la campagna “Io vado a Lampedusa` per un turismo responsabile che valorizzi l`isola senza criminalizzare i migranti. Ha protestato con intelligenza contro il reality montato su dalle televisioni. Ha proposto il corridoio umanitario per i profughi che provengono dall`inferno libico, che invece oggi arrivano rischiando di morire tra le onde. Infine, nei suoi locali, ha raccolto brandelli di memoria in un contesto che preferisce dimenticare e cancellare: scarpe e quaderni, pagine del Corano e teiere. Piccoli oggetti recuperati dalle barche e testimoni muti della grande migrazione del Mediterraneo. Un giorno finiranno nei libri di storia e con loro anche i ragazzi di Askausa, unici testimoni memori nella sciocca spensieratezza vacanziera.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Antonello Mangano, http://www.terrelibere.org/4316-diario-da-lampedusa-6-il-fascismo-turistico&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-1701203311373602673?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/1701203311373602673'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/1701203311373602673'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/08/diario-di-lampedusa.html' title='Diario di Lampedusa'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-1701111683273343046</id><published>2011-08-26T17:43:00.002+02:00</published><updated>2011-08-26T17:43:36.664+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lampedusa'/><title type='text'>Lampedusa - rimpatrio Grimaldi</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Negli ultimi giorni sono proseguiti regolarmente gli sbarchi di migranti provenienti dalla Tunisia. Apparentemente si direbbe che  il respingimento avvenuto in mare il 21 d'agosto di un'imbarcazione tunisina abbia costituito un'inspiegabile eccezione. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Senonché una chiacchierata informale con il capitano dell'Audacia, imbarcazione della Grimaldi Lines, ci rivela le reali intenzioni del Ministero dell'Interno. Il capitano commenta una telefonata appena avvenuta con l'armatore privato della nave, Grimaldi, che chiede un suo parere in merito alla possibilità di guidare le operazioni di rimpatrio via mare dei migranti tunisini. Si tratta di un'offerta fatta dalla Protezione Civile, che è già delegata dallo Stato a coordinare tutto il sistema di trasporto e smistamento dei migranti sul territorio nazionale. La Grimaldi Lines è attualmente impegnata nel trasporto dei migranti, prevalentemente subsahariani, che hanno minore probabilità di venire espulsi, a fronte di un guadagno giornaliero di 60.000 euro. Solitamente i tunisini vengono trasferiti tramite ponti aerei nei vari CIE, da dove vengono poi espulsi e rimpatriati.Il capitano si esprime negativamente riguardo all'ipotesi, dice di non nutrire alcuna fiducia e simpatia nei confronti dei tunisini, preferisce “caricare i negretti” ed accetterebbe la proposta solo nel caso in cui le condizioni di trasporto fossero le stesse del rimpatrio aereo, cioè di un rapporto 1 a 2 fra tunisini e forze dell'ordine. Considerando che l'Audacia ha una capienza indicativa di 500 persone, lo stato spenderebbe più di 60.000 euro per il rimpatrio immediato da Lampedusa di si e no 150 tunisini, in barba a qualsiasi straccio di diritto internazionale. L'Audacia ha attraccato al molo di Cala Pisana il 21 agosto ed invece di ripartire a fine giornata, come di solito, al 24 di agosto è ancora ormeggiata lì, vuota, in attesa di trasferire i migranti presenti nei centri, che al momento si aggirano intorno alle 500 presenze...sarà che non si voglia svuotare il centro lasciando Lampedusa Accoglienza a bocca asciutta? In ogni caso le giornate d'attesa dell'Audacia sono pagate con soldi pubblici...anche se in Italia non ci sono mai...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Anna Garrapa, BSA &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-1701111683273343046?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/1701111683273343046'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/1701111683273343046'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/08/lampedusa-rimpatrio-grimaldi.html' title='Lampedusa - rimpatrio Grimaldi'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-6525825489826758931</id><published>2011-08-26T16:40:00.001+02:00</published><updated>2011-08-26T16:41:00.781+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lampedusa'/><title type='text'>…a proposito, come stanno i lampedusani? (Parte II)</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Siamo arrivati al termine del nostro lungo periodo qui sull’isola, facendo tante chiacchierate con le autorità e la gente comune e vivendo diversi ruoli tra turista,&amp;nbsp; giornalista e attivista. Abbiamo cercato di dare una risposta alle domande del nostro primo articolo “A proposito come stanno i lampedusani” considerando i rapporti con i rifugiati, con le autorità, con i media e con il turismo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Alla fine abbiamo scoperto&amp;nbsp; un popolo che non è facile da capire, che da una parte non si apre facilmente alla conversazione se sente che sei un giornalista e che dall’altra, proprio perché intuisce che lo sei, ti strumentalizza aizzandoti sottilmente contro categorie o autorità. I risultati di questa nostra piccola inchiesta sono la fotografia di una popolazione che a diritto si descrive come solidale e aperta ma che, ormai anche un po’ per convenienza, si è adagiata su questa immagine del buon samaritano: non sono isolati i casi di persone che senza nemmeno che tu lo chieda iniziano a raccontarti dei momenti di solidarietà dei mesi scorsi e a ricordare il proverbiale senso di accoglienza che distingue gli isolani. Conversazioni che sono come un disco ben collaudato usato in tanti servizi televisivi per risanare e rilanciare la figura del lampedusano che chiude il porto agli immigrati nel momento di punta della crisi. Di questo però a questa gente non possiamo farne una colpa ma troviamo piuttosto che questo sia un comportamento umano e pertanto comprensibile in tempi così duri per l’economia dell’isola. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di seguito per ogni tema riportiamo brevemente le nostre considerazioni:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rapporto cittadini – clandestini&lt;br /&gt;In genere alla domanda su come i lampedusani percepiscono la situazione sull’isola relativamente agli immigrati la risposta più comune è: “tranquillo qua, stanno ormai nei centri”. I sentimenti più dominanti non sono di paura ma di pena. Solo un maggiore senso di insicurezza è stato percepito nel mese di maggior confusione manifestandosi con porte chiuse a chiave, il non uscire da casa e persino andare in giro con una “pistola finta”… Quindi dall’iniziale confusione i cittadini sono passati alla constatazione di una macchina dell’accoglienza ben funzionante. Sono abituati al fenomeno e ormai l’accoglienza fa parte della loro storia. Anche la popolazione più anziana riconosce che per tanti si tratta non solo di una fuga per motivi economici ma per ragioni di persecuzione e di fuga dalla guerra. C’è un generalizzato ruolo acquisito di salvatori “abbiamo dato da mangiare, portato coperte”.&amp;nbsp; Riconoscono il bisogno e&amp;nbsp; il diritto di assistenza e di passaggio per Lampedusa. Ma approfondendo si scopre che questo vale solo per i “neri” che sono “buoni e tranquilli e ringraziano pure”. Mentre i tunesini “parlano italiano, sono cattivi e pretendono tanto”. Tutti ricordano la crisi a febbraio in cui non c’era una forte presenza dello Stato e “le persone erano dovunque per strada”. In quel momento riconoscono che è stata la chiesa che ha aiutato molto. Si giustificano per l’unico atto di insofferenza verso gli immigrati avuto con la chiusura del porto&amp;nbsp; affermando che era una protesta piuttosto nei confronti dello Stato. “Noi non ce l’abbiamo con i rifugiati!”. Dopo il mese di caos tutti hanno costatato una decisa presenza dello Stato. “Tutto organizzato bene. Vengono portati subito nei centri e poi messi nella nave per l’Italia!”. “Noi non vediamo più rifugiati e scopriamo gli sbarchi via telegiornale”. L’apparente disinteresse per le loro condizioni nei centri o eventuali diritti non tutelati deriva dal fatto che i centri sono isolati e distanti dalla vita dei lampedusani. La mancanza di trasparenza non è nemmeno un tema. Solo singole voci si lamentano per il giro dei soldi pubblici utilizzati per l’accoglienza e il trasferimento degli immigrati. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Razzismo: a lungo andare sarebbe da analizzare l’insofferenza verso la polizia legata anche al crollo del turismo (se costante) che potrebbe creare a cascata una ritorsione sul fenomeno dell’immigrazione. La paura per la propria “sopravvivenza” è uno dei motivi base per la creazione di intolleranza fino ad arrivare a forme vere e proprie di razzismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rapporto cittadini – autorità&lt;br /&gt;Tutti criticano la mancanza di decisione dello Stato nel momento della crisi. Ha impiegato troppo tempo a intervenire. Ora invece sono soddisfatti con l’attuale organizzazione. Per quanto riguarda l’impatto dell’aumento di presenza dell’autorità sulla vita della città, ci fanno notare la loro insoddisfazione sottolineata da racconti che descrivono il controllo duro sui cittadini: “Sequestrano motorini, chiusure di discoteche, sequestri di immobili, controlli dovunque, posti di blocco, controlli fiscali”. Ad una prima impressione ci sembra evidente come questa presenza massiccia delle autorità sia eccessiva rispetto ai fragili equilibri dell’isola. Non solo è una piccola isola, ma poi il crollo dell’economia e infine l’arrivo di 600 carabinieri che mettono sotto pressione la popolazione. Ci domandiamo perché c’è bisogno di questo accanimento sull’isola. Andando un po’ più in profondità nella questione e ascoltando anche più pareri, ci vengono i primi dubbi sulla legittimità delle lamentele dei cittadini. Ad esempio sulla questione delle discoteche rispetto all’iniziale solidarietà per l’incomprensibile chiusura in pieno periodo turistico, passiamo ad un sentimento di sorpresa e perplessità quando scopriamo che in realtà le poche discoteche innanzitutto non avevano la licenza per aprire, ma soprattutto, cosa più incredibile, si sono denunciate a vicenda! Analogo il discorso su i sequestri dei cantieri dove i lampedusani invidiosi hanno denunciato i propri vicini . Più comprensibile è la questione dei sequestri dei motorini. Una misura forse troppo dura (60 giorni di sequestro più multa) nell’unico periodo di vero turismo anche se rimane un mal costume generalizzato quello del mancato utilizzo dei caschi a cui, a quanto pare, non riescono proprio a rinunciare, fino ad arrivare all’utilizzo dei motorini in 3 persone.&amp;nbsp; Bisogna comunque dire che non ci sono controlli ad ogni incrocio e che noi abbiamo avuto difficoltà di incontrarne uno.&lt;br /&gt;Più che accanimento delle autorità ci sembra allora uno sfortunato tempismo tra far rispettare la legge e il momento di crisi per il calo del turismo. Del resto purtroppo non si può impedire alla polizia di fare il proprio lavoro ed è chiaro, dove c’è più polizia c’è anche più controllo e di certo il problema non è loro se un lampedusano, dopo aver preso due multe per lo stesso motivo, si ostina a mantenere la propria abitudine.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda la parola “militarizzazione” troviamo che non corrisponde pienamente alla realtà.&amp;nbsp; Anche se è vero che si percepisce una certa presenza che però si manifesta piuttosto in presenze in borghese e di spiagge occupate dalle loro famiglie in vacanza. Ancora però da approfondire quanto questa presenza dia seguito a fenomeni di “trattamenti speciali” in termini di servizi non pagati o pagati di meno al mostrate del distintivo (fenomeno che purtroppo abbiamo raccolto da più di una testimonianza). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rapporto isola – media&lt;br /&gt;Almeno su una cosa tutti Lampedusani e le autorità sono d’accordo: “I giornalisti hanno distrutto e stanno distruggendo l’immagine dell’isola!”. Questo perché i media vogliono continuare a passare il messaggio che l’isola viene inondata da rifugiati e che esiste tanta confusione. Un giornalista ci conferma che spesso mandano in onda, al posto delle impagini del momento, quelle di massima crisi di qualche mese fa. Da parte nostra possiamo confermare che sull’isola non si respira più il clima di emergenza di febbraio scorso e che addirittura abbiamo difficoltà ad essere aggiornati su tutti gli sbarchi sull’isola. Per l’approfondimento vedi l’articolo “Lampedusa e la politica dell’emergenza”.&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Situazione turismo &lt;br /&gt;Tutti i lampedusani si lamentano che c’è stato un crollo del turismo legato alla cattiva immagine che i media danno dell’isola. L’inizio della crisi è concisa proprio nel momento di prenotazione delle vacanze estive e purtroppo questo ha portato&amp;nbsp; ad un dirottamento dei turisti su altre mete (crollo del 70% fino a luglio e del 34% ad agosto secondo il sindaco). Si spera in un recupero nei prossimi mesi con i prossimi eventi in programma. Da capire invece se arriveranno mai i 33ml di euro per opere infrastrutturali promessi dal governo a indennizzo della crisi. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Julika Brandi e Giulio Montemauri per il Forum Antirazzista di Palermo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-6525825489826758931?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/6525825489826758931'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/6525825489826758931'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/08/proposito-come-stanno-i-lampedusani_26.html' title='…a proposito, come stanno i lampedusani? (Parte II)'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-56979816327040957</id><published>2011-08-26T14:51:00.003+02:00</published><updated>2011-08-26T14:54:41.204+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lampedusa'/><title type='text'>Abuso di potere a Lampedusa - chi tace acconsente</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Il 24 agosto 2011, alle ore 21 circa, si è verificato l'ennesimo “sbarco” di migranti presso il Molo Favarolo di Lampedusa. Si trattava di un gruppo di 57 migranti magrebini di sesso maschile e di giovane e giovanissima età, tra i quali anche minori non accompagnati, tutti in apparenti buone condizioni di salute. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Al momento dello sbarco erano presenti sul molo gli operatori di tutte le ONG e gli agenti istituzionali allertati in tutte queste occasioni. In particolare erano presenti rappresentanti dell' INMP (Istituto nazionale per la salute , i migranti e la poverta’), dell' ASP di Palermo , della Croce Rossa Italiana , di Medici Senza Frontiere e dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR).&amp;nbsp; Si tratta di organizzazioni che hanno il mandato di rilevare tempestivamente subito dopo lo sbarco qualsiasi evento che possa rappresentare un’emergenza di salute pubblica ed organizzare una risposta tempestiva e appropriata. Gli interventi di carattere socio-sanitario, subito dopo l'arrivo dei migranti a Lampedusa, in base ai protocolli operativi in atto, dovrebbero comprendere&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;·&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Un primo intervento di accoglienza e triage , ubicato direttamente all’arrivo delle imbarcazioni, attività realizzate sul molo da personale medico e paramedico (CRI, Protezione Civile, GdF, PS, ASL, INMP Sicilia, Medici senza Frontiere)&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;·&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; L’assistenza per coloro che necessitano di un intervento sanitario urgente con ricovero in idonea struttura di cura ( ad esempio in elisoccorso a Palermo)&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;·&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il successivo lavoro di assistenza sanitaria svolto presso l’ambulatorio INMP funzionalmente collegato alle Strutture Sanitarie dell’ASP di Palermo.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;La sera del 24 agosto, durante l’attività di triage e di prima assistenza sul molo il medico dell’INMP è stata aggredita verbalmente e fisicamente da un agente di polizia in borghese che ha esibito il proprio distintivo, su richiesta del medico, dopo avere strattonato la professionista. Lo stesso agente di polizia, mettendo le mani addosso al medico, lo ha allontanato dal paziente che stava visitando insieme ai colleghi di Medici senza Frontiere, non permettendole di svolgere le normali attività di triage clinico sul molo, attività qualificabili come pubblico servizio.&amp;nbsp; Il paziente, che presentava un grave trauma all’articolazione del ginocchio sinistro e una ferita lacero contusa all’arto superiore destro, necessitava di essere trasportato presso il Pronto Soccorso per ulteriori accertamenti diagnostico strumentali, ma è stato costretto con l'uso della forza a seguire l'agente di polizia fino al pullman che lo avrebbe trasportato al CPSA di Contrada Imbriacola. Lo stesso poliziotto ha continuato ad inveire verbalmente contro gli operatori INMP e MSF dicendo che non aveva tempo da perdere e che l'attività dei medici costituiva un intralcio.&amp;nbsp; E' già abbastanza avvilente vedere&amp;nbsp; sfilare giovani migranti tunisini appena sbarcati senza alcuna possibilità di ricevere tempestivamente tutta l'assistenza di cui necessitano: la prassi degli “sbarchi” e dell'accoglienza che si trasforma presto i detenzione è ormai consolidata. I migranti sono messi in fila per uno a fare una passerella veloce davanti ai rappresentanti delle ONG. Nel tempo di questo veloce passaggio si può solo domandare come stanno , magari vedere se hanno difficoltà a camminare, se presentano ferite, chiedere che età hanno e magari individuare quelli che sembrano minori. Quando qualcuno si avvicina troppo, senza essere autorizzato, rischia anche di prendersi una denuncia. Tutti coloro che lavorano a contatto degli immigrati sono costantemente monitorati dalle forze di polizia.&amp;nbsp; Gli agenti di polizia e gli operatori di “Lampedusa accoglienza" costringono i migranti a mettersi in fila, quasi ad accelerare, e poi li accompagnano velocemente al pullman col motore già acceso che li aspetta per condurli, se si ritiene che si tratti di maghrebini, al CPSA di Imbriacola. Tanto il loro destino è uguale per tutti indipendentemente dall'età: se si tratta di tunisini, anche se minori, andranno tutti insieme al Cpsa a Lampedusa mentre solo i minori subsahariani vengono inviati alla ex base Loran.&amp;nbsp; In questi luoghi si realizzano da tempo forme diverse, ma tutte irregolari di trattenimento amministrativo, al di fuori di qualsiasi previsione di legge o di regolamento, e qualunque protesta o tentativo di allontanamento, è sanzionato con percosse sistematiche.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Il gravissimo episodio che si è verificato la sera del 24 agosto, non motivato da una particolare tensione dovuta allo sbarco che si stava svolgendo in modo sereno e rapido, viste le buone condizioni di salute in cui erano giunti i migranti, e il clima collaborativo di tutte le organizzazioni presenti sul molo, potrebbe compromettere l’importante lavoro svolto dalle organizzazioni non governative e dai soggetti non convenzionati durante gli sbarchi. Le modalità di comportamento dell'agente di polizia che ha messo le mani addosso ad un medico potrebbero anche configurare gli estremi del reato di violenza privata, a mente dell'articolo 610 del codice penale, in base al quale “ chiunque con violenza o minaccia costringe altri a fare, tollerare, od omettere qualcosa, è punito con la reclusione fino a quattro anni”&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Al di là degli eventuali aspetti penali del fatto, appare evidente una volta di più come si voglia ridurre il ruolo delle organizzazioni non governative e delle istituzioni non direttamente convenzionate con il ministero dell'interno, presenti in banchina al momento degli sbarchi, ad una farsa inutile, ad una procedura formale che non salvaguarda la salute e i diritti dei migranti. Questo grave episodio non si può considerare un gesto isolato, ma va ricondotto ad una prassi di polizia che tende solo ribadire quella che è la linea del governo, e del ministero dell'interno, la linea della “cattiveria”, diremmo noi della negazione della dignità delle persone, in particolare, riguardo agli sbarchi dei tunisini, tutti condannati indistintamente a rimpatri collettive, con procedure sommarie, attraverso i centri di detenzione, Pozzallo in particolare, e poi l'aeroporto di Catania, in violazione del Regolamento Frontiere Schengen del 2006. Nessun accordo bilaterale può contraddire il diritto alla salute delle persone, i diritti dei minori sanciti dalle convenzioni internazionali, il divieto di espulsioni collettive affermato oltre che dalla CEDU nella Carta dei Diritti fondamentali dell'Unione Europea. Norme vincolanti per chiunque, anche per la polizia italiana, ben al di là dei memorandum d'intesa rimasti segreti, conclusi da Maroni con diversi paesi di provenienza e transito, come la Tunisia, l'Egitto, il Marocco, accordi che arrivano a prevedere forme sommarie di respingimento in frontiera, come si vorrebbe fare al più presto anche con il Comitato transitorio libico. Chi rivendica il riconoscimento effettivo dei diritti fondamentali della persona, dal diritto alla difesa e ad un ricorso, fino al diritto alla salute, o ai diritti dei minori non accompagnati, chi osa rompere il muro d'omertà che circonda la gestione degli “sbarchi” a Lampedusa, costituisce solo un “intralcio”. Un “intralcio”, se così fosse, che continueremo a frapporre in ogni caso senza farci intimidire da comportamenti abusivi ed intimidatori come quelli verificati in questa ultima occasione. Sarebbe tempo che i vari testimoni di questi gravissimi episodi denuncino quanto vedono tutti i giorni. Nessuna valutazione di “riduzione del danno” può giustificare un silenzio che ormai diventa vera e propria complicità.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Fulvio Vassallo Paleologo&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Università di Palermo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-56979816327040957?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/56979816327040957'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/56979816327040957'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/08/abuso-di-potere-lampedusa-chi-tace.html' title='Abuso di potere a Lampedusa - chi tace acconsente'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-1982483387902213164</id><published>2011-08-25T19:57:00.003+02:00</published><updated>2011-08-25T19:58:05.199+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mineo'/><title type='text'>La situazione attuale  a Mineo</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Negli ultimi giorni del Ramadan la situazione nel megaCara di Mineo è la seguente: &lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;-dopo la deportazione in altri Cara italiani&amp;nbsp; di oltre 400 migranti, effettuata nelle settimane scorse, sono arrivati nei giorni scorsi oltre 300 richiedenti asilo, fuggiti dalla guerra in Libia e provenienti da Lampedusa, la stragrande maggioranza sono&amp;nbsp; dell’Africa sub sahariana, ma vi è una consistente presenza del Bangladesh; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;-il mese di Ramadan si conclude nei prossimi giorni e per i fedeli musulmani è stato un tormento, le alte temperature ed il digiuno diurno hanno indebolito, non solo fisicamente, molte persone; &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;-le commissioni, dopo le ferie, riprendono le audizioni (10/15 al giorno), ma dopo mesi di snervante attesa la situazione è ancora alquanto confusa, gli interpreti non sono sufficientemente preparati e consapevoli della gravità dei problemi trattati e le commissioni procedono inesorabili, con alte percentuali di dinieghi;&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;-la tragica morte nel Cara di Trapani del ventottenne nigeriano Cinoso Evans , proveniente dal Cara di Mineo (badge n.3507), ha commosso e coinvolto quasi tutti i migranti di origine africana, che lo hanno ricordato il 14 agosto con una cerimonia funebre serale con un centinaio di candele accese. I parenti e gli amici&amp;nbsp; rimangono in attesa dei risultati dell’autopsia per conoscere le cause del decesso; &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;-a partire dall’1/9 l’intera gestione dei servizi passerà ai consorzi&amp;nbsp; Sol.Calatino e Sisifo ed alle megacooperative&amp;nbsp; La Cascina e Domus (entrambe senza alcuna esperienza di migranti) , che hanno vinto la gara d’appalto nel periodo di ferragosto con una velocità impressionante; dopo mesi di confusa gestione del megaCara (finora non si è rispettato lo schema di capitolato in vigore in tutti gli altri Cara d’Italia) si ridimensiona il monopolio della Croce Rossa . Il nuovo “soggetto attuatore” on. Castiglione affida la gestione a realtà alquanto discusse e più volte indagate, ma l’importante è dare ai media un segnale di “efficienza” .&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Il 24 luglio, dopo l’ispezione nel megaCara di alcuni parlamentari,avevamo formulato alcune domande, ancora in attesa di risposte:&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;1) Perché non si rispetta l'ordine cronologico nell'esame delle domande d'asilo?&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;2) Perché i pakistani provenienti dal Punjab sono stati quasi tutti diniegati così come molti richiedenti asilo fuggiti dalla guerra in Libia?&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;3) Perché viene impedito ai richiedenti asilo&amp;nbsp; l'uso della cucina e persino del barbecue esterno, nonostante molti abbiano disturbi gastro-intestinali e come ci si sta organizzando per il mese di Ramadan?&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;4) Perché per raggiungere i centri abitati si spaccia per servizio navetta un trasporto privato lautamente retribuito da un biglietto (euro 2 a/r per Mineo e euro 4,5 a/r per Caltagirone)?&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;5) Perché finora non vengono distribuite le schede telefoniche ed il contributo economico di euro 5 ogni 2 giorni? Perché non viene rispettato lo schema di capitolato in base al decreto ministeriale del 28/11/2008?&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;6) E' stato firmato il contratto con Pizzarotti S.p.A. per l'affitto delle villette? Quali sono i suoi contenuti (durata, canone)?&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;7) Come è stato possibile che per un breve periodo la fornitura di schede telefoniche, sigarette e del money transfert sia stata affidata a uno stretto congiunto del boss mafioso Di Dio (aprile 2011)? Qual è stato il soggetto che ha fatto questo affidamento? E quali sono i controlli esercitati dalle autorità di pubblica sicurezza per impedire l'infiltrazione di imprese mafiose nella gestione di servizi e/o fornitura alimenti, ecc.?&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;8) Quali sono i servizi che verranno attivati per i minori- adolescenti in vista dell'inizio del prossimo anno scolastico?&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;9) Quale ruolo hanno gli agenti di Frontex nelle interviste ai richiedenti asilo e perché non si qualificano per ciò che realmente svolgono?&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Come Rete Antirazzista Catanese sin dall’inizio di questa dispendiosa, clientelare e disumana avventura abbiamo proposto che la strada di una reale accoglienza è diametralmente opposta a quella di un centro di segregazione lontano dai centri abitati; moltiplicando i progetti SPRAR nei paesi del calatino ed in tutta la Sicilia, con costi molto più ridotti si favorirebbe una reale inserimento sociale dei migranti, così come da anni avviene a Riace ed in alcuni paesi della Locride, che hanno dimostrato che si può “Valorizzare la solidarietà come risorsa per lo sviluppo locale”; invece in questi mesi si sono scaricate&amp;nbsp; sulla pelle di oltre 2000 migranti (di 37 nazionalità) l’incapacità e l’impossibilità di gestire un megaCara , creando ed esasperando le tensioni per poi reprimerle militarmente ed innescare così fratricide guerre fra poveri nel calatino.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;CHIUDERE IL VILLAGGIO DELLA « SOLIDARIETA' » IN TEMPI RAPIDI E' POSSIBILE E PER I MIGRANTI E’ NECESSARIO!&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Rete Antirazzista Catanese&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-1982483387902213164?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/1982483387902213164'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/1982483387902213164'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/08/la-situazione-attuale-mineo.html' title='La situazione attuale  a Mineo'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-8671949601293186763</id><published>2011-08-23T14:13:00.004+02:00</published><updated>2011-08-23T18:23:06.774+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lampedusa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='respingimenti'/><title type='text'>Sono ricominciati i respingimenti</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Il 21 agosto viene segnalato in mattinata l’arrivo di due barche proveniente dalla Tunisia. La prima viene fatta sbarcare nel primo pomeriggio con a bordo 29 persone, la seconda invece viene soccorsa in mare e le persone sbarcate sulla motovedetta della Guardia di Finanza (GdF). &lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Come da procedura ormai collaudata la nave della GdF entra in porto e sul molo sono in attesa gli operatori di varie organizzazioni per effettuare l’accoglienza. Sembra uno sbarco come gli altri, ma, come ci raccontano gli operatori dell’ARCI, dopo aver fatto sbarcare 4 persone bisognose di cure, improvvisamente una brutta sorpresa: l’imbarcazione della GdF leva gli ormeggi e riparte con tutto il suo carico umano, per dove non si sa. Poco dopo troviamo la risposta sul sito dell’ANSA: i tunisini sulla motovedetta della GdF sono tornati in mare aperto dove poi “…sono stati imbarcati sulla nave della Marina ''Borsini'' che li consegnerà a una motovedetta tunisina che li riporterà nel loro paese.” Tra le organizzazioni umanitarie e le associazioni si crea una discussione sull’accaduto e nemmeno i chiarimenti richiesti alle autorità presenti sull’isola (Guardia Costiera, Carabinieri e Guardia di Finanza) sono stati esaustivi. Fino ad oggi rimane solo la constatazione che è stata effettuato un respingimento di gruppo (vietato dalla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, l’articolo 4 del protocollo) senza la dovuta identificazione e senza dare il diritto di richiedere asilo politico. Rimane poi la perplessità sul motivo per cui questo barcone ha subito questa procedura mentre le altre, sempre di origine tunisina, sono state fatte sbarcare come da procedura (ieri sera sono sbarcati altri 82 tunisini). Dall’ANSA del 22 agosto si legge relativamente all’accaduto: “Ieri per un centinaio di tunisini su un barcone alla deriva, che erano stati soccorsi dalle nostre motovedette in acque Sar di competenza maltese, è scattato il rimpatrio immediato. Una procedura non nuova ma inedita per le modalità, adottata anche in base all'accordo bilaterale stipulato nei mesi scorsi a Tunisi dal Ministro Maroni.” In aggiunta ci è stata riportata la notizia di un migrante appartenente al gruppo dei respinti che si è gettato in mare aperto quando ha realizzato che sarebbe stato sbarcato sulla motovedetta tunisina. Dopo essere stato recuperato è stato portato a Lampedusa per soccorsi medici. Purtroppo questa notizia non è stata ancora dovutamente diffusa dai media (solo l’ANSA l’ha riportata e SkyNews ha fatto un servizio ma è passato inosservato) e rimane anche il dubbio che non sia stata la prima volta che viene praticato un respingimento nei confronti dei tunisini (non esiste trasparenza sugli accordi presi tra Tunisia e Italia e sulla modalità di applicazione). Speriamo che questa notizia non venga ignorata e che il governo si prenda la responsabilità politica di un atto che solleva forti dubbi sulla tutela dei diritti umani e che è anche oggetto di un processo in corso presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Julika Brandi &amp;amp; Giulio Montemauri per il Forum Antirazzista di Palermo &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-8671949601293186763?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/8671949601293186763'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/8671949601293186763'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/08/sono-ricomninciati-i-respingimenti.html' title='Sono ricominciati i respingimenti'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-8474924365138868723</id><published>2011-08-22T14:17:00.000+02:00</published><updated>2011-08-23T17:47:55.222+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lampedusa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='respingimenti'/><title type='text'>Insolito respingimento al largo di Lampedusa</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Immaginate di mettervi in mare con tanti altri, di rischiare la vita per un sogno di libertà, per trovar un lavoro, o magari di scappare da una vita omosessuale impraticabile o di cercare di ritrovare la vostra famiglia...quanti altri motivi possono esserci per decidere di partire un nuovo pezzo di mondo in cerca di qualche opportunità di cambiamento...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;siete davvero in grado d'immaginare il pezzo di legno su cui galleggiate da giorni immerso nei corpi di altri e vederlo andare sempre più a fondo, di veder arrivare soccorsi stranieri che vi tirano su dall'imbarcazione che ormai fatica a galleggiare, di assaporare ancora il gusto della vita, in corsa verso l'Europa, finalmente al sicuro. Immaginate d'intravedere la terra, quella promessa soprattutto dai canali televisivi stranieri, o quella che avete già conosciuto e di essere tanto vicini da poterla quasi toccare, di percepire l'entusiasmo ed istintivamente alzare le dita in segno di vittoria per salutare chi dal molo aspetta di vedervi sbarcare. Ma invece del molo arriva l'inversione di rotta ed invece della terra europea ritorna il mare aperto, pensate allo sforzo fatto, alla paura vissuta, ai soldi perduti, all'umiliazione del rientro coatto...siete davvero in grado d'immaginare tutte le possibili conseguenze di un vostro rientro in un paese incerto? Non vi verrebbe voglia di buttarvi in mare per raggiungere ad ogni costo l'isola italiana che a poco a poco rischia di sparire ancora una volta dal vostro orizzonte?&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Lampedusa. 21 agosto. Ore 17.30 arriva sfrecciando una motovedetta della Guardia di Finanza diretta verso l'attracco del molo Favarolo. Invece di attraccare e sbarcare i passeggeri gira su se stessa per tornare verso il mare aperto oltre l''imbocco del porto. Trasborda quindi alcune persone sulla motovedetta della Guardia Costiera che successivamente rientra nel porto per sbarcare solo poche persone tra cui due donne, un ragazzo sistemato su di una sedia a rotelle ed un altro trasportato in barella verso un'ambulanza. A quel punto la guardia di finanza prende il largo, carica delle poche decine di migranti rimasti bordo. E solo l'ANSA che dopo poche ore rivela il destino dei passeggeri: trasbordo su di una nave della Marina Militare Italiana e successivo passaggio su di una motovedetta tunisina diretta in patria.In poche parole un respingimento in mare, un espulsione collettiva, preliminare a qualsiasi procedura d'identificazione ed alla possibilità di esercitare il diritto di fare richiesta di asilo. Una chiacchierata informale con le forze dell'ordine coinvolte nell'operazione chiarisce l'origine delle disposizioni di consegna immediata alla marina militare italiana: è il Ministero dell'Interno che decide, senza alcun atto pubblico, senza un'assunzione di responsabilità politica, all'oscuro del diritto internazionale e della consapevolezza dell'opinione pubblica; forte di un intesa verbale con il ministro dell'Interno di un governo di transizione risalente all'aprile scorso. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Eppure i soccorsi si dirigono verso il molo lampedusano, l'ordine arriva una volta che le motovedette sono già in mare, si verificano problemi di comunicazione e la priorità viene data al mandato originario di soccorso in mare. Una volta in porto però l'operazione di sbarco di alcuni passeggeri scelti sembra irrealizzabile e si decide di operare in alto mare, lontano dal molo popolato di operatori sanitari e mediatori culturali, dalle banchine cariche di curiosi osservatori sbigottiti dall'insolita manovra. Dopodiché la Guardia di Finanza si dirige verso la nave della Marina Militare Italiana, non é la prima volta che accade, altre volte i migranti sono stati condotti direttamente a Taranto, in questo caso é ignota la destinazione finale della nave che attende in acque internazionali. Eppure questa ricostruzione informale dei fatti lascia in sospeso alcuni lati oscuri della vicenda. E stata un'operazione spontaneamente orientata al salvataggio di alcune vite umane al di là di ciò che stabilivano ordini superiori, di un'effettiva inefficienza nella tempestività comunicativa o della volontà di esplicitare un'operazione indigesta che sarebbe passata altrimenti in sordina? Perché questo respingimento? Si è trattato di un caso isolato? E già accaduto in passato? Si tratta di un'eccezione alla regola o di una nuova regola? &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Anna Garrapa, BSA Toscana&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Agenzie di stampa:&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;http://www.lasiciliaweb.it/&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;http://www.ansa.it/web/notizie/collection/rubriche_cronaca/08/21/visualizza_new.html_753632014.html&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-8474924365138868723?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/8474924365138868723'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/8474924365138868723'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/08/insolito-respingimento-al-largo-di.html' title='Insolito respingimento al largo di Lampedusa'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-5414038849921678505</id><published>2011-08-20T08:40:00.005+02:00</published><updated>2011-08-25T08:44:40.111+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lampedusa'/><title type='text'>Lampedusa e la “politica dell’emergenza”</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-ZxiFG4UXNGU/TlXvSCGC98I/AAAAAAAAAG8/IvSp7UHIWto/s1600/Croce+rossa.JPG" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="150" src="http://3.bp.blogspot.com/-ZxiFG4UXNGU/TlXvSCGC98I/AAAAAAAAAG8/IvSp7UHIWto/s200/Croce+rossa.JPG" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Relativamente al rapporto tra istituzioni e cittadini Don Stefano (il parroco dell’isola) sembra avere le idee abbastanza chiare in termini di responsabilità e di compiti. Come ha più volte ricordato, “a Lampedusa lo Stato c’è e c’è sempre stato, mentre è il governo che è mancato in termini di decisioni”. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Tornando indietro nel tempo allo scorso febbraio quando è iniziata la crisi degli sbarchi tunisini, Don Stefano ci racconta come la popolazione locale è stata esemplare e pronta nel reagire alla situazione: gli esempi di solidarietà sono stati molteplici, tutti hanno partecipato nel preparare, distribuire e fare quello che era possibile per alleviare il freddo e la fame di quei ragazzi: “Sull’isola abbiamo dovuto fare una scelta difficile e in pochissimo tempo: improvvisamente dovevamo decidere se stare con loro o contro di loro. Abbiamo dovuto decidere velocemente accettando anche un grande rischio”.&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;In quella situazione di emergenza temporanea si stava passando ad una condizione di emergenza stazionaria dove il governo non ha saputo fare di meglio che aspettare e inviare sull’isola, dopo parecchi giorni, delle tende per procrastinare a tempo indefinito quella condizione. Gli isolani hanno protestato anche quando si voleva fare di Lampedusa un CIE (Centro di Identificazione ed Espulsione) e così anche quando è iniziata la politica dei respingimenti. Non faremmo giustizia agli abitanti di quest’isola se non sottolineassimo la loro capacità di adattamento a questo singolare contesto e la loro solidarietà. Non bisogna quindi ricordarli solo per aver bloccato il porto agli immigrati, ma per aver protestato invece, con quell’azione, contro lo Stato che ha impiegato un mese intero per individuare una soluzione apparentemente evidente sin dai primi momenti della crisi. Quello che si domanda il parroco è perché lo Stato ha aspettato così tanto tempo prima di far sentire la propria voce: “Abbiamo passato 60 giorni di silenzio, anzi, di disconnessione”. E ha ancora aggiunto: “Non si rendono conto che l’immagine di Lampedusa non rappresenta una crisi locale ma l’immagine dell’Italia, se affonda Lampedusa, affonda anche l’Italia, anzi, l’Europa”. Sarà stato forse strumentale il prolungamento dello stato di emergenza? Fa parte forse di un disegno ben preciso da parte di chi ci governa per attirare l’attenzione mediatica non solo dell’opinione pubblica italiana ma anche di quella europea? La sensazione che rimane è che facilmente si evince una strumentalizzazione dell’isola, un capo espiatorio per dare terreno politico alle campagne dei partiti di destra e per richiedere un nuovo appoggio solidale-finanziario all’Europa sul tema dell’immigrazione. Da una parte quindi le ragioni politiche-demagogiche, che i lampedusani hanno pagato sulla loro pelle, dall’altra invece c’è tutta la contraddizione di vedere gli immigrati non come un problema ma come un elemento chiave nella questione dello sviluppo economico: Don Stefano ci ricorda infatti che da qui al 2050 l’Europa ha bisogno di 25 milioni di immigrati per compensare la decrescita demografica europea e per mantenere una sostenuta crescita economica. Lampedusa quindi sembra piuttosto un palcoscenico dove viene sottolineata volutamente la crisi (nemmeno l’infermiere della Croce Rossa ci sa spiegare perché è stata portata un’ambulanza-tank per operazioni da guerra a presidio del porto) e questo non solo perché si potrebbe evitare che si verifichino delle tragedie in mare, ma anche perché a fronte di un’ormai collaudata macchina di assistenza umanitaria in cui gli immigrati vengono assistiti e immediatamente trasferiti nei centri di prima accoglienza, viene trasmesso dai media nazionali l’immagine di un’isola sommersa di persone che invadono le spiagge e la città in un clima di costante tensione. La conferma che questo è un palcoscenico, dove intervengono giornalisti e tv e c’è la presenza di un imponente dispiegamento di forze dell’ordine, deriva dal fatto che non viene documentata e seguita la vera emergenza, ormai cronica, che si svolge nel resto d’Italia nei diversi centri di accoglienza, dove possono rimanere fino ad un anno e mezzo, o nelle nostre città in baracche improvvisate o in case occupate completamente abbandonate. Probabilmente questo non è ancora abbastanza interessante. Don Stefano ci rammenta che questo discorso deve valere anche per le organizzazioni umanitarie, augurandosi lo stesso impegno, presenza e caparbietà anche in questi altri contesti (tra l’altro Lampedusa rappresenta meno del 10% degli ingressi totali nel nostro paese e la maggior parte di loro entra invece dai nostri aeroporti con un visto turistico). Lampedusa quindi è un territorio simbolo ma ci domandiamo allora quanto i suoi cittadini hanno voglia di essere al centro della strategia comunicativa del governo o delle associazioni umanitarie. Chissà se invece non siano diventati stanchi di sentirsi raccontare che negli ultimi 6 mesi stanno vivendo in uno stato di emergenza quando ormai è da una ventina di anni che vedono barconi approdare nel proprio porto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Julika Brandi &amp;amp; Giulio Montemauri per il Forum Antirazzista di Palermo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-5414038849921678505?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/5414038849921678505'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/5414038849921678505'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/08/lampedusa-e-la-politica-dellemergenza.html' title='Lampedusa e la “politica dell’emergenza”'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-ZxiFG4UXNGU/TlXvSCGC98I/AAAAAAAAAG8/IvSp7UHIWto/s72-c/Croce+rossa.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-2213534436836274463</id><published>2011-08-19T15:15:00.001+02:00</published><updated>2011-08-22T15:16:54.520+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='minori'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Milazzo'/><title type='text'>A Milazzo pure una tassa sui minori immigrati</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Due euro e mezzo al giorno a persona. Rende tanto al Comune di Milazzo (Messina) la partecipazione alla “gara di solidarietà” lanciata dal Ministero delle Politiche sociali per ospitare i minori stranieri non accompagnati provenienti dai centri di accoglienza per migranti di Lampedusa. Una vera e propria tassa di soggiorno, o meglio, “d’accoglienza”, il doppio di quanto richiesto a chi visita i più rinomati centri turistici delle Eolie o Taormina. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Dal 12 luglio 2011, la cittadina siciliana “ospita” una ventina di giovani miracolosamente scampati alla fame e alle guerre che lacerano l’Africa subsahariana. In cambio riceve denaro e ottiene finanche discutibili prestazioni lavorative occasionali. “Siamo uno dei pochi comuni in Sicilia che hanno offerto la propria disponibilità a far parte del piano di evacuazione dell’isola di Lampedusa approntato dal governo, in collaborazione con la Protezione civile, portando avanti un’alleanza con il terzo settore”, spiega entusiasta il sindaco di Milazzo, Carmelo Pino, a capo di un’amministrazione che unisce finiani e sinistra radicale, passando per ex forzisti, autonomisti della prima e ultima ora, centristi vari e Pd. Una disponibilità che viene però fatta pagare cara alla Cooperativa sociale Utopia, soggetto a cui sono affidati i minori immigrati. La coop, dopo aver utilizzato per una ventina di giorni i locali dell’istituto “Regina Margherita”, onde consentire “un’accoglienza più utile e proficua sul piano psicopedagogico”, ha chiesto di usufruire di uno stabile di proprietà comunale già adibito a sede dell’assessorato ai beni culturali. L’ok è arrivato in tempi record: riunitasi lo scorso 29 luglio, sindaco e giunta hanno autorizzato la “locazione transitoria” di due unità abitative con una superficie utile coperta di 380,96 mq, più 198 mq di cortile e 36,98 di balconi e terrazzo. Comodato d’uso gratuito per la rilevanza del progetto? Manco a parlarne. Utopia, che riceve 67 euro al giorno per ogni minore, dovrà versare al Comune un canone mensile di 1.501,96 euro, con “rate anticipate”. Moltiplicato per i cinque mesi di durata del contratto (dall’1 agosto al 31 dicembre 2011), l’“accoglienza” dei giovani immigrati consentirà entrate nelle casse comunali per 7.502 euro, denaro che sarà decurtato dagli interventi a loro favore (cibo, servizi, formazione, ecc.). Due euro e mezzo in meno per ogni minore al giorno in nome della solidarietà al contrario, non quella del dovere morale degli enti locali a cofinanziare l’ospitalità dei rifugiati ma quella dei migranti “accolti” per contribuire a ridurre i deficit finanziari.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;“Ritengo non sia degno dello spirito di accoglienza dei milazzesi che invece di mettere gratuitamente a disposizione dei ragazzi le strutture necessarie al loro ricovero, il Comune si faccia pagare per ospitarli”, afferma Antonio Isgrò, consigliere comunale di Sinistra Ecologia e Libertà. “In virtù del fatto che il piano di risanamento economico dell’ente, recentemente approvato, impedisca di dare gratis in comodato i locali di sua proprietà, assistiamo all’indecoroso trattamento riservato alla cooperativa Utopia che, nonostante la difficile e impegnativa presa in carico per la permanenza dei giovani africani, si vede costretta a pagare pure un esoso canone al Comune. In sede di discussione dell’atto, avevo presentato un emendamento che proponeva di concedere gratuitamente l’uso dei locali comunali per le finalità sociali. Il parere negativo dei dipartimenti furono una delle ragioni che mi spinsero a non votare il piano. Il tessuto sociale milazzese non può permettersi di chiudersi in dannose restrizioni che vanno contro il semplice buon senso”.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;A surriscaldare il dibattito sull’abortita solidarietà pro-immigrati degli amministratori c’è stato poi l’annuncio sulle prestazioni “volontarie” dei giovani ospiti a favore dell’ente locale. A dar fuoco alle polveri un comunicato apparso il 2 agosto sul sito web del Comune di Milazzo. “Bonificata l’area monumentale all’interno del Gran Camposanto”, il titolo. “L’intervento di pulizia straordinaria – prosegue la nota - è stato eseguito però dai giardinieri comunali e dai 27 ragazzi (7 sono ospiti a Santa Lucia del Mela n.d.a.) provenienti dai paesi del Nord d’Africa che da alcune settimane si trovano nella città del Capo. Muniti di rastrelli, pale ed altri strumenti per la rimozione delle erbacce, i ragazzi hanno lavorato con grande impegno e con grande entusiasmo, nonostante il gran caldo, restituendo decoro ad una zona che deve essere mantenuta in queste condizioni”. Infine il commento dell’assessore all’ambiente, Maurizio Capone, “promotore dell’iniziativa”: “Si tratta di un momento di apertura della nostra città a questi ragazzi al fine di favorire quel processo di integrazione che è stato richiesto alle località che li accolgono. Si tratta in prevalenza di giovani, rimasti orfani e in condizioni economiche difficili, ma con tanta volontà di fare qualcosa per la comunità che li ospita anche per imparare un mestiere. Adesso contiamo di organizzare altre iniziative legate sempre al miglioramento dell’arredo urbano e al decoro di Milazzo. Quanto alla bonifica del cimitero ritengo che fosse una necessità visto che da anni non veniva fatta”. I minori stranieri non accompagnati sono stati poi utilizzati per la pulizia di aiuole e antiche scalinate della città.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;“Sarebbe divertente, se non fosse drammaticamente triste, indagare con chi, nella circostanza, si siano integrati i nostri giovani ospiti e, tuttavia, i fatti dimostrano la leggerezza, la superficialità e l’assoluta mancanza di sensibilità del nostro primo cittadino e dei suoi sodali”, ha commentato l’avvocato Giovanni Formica, presidente di DeM – Democratici e Milazzesi, già candidato a sindaco per il centro-sinistra. “Siamo cresciuti nel convincimento che l’integrazione fosse un processo che si nutre dello scambio e del confronto tra le culture, che alimenta la conoscenza e conduce all’apprezzamento dell’altro ed invece impariamo oggi che si raggiunge in un cimitero a suon di pale e rastrelli”, aggiunge Formica. “Il nostro gruppo consiliare ha formalizzato un accesso agli atti del Comune per verificare se tra le attività di accoglienza siano previste quelle nelle quali sono stati impiegati i minori e se, conseguentemente, siano state assicurate tutte le tutele alle quali ha diritto chi svolge un’attività lavorativa per conto di una Pubblica Amministrazione”.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;La Cooperativa sociale Utopia respinge ogni addebito e difende con forza il proprio operato. “La nostra è una struttura-ponte”, cioè un centro di prima accoglienza dove i minori provenienti da Lampedusa risiederanno per lo stretto tempo necessario ad individuare alloggi definitivi”, spiega Francesco Giunta, presidente di Utopia. “La creazione delle strutture-ponte per l’accoglienza temporanea dei minori stranieri non accompagnati nasce a seguito delle ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri&amp;nbsp; n. 3933 del 13 aprile 2011 e n. 3048 del 20 giugno ed in conseguenza dell’enorme afflusso di migranti (più di 2.000 minori) in Sicilia. I nostri ospiti sono di età compresa tra i 14 e i 17 anni e provengono in buona parte da Mali e Ghana, ma anche da Ciad, Burkina Faso, Benin, Senegal e Costa d’Avorio”. “Attorno a questa esperienza – aggiunge Giunta - si è attivata una rete di solidarietà che ha coinvolto alcune parrocchie e associazioni locali, la Chiesa Evangelica, i Servizi della Medicina di base dell’ASL, l’Agesci, il Centro Sportivo Italiano, decine di giovani e meno giovani che hanno chiesto di dare una mano, hanno portato indumenti e generi alimentari”.&amp;nbsp; Il presidente di Utopia spiega che gli ospiti trascorrono le loro giornate studiando italiano, andando al mare, giocando a calcio, partecipando a concerti e spettacoli. “I nostri ragazzi non stanno svolgendo alcuna attività lavorativa in senso stretto, perché quelle svolte assieme ai giardinieri del Comune sono per noi attività di educazione al lavoro che hanno esclusivamente degli obiettivi formativi. Sono esperienze che io chiamerei di cittadinanza attiva, in termini di puro volontariato. Perché non comprendere che i nostri amici dalla pelle scura hanno un forte desiderio di sentirsi protagonisti di attività che in parte conoscono e che in parte potranno contribuire ad accrescere il loro patrimonio di esperienze personali? Tranquillizziamo infine sugli aspetti amministrativi ed assicurativi. L’attività di accoglienza presso la struttura-ponte è gestita in stretto collegamento con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e monitorata costantemente dall’associazione umanitaria Save the Children”. L’opinione pubblica mostra di apprezzare gli interventi “volontari” degli adolescenti africani. Peccato però che analoghi “percorsi educativi e formativi” non siano stati avviati dagli amministratori locali con i coetanei di “pelle chiara”, nativi di Milazzo. Carnagione e cittadinanza fanno certamente la differenza. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Antonio Mazzeo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-2213534436836274463?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/2213534436836274463'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/2213534436836274463'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/08/milazzo-pure-una-tassa-sui-minori.html' title='A Milazzo pure una tassa sui minori immigrati'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-2891482893988422407</id><published>2011-08-16T09:37:00.004+02:00</published><updated>2011-08-18T09:39:30.933+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lampedusa'/><title type='text'>Vite perdute</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Condoglianze sincere? Ci stiamo solo prendendo in giro…&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Immaginate di avere il compito di evitare che si verifichi una ecatombe in mare dovuta a naufragi, sete, fame e che, dopo aver ricevuto una segnalazione da imbarcazioni di pescatori o aver un rilevamento radar, incominci un azione di salvataggio con tutto l’impegno di mezzi, uomini e soldi pubblici. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Immaginate di dover soccorrere queste persone che come una roulette russa giocano con la propria vita sfidando la clemenza del mare sperando di non ribaltarsi alla prima onda. Immaginate in fine che dopo aver soccorso in ospedale una parte di loro per gravi ustioni e disidratazioni e aver seppellito un’altra parte di loro nel cimitero dell’isola, qualcuno vi venga a dire che ogni singola barca partita dalla Libia era conosciuta, avvistata, registrata e archiviata dall’intera flotta Nato che presidia le coste libiche già parecchi giorni prima del loro arrivo. Non solo questo è probabilmente il tratto di mare più trafficato e controllato del momento, ma anche gli stessi porti libici in mano ai ribelli, sono oramai sotto l’influenza della Nato dove non è possibile pensare che non si abbia la percezione di chi entra e di chi esce dal porto. Dall’immaginazione si arriva all’amara constatazione reale che ogni tragedia poteva essere evitata se fosse stato stabilito un cordone umanitario sull’altra sponda o anche solamente se fosse stato accolto l’S.O.S. di queste imbarcazioni che in alcuni casi hanno viaggiato alla deriva per settimane. Un’omissione di soccorso “internazionale” verso quei barconi con il loro carico umano che hanno fatto lo slalom tra le fregate militari fino ad uscire a fatica dal mar libico. Nel solo 2011 fino ad agosto si sono contati 1.674 morti nel tratto del canale di Sicilia su un totale di 5.962 dal 1994 (dati Fortress Europe). Un dato che tiene conto anche degli ultimi 25 morti trovati una decina di giorni fa in un barcone approdato qui sull’isola… &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Sensazioni da Lampedusa&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;A Lampedusa lo spettro di queste morti si aggira intorno al così detto “cimitero delle navi”, un monumento “spontaneo” fatto di barconi sfasciati tirati in secca e ammassati uno sopra l’altro. Un monumento che cresce con il tempo e che racconta un coro di storie diverse, ognuna per ogni relitto. Ad uno sguardo più attento, girando tra le barche abbandonate, si possono anche trovare oggetti personali. Nella sede dell’associazione Askavusa si possono vedere questi oggetti raccolti per farne una esposizione: corani, bibbie, foto di famigliari, portafogli, portafortuna, vestiti, tante scarpe, scatolette vuote di cibo, torce, pentolini e pacchetti vuoti di sigarette con scritte arabe… A queste immagini nei giorni scorsi è stato associato un nome durante la “Preghiera per la pace nel Mediterraneo” organizzata da Don Stefano, della chiesa di Lampedusa. In questa occasione è stato letto un elenco di nomi di alcune delle persone morte o scomparse di cui si è riuscito a recuperare l’identità o a ricostruirne la storia. Senza un nome invece rimangono le tombe del cimitero dove si può leggere solo una parola di identificazione sul cemento: “Extracomunitario” o in modo ancora più grottesco, “Cadavere”. Altre tombe invece hanno soltanto una croce, per tanti addirittura a dispetto del loro credo religioso. A ricordo dei 25 morti di 10 giorni fa un’esposizione a piazza del Castello mostra una videoinstallazione dedicata alla sofferenza di queste persone morte&amp;nbsp; soffocate nella stiva di una barca: si entra in una piccola cabina buia dove solo una fessura di luce entra commista al fumo del motore. Il senso di limitazione dello spazio, di immobilità e di costrizione servono a farci vivere per un attimo la loro lunga agonia…&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Julika Brandi &amp;amp; Giulio Montemauri, Forum Antirazzista di Palermo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-2891482893988422407?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/2891482893988422407'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/2891482893988422407'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/08/vite-perdute.html' title='Vite perdute'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-5110542213642252918</id><published>2011-08-15T16:02:00.005+02:00</published><updated>2011-08-19T16:19:42.301+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lampedusa'/><title type='text'>Movimenti sull'isola</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-G1Ihf53Ry5g/Tk5v3TkijaI/AAAAAAAAAGQ/w5Qv2mfprX0/s1600/100_4097.JPG" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="133" src="http://2.bp.blogspot.com/-G1Ihf53Ry5g/Tk5v3TkijaI/AAAAAAAAAGQ/w5Qv2mfprX0/s200/100_4097.JPG" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Ormai è diventato veramente difficile testimoniare i movimenti sull’isola: l’isola è affollata di turisti e le operazioni di sbarco degli immigrati avvengono in modo silenzioso e senza farsi notare nel giro di poco tempo (il barcone entra in porto scortato dalla guarda costiera, vengono fatti sbarcare sulla banchina ed entrano da qui su un pullman che li porta direttamente al centro di accoglienza lontano dal centro abitato). &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; Tanta gente ci dice addirittura “noi scopriamo che ci sono stati sbarchi solo dal telegiornale”. A dispetto delle apparenze in questi giorni di ferragosto ci sono stati diversi movimenti sull’isola: sono arrivati circa 600 persone tra ferragosto e ieri in due barche dalla Libia e abbiamo registrato nello stesso periodo due trasferimenti di 567 in due traghetti verso l’Italia. Alla sera del 17 agosto il numero totale di immigrati presenti sull’isola è di 1.222. Nel frattempo nel porto le barche degli ultimi arrivi si stanno ammassando e alcune di loro lentamente affondando. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Julika Brandi e Giulio Montemauri per il Forum Antirazzista di Palermo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-5110542213642252918?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/5110542213642252918'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/5110542213642252918'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/08/movimenti-sullisola.html' title='Movimenti sull&apos;isola'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-G1Ihf53Ry5g/Tk5v3TkijaI/AAAAAAAAAGQ/w5Qv2mfprX0/s72-c/100_4097.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-2457723331543187060</id><published>2011-08-14T23:34:00.000+02:00</published><updated>2011-08-15T23:38:10.776+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lampedusa'/><title type='text'>Lampedusa: arrivi - partenze</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-r7vpNStxDnk/TkmQ2abgoNI/AAAAAAAAAFU/e2T2OaCKUJI/s1600/2011_08_14_b.JPG" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="150" src="http://4.bp.blogspot.com/-r7vpNStxDnk/TkmQ2abgoNI/AAAAAAAAAFU/e2T2OaCKUJI/s200/2011_08_14_b.JPG" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;I&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;eri per tutta la giornata si sono registrati innumerevoli sbarchi per un totale di circa 2000 persone (dati ufficiosi della guardia costiera). Nonostante il gran numero di immigranti le operazioni di soccorso sono avvenute con grande discrezione senza turbare la quiete dei turisti. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;In questo paradossale silenzio abbiamo seguito i movimenti sull’isola: un flusso dal porto vecchio ai centri di accoglienza, un secondo dai centri a cala pisana dove era attraccata la “Moby Fantasy” pronta per il trasferimento “di metà della popolazione dei centri di accoglienza” (fonte ufficiosa guardia costiera).  Abbiamo assistito alle procedure di imbarco: difficile conciliare le esigenze di ordine pubblico della polizia con l’emotività di persone comuni che si vedono considerati come detenuti da tenere sotto controllo. Questa necessità di ordine si concretizza in un sistema puramente meccanico e freddo: per tutto il giorno andata e ritorno (centro accoglienza – nave) di piccoli pullman stipati di persone, attesa in due file davanti la nave, primo ordine in inglese “stop here” – “wait here” – “move on”, ingresso sulla rampa del traghetto e infine nuovo comando di attesa “sit here and wait”. Un comando che li accompagnerà ancora per tanto tempo, spesso anni, finché avranno ottenuto una risposta sul loro status. Sono ormai ben conosciute le conseguenze di tutto questo sulla loro salute mentale: una ferita apertasi nel paese d’origine (violenza, tortura, guerra, estrema povertà), e approfondita dal trauma di un’attraversata via mare (per tanti è anche il primo contatto con il mare) e dal confronto con un’Europa sfiduciata che come prima accoglienza mette addirittura in dubbio la loro identità e la loro storia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Julika Brandi, Giulio Montemauri per il&amp;nbsp; Forum Antirazzista di Palermo &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-2457723331543187060?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/2457723331543187060'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/2457723331543187060'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/08/lampedusa-arrivi-partenze.html' title='Lampedusa: arrivi - partenze'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-r7vpNStxDnk/TkmQ2abgoNI/AAAAAAAAAFU/e2T2OaCKUJI/s72-c/2011_08_14_b.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-6138160656757588138</id><published>2011-08-13T19:15:00.007+02:00</published><updated>2011-08-14T19:26:55.607+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lampedusa'/><title type='text'>Report da Lampedusa</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-jslyzphlJ4w/TkgDKVYu-PI/AAAAAAAAAFA/IdToPC5Ku2Y/s1600/2011_08_14_Anlandung1.JPG" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="150" src="http://2.bp.blogspot.com/-jslyzphlJ4w/TkgDKVYu-PI/AAAAAAAAAFA/IdToPC5Ku2Y/s200/2011_08_14_Anlandung1.JPG" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Stamattina verso le 10 è arrivata una barca al porto nuovo. Per quanto sappiamo è partita dalla Libia e ha messo due giorni per arrivare a Lampedusa.&amp;nbsp; In tutto sono 320 persone di cui 35 donne e 11 minorenni. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;La situazione al porto è calma (non si notano dei giornalisti e sembra tutto molto organizzato e controllato). Hanno fatto sedere le persone per terra dando acqua e facendo primi controlli medici. Vediamo un uomo trasportato sul lettino in ambulanza. Ne sono seduti altri, circa 5 persone.&amp;nbsp; Poi hanno iniziato a portare via tutte le persone nei pullman. Nei primi bus ci sono bambini e donne. &amp;nbsp;Quando è passato il primo pullman davanti a noi, ci è venuto spontaneo di salutarli con la mano e in tanti ci hanno risposto con partecipazione nonostante la fatica del loro viaggio che si poteva leggere sui loro &amp;nbsp;volti.&amp;nbsp; I bus usciti dal molo costeggiano il così detto “cimitero delle barche” (una catasta di barconi africani ammucchiate lì in attesa di essere distrutte). Chi sa cosa pensano il quel momento? Forse un respiro di speranza? Forse è la conferma che sono approdati nel porto giusto lì dove già migliaia prima di loro sono passati avendo solo in mente l’Europa. O forse avranno provato un sentimento di disagio collegando quelle barche distrutte al terrore e la sofferenza sperimentata nel loro viaggio. Poi sentiamo parlare di 18 persone (Algerini, Tunisini, Libici)&amp;nbsp; rintracciate dai carabinieri sull’isola stanotte. Ancora non si sa da dove sono usciti fuori. Dal centro non c’è notizia di alcuna fuga e ne tanto meno notizie di sbarchi. Nel tardi pomeriggio sono arrivate due altre barche. Si parla di 450 persone in tutto (numero da verificare). Stanotte sono continuati gli sbarchi con altri 426 migranti arrivati (due barche con 199 e 227 persone).&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Julika Brandi e Giulio Montemauri per il Forum Antirazzista di Palermo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-6138160656757588138?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/6138160656757588138'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/6138160656757588138'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/08/report-da-lampedusa.html' title='Report da Lampedusa'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-jslyzphlJ4w/TkgDKVYu-PI/AAAAAAAAAFA/IdToPC5Ku2Y/s72-c/2011_08_14_Anlandung1.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-2957316732866742756</id><published>2011-08-13T15:08:00.004+02:00</published><updated>2011-08-22T15:09:32.749+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lampedusa'/><title type='text'>È di nuovo emergenza a Lampedusa</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;T&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;ra il 13 ed il 14 sono sbarcate a Lampedusa più di 2000 persone. C'é stato uno sbarco la mattina di circa 320 persone, uno il pomeriggio con circa 400 migranti a bordo...quando li abbiamo visti entrare in porto, tra sorrisi, braccia alzate, pugni chiusi e dita alzate in segno di vittoria ci sembravano pochi, avrei detto un centinaio...poi al molo lo sbarco è andato avanti almeno un'ora abbondante, con persone che continuavano a scendere, probabilmente moltissimi di loro erano pigiati in una qualche tipologia di stiva... &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Nella notte sono arrivate altre 2 imbarcazioni per un totale di 223 persone ed una la mattina alle 7 con 227 migranti a bordo. Nei primi due sbarchi a cui ho assistito ho potuto constatare che si tratta ancora per lo più di subsahariani provenienti dalle coste libiche, d cui moltissimi giovani e giovanissimi maschi. La guardia costiera ci informa che una di quelle imbarcazioni é stata accompagnata verso Lampedusa già da poche miglia dalla costa libica. Ci conferma inoltre che le carrette che restano vuote in seguito ad operazioni di trasbordo operate in mare vengono lasciate alla deriva destinate ad affondare dopo qualche ora. Sempre il giorno 14 sono state imbarcate sulla MOBY circa 1300 persone dirette&amp;nbsp; a Catania, verso il centro di Mineo, e poi in Puglia, alcuni si fermeranno a Manduria, altri vanno in Molise. Il 15 agosto è partita anche la Grimaldi Lines con a bordo altre 450 persone. Farà tappa a Cagliari e a Genova. Si tratta prevalentemente di passeggeri subsahariani. I tunisini e tanti altri minori restano ancor nei centri dell'isola. Nel frattempo approda sullo stesso molo un’imbarcazione con 280 passeggeri. Il 16 ed il 17 si susseguono 2 sbarchi per un totale di più o meno 600 persone. I centri sono ancora al collasso con pressoché 2000 persone buttate in ogni dove. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;È di nuovo emergenza a Lampedusa, così dicono i telegiornali nazionali da qualche giorno.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;È vero...l'emergenza c'é, ma è un'emergenza umanitaria. I centri dovrebbero essere predisposti per “accogliere” non più di un migliaio di persone, ma da giorni vi dimorano una media quotidiana di 2000 persone. Pare che nei centri i materassini di gommapiuma in cui dormono i migranti siano sparsi ovunque, il sudicio la faccia da padrone, le condizioni igieniche assolutamente degradanti e rischiose, la promiscuità ed il delirio organizzativo generalizzati. Eppure ancora una volta si parla di emergenza a Lampedusa come se vi fosse un'invasione di barbari. Sull'isola tornano a scaldarsi gli animi degli abitanti, che vivono di un turismo&amp;nbsp; notevolmente ridotto rispetto agli anni passati, e l'indignazione nei confronti dei mezzi di comunicazione di massa diviene indelebile. Si cerca di convincere amici, parenti e conoscenti che non è vero, che a Lampedusa non c'é niente, i migranti non ci sono, o meglio non si vedono! Non sono per strada, non galleggiano inermi nelle calette e tra gli scogli, arrivano al molo e sono immediatamente trasportati tra le recinzioni, in luoghi inaccessibili ai più, laddove restano invisibili finché non vengono trasferiti tramite pullman e furgoni verso le navi che li condurranno ancora più lontano. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Eppure la retorica dell'emergenza vince ancora.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Ancora una volta la strumentalizzazione di un dramma umanitario creato ad arte serve alla politica nazionale per agitare lo spauracchio del nemico comune, quello che aggrega, che convoglia voti, che offusca la comprensione delle reali cause che generano i crescenti squilibri economici, che distoglie l’attenzione dalle scelte dettate da interessi politici ed economici, che vengono prese in luoghi sempre più inaccessibili e tramite meccanismi incontrollabili ai più e che continuano ad alimentare ingiustizia ed instabilità. Allo stesso tempo a livello locale si consolida un’adesione progressiva ad una condizione surreale e disumana: un’enorme dispiegamento di forze dell’ordine che convive con le attività di tutti i giorni saturando lo spazio pubblico, la presenza di un apparato militare capace di convogliare migliaia di persone in illegittimi centri di detenzione forzata all’oscuro della stagione turistica, rassicurano e trovano una tacita&amp;nbsp; giustificazione. In fondo la memoria della vera emergenza vissuta tra febbraio ed aprile è ancora fresca, quella stessa emergenza che ha generato un’istintiva e diffusa solidarietà, che non ha lasciato margine di scelta di fronte ad insormontabili difficoltà comuni inducendo un’innegabile spirito di accoglienza, che ha provocato una generalizzata protesta contro il pianificato abbandono istituzionale, ma che&amp;nbsp; ha portato con se anche tanta paura, fatica, difficoltà economiche ed un trauma collettivo forse ancora non del tutto digerito e superato. Ancora una volta la regia dell'emergenza veicola efficacemente strategie politiche ed economiche e quando&amp;nbsp; si diffonde la notizia di una qualche violazione eclatante avvenuta all’interno dei centri i lampedusani che di fatto decidono di radunarsi in segno di protesta di fronte alle reti metalliche si possono contare sulle dita delle mani.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Anna Garrapa, BSA&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-2957316732866742756?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/2957316732866742756'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/2957316732866742756'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/08/t-ra-il-13-ed-il-14-sono-sbarcate.html' title='È di nuovo emergenza a Lampedusa'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-4171734303195715567</id><published>2011-08-12T19:16:00.000+02:00</published><updated>2011-08-12T19:16:35.610+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Salinagrande'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Trapani'/><title type='text'>Nigeriano muore a Salinagrande</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Ieri nel CARA di Salinagrande è  morto un giovanissimo ragazzo nigeriano....una morte che sembra non  esserci mai stata, invisibile come purtroppo sono molti di questi  ragazzi...l'unico grido che abbiamo sentito è stato quello degli altri  ospiti che hanno fatto sentire il loro sdegno per un soccorso non  tempestivo..voci subito messe a tacere dal reparto mobile....e poi gli  amici e i connazionali che si sono raccolti in preghiera....come spesso  diciamo... dietro a tutto questo non c'è un numero o un  "fattaccio"....c'è un uomo, una vita che se ne va prima di aver potuto  trovare il futuro desiderato, una vita che merita attenzione e rispetto  anche nell'addio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Michela Nuzzo &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-4171734303195715567?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/4171734303195715567'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/4171734303195715567'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/08/nigeriano-muore-salinagrande.html' title='Nigeriano muore a Salinagrande'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-2409474697280261952</id><published>2011-08-12T14:56:00.008+02:00</published><updated>2011-08-22T15:01:08.674+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lampedusa'/><title type='text'>Lampedusa ma quanto ci costi?!</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Ieri mattina all’aeroporto mentre assistevo da lontano al trasferimento di venti maghrebini, tra cui pare vi fosse anche una donna, diretti al CIE di Ponte Galera a Roma, pensavo ancora una volta ai costi di trasporto e di gestione dei centri, ripensavo ad un articolo letto prima di partire sui costi di Frontex per i rimpatri aerei e ripensavo ai racconti dei pescatori e di alcuni abitanti dell’isola. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Pensavo alla storia di Lampedusa, isola un tempo più autosufficiente economicamente, in cui oltre alla pesca si praticavano l’agricoltura e la pastorizia di sussistenza, pensavo all’immagine narrata di un’isola disegnata da vitigni di uva dolce e di carrubi, ai pomodori, al pane fatto in casa ed ai formaggi. Il progressivo disboscamento necessario alla creazione di spazio per le coltivazioni, prima, e per il moltiplicarsi delle costruzioni, poi, ha inevitabilmente inaridito il terreno.Negli anni cinquanta con l’arrivo della corrente elettrica, la possibilità di conservare il pesce nel ghiaccio ha indotto molti ad abbandonare l’economia del baratto legata ad agricoltura e pastorizia per dedicarsi alla pesca ed all’economia monetaria legata al suo commercio. Oggi anche la pesca è al suo tramonto, un po’ per la riduzione della pescosità del Mediterraneo un po’ per l’assenza di ricambio generazionale; l’agricoltura non esiste quasi più, così come la pastorizia…ci sono solo conigli, cactus e rocce spoglie, battute dal sole e dal vento. Ora a&amp;nbsp; Lampedusa tutto viene da fuori e tutto costa tantissimo: l’acqua, il cibo, il petrolio per i trasporti e per la corrente elettrica…c’è solo un liceo scientifico, un solo poliambulatorio in cui i medici specialisti si alternano in giorni precisi della settimana…tipo se ti fanno male i denti martedì, devi aspettare che arrivi il dentista venerdì…alla fine ho pensato che lo Stato, piuttosto che ostinarsi a spendere soldi per spezzare la vita di uomini e donne libere sulla faccia della terra, potrebbe spendere molto meglio i soldi affidatigli per permettere ad esempio ad una donna lampedusana di partorire una nuova vita a casa sua, senza dover spendere centinaia e centinaia di euro per trasferirsi ad Agrigento o a Palermo con la mamma o la sorella un mese prima di partorire…&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Per saperne di più sui costi di rimpatrio leggi articolo su frontex:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;http://fortresseurope.blogspot.com/2011/07/i-conti-di-frontex-10-milioni-per-2000.html&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: small;"&gt;Anna Garrapa, Brigate della Solidarietà Attiva &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-2409474697280261952?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/2409474697280261952'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/2409474697280261952'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/08/lampedusa-ma-quanto-ci-costi.html' title='Lampedusa ma quanto ci costi?!'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-2990780902919518519</id><published>2011-08-12T11:25:00.011+02:00</published><updated>2011-08-14T19:07:35.702+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lampedusa'/><title type='text'>Report da Lampedusa - movimenti sull'isola</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-QD1YtCyVqlA/TkeWAD7UgkI/AAAAAAAAAE4/j9hTXTQyVIU/s1600/2011_08_12_Abdschiebung_Maghrebiner_Julika" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="150" src="http://3.bp.blogspot.com/-QD1YtCyVqlA/TkeWAD7UgkI/AAAAAAAAAE4/j9hTXTQyVIU/s200/2011_08_12_Abdschiebung_Maghrebiner_Julika" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Stamattina ci arriva notizia che verso le 9 un pullman è stato riempito con una ventina di maghrebini dal centro Contrada Imbriacola con destinazione aeroporto di Lampedusa. Verso le 10 noi ci troviamo davanti la pista dell’aeroporto e vediamo un gruppo di persone di fronte ad un aereo Alitalia – nr. I-BIMA. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Sono le 10.20 quando iniziano a salire sull’aereo sempre in gruppi da 4 persone. Alcuni di loro portano il loro unico bagaglio, una busta di plastica mezza vuota. Intorno polizia in borghese. Successivamente veniamo a scoprire che di solito ogni passeggero viene accompagnato da due agenti “per motivi di sicurezza”. Dal Centro ci arriva notizia che oggi sono usciti 18 uomini 1 donna e 1 minorenne (numeri non ufficiali). Ieri un aliscafo con 37 minorenni ha lasciato Lampedusa. Non abbiamo altri dettagli. Sentiamo da diverse organizzazioni che oggi dovrebbero esserci sull’isola circa 600 rifugiati. Altre fonti però ci dicono che all’interno dell’Imbriacola ci sono 391 persone (309 uomini, 6 donne, 76 minori) e nel Loran 371 persone (291 donne, 5 uomini, 75 minori). &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Negli ultimi 4 giorni il mare era molto mosso ma da ieri il vento si è calmato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Julika Brandi e Giulio Montemauri per il Forum Antirazzista di Palermo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-2990780902919518519?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/2990780902919518519'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/2990780902919518519'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/08/report-da-lampedusa-deportazione-con.html' title='Report da Lampedusa - movimenti sull&apos;isola'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-QD1YtCyVqlA/TkeWAD7UgkI/AAAAAAAAAE4/j9hTXTQyVIU/s72-c/2011_08_12_Abdschiebung_Maghrebiner_Julika' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-3273220831249806281</id><published>2011-08-11T14:51:00.001+02:00</published><updated>2011-08-22T14:53:50.191+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lampedusa'/><title type='text'>Lampedusa - oltre la Repubblica</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Martedì 2 agosto: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Durante la serata sbarcano più o meno 300 migranti provenienti dalla Libia, di cui secondo LaRepubblica&amp;nbsp; 50 donne e 4 bambini. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Mercoledì 3: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Pressoché 70 tunisini vengono trasferiti, in aereo, verso alcuni CIE. Non sono in grado di riportare con certezza tutte le differenti destinazioni, tra cui Roma, Torino, Trapani.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;In giornata si verificano altri 2 sbarchi per un totale di circa 300 persone. Pare che il numero complessivo d’immigrati presenti sull'isola si aggiri intorno ai 1200.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Giovedì 4: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Vengono imbarcate sulla Moby, imbarcazione fornita regolarmente dall’impresa privata, più o meno 900 persone, quasi tutte di origine subsahariana, per essere trasferite in varie località italiane tramite un lungo viaggio che durerà alcuni giorni, tendenzialmente seguendo il circuito Cagliari, Genova, Civitavecchia e ritorno in Sicilia. Sostanzialmente vengono svuotati i due centri ad eccezione di alcuni maghrebini, sia adulti che minori; in particolare pare che alcuni minori siano trattenuti nel centro da almeno metà luglio, nonostante lo stesso testo del capitolato d’appalto preveda che nei CSPA gl’immigrati vengano trattenuti indicativamente per 24/48 ore. In serata arrivano più o meno 300 superstiti dell’imbarcazione rimasta ferma per due giorni a 90 miglia da Lampedusa, i passeggeri raccontano della morte per fame e per sete di almeno 100 persone, i cui cadaveri sarebbero stati buttati in mare, sono tutti in cattive condizioni, disidratati e con problemi alle gambe, alcuni casi più gravi vengono ricoverati all’ambulatorio di Lampedusa e poi trasferiti in ospedale a Palermo. Pare che sia stata richiesta l’apertura di un’indagine, relativamente al rifiuto di portare soccorsi alla barca in avaria da parte di una nave della NATO già presente in acque libiche.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Venerdì 5: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Passa rapidamente Bersani a buttare un occhio al centro svuotato e pulito (appositamente?)&amp;nbsp; il giorno precedente…si tratta ad ogni modo di una visita superficiale e di portata irrilevante a livello di politica sia nazionale che locale.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Sabato 6: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;All’alba arriva una barca che pare abbia percorso rapidamente la traversata per cui le testimonianze raccolte descrivono passeggeri apparentemente giunti in buona salute.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Lunedì 8: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Vengono imbarcati più o meno 400 subsahariani, quasi tutti i reduci dell’ultimo drammatico sbarco. Questa volta è la Grimaldi Lines a trasferire i migranti in Puglia, a Manduria; compagnia privata che insieme alla Moby sottrae dalle casse pubbliche indicativamente dai 140 mila euro in su per ogni viaggio intrapreso (in questi ultimi mesi avvenuti almeno 2 volte a settimana). Restano a terra pressoché&amp;nbsp; 700 migranti, molti d’origine nordafricana e soprattutto minori.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Giovedì 11: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Indicativamente una trentina di minori vengono imbarcati nell’aliscafo che conduce regolarmente i turisti da Lampedusa a Porto Empedocle. Parlando con alcune amiche che casualmente si trovano sullo stesso mezzo di trasporto vengo a scoprire che i ragazzi vengono trattenuti in un locale separato dagli altri turisti e presidiato dalle forze dell’ordine…&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Al di là dei numeri, quel che vale la pena sottolineare è come in questo periodo stiano arrivando sulle coste lampedusane soprattutto giovani subsahariani, provenienti dalla Libia, fuggiti dalla guerra, non so se tra di essi vi sia anche qualcuno obbligato coattamente a partire, in ogni caso moltissimi minori non accompagnati, poche donne ed alcune famiglie. Anche i tunisini continuano ad arrivare, anche se in numero molto inferiore, nonostante il pattugliamento delle coste tunisine e l’attuazione dei rimpatri.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;C’è una netta differenza nella gestione dei trasferimenti dall’isola: i subsahariani vengono portati regolarmente, a giorni alterni, in altre località italiane per essere accolti ed inseriti in case famiglie se minori soli o nei CARA per seguire le varie tappe del sistema di protezione per richiedenti asilo; i nordafricani e più specificamente i tunisini vengono invece portati nei CIE per poi essere rimpatriati o rilasciati sostanzialmente come clandestini dopo aver passato mesi (ormai fino ad un massimo di 18 mesi!) tra mura, filo spinato, umiliazioni e violazioni. I migranti vengono trattenuti illegittimamente nei due centri, 24 ore su 24, circondati da vari strati di filo spinato e di camionette, per un periodo sistematicamente superiore alle 48 ore. Così non dovrebbe essere visto che trattandosi di CPSA formalmente i migranti dovrebbero ripartire rapidamente ed essere liberi di entrare ed uscire dalle due sedi. Nella testa conservo le immagini indelebili, rubate attraverso gli strati di rete metallica, di ragazzini seduti in gruppetto, di giovani uomini in piedi da soli e con le braccia conserte sul petto, abbandonati all’immobilismo di una detenzione ingiustificata ed incomprensibile, di un assistenzialismo paternalista e vegetativo. Mi sono sentita un’impotente testimone di malcelati lager moderni…ripenso alle lezioni di storia dietro ai banchi di scuola, alle testimonianze di una disumanità umana e mi torna in mente sempre la stessa domanda…ma come è stato possibile che succedesse davvero?...adesso purtroppo comincio a capirlo davvero…&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Imbarchi e baracconi...sacchetti blu come valigie di cartone:&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;La prima volta che sono andata al molo di cala pisana a vedere gl’imbarchi sono riuscita a dare un significato al progetto di monitoraggio. Gli ho visti passare, giovani e giovanissimi, con facce vere, procedere nell’imbarco con in mano&amp;nbsp; sacchetti tutti uguali di plastica azzurra e quando qualcuno sorridente salutava dai pullman i turisti ed i giornalisti curiosi appollaiati sulle rocce mi sono chiesta quanto fosse labile il confine tra un sincero gesto di accoglienza ed un’imbarazzata menzogna: dopo le traversate del deserto, la fuga dalle guerre e dalla povertà, le notti in balia del mare, i giorni passati a lottare per la sopravvivenza o per realizzare un sogno di libertà, la vera meta finale deve essere sembrata vicina, la terra, l’Europa…ed io che li guardo e rispondo incerta ai saluti pensando ai gironi successivi, ai CARA, ai CIE, ai limiti concreti dell’asilo…non riesco a mentire fino in fondo, ma non riesco a guardarli senza rispondere ai loro sforzi ed ai loro sogni almeno accennando un imbarazzato sorriso. Comincio a sentirmi sempre di più parte di uno spettacolo perverso e quando mi ritrovo ad osservarli durante l’imbarco, durante lo sbarco, durante i trasferimenti in pullman e mi vedo circondata di telecamere, macchine fotografiche, occhi ed orecchi pronti a carpire un’informazione in più, obiettivi orientati alla ricerca dello scoop, progetti documentaristici pressoché tutti uguali…mi pare di essere allo zoo, dove ciò che conta non è la storia di persone vere, bensì l’immagine rubata che ogni spettatore riesce a collezionare per realizzare il proprio progetto, per fare il proprio lavoro o semplicemente per poter dire “c’ero anch’io e li ho visti”. Sento sempre meno la voglia di esserci eppure non riesco a smettere di correre a cercarli, di sapere…vado in ambulatorio a cercare informazioni e continuo ad incontrare occhi sbarrati in mondi parelleli di memorie e vissuti inimmaginabili, distanti dal circostante disordine di piccoli gesti solidali, di scortesie ed incompetenze, di interessi vari e sospetti reciproci. Talvolta mi sento sovrastata dalla sensazione che in fondo la sorte dei migranti sia un perno microscopico intorno ai quali ruota un reticolato infinito ed intricato d’interessi politici ed economici…&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Anna Garrapa, Brigate della Solidarietà Attiva&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-3273220831249806281?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/3273220831249806281'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/3273220831249806281'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/08/lampedusa-oltre-la-repubblica.html' title='Lampedusa - oltre la Repubblica'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-4965149804544159830</id><published>2011-08-10T11:39:00.006+02:00</published><updated>2011-08-14T19:08:07.764+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lampedusa'/><title type='text'>A proposito, come stanno i lampedusani?</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Bello scoprire che almeno per il mese di agosto il turismo sembra essere tornato qui su Lampedusa: voli pieni, spiagge lottizzate da centinaia di asciugamani stesi al sole, e il corso del paese, via Roma, nuovamente passerella protagonista dello struscio serale. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Sembra che tutto sia tornato come prima, ma in realtà, anche a chi è qui per la prima volta, è subito chiaro che qualcosa di nuovo c’è. L’esodo degli immigrati? No, “quelli sono sempre venuti”, ci racconta una voce isolana, e allora cos’è?&amp;nbsp; “È lo Stato” ci rispondono, “quando ne hai veramente bisogno non c’è, quando invece non ne hai bisogno ce ne è troppo”. Corrucciando un po’ la fronte e grattandoci la testa cerchiamo di capire che storia è mai questa. Inizia persino a farsi avanti il sospetto che questi lampedusani siano difficili e proprio irriconoscenti: sono loro che hanno chiesto più&amp;nbsp; presenza delle forze dell’ordine e di non essere abbandonati da soli sull’isola e adesso dicono che ci sono troppi militari. Un’apparente contraddizione che evidentemente per essere capita ha bisogno di essere arricchita da nuove variabili: turismo, crisi economica, immagine. Un incontro con una persona del posto ci aiuta a capire meglio cosa sta succedendo: Entriamo in un negozio di autonoleggio e chiediamo un motorino. Il proprietario, un uomo sulla trentina, risponde con una faccia sconsolata: “Ho dato via l’ultimo e questi due qui me li hanno&amp;nbsp; appena sequestrati per 60 giorni.”&amp;nbsp; Poi sfogandosi racconta: “I Carabinieri ti bloccano agli incroci in cinque e fermano i turisti senza casco. Non hanno capito che io guadagno solo in questo mese per tutto l’anno. È questo l’aiuto che ci danno. Ma a febbraio dove erano? Dove erano quando c’erano migliaia di rifugiati per strada? Quando eravamo da soli, gli abbiamo dato tutto. Coperte, giacche e li abbiamo fatti dormire nei nostri furgoni e nei nostri magazzini. Da parte dello Stato ci siamo sentiti abbandonati. Pensa&amp;nbsp; che non potevo aprire più casa perché dietro di me avevo 50 persone che mi guardavano. Ho girato persino con una pistola finta di plastica in tasca per far vedere che ce l’avevo. Noi abbiamo dato le coperte e loro hanno dato fuoco alla casa della fraternità. Era gente che era uscita direttamente dalla galera tunisina.” Poi da ultimo chiediamo se la situazione ora è migliorata: “No, per niente. I politici non fanno niente, sia di destra , che di centro che di sinistra. Sarà sempre cosi, anche l’estate prossima... “. Usciamo dall’officina del nostro amico con la testa piena di pensieri, prendiamo le nostre biciclette e all’incrocio, mentre ci domandiamo quanto potrà pesare la militarizzazione di un paesino sul turismo,&amp;nbsp; diamo la precedenza a due camionette dei carabinieri… Nelle prossime settimane cercheremo di approfondire meglio l’attitudine dei lampedusani verso i cambiamenti degli ultimi mesi cercando il più possibile di portare le voci della popolazione locale. In più porteremo un aggiornamento regolare sulla situazione degli sbarchi e della permanenza nei centri. Per quanto riguarda gli ultimi due giorni non c’è stato alcuno sbarco mentre si registrano alcune difficoltà per alcune associazioni che danno servizi di informazione legali sulla procedura della richiesta d’asilo a continuare ad entrare&amp;nbsp; e lavorare nei centri di prima accoglienza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Julika Brandi &amp;amp;Giulio Montemauri, Forum Antirazzista di Palermo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3241646156276244350-4965149804544159830?l=siciliamigranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/4965149804544159830'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3241646156276244350/posts/default/4965149804544159830'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://siciliamigranti.blogspot.com/2011/08/proposito-come-stanno-i-lampedusani.html' title='A proposito, come stanno i lampedusani?'/><author><name>borderline</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11019777134959382228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3241646156276244350.post-876171436577875825</id><published>2011-08-08T08:55:00.004+02:00</published><updated>2011-08-11T09:04:01.926+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lampedusa'/><title type='text'>LAMPEDUSA: LA PORTA DEL PARADISO PRESUNTO</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Dal 19 al 23 luglio si è svolto nell’isola il “Lampedusa in Festival” giunto alla terza edizione. Lampedusa è un’isola bellissima nota ultimamente per i massicci sbarchi di migranti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Sono sbarcata nell’isola il 22 luglio, in tempo per assistere alle ultime due giornate del festival. Lo scopo del festival è stato quello di promuovere il turismo nell’isola, fonte di vita per molti lampedusani, ma quest’anno a causa dei media si è avuto un terrore fortissimo, tale da allontanare moltissimi turisti. I documentari proiettati sono stati molto belli, toccanti, trattavano di storie, vissuti, flussi migratori e culture che appartengono al bacino del Mediterraneo. Il”Lampedusa in festival” è andato benissimo c’è stata una numerosa partecipazione dei turisti presenti nell’isola e dei Lampedusani, il merito di tale riuscita va a tutti i ragazzi che hanno lavorato duramente insieme e&amp;nbsp; con grande passione. Erano presenti nell’organizzazione del Festival i ragazzi dell’associazione Arci Askavusa con la collaborazione di altre realtà associative, come le Bsa e volontari provenienti da tutta Italia e alla direzione artistica Luca Vullo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Io sono andata a Lampedusa per un lavoro di monitoraggio riguardante la situazione dei migranti, per conto della mia associazione Shahrazàd onlus e per il Forum antirazzista, ho raccolto diverse interviste non solo da parte di turisti e lampedusani, ma anche di associazioni culturali e onlus che hanno vissuto in pieno l’arrivo dei migranti. Durante la mia permanenza nell’isola c’è stato un primo sit-in, giorno 25 luglio 2011, di giornalisti, sindacati e associazioni per chiedere il rispetto dell’art.21 della Costituzione e ritirare la circolare firmata dal ministro Maroni, che vieta alla stampa l’ingresso ai centri per migranti. Il sit-in si è svolto davanti al Cspa, o meglio dire in piena campagna, in ossequio alla circolare di Maroni, perché non c’è stato consentito di avvicinarci a causa dei blocchi delle forze dell’ordine, che si trovano perennemente in quella zona, per controllare che nessuno si avvicinasse nemmeno davanti al cancello, a parte gli operatori interni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Dalle interviste sono emerse delle denunce gravissime riguardanti le problematiche all’interno del centro, soprattutto da parte dell’Ong Terre des homme (che si occupa dell’aiuto all’infanzia in difficoltà, sia dei minori accompagnati che non).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;L’avvocato Alessandra Ballerini così descrive la situazione che ha avuto modo di osservare: Le persone che richiedono asilo non possono essere trasferite in un Cie, quello di cui hanno più bisogno è un supporto psicologico. I ragazzi della base Loran, soffrono tantissimo al punto di non riuscire né a mangiare e né a dormire, diventando sofferenti e trasformandosi fisicamente. Ci sono persone all’interno del Cspa, con problemi fisici&amp;nbsp; evidenti molto gravi, e occorre tenere nella dovuta considerazione che nell’isola c’è solo un poliambulatorio. Il lasciateci entrare nel centro non esiste, non funziona e quindi l’unico modo dei migranti, per far sentire la loro voce è l’autolesionismo. A breve inizierà il ramadan, per i migranti è importantissimo non farlo rinchiusi lì dentro, alcuni stanno pensando di scappare e ritornare nei loro paesi di origine, perché durante un digiuno così lungo hanno bisogno di molta frutta e sono preoccupati per il cibo e per gli orari. All’interno del centro operano le forze dell’ordine, Lampedusa accoglienza, Save the children, l’Arci l’Oim, Inmp, l’Unhcr, Terre des homme, Medici senza frontiere, ma 24 ore su 24 ci sono solo le forze dell’ordine. Ai migranti viene assolutamente vietato di uscire e se ci provano, vengono puniti con il ritiro del tagliandino per la mensa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Addirittura non vengono distribuite ai migranti neanche le schede telefoniche perché altrimenti le possono grattare sui muri e si tagliano le vene, lo shampoo no perché altrimenti si possono&amp;nbsp; avvelenare. Queste persone non sanno come passare il tempo. Gli vengono tolte anche le cinture, perché altrimenti rischiano di impiccarsi. Tipico dei luoghi di privazione della libertà è privarti di tutto, per poi non interessarsi del motivo che ti spinge al suicidio. &lt;span lang="IT"&gt;Molti degli operatori e delle forze dell’ordine hanno una grande umanità, una donna delle pulizie tempo fa voleva adottare un bambino, ma non le è stato concesso.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: small;"&gt; I migranti vivono l’inferno in un paradiso terrestre. Molti hanno paura dell’acqua, nessuno gli chiede che cosa abbiano vissuto durante il viaggio. Alcuni ragazzi nel centro Loran vedono l’acqua ovunque. Qualsiasi essere umano non può essere privato della libertà personale, solo un giudice può decidere, così conclude il suo intervento l’avvocato Ballerini. Io penso che sia importante citare l’Art.13 della costituzione italiana qui di seguito che recita: “La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge l’autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all’autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto. E` punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà. La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva”. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Ogni migrante sogna di arrivare nell’isola di Lampedusa, l’isola della speranza. Molti si imbarcano pur sapendo che il loro non sarà un viaggio semplice e sono pienamente coscienti che potrebbe essere un viaggio senza ritorno, ma nonostante ciò rischiano la vita nella speranza di migliorarla, sapendo di poter morire.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: small;"&gt; I migranti che riescono ad arrivare nell’isola vengono accolti nel centro d’accoglienza Cspa, ma una volta entrati non hanno più la libertà di poter uscire neanche per mangiare un gelato. Vivono la loro quotidianetà nella staticità chiusi in un centro da cui non possono oltrepassare i confini e allora si chiedono dove sia la libertà che hanno tanto sognato. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Dicono: non siamo delinquenti siamo&amp;nbsp; esseri&amp;nbsp; umani&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;come tutti voi. Perhé non possiamo uscire? Che cosa abbiamo fatto di male?&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Giovedì 28 luglio 2011 pur non operando all’interno del centro, sono riuscita a superare due blocchi delle forze dell’ordine e ad entrare. Mi è stato così possibile realizzare l’intervista che segue con il responsabile Cono Galipò dell’associazione Lampedusa accoglienza: “Lampedusa è un paese da ammirare per la forte accoglienza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: small;"&gt; Nei mesi scorsi, assistere una popolazione di 6.000 e più immigrati disperati dall’esigenza di migliorare la loro condizione di vita non è stato facile. Arrivavano e arrivano da paesi in guerra e in condizioni economiche disastrose.&lt;br /&gt;Vi sono delle situazioni di tipo sociale molto pesanti e Noi (Lampedusa accoglienza) siamo riusciti a gestire questa situazione molto complessa.&lt;br /&gt;Abbiamo assicurato a tutti i migranti le migliori condizioni di accoglienza sotto tutti i punti di vista. Ci sono alcune opinioni divergenti all’interno del centro, non voglio nascondere i giudizi negativi che una parte di associazioni esprimono su questo fenomeno e sulla gestione, per certi aspetti la pensiamo in maniera diversa, comunque ognuno si tiene la propria opinione, ma tutte vanno rispettate.&lt;br /&gt;I migranti hanno all’interno del centro un campo da gioco, con strutture sportive ricreative, e pur vivendo situazioni difficili, riescono a passare il tempo in modo gioioso e allegro… &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Una volta arrivati a Lampedusa, i migranti vengono identificati tramite le impronte digitali: dovrebbe stare qui massimo 72 ore, purtroppo restano anche 4 o al massimo 5 giorni, la loro permanenza nel centro è breve e non c’è il tempo per farli uscire anche perché non sono in regola.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: small;"&gt; Nel mese di marzo le forze dell’ordine si sono assunti la responsabilità di farli circolare al di fuori del centro.&lt;br /&gt;Ci stiamo muovendo soprattutto per i minori, per creare delle condizioni anche di integrazione nell’isola. Dal 1 settembre partirà un progetto della pubblica istruzione che cercherà di integrare questi minori con quelli di Lampedusa.&lt;br /&gt;Ci sarà un’attenzione particolare da parte di tutte le istituzioni.&lt;br /&gt;Da un punto di vista giuridico ai migranti vengono date tutte le informazioni sui loro diritti, possono essere nominati avvocati e gli è permesso venire anche all’interno del centro, ma quest’attività viene esercitata poco, per la brevità della permanenza.&lt;br /&gt;Ci sono diverse etnie all’interno del centro che convivono nelle migliori condizioni.&lt;br /&gt;Non c’è una discriminazione tra un’etnia e un’altra.&lt;br /&gt;Un po’ di tempo fa mi è capitato in un altro centro di assistere ad una lite tra cristiani e musulmani, perché un cristiano aveva fatto la doccia prima di un musulmano, e per questo motivo si sono presi a bastonate, ed io ho cercato di fare capire loro che i problemi non si risolvono con la violenza, i migranti scappando da paesi con particolari problemi, secondo me sono abituati a risolvere i problemi in questo modo.&lt;br /&gt;Ci è capitato di rivedere migranti che erano stati rimpatriati, ritornare dopo una settimana.&lt;br /&gt;Su questo bisogna approfondire: chi rischia la vita per venire in Italia avrà un valido motivo: noi abbiamo avuto un caso di una coppia sbarcata a Lampedusa, di cui il marito aveva il passaporto francese e la moglie tunisina non poteva passare e lui ha fatto questa traversata pericolosa per portarsela in Francia.&lt;br /&gt;Calipò afferma che una più attenta legislazione possa evitare di far rischiare la vita a queste persone.&lt;br /&gt;Umanizzare questi problemi, li risolverebbe almeno in parte.&lt;br /&gt;A volte la legislazione non guarda in faccia nessuno.&lt;br /&gt;Il problema non è solo di accoglierli, assisterli, ma anche il dopo è fondamentale, perché quando i migranti devono abbandonare il centro, avendo ottenuto il permesso di soggiorno, all’improvviso si trovano nel baratro: non possedendo nulla, restano in balia di se stessi ed è in questo momento che hanno maggiore bisogno di assistenza, per evitare che finiscano nelle mani della delinquenza criminalizzata.&lt;br /&gt;Bisogna concentrarsi sull’integrazione e sulla legislazione e i migranti devono essere seguiti anche dopo aver ottenuto il permesso di soggiorno.&lt;br /&gt;rischiamo di sentirne sempre di più&lt;br /&gt;Per fare ciò è necessario che alcune norme legislative vengano cambiate come ad esempio la legge 381 del 91″.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Intervista al sindaco di Lampedusa:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;“L’accoglienza va data, va donata, in presenza di gente che bussa alla tua porta. Vorrei citare un tratto della Bibbia:&amp;nbsp; ero forestiero e mi avete accolto, ero nudo e mi avete vestito, ero affamato e mi avete dato da mangiare.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;Durante il periodo di emergenza da marzo in poi, abbiamo avuto un grande aiuto da parte del Presidente del Consiglio.&lt;br /&gt;Il Cspa in contrada Imbriacola è considerato da me un albergo a 5 stelle.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda la situazione sanitaria, qui a Lampedusa NON ABBIAMO BISOGNO DI UN OSPEDALE, specialmente su un discorso di una sanità discutibile e alcune volte carente in tutto il territorio nazionale.&lt;br /&gt;Qui nell’isola abbiamo un poliambulatorio, con tante branche specialistiche, inoltre due elicotteri del pronto soccorso collegati con gli ospedali di Palermo: il Civico e il Cervello.&lt;br /&gt;Pensare di aprire un ospedale con tutta una serie di attrezzature diventerebbe molto costoso e complicato”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Interviste ad alcuni turisti e abitanti dell’isola&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;“Alcuni abitanti hanno mostrato una stanchezza nel vedere la loro bellissima isola troppo militarizzata&amp;nbsp; e si sentono più infastiditi di questo aspetto piuttosto che dei migranti invisibili, che in effetti non hanno assolutamente libertà di movimento perché stanno sempre chiusi all’interno del Cspa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;Alcuni lampedusani dicono: purtroppo l’isola è stata bersagliata da questa pubblicità negativa dei media, l’immigrazione esiste da più di vent’anni, non è un fenomeno recente, un turista interviene alla conversazione e dice: ne vedo migranti più nelle strade di Milano che a Lampedusa e continua…&lt;br /&gt;Io sono venuto a Lampedusa per lavorare perché mi sono trovato benissimo, e mi sono affezionato sia ai luoghi che alla gente del posto. Mi piacerebbe proiettare attraverso i miei occhi paesaggi e personaggi, sono sicura che potremmo azzerare l’ombra che è stata gettata gratuitamente. Una donna del luogo conclude: siamo persone accoglienti e non restiamo insensibili alle necessità dei nostri fratelli più sfortunati di noi, abbiamo dato tutto quello che abbiamo potuto e quando sono andati via i migranti, ci siamo sentiti soli, perché hanno arricchito le nostre giornate, con i loro usi e costumi differenti dai nostri”. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-
